MAFIA, OPPIO, RIVOLUZIONE INDUSTRIALE, MORFINA ED EROINA

 

MAFIA, OPPIO, RIVOLUZIONE INDUSTRIALE, MORFINA ED EROINA
Nel tempo della prima rivoluzione industriale, l’oppio è la fase finale del ciclo della domanda di abiti in cotone prodotti in Inghilterra. Le imprese britanniche portano il cotone a Liverpool, dove lo fanno mulinare e lavorare da donne e fanciulli estremamente mal pagati; il prodotto finito lo esportano poi in India, che paga per gli abiti (ma anche per le ferrovie e gli altri prodotti britannici) con l’oppio prodotto in Bengala. L’oppio viene poi esportato e venduto in Cina, in cambio di argento; l’argento se ne va in Inghilterra e il ciclo si chiude, dopo aver messo in ginocchio l’economia dell’impero cinese, pinnacolo della civiltà del mondo, e messo alla fame i contadini delle zone meridionali del Guangdong e del Fujian.

Senza la domanda finale di droga della Cina, l’intera struttura mercantile britannica non potrebbe stare in piedi. Palmerston è perfettamente consapevole del fatto che il futuro dei commerci inglesi dipende dal traffico di droga.

Organizzare, imporre e proteggere la domanda cinese d’oppio” è una priorità fondamentale per la corona inglese.

L’organizzazione di una fitta rete di società segrete di assassini e trafficanti di droga in tutto il mondo va di pari passo con lo sviluppo del traffico d’oppio; serve per curare la distribuzione della droga a livello locale e per eliminare fisicamente chi al traffico si oppone.

LA GIOVANE ITALIA
Giuseppe Mazzini è uno degli avventurieri di questa rete criminale e la società segreta che egli organizza in Italia, per conto dei suo padroni inglesi, è proprio la gloriosa “Giovane Italia“.

Le società segrete con affinità etniche sono usate con finalità sovversive un po’ ovunque dall’oligarchia inglese e anche negli Stati Uniti, fin dal 1843, dove coordinano l’immigrazione di particolari elementi italiani e cinesi.

LA FINTA GUERRA ALLA DROGA
Le società segrete, quelle associazioni di tipo sovversivo caratterizzate anche da riti esoterici e giuramenti di sangue, originano in Inghilterra e la massoneria scozzese deve esserne la coordinatrice principale, perlomeno per ciò che attiene ai fatti dello studio della finta guerra alla droga.

LE SOCIETÀ SEGRETE STATUNITENSI
L’installazione negli Stati Uniti d’America di società segrete, costituite da precisi gruppi etnici, è un fatto complesso; qui si fanno solo cenni a qualche nome italiano e cinese ma la pratica riguarda anche ben altri gruppi di fanatici di ordini religiosi, molti dei quali provenienti dalla Romania.

LA MAFIA ITALIANA
La MAFIA italiana può risultare un fenomeno più familiare e comprensibile per un italiano e un occidentale in genere; alcuni dettagli spesso trascurati a proposito di MAFIA italiana, riguardano il fatto che Giuseppe Mazzini è lo sponsor ufficiale della MAFIA italiana, che Giuseppe Mazzini lavora alle dirette dipendenze del primo ministro inglese Benjamin Disraeli, che egli riceve finanziamenti dalle più importanti famiglie di banchieri in Inghilterra – i Rothschild e i Montefiore in testa – e che questi tre rappresentanti del potere monetario sono tutti strettamente legati all’ordine di Sion. Il fatto che il Mazzini sia riconosciuto dai suoi contemporanei come il padre fondatore della MAFIA italiana si cava pure dal ritornello sarcastico e critico circa le attività segrete dei suoi affiliati: MAFIA = Mazzini Autorizza Furti Incendi e Attentati (o Avvelenamenti).

LEHMAN & LAZARD
I primi insediamenti di famiglie associate alla criminalità italiana negli Stati Uniti sono i Lehman e i Lazard, si basano a New Orleans e sono i nonni e poi i padri degli attuali banchieri omonimi di Wall Street. New Orleans diventa quindi la prima base ospitante i prossimi immigrati della rete di Giuseppe Mazzini. La prima attività sovversiva organizzata dal Mazzini negli Stati Uniti rimane agli atti come la guerriglia del generale Pike nel sud.

 

L’oppio e la morfina non sono state sempre droghe illegali, l’eroina è relativamente più recente e non viene resa illegale fino al 1924. Diversi autori americani hanno circostanziato moltissimi fatti interessanti sui traffici delle droghe illegali e sulle dinamiche logistiche con le quali la produzione e il consumo del pianeta s’incontrano; purtroppo non possiamo vederli tutti e dovremo accontentarci di discutere solo di alcuni cenni, perché sono due gli obiettivi di questo discorrere:

a) dimostrare che la guerra alla droga è un bidone, come le altre finte emergenze;

b) osservare i livelli di civiltà di questi dominatori “britannici”, i quali hanno imposto con i cannoni l’importazione di oppio in Cina e hanno quindi industrializzato il commercio di droga, fondato le banche centrali del sud est asiatico e finanziato il resto della rivoluzione industriale.

I TRAFFICANTI DI DROGA PORTOGHESI
Il trucco di diventare ricchi con l’oppio non è propriamente una scoperta inglese. Per centinaia d’anni gli avventurieri occidentali si sono arricchiti con il traffico di stupefacenti; la differenza è che gli inglesi lo hanno istituzionalizzato e la prassi istituzionale statunitense, che deriva da quella inglese, o, per meglio dire, da quella di certe specifiche famiglie collocate prevalentemente in Inghilterra, segue esattamente la stessa linea. Solo sei anni dopo la data in cui si attribuisce a Colombo la scoperta dell’America, l’esploratore portoghese Vasco de Gama giunge in India; poco dopo le caravelle portoghesi si spingono fino a Cina ed Indonesia; l’oppio medicinale circola bellamente in quel triangolo, assieme al tabacco importato dal Brasile e a seta e spezie che costituiscono la parte ufficiale del traffico.

 

Quando Santo Trafficante, qualche secolo più tardi, vola verso il sud est asiatico, ci va con lo scopo di unirsi ad una tradizione secolare di commercianti di droga occidentali che fanno fortuna in Asia; Trafficante compra oppio in Asia, ma non per venderlo agli asiatici, per importarlo negli Stati Uniti. E questa è la differenza fondamentale fra il traffico di droga moderno e quello passato; sono entrambi gestiti da vertici di cariche istituzionali, i vertici che obbediscono alle stesse casate di un tempo, protette dalle forze armate delle nazioni più potenti; però, in passato si promuove la tossicodipendenza nelle regioni asiatiche e oggi la si propone anche in quelle occidentali.

 

La relativamente recente crescita della produzione su larga scala di eroina nel sud est asiatico è la culminazione di quattrocento anni di interventi di politica estera occidentale in Asia.

Nel 1500, mercanti portoghesi, inglesi e francesi introducono la pratica del fumo dell’oppio in Asia.

Nel 1700 le compagnie delle indie orientali diventano il leader monopolistico del traffico di droga nell’area, forzando a cannonate la Cina a importare i loro prodotti; da lì al 1800, il traffico di droga è il perno attorno al quale girano tutte le rotte mercantili inglesi, la rivoluzione industriale e lo smodato sviluppo della finanza internazionale.

BAYER & Compari
L’oppio e i suoi derivati, eroina e morfina, hanno un loro sviluppo in occidente prima che siano resi illegali. Divenute quelle droghe illegali, l’industria farmaceutica di Bayer, Farbenfabriken of Elberfeld co. riduce le quantità importate da distribuire (leggi politiche restrittive), che in precedenza giungono assieme alle aspirine, e il traffico passa alla gestione delle organizzazioni criminali clandestine, a famiglie di varie nazionalità, e anche di quelle non clandestine, come la CIA e i suoi derivati.

 

La seconda guerra mondiale rende difficile le importazioni negli Stati Uniti, per motivi più che altro logistici; però sappiamo che è una guerra che in America dura poco e, con ciò considerato, le organizzazioni dedite all’importazione di droghe pesanti s’impegnano, anche in tempo di guerra, per trovare soluzioni tecniche che consentano loro di sviluppare il traffico a fine conflitto, possibilmente intensificandolo, per recuperare il prezioso tempo perduto durante i bombardamenti e l’invasione dell’Europa.

LUCKY LUCIANO
Ed è proprio la prossima invasione dell’Europa che dà il pretesto alle ‘organizzazioni criminali non clandestine’ per sciogliere e riattivare gli elementi delle organizzazioni clandestine. Negli Stati Uniti c’è un italiano cha ancora tutti ricordano con affetto, il tale Salvatore Lucania, detto Lucky Luciano, raccontato senza critica da certi giornalisti-ruffiani di lungo corso (Furio Colombo, per fare un esempio), ammaliati dal fascino dell’eroe aitante, che si fa fotografare ammanettato ma pur sempre elegante. Luciano è detenuto ed è considerato, dai piedipiatti del suo tempo, il cervello più importante nella rete criminale clandestina italo-americana. La sua liberazione dagli istituti correzionali statunitensi produce un bagno di sangue della vecchia guardia di famiglie dell’onorata società e la costituzione del sindacato mafioso più potente e incontrastato dell’epoca. Forse ciò è dovuto al fatto che Luciano ha una mente brillante, un cervello che vale il suo peso in diamanti, o forse che è più feroce dei suoi compari e concorrenti, o magari è solo più abile e fortunato, e chissà quante altre qualità avranno attribuito al suo mito i giornalisti italiani e quelli della propaganda statunitense. Il fatto sta che Luciano è uscito dalle galere americane perché è prelevato da pubblici ufficiali abbastanza autorevoli da dargli tutto lo spazio che vuole, tutto l’equipaggiamento che vuole e tutti i documenti che gli servono per viaggiare e organizzare una rete di traffico internazionale che certamente comprende la Sicilia, Marsiglia, l’intera Nazione statunitense, Cuba e i Caraibi, e una fitta rete di contatti e alleanze – vedi quella con Meyer Lansky, delle gang ebree incontrastate per più di 40 anni – sia nelle Americhe che in altre parti del mondo. Luciano è una pedina nelle mani della vera criminalità organizzata, e cioè della rete delle società segrete di spionaggio e controspionaggio anglo-americane, che sono finanziate e che lo finanziano usando denaro dei contribuenti, tutte al servizio delle banche centrali.

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Pubblicato da economia, finanza e fisco

Come si gestisce l'impresa che sopravviva nel nostro sistema economico-giuridico? Cos'è il sistema economico e come funziona? Come funziona l'impianto giuridico-economico in Italia, in Europa e nel resto del mondo? Cosa studiano e a cosa servono gli economisti? Cosa studiano e a che servono gli insegnanti di economia politica? Come si controllano il sistema economico, i processi di produzione e consumo, di tutte le categorie di aziende? Come continuare ad ignorare il problema monetario, e il problema dell'alienazione del monopolio della sovranità monetaria, nonostante il tema sia stato oramai ampiamente descritto, spiegato, e le spiegazioni distribuite?

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