PER DOMINARE IL MONDO: PROPAGANDA!

 

PER DOMINARE IL MONDO: PROPAGANDA!
Leggendo Carroll Quigley, sono sedotto da un particolare della breve biografia di Cecil Rhodes. Volendo dominare il mondo, quel ragazzo straricco s’ingegna e s’impegna, prima di tutto, per controllare gli organi della propaganda internazionale. Non si preoccupa d’altro. Dominare il mondo è un’attività complessa, un’arte che richiede disciplina costante e pianificazione a lungo termine (infatti Cecil fa testamento quando ha solo 24 anni). Chi si dedica a quest’occupazione si tiene lontano dalla visione apparente di un governo mondiale, dotato di istituzioni pubbliche sovranazionali e di finti capi di stato internazionali. Le famiglie che determinano le fluttuazioni, dei fatti della borsa valori e di quelli della vita dei popoli, preferiscono il potere reale a quello apparente dei riflettori. Per costruire un sistema di controllo finanziario su scala mondiale, capace di dominare il sistema politico di ciascuna nazione e l’economia dell’intero pianeta, si vuole che il sistema finanziario sia organizzato in stile feudale, attraverso le banche centrali del mondo che lavorano in coordinamento, i cui governatori sono esecutori d’ordini d’altri pochi che deliberano durante riunioni “segrete”, cioè, formalizzate in periodici incontri non propagandati o conferenze riservate. Ma Cecil non si occupa di architettare questo piano diabolico, non in questa fase per lo meno, lui vuole prima e innanzi ogni cosa appropriarsi del controllo dei mezzi di comunicazione di massa.

DEL COSIDDETTO “IMPERO BRITANNICO
L’impero britannico è considerato il più vasto impero della storia del mondo. La maggior parte dell’impero è acquisito e sfruttato da enti privati, da individui, da famiglie, composte da aristocrazie latifondiste e non nobili, i cui giovani vengono programmati in scuole quasi spartane, come Eton, Harrow o Winchester.

Quando il governo britannico prende possesso delle varie parti dell’impero, lo fa sempre in conseguenza delle pressioni di questi soggetti privati; le spese per mantenere le burocrazie nei territori lontani, per gestire i palazzi, le milizie e l’ordine politico interno, sono in origine a carico della corona, i guadagni sono invece gestiti in monopolio dalle famiglie di viaggiatori e mercanti che esplorano nuovi mondi e sottomettono le varie civiltà per ridurle in schiavitù, sotto la bandiera massonica della civilizzata Inghilterra.

CONTROLLARE IL SISTEMA MONETARIO È NECESSARIO
Non è che tutti vadano fieri dell’impero, durante la sua esistenza formale. Le generazioni di mezzo del diciannovesimo secolo – vedi Gladstone, o Sir William Hartcourt – guardano l’impero con sospetto anziché con esaltazione nazionalistica; essi si rendono conto dei suoi costi eccessivi; il motivo d’orgoglio della nazione inglese non è sempre solo motivo d’orgoglio. E poi c’è da considerare che, una volta ottenuti i loro scopi, i padroni possono anche ritirare le bandiere della corona e affidare i popoli delle nazioni sottomesse all’autodeterminazione e all’autogoverno, purché il potere sostanziale rimanga in mano loro, attraverso la gestione del sistema monetario.

CONTROLLARE IL SISTEMA MONETARIO È SUFFICIENTE
Le ribellioni dei coloni americani all’imposizione della banca centrale e della moneta-debtio non produce alcun cambiamento sostanziale. E nemmeno tutte le altre attribuzioni d’indipendenza delle altre colonie inglesi, in giro per il mondo, in definitiva, producono alcun cambiamento sostanziale nella gestione del potere, perché la gestione del potere è gestione del potere monetario. Le date storiche in cui ciascuna colonia ha ottenuto la sua “autodeterminazione” sono solo dei pretesti ideologici per fagocitare la propaganda e scaricare sui governi locali tutte le spese di gestione, in aggiunta a tutte le responsabilità dei fallimenti della politica economica, e delle conseguenze perniciose dello sfruttamento parassitario del sistema delle banche centrali. Le colonie danno grandi opportunità d’arricchimento per chi sa investire e le sa sfruttare.

DELL’ISTRUZIONE DELLA LEGALITÀ E DELLA BELLEZZA NELLE COLONIE INGLESI
Dopo il 1870, diventa sempre più evidente che, per quanto le colonie siano costose per il bilancio statale, i profitti sono tutti privatizzati e sono fantastici. Con il diffondersi del trucco della “democrazia”, la crescente influenza della comunicazione di massa e il bisogno espandibile di contribuzioni per le campagne elettorali, chi si è ingrassato con le colonie ora può ottenere supporto favorevole da parte di quei governi cosiddetti democratici, semplicemente contribuendo alle spese elettorali e politiche con una parte dei suoi straordinari profitti. Nello stesso tempo, e fino alla fine del diciannovesimo secolo, le misere masse popolari delle città inglesi vivono in condizioni di bisogno, ignoranza, criminalità, almeno tanto quanto sono descritte da Charles Dickens. L’Inghilterra possiede una magnifica tradizione di bellezza, legalità, libertà, decoro, istruzione e auto disciplina; ma l’istruzione, la legalità, la bellezza e il resto, non sono estese alle classi popolari, né in Inghilterra e né nelle altre nazioni che l’Inghilterra colonizza in giro per il mondo.

L’ISTRUZIONE È UN TRUCCO PER IMPORRE L’IGNORANZA
Alcuni storici, come Quigley e Ruskin, immaginano che ci sia una logica in base alla quale, se non estendi queste tradizioni anche alle altre classi d’ignoranti, essendo loro – le classi deboli e più ignoranti – in maggioranza, o essendo le classi istruite in minoranza, queste tradizioni saranno perdute con il tempo. È un ragionamento che pare logico ma che non funziona nella pratica. Sicuramente, le classi che tengono per sé queste tradizioni, intimamente, non concordano con gli storici e sono già in controllo del sistema educativo delle nazioni del mondo, ancora dai secoli in cui esso è dominato dagli uomini con le gonne (dai preti della chiesa di Roma e dai preti delle altre associazioni per delinquere, affiliate o concorrenti). Le aristocrazie “istruite” se ne fregano bellamente delle raccomandazione degli storici; e poi, chi sarebbero gli storici, per andare a dire ai nobili e agli aristocratici come e cosa fare? Non sono essi stessi, gli storici, figli proprio di quel sistema educativo congegnato dai detentori del sapere? Essi tengono nell’ignoranza i popoli per secoli, per millenni. Le favole religiose che si raccontano per mantenere la gente ignorante nel medioevo non sono poi molto distanti da quelle che si raccontano oggi, a proposito dei finti viaggi spaziali, per esempio, o le novelle sui presunti terroristi, i quali, da una qualche grotta sperduta in medio oriente, demoliscono tre grattacieli nel centro di New York. Ci sono solo due categorie di persone al mondo, e sono divise da una specie di recinto; c’è chi nasce più fortunato e chi meno. Quelli fortunati lavorano costantemente per mantenere gli altri in condizione d’inferiorità economica, sanitaria e intellettuale, e i risultati sono eccellenti, anche in realtà come l’Italia, in cui tutti pare abbiano diritto e possibilità, perlomeno, di avere un’istruzione. L’istruzione e l’informazione sono strumenti per imporre l’ignoranza, come afferma anche il vecchissimo ruffiano e opportunista Noam Chomsky.

CECIL RHODES, IL MONOPOLIO SULL’ORO E SUI DIAMANTI IN SUDAFRICA
Cecil Rhodes (1853-1902) è uno studente di Ruskin, e prende talmente sul serio il suo messaggio circa la necessità di estendere le buone tradizioni culturali delle classi privilegiate anche alla maggioranza costituita dalla classi popolari, da crearsi in Africa una lingua di sfruttamento che va dal Capo di Buona Speranza fino al Cairo. Ministro della colonia sudafricana, sfrutta intensamente le miniere d’oro e di diamanti, contribuisce alle campagne politiche in Inghilterra e in Africa e ne controlla le poltrone, impianta linee telefoniche e ferrovie dal Sudafrica all’Egitto. Rhodes ottiene anche supporto finanziario da Lord Rothschild e da Alfred Beit, e così consolida in monopolio le imprese minerarie dell’oro e dei diamanti.

DELLE SOCIETÀ SEGRETE
I nuovi faraoni gestiscono i fatti politici internazionali di tutto il pianeta e lo fanno senza esibirsi. Per questo motivo, si dice che essi siano organizzati in “società segrete”. In realtà le loro congregazioni hanno componenti di segretezza, ma ciò implica semplicemente che quello di cui gli eletti vengono a conoscenza e ciò che decidono durante le loro attività non viene comunicato ai circoli dei collaboratori. In senso formale, talune confraternite si dichiarano “segrete”, e custodiscono gelosamente i propri documenti, quando possono; talvolta accompagnano i loro incontri incappucciati, o altrimenti mascherati, per partecipare ai loro riti esoterici; ma i partecipanti si conoscono benissimo fra di loro, quindi la sceneggiata delle maschere soddisfa più la tradizione e i rituali scaramantici che non le reali esigenze di segretezza e riservatezza. Anche nelle società “segrete” si hanno le gerarchie. Le persone di classe alta sono divisibili in gruppi definiti da “cerchi concentrici” che condividono il cuore del sistema, cioè prendono ordini dalla stessa giunta; si hanno i circoli degli eletti e i circoli dei collaboratori. Gli eletti sono pochissimi e sono quelli che, di fatto, decidono ed esercitano il vero potere. I collaboratori sono personaggi d’alto rango che eseguono con la discrezione del gentleman inglese, senza far domande, nell’interesse del disegno comune. Su questo tema non si può andare troppo nei dettagli senza correre il rischio di dire scemenze. Se le società segrete, per definizione, sono segrete, è anche ragionevole che non si trovino documenti veridici sulle loro attività e che le fonti dalle quali si cavano le informazioni desiderino restare anonime. Chi, essendo stato membro eletto di una società segreta, si offre di raccontare ciò che sa apertamente, normalmente lascia testimonianze che non sono interamente riscontrabili. Nondimeno, siamo tutti convinti o consapevoli del fatto che le società segrete esistano e, secondo alcuni autori, sono parecchie. Si narra che spesso, queste associazioni segretissime gestite da pochi elementi ricchissimi, si ritrovino in concorrenza fra loro per il dominio del pianeta. Se trascuriamo per un momento l’aspetto romantico della questione, le articolate tradizioni esoteriche, i riti melodrammatici delle iniziazioni e dei giuramenti di sangue, forse possiamo tentare di capire come e perché le società segrete influenzano la vita dei burattini ai governi degli Stati e, per conseguenza, come determinano gli eventi economici e politici del pianeta. Per questo scopo, prendiamo qui ad esempio una di queste società, definita nei dettagli dal prof. Carroll Quigley (insegnante di storia per 35 anni presso la Princeton University, la Harvard, la School of Foreign Servicela e la Georgetown University, dove muore per un infarto nel 1977) nel suo: “The Anglo American Establishment“.

DELL’INFLUENZA SULLE POLITICHE ESTERE DELL’IMPERO
Nel centro dei “cerchi concentrici”, mi pare di capire che siano cerchi diversi che condividono il centro, il potere è praticato da una persona sola che coordina una giunta di altre tre persone. Il primo capo è Cecil Rhodes e la giunta dei tre è, nel suo tempo, composta da: William T. Stead, Reginald Baliol Brett, più tardi noto come Lord Esher, e Alfred Milner. Questa società esiste dal 1891, persiste nel 1949 e “ancora ai giorni nostri” (quest’ultima è l’opinione di altri ricercatori, dato che Quigley, purtroppo, è morto nel 1977). Per oltre cinquant’anni, l’associazione di Rhodes è l’elemento d’influenza più rilevante nella politica interna ed estera dell’impero britannico. A sua volta, la politica estera dell’impero britannico, influenzata da questi personaggi privi di veste istituzionale ufficiale, è l’elemento maggiormente incisivo di condizionamento della politica interna di tutte le altre nazioni del pianeta dominato. Perciò, pochissime persone hanno prodotto e producono (o hanno contribuito e contribuiscono in maniera determinante a produrre) tutti gli eventi che capitano nel mondo.

DEGLI ASSOCIATI CHE CONTRIBUISCONO A PEGGIORARE I LIVELLI DI VITA IN OCCIDENTE
Per chi vuole credere in ciò che si è detto fin qui, è anche il momento di cominciare a riconoscere che, questi soggetti, pur essendo spropositatamente ricchi dalla nascita, pur godendo della migliore istruzione e, fin da giovanissimi, di possibilità inimmaginabili per le persone normali, sebbene nutrano le più alte ambizioni, nondimeno sono uomini e, come tali, hanno anch’essi i loro momenti di grossolana stupidità e d’ignoranza dei propri errori. Con gli stupidi e i delinquenti, condividono la tendenza a fregarsene delle conseguenze delle proprie azioni, assumono il vezzo di assegnare cariche importanti a soggetti incapaci, per amicizia e non per meriti, e mantengono un contegno indifferente verso il punto di vista di persone intelligenti di altre nazioni, o di classe inferiore nella propria nazione. Quigley individua un gruppo specifico di elementi della società di Rhodes, i quali contribuiscono a deteriorare il nostro modo di vivere e che giungono spesso a determinare, per deficienza o per malanimo, i più drammatici disastri: Esher, Grey, Milner, Hankey e Zimmern. Questi nomi pretendono ammirazione, in qualunque ambiente vengano ricordati, e però sono quelli che causano i disastrosi peggioramenti dei livelli di vita dell’occidente moderno. A fianco ad essi ci sono personaggi meravigliosi che producono i migliori successi della civiltà moderna. Purtroppo, nel lungo periodo, pare che il gruppo dei facinorosi prevalga su quello delle menti brillanti.

NESSUN UOMO È IMMORTALE
Merita infine riconoscere anche un’altro fatto: se sono uomini, non sono né immortali né irraggiungibili.

Annunci

Pubblicato da economia, finanza e fisco

Come si gestisce l'impresa che sopravviva nel nostro sistema economico-giuridico? Cos'è il sistema economico e come funziona? Come funziona l'impianto giuridico-economico in Italia, in Europa e nel resto del mondo? Cosa studiano e a cosa servono gli economisti? Cosa studiano e a che servono gli insegnanti di economia politica? Come si controllano il sistema economico, i processi di produzione e consumo, di tutte le categorie di aziende? Come continuare ad ignorare il problema monetario, e il problema dell'alienazione del monopolio della sovranità monetaria, nonostante il tema sia stato oramai ampiamente descritto, spiegato, e le spiegazioni distribuite?

Unisciti alla discussione

2 commenti

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: