COME CONTRASTARE LE “FAKE NEWS”

 

COME CONTRASTARE LE “FAKE NEWS”

Per eliminare la gran parte della disinformazione basta cominciare a seguire le prime cinque regole fondamentali. Sono semplicissime:

1) Spegnere la Tv.

2) Una volta spenta la televisione, assicurarsi che quella sia demolita in ogni sua componente fisica. Regalarla ad altri, o venderla, è compiere un atto malevolo in malafede, e non soddisfa l’esigenza di contrastare le balle della disinformazione, meglio distruggerla e in ogni minima parte.

3) Astenersi, per sempre, dal comprare (o leggere al bar) qualunque giornale, rivista, rotocalco, o altro mezzo di comunicazione della grande editoria che pubblica cartaccia stampata.

4) Evitare di andare allo stadio (questa è la parte più difficile).

5) Tenere i bambini lontani dal catechismo, dalla scuola, dal cinematografo, dai fumetti e dai pericolosissimi cartoni animati.

È pur vero che i ciarloni sono presenti anche in rete ma, facci caso, in rete, in molti casi, viene riprodotta in quantità smodata tutta la insipienza che proviene dalla Tv. Gli stessi scemi che dicono panzane in Tv hanno imparato a ripeterle sui cosiddetti “social network”. Quelli non si possono evitare, per il momento, e vanno ignorati senza distruggere interamente il dispositivo che li ospita.

Cosa si otterrebbe seguendo le prime cinque regole?

Nel giro di pochissimo tempo, analfabeti milionari, strapagati per raccontare frottole, diffamare e calunniare i contribuenti lavoranti meno adattati, si ritroverebbero disoccupati. Senza la loro pestifera influenza, masse di schiavi-elettori-contribuenti-obbedienti si ritroverebbero senza guida e sarebbero costretti a ritornare a chiedere consiglio agli uomini con le gonne. Questo non giova, non tutto ciò che viene per aiutare a fare del bene aiuta a fare del bene fino in fondo. E però non vanno sottovalutati altri tre aspetti fondamentali dell’esito prevedibile dell’implementazione delle prime cinque regole:

A) il rapporto con gli uomini con le gonne è limitato nel tempo e nello spazio; essi non possono più entrare nelle case dei dissanguati contribuenti per coglierli spossati, rincoglionirli e ammorbare la sacralità dell’intimità familiare; la loro azione nociva, le loro arti di esperti dissimulatori, saranno circoscritte alle favole raccontate durante la messa domenicale; il controllo sociale sui singoli potrà essere esercitato con i trucchi perniciosi del catechismo, della confessione e con altri storici sistemi dello spionaggio-classico, ma ciò richiede da parte dell’apparato molto più lavoro e maggiori difficoltà gestionali, perciò, essendo l’esito più arduo, come lo era prima della Tv, vedrai che l’esito deleterio sarà anche più contenuto. Oltre a ciò, queste pratiche degli uomini con le gonne esistono di già, da secoli, e quindi, spenta la televisione, se ne può rilevare una moderata intensificazione che però è meno pericolosa della rivoluzione televisiva.

B) Il diabolico depistaggio televisivo (e cinematografico) è già, in buona parte, secondo Walter Veith completamente, sotto il controllo degli uomini con le gonne (gesuiti), i quali usano l’ebreo come intestatario di facciata della grande produzione e distribuzione delle favole cinematografiche. Sia come sia, la presenza del maligno nel cinema e nella Tv è certificata, anche ammessa, e in ogni caso è esposta, scoperta, identificabile da chiunque, proprio a causa di quella meccanica dell’eliminazione della privacy con la quale si usa la tecnologia per spiare i contribuenti. È “un’arma a doppio taglio”.

C) Eliminata la demoniaca opera della televisione (e mandati a raccogliere le angurie tutti i ruffiani che ci lavorano dentro), il rapporto con i loro sostituti, per esempio con i cartomanti o con gli uomini con le gonne, è un rapporto diretto, faccia a faccia, in gran parte dei casi. Nel rapporto faccia a faccia è più facile accorgersi quando si viene imbrogliati, se non la prima volta, almeno la terza o la quarta. Per fare alcuni esempi: bambini lo fanno capire, usando le loro forme di comunicazione sardonica, quando il parroco li accarezza in modo morboso; pagare direttamente la moneta al prete è un atto esplicito ed è più facile da percepire, perché provoca maggior sofferenza, anche se la cifra è più modesta rispetto a quella che ti portano via senza farti mettere la mano in saccoccia; al gesuita che viene a visitarti sul letto di morte, sarai pure lieto d’intestare le tue proprietà, sperando in una vita da nababbo nell’aldilà, ma preferiresti bene che non venisse. Di esempi simili se ne potrebbero fare altri ma basta qui ammettere che, nel rapporto diretto, faccia a faccia, l’arte del truffatore richiede sforzo maggiore e ottiene un risultato sempre più contenuto, rispetto a quello che si ottiene con la Tv, e, per la vittima della truffa, la difesa è più agevole interagendo con il rapporto umano diretto o, nel peggiore dei casi, il danno è minore.

(Marcianò sbaglia a fare il confronto con Paragone il trombone. Ci sono diversi modi per essere ruffiani, un modo è quello di fingere di essere in dissenso, come fanno il chitarrista Paragone e Paolo Barnard il barbone, per depistare più subdolamente, sfruttando la buona fede dei creduloni stufi di pagare).

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Pubblicato da economia, finanza e fisco

Come si gestisce l'impresa che sopravviva nel nostro sistema economico-giuridico? Cos'è il sistema economico e come funziona? Come funziona l'impianto giuridico-economico in Italia, in Europa e nel resto del mondo? Cosa studiano e a cosa servono gli economisti? Cosa studiano e a che servono gli insegnanti di economia politica? Come si controllano il sistema economico, i processi di produzione e consumo, di tutte le categorie di aziende? Come continuare ad ignorare il problema monetario, e il problema dell'alienazione del monopolio della sovranità monetaria, nonostante il tema sia stato oramai ampiamente descritto, spiegato, e le spiegazioni distribuite?

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