Bentornato Marx! – Come trasformare i Fantocci in Filosofi della Tv

 

“Bentornato Marx!” – Come Trasformare Fantocci in Filosofi della Tv.
Come Saviano il ciarlatano, anche Fusaro sembra quel genere di compagno di classe, alienato, frustrato e lecca-prof, che alza sempre la manina per dire scemenze (come gli raccomandano di fare da quando frequenta le scuole dell’obbligo) e che ci si augura di non avere mai allo stesso banco. Questi saltimbanchi soffrono della privazione di promettenti gioventù, compromesse dai prematuri contratti delle fraudolente maschere dei “filosofi” ben retribuiti, che devono essere portate da corpi flaccidi, da posture curve, ostentatamente cagionevoli, forse persino malate (uno pare la controfigura triste di Luigi Bersani invecchiato; l’altro quella ancora più triste di Woody Allen “giovane”) e da una voce sibilante, come di chi è insofferente della perversione della sua stessa prosa e chiede aiuto agli altri. Non perderò tempo ad entrare nel merito delle stupidaggini di Fusaro ma non posso evitare di ripetere le due prove indiziarie fondamentali della sua inesistenza:

1) Fusaro NON ha letto Marx (e d’altra parte non l’hanno letto neppure tutti gli altri, dichiarati o non dichiarati, socialisti/comunisti, e simili, che vanno in Tv o che scrivono idiozie sulla cartaccia stampata).

2) Chi ha letto Marx, ha letto “un mondo senza ebrei” e non “il capitale” o “il manifesto del partito comunista”, perché questi ultimi due sono lavori scritti da altri.

Ripeto qui sotto un frammento di cronologia a proposito della frode internazionale del comunismo e delle palle raccontate su Marx, già pubblicata, credo, prima che i ruffiani mi chiudessero i canali.

DEL PROGETTO DELLA FRODE COMUNISTA
Nel 1829 Frances Wright viene a New York per promuovere la formazione di una frangia ausiliaria femminile degli illuminati. È associata a Robert Dale Owen, noto socialista. Durante una delle riunioni operative, ella informa i presenti che è in fase di pianificazione la formazione di un movimento internazionale di sovversivi lungo le linee guida dei principi degli illuminati.

Questi sovversivi “saranno chiamati comunisti”.

Tre uomini vengono incaricati di raccogliere fondi per la realizzazione di questo progetto:

Clinton Roosevelt,
Horace Greeley (editore di: The New York Tribune e New Yorker Magazine, che assumerà Karl Marx come corrispondente sui fatti delle rivoluzioni in Europa nel 1848) e
Charles Dana (editore: New York tribune e New York Sun).

DEI CAPITALISTI CHE FINANZIANO I COMUNISTI
Chi finanzia il progetto comunista? Un gruppo di grandi banchieri e robustissimi capitalisti. Sembra un controsenso, ecco perché non ci bada nessuno, ma il fatto sta che, per fare il vantaggio delle banche centrali, a cicli, è necessario determinare fluttuazioni, alti e bassi finanziari, creare disordine e danno allo stesso sistema economico capitalista. La guerra fra le classi sociali è solo un altro trucco. I grandi capitalisti non sono contro i comunisti, inventati da loro stessi, sono piuttosto contro la concorrenza e usano i comunisti (o altri trucchi) per espropriare i loro clienti, associati o concorrenti, e stabilire monopoli (quello della moneta, del petrolio, della droga, dell’oro, dei diamanti, del tungsteno, eccetera).

DEI FINANZIATORI DEL PROGETTO DELLA FRODE COMUNISTA
Ecco i nomi dei primi:

Nathan Rothschild;
Jacob Schiff (Kuhn, Loeb; 20 milioni di dollari);
Sir George Buchanan;
Paul e Felix Warburg (Kuhn, Loeb);
Olaf Aschburg (Nye Bank of Stockholm, Svezia);
William Boyce Thompson (Chase National, 1 milione di dollari; Chase National è la banca di David Rockefeller che poi diventa la Chase Manhattan Bank);
Albert H. Wiggin (Chase National);
Krupp (industria siderurgica tedesca, oggi presente maestosa anche alla periferia di Shanghai, con impianti distribuiti a perdita d”occhio, che poi finanzierà anche Adolf Hitler, assieme a IG Farben, Prescott Bush e altri).

DEL COMUNISMO, FABBRICAZIONE DEI GRANDI CAPITALISTI
Quelli del primo elenco visto di sopra, già all’epoca, sono nomi di gruppi finanziari fra i più ricchi del mondo. Altri finanziamenti indiretti vengono poi attraverso associazioni socialiste, come i Fabian, che raccolgono comunque denari dalle stesse fonti. Il comunismo è dunque un’invenzione dei capitalisti, di alcuni primari gruppi capitalisti, i quali, proprio perché si tratta di un’invenzione paradossale, sono insospettabili. Essi usano il comunismo per ingrassare le loro proprietà e le loro ricchezze a danno d’altri capitalisti (le classi lavoratrici sono destinate a soffrire comunque, con o senza espropriazioni, perché, in assenza di espropriazioni, sono sfruttati dallo stato con l’estorsione fiscale ma, in presenza di espropriazioni, perdono il lavoro e restano a zonzo). Come si vede più avanti, a proposito della rivoluzione russa, il cartello finanziario non si limita a sovvenzionare cinicamente entrambe le fazioni in lotta, esso crea il conflitto alle sue basi, inventa oppositori, costruisce nemici, sovvenziona terroristi, orienta organizzazioni sovversive, religiose e politiche. Il cartello finanziario sovvenziona le fazioni pronte a scontrarsi, sulla base di fabbricazioni ideologiche (o religiose), da esso stesso prodotte e impiantate, e le manda alla guerra per sovvertire il sistema, appropriarsi
delle ricchezze fondamentali delle nazioni e dei beni materiali controllati da altri gruppi di capitale.

DELLA BREVE NOTA BIOGRAFICA DI KARL MARX
Il fantoccio storico Heinrich Karl Marx (Moses Mordecai Marx Levy, 1818-83)
proviene da una famiglia benestante. Suo padre è avvocato e lo converte alla confessione cristiana a 6 anni. Durante la sua frequenza universitaria a Bonn e Berlino si aggrega alla chiesa satanica di Joana Southcott che si dice in contatto con un demone, tale Shiloh. Viene espulso dalla Germania, poi si laurea in filosofia (proprio come i suoi emulatori Saviano e Fusaro) nel 1841; nel 1843 studia economia a Parigi, dove inizia ad apprendere cose sul comunismo francese. Viene espulso anche dalla Francia. Nel 1844 scrive “Un mondo senza ebrei“, nonostante lui stesso sia ebreo. Nel 1845 va a Bruxelles, dove, assieme a Friedrich Engels (figlio di un ricco industriale del tessile, 1820-95) riorganizza la Lega comunista. Engels ha già aderito alla Giovane Germania (uno dei tanti gruppi fondati da un altro noto praticante di riti occulti per conto terzi, tale Giuseppe Mazzini, sovversivo stipendiato da capitalisti con uffici a Londra) in Svizzera nel 1835. Anche Engels poi diventa massone, come lo stesso Marx.

DELLA LEGA DEI GIUSTI
La lega comunista è nota in precedenza come la “lega dei giusti“, titolo che ricorre in molti stupidi film e cartoni ripetuti ciclicamente dall’industria cinematografica, o la “lega degli uomini giusti” ed è a sua volta l’estensione della “lega persiana”, che a sua volta deriva dal movimento giacobino. Si tratta di un’associazione di uomini ricchissimi e potentissimi, residenti in nazioni diverse, che tirano le fila di gran parte delle agitazioni che insanguinano l’Europa nel 1848; è un ramo dell’ordine degli illuminati oppure un circolo interno ad essi. Il “Manifesto Comunista”, che in origine si chiama “Manifesto del Partito Comunista”, è presentato a Londra il 1 febbraio 1848. Verrà associato al nome di Karl Marx venti anni più tardi.

DEGLI OBIETTIVI DEL MANIFESTO COMUNISTA
Il manifesto è considerato dai marxisti la carta delle libertà dei lavoratori del mondo ed è a fondamento della costruzione ideologica della Lega Comunista. Esso propone:

1) l’abolizione della proprietà privata della terra;
2) l’introduzione dell’imposta progressiva sui redditi;
3) l’abolizione dei diritti di ereditarietà;
4) la confisca delle proprietà degli immigrati e dei ribelli;
5) la centralizzazione del sistema del credito nelle mani dello stato attraverso l’impianto di una BANCA CENTRALE;
6) l’accentramento di comunicazione e trasporti sotto il controllo dello stato;
7) la distribuzione della popolazione fra città e campagne;
8) l’eliminazione del lavoro minorile nelle fabbriche;
9) l’istruzione pubblica (cioè l’indottrinamento) gratuita per tutti.

DEL CONTROLLO DI PRODUZIONE E POPOLAZIONE
Il piano rivoluzionario socialista prevede anche l’abolizione di tutte le religioni ed è la reminiscenza della dottrina di Weishaupt. Secondo questa visione venduta come “marxiana”, controllando la produzione, la classe dirigente può gestire lo Stato anche politicamente.

RITTER E NIETZSCHE PER I BABBEI DELLA FAZIONE OPPOSTA
Contemporaneamente alle leghe comuniste, a Berlino, il professor Carl Ritter (1779-1859), co-fondatore della scienza geografica moderna, diretto da un altro gruppo di illuminati, scrive concetti opposti a quelli marxiani. Le costruzioni ideologiche da dare in pasto a masse di babbei, per dividerli in gruppi di opposti estremismi, avvengono contemporaneamente per entrambi gli schieramenti. Il lavoro iniziato da Ritter viene continuato dopo la sua morte da Friedrich Wilhelm Nietzsche (1844-1900) che poi diventa l’altra grande presa per il culo internazionale, quella di fascismo e nazismo, e verrà sfruttato per fomentare la seconda guerra mondiale.

DEL RUOLO DI KARL MARX NELLA FRODE COMUNISTA
Marx lavora come corrispondente per il New York Tribune (il cui editore è Horace Greeley) per seguire le rivoluzioni in Europa del 1848. Marx ed Engels fondano la prima “internazionale socialista” nel 1864, il 28 settembre, a Londra, alla quale aderiscono i gruppi socialisti di diverse nazioni europee, tutti convergenti sull’obiettivo di distruggere il sistema economico nella forma in cui si trova in quel tempo. Otto anni dopo, i socialisti con i pantaloni stirati aprono anche a New York, dove nasce il partito socialista; gli statuti di queste aggregazioni ricalcano quelli adottati da Giuseppe Mazzini, tanto che la presenza di Marx durante la loro redazione è del tutto superflua. Infatti, Karl Marx si querela con Engels, e scrive:

“..ero presente solo come muto spettatore della piattaforma.”

E James Guillaume, un membro svizzero della congregazione socialista-comunista, scrive:

“Non è vero che l’internazionale è una creazione di Karl Marx. Egli è rimasto completamente estromesso dai lavori di preparazione che è avvenuta tra il 1862 e il 1864..”

Quindi sono altri gruppi di studio a preparare i lavori, i consulenti legali delle banche centrali, per esempio (a migliaia erano presenti ai trattati di Versailles a fine prima guerra mondiale), ai quali non frega un fico secco dell’interesse, o dei diritti, dei lavoratori del mondo. Sono gruppi di studio impegnati, piuttosto, a far ingrassare certe dinastie di capitalisti, che acquistano poteri e ricchezze enormi istigando rivolte e rivoluzioni ovunque, e sempre con tecniche analoghe.

Karl Marx è un impiegato, un garzone di bottega, il cui nome si sceglie e si usa per motivi che solo “loro” possono sapere. Nathan Rothschild gli passa un paio di assegni da qualche migliaio di sterline per il suo “socialismo” (esposti al British Museum) e gli fa guadagnare 400 sterline con la speculazione alla borsa valori (come Marx scrive a suo zio, Leon Phillips Marx) tanto per ricordargli che la sua campagna per sovvertire il sistema, quel sistema basato sulla speculazione finanziaria e lo sfruttamento della classe dei lavoratori, è, e deve restare, un’adulterazione teorica delle sue brevi e discontinue sedute in biblioteca.

DE “IL CAPITALE”
Nel 1867 Karl Marx scrive “il Capitale” che diventerà la bibbia, mai letta, della classe dei lavoratori. Meno noto è il fatto che Marx scrive quel polpettone incollando assieme i frammenti ideologici di altri autori molto più remoti ed evoluti, per esempio:

Weishaupt,
Babeuf,
Blanc,
Cabet,
Owen,
Ogilvie,
Hodgkin,
Gray,
Robert Thompson,
William Carpenter,
Clinton Roosevelt.

Dei lavori di quei personaggi indicati di sopra, Marx ha tratto frammenti, anche quelli, presso il British Museum. Il secondo volume appare dopo la morte di Marx, nel 1885 e il terzo nel 1894. Il secondo e il terzo volume sono entrambi redatti da Engels sulla base delle note “marxiane”. La seconda internazionale viene formata nel 1889 a Bruxelles, sugli stessi modelli della prima.

DEL TRUCCO CHE C’È E CHE SI VEDE
Le élite capitaliste finanziano dei grassi gruppi di lavoro con l’intento fraudolento di costruire la base ideologica per i movimenti sovversivi; poi finanziano (cioè armano) quei movimenti sovversivi per appropriarsi con la violenza di ciò che apparteneva ad altri capitalisti o ad altri popoli e a regnanti di regni sovrani. Lo schema dei finanziamenti della rivoluzione russa è la continuazione di questa pratica.

DEL TERMINE FILOSOFIA
Il termine filosofia è costruito aggregando un primo elemento, “filo”, dal greco “philo”, significa “amore” e un secondo, “sofia”, anch’esso di origine greca, “sophia”, che significa sapienza, scienza. Perciò filosofia significa “amore per la scienza e la conoscenza”. Ma scienza e conoscenza (del fatto scientifico) hanno a che fare con la realtà, non con la speculazione, e perciò devono sempre indicare fatti e fenomeni ripetibili. Ad una data velocità rispetto al vento, e sempre a quella, un certo aeromobile si alza dal suolo, e sempre e solo alla stessa velocità. Quelli che confondono la “filosofia” con la pratica di “ragionare” non se ne intendono. Nel mondo ci sono miliardi d’imbecilli che sanno ragionare ma che sono lontanissimi dalla competenza empirica sulle poche cose che sanno. Da ciò discende immediatamente che Fusaro non è un “filosofo” e non è neppure uno studente di filosofia marxiana, visto che non l’ha letto.

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Pubblicato da economia, finanza e fisco

Come si gestisce l'impresa che sopravviva nel nostro sistema economico-giuridico? Cos'è il sistema economico e come funziona? Come funziona l'impianto giuridico-economico in Italia, in Europa e nel resto del mondo? Cosa studiano e a cosa servono gli economisti? Cosa studiano e a che servono gli insegnanti di economia politica? Come si controllano il sistema economico, i processi di produzione e consumo, di tutte le categorie di aziende? Come continuare ad ignorare il problema monetario, e il problema dell'alienazione del monopolio della sovranità monetaria, nonostante il tema sia stato oramai ampiamente descritto, spiegato, e le spiegazioni distribuite?

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