Transizione di Carriera – La rivincita degli “Head Hunter”

 

Servizi di Transizione di Carriera – La rivincita degli “Head Hunter”

Ci deve essere sempre un filtro vergognoso, una specie di assorbente, tra l’ente di stato e il cittadino contribuente, perché lo stato con il cittadino non sa e non vuole comunicare direttamente. E però, cambiando le leggi, molti devono cambiare mestiere, come capita ai “consulenti” che si definiscono, senza ragione, “cacciatori di teste”. Ogni volta che gli scellerati fanatici della burocrazia installano complicazioni aggiuntive alle difficoltà della vita d’impresa, e alle traversie della vita dei singoli individui che per l’impresa lavorano, si predispone il terreno di coltura per il fiorire delle agenzie che, a pagamento, “sbrigano le pratiche” per conto terzi. L’organizzazione dello stato non lavora per agevolare la vita dei cittadini che pagano le imposte con il sangue (il drenaggio fiscale in Italia supera il 70%), anzi, la complica ulteriormente con procedure astruse ed infliggendo le code e le attese della tipica inefficienza dei complicati e indolenti ingranaggi burocratici. Per il disbrigo delle pratiche formali, si sono inventate tante agenzie di servizi quanti sono gli stessi servizi che dovrebbe garantire lo stato.

DELLA LEGGE E DEL JOBS ACT
La legge è scritta da mercanti forti, i quali la scrivono per tutelare i propri interessi e i propri monopoli. Tutti gli altri interessi non sono difesi dalla legge, non in automatico, per la semplice ragione che tutti gli altri interessi sono tutelati a condizione che chi cerca la tutela possa poi permettersela. Queste sono due regole generali che si possono cavare dalla storia, quanto meno, degli ultimi 3 secoli. Tra i vari decretacci mandati in circolo in epoca contemporanea da “legislatori” usurpatori e analfabeti, in Europa e in buona parte del resto del mondo, si trovano vari atti meschini, come il cosiddetto “Jobs Act”, con il quale la cricca dei burattini al governo ha stuprato lo Statuto dei Lavoratori in Italia.

DELLA TRANSAZIONE DI CARRIERA E DEL COSIDDETTO “OUTPLACEMENT”
Per addolcire le medicine amare, si gioca sui termini e sulla semantica. Chi sta per essere trombato, fatto fuori, cacciato a calci-in-culo, licenziato, eliminato, defenestrato, eccetera, si trova in una fase immediatamente precedente la sua terminazione fisica e questa fase, brevissima ma generatrice di grandi ansietà, viene chiamata oggi “transizione di carriera”. La chiamano così per far credere alla vittima che non c’è nessuna cospirazione volta a sbarazzarsi della sua persona. La vittima, il bersaglio dell’atto di eliminazione, dovrebbe essere indotto a credere che le cose stanno evolvendo nel suo interesse, anche se, per il momento, è il suo culo che prende i calci. Questo esercizio semantico, la trasformazione fittizia di un’atto nemico, e pernicioso, in atto benevolo, evidentemente, si ha più spesso quando si è in presenza di leggi (congiunture artificiali e politiche restrittive) che promuovono la disoccupazione e non il lavoro, come accade in questi ultimi tragici 16 anni. Ecco che si è creata la domanda di una nuova classe di parassiti, le agenzie di “servizi di transizione di carriera” e/o di servizi di “OUT-PLACEMENT”, che è uno dei tanti termini stranieri sempre in bocca a gente che non sa di cosa parla, e il cui significato resta vago e misterioso anche per quella gente, che servono per frodare le vittime degli atti unilaterali di licenziamento.

DELLA RESPONSABILITÀ SOCIALE DEI SERVIZI DI OUTPLACEMENT
Diffido da subito di queste agenzie di “consulenza”, pur non negando che i consulenti danno a volte consigli utili, anche se si tratta di ovvietà, per una serie di motivi che concorrono al sospetto.

1) Le agenzie di consulenza a-specifica, in generale, non giustificano la loro esistenza in alcun modo. Dare consigli a chi lavora su come lavorare? E che razza di mestiere sarebbe?

2) Secondo me, il “servizio di transizione di carriera” non può andare, in senso tecnico, perché:

a) è ben difficile di già, per un “consulente” affermato, avere dei clienti che gli chiedono di “trovare una testa”.

b) Se ora, il “cacciatore di teste” si ricicla, perché sono di più quelli che licenziano rispetto a quelli che assumono, credo bene che troverà qualche cliente bisognoso di licenziare ma..

c) dove trova il cliente che assume, quello presso il quale ricollocare la vittima del licenziamento?

d) Chi cerca lavoro sa quanto lavoro bisogna fare per trovarsi un lavoro e questa è una croce che si ha fin dal primo impiego. Perché, e come si può credere che, i “consulenti” debbano avere la bacchetta magica e disporre di tante scrivanie libere quante sono quelle da liberare?

3) Questi consulenti parlano di “periodi di prova”, “corsi di formazione”, “aiutare il candidato-licenziato a riacquistare la fiducia in sé stesso”, “insegnargli questo e quello…” e queste soluzioni non collimano affatto con una nuova collocazione, suonano piuttosto come servizi aggiuntivi da vendere alla vittima.

4) Parlano quasi tutti costantemente in astratto, come fanno i tipici venditori-ciarloni.

DEI COSIDDETTI HEAD HUNTER
In Italia, come ho già detto altrove, il lavoro dei cosiddetti “cacciatori di teste” lo può fare senza costi aggiuntivi qualunque segretaria di qualunque imprenditore. Le agenzie di selezione di quadri e dirigenti o di personale specializzato, non fanno altro che pubblicare un’inserzione, ricevere la corrispondenza, cestinare quei CV dei candidati che non provengono dallo stesso settore, presentare all’imprenditore i soli candidati con esperienza pregressa nello stesso settore. Non si avvalgono di nessuna rete di contatti propria (altrimenti non avrebbero motivo di mettere le inserzioni e di farlo sempre), non tengono una banca dati, e se la tengono non la usano, e quindi la loro è una funzione assolutamente fittizia. Di più, non hanno alcuna competenza specifica per poter valutare le qualità di un candidato rispetto all’esperienza dell’imprenditore che lo assume. Le loro raccomandazioni sono perciò tutte inutili, oltre che ovvie e convenzionali.

DEI CACCIATORI DI TESTE IN TRANSIZIONE DI CARRIERA
Quei cacciatori di teste, trasformati in procacciatori d’affari che praticano la tentata vendita di corsi a pagamento per i dipendenti vittime di licenziamento unilaterale, fanno come fanno i preti, la cui unica funzione sociale è quella di dare conforto spirituale alle vittime, sottraendo, anche da loro, tutte le risorse materiali che riescono ad incamerare senza dover lavorare.

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Pubblicato da economia, finanza e fisco

Come si gestisce l'impresa che sopravviva nel nostro sistema economico-giuridico? Cos'è il sistema economico e come funziona? Come funziona l'impianto giuridico-economico in Italia, in Europa e nel resto del mondo? Cosa studiano e a cosa servono gli economisti? Cosa studiano e a che servono gli insegnanti di economia politica? Come si controllano il sistema economico, i processi di produzione e consumo, di tutte le categorie di aziende? Come continuare ad ignorare il problema monetario, e il problema dell'alienazione del monopolio della sovranità monetaria, nonostante il tema sia stato oramai ampiamente descritto, spiegato, e le spiegazioni distribuite?

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