Della Propaganda

 

Propaganda

La propaganda non è efficace solo per una questione di metodo. La comunicazione che funziona non si ha solo perché un messaggio è “particolarmente efficace.” Quale che sia il messaggio, o il soggetto che comunica sia un “grande comunicatore” o no, l’elemento fondamentale della propaganda efficace è la disponibilità finanziaria.

Il prodotto della propaganda di Milner, per esempio, è duro lavoro prima della morte di Rhodes ma diventa una macchina formidabile dopo la sua morte, quando Milner può mettere mano alle sue fortune e gestirle per questo scopo. Milner è l’erede di Rhodes e Rhodes lo supporta incondizionatamente e illimitatamente:

“..se Milner dice guerra, che sia guerra, se Milner dice pace, che sia pace”.

Rientrato dall’Africa, Milner si dedica silenziosamente più alla formazione delle opinioni che all’esibizione dell’esercizio del potere. A Oxford, fra il 1905 e il 1925, tutte le cattedre universitarie sono assegnate a professori del suo gruppo. A Balliol la situazione è più o meno analoga e molti membri onorari del New College, fra il 1900 e il 1947, sono ancora membri del gruppo di Milner.

Oltre al mondo accademico, il gruppo di Milner dedica le sue straordinarie risorse anche al giornalismo, attività che mira ad indirizzare la pubblica opinione verso ciò che desidera “il Gruppo”. Fra le variegate attività d’istruzione giornalistica del Gruppo, le attività tanto più anonime quanto più fruttuose sono il controllo del The Times e il The Round Table (La tavola rotonda). Il “The Round Table” è il secondo grande sforzo propagandistico nel quale si concentrano le risorse del Gruppo, dopo il 1909, al fine di realizzare per il resto “dell’impero britannico” ciò che si realizza prima in Sudafrica.

Il piano operativo consiste nel formare gruppi locali di uomini influenti per dibattere a favore della federazione imperiale e di mantenere i contatti con questi gruppi attraverso la corrispondenza e la circolazione di un periodico. Come prima in Sudafrica, le spese per il periodico sono sostenute da Abe Bailey. Questo periodico, diffuso trimestralmente, viene chiamato The Round Table e lo stesso nome viene usato per i gruppi locali.

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DEL TRUCCO DELLA RIVALITÀ ANGLO-TEDESCA

Il primo articolo del periodico riguarda proprio la questione dibattuta dal gruppo di Milner e dalla sua macchina propagandistica: “la rivalità anglo-tedesca“. È chiaramente la dimostrazione di una posizione anti-Germania e la tendenza anti-tedesca viene confermata dalle dichiarazioni di Curtis del 1909, a proposito del ruolo del Sudafrica nella prossima guerra anglo-tedesca.

Prima del 1914, Curtis appare evidentemente come chi ha in odio la nazione e i popoli tedeschi e così si racconta di molti gentiluomini inglesi di quel tempo, appartenenti ad altri gruppi. Nell’interpretazione di Quigley, non sono né anti-Germania e né pro-Germania. Essi sono tutti pro impero “britannico”, e lo sono sempre. Cambiano atteggiamento su una posizione o su un’altra a seconda che tale posizione influenzi gli interessi dell’impero, che sono poi gli interessi delle loro dinastie. Il loro amore per l’impero si basa sulla fede sincera che libertà, civiltà e dignità umana possono essere tutelati meglio sotto l’egida dell’impero “britannico”. Il gruppo condivide le idee con straordinaria unanimità. In ambito economico, almeno fino al 1931, sono quelle del tardo diciannovesimo secolo, basate sul capitalismo bancario e finanziario internazionale. La chiave per lo sviluppo economico e la prosperità rimane nelle attività bancarie e nella finanza.

SVILUPPO, AUTOREGOLAMENTAZIONE E ASSISTENZA SOCIALE

Con “moneta suonante”, pareggio di bilancio e il gold standard internazionale ci si aspetta che prosperità e crescenti livelli di vita seguano automaticamente. Queste “idee” sono propagandate attraverso il “The Round Table“, nel periodo che segue il 1912, in una serie di articoli scritti da Brand, successivamente ripubblicati a suo nome, con il titolo: “Guerra e finanza nazionale” (1921). Sono impianti direttamente antitetici rispetto alle idee di Milner, come si cava dal suo libro pubblicato due anni dopo. Milner insiste sul principio che i fatti della finanza devono essere subordinati ai fatti dell’economia e che i fatti dell’economia devono essere subordinati ai fatti della politica; perciò, le politiche deflative che s’iniziano per ragioni finanziarie, se hanno effetti deleteri sia sull’economia che sulla politica, devono essere abbandonate. Milner giudica disastrosa la politica finanziaria promossa da Brand nel 1919; essa, adottata dal governo britannico per i successivi 12 anni, produce disoccupazione, depressione, ed è rovinosa per gli scambi e le esportazioni. Milner preferisce isolare l’economia britannica da quella mondiale (attraverso barriere tariffarie) ed incoraggiare lo sviluppo economico britannico con il sistema della spesa pubblica, l’autoregolamentazione di capitale e lavoro e l’assistenza sociale. Questo programma di Milner, basato sul “capitalismo monopolistico”, o sul “nazional-socialismo”, piuttosto che sul “capitalismo finanziario” di Brand, viene sposato dalla maggior parte dei componenti del gruppo di Milner dopo il 1931, quando la fine del gold standard in Inghilterra prova una volta per tutte che il programma finanziario del 1919 di Brand è completamente disastroso e assolutamente impraticabile. Dopo il 1931, gli imprenditori del gruppo di Milner avviano le loro attività d’incoraggiamento del governo affinché adotti politiche di auto-regolato capitalismo monopolistico.

DELLE FORZE DELLA LUCE E DELLE FORZE DELLE TENEBRE

Molti membri del gruppo ereditano da Milner e Toynbee la sfiducia verso l’individualismo economico. L’impostazione di Brand prevale dal 1919 al 1931, quella di Milner dal 1931 fino ai “giorni nostri” (“nostri” di Quigley). La politica economica e finanziaria, intrapresa dal governo britannico dal 1919 al 1945, ricalca esattamente le linee proposte dal gruppo di Milner. La storia di queste divergenze di orientamenti all’interno del gruppo si presenta come la secolare lotta fra le “forze della luce” e quelle “delle tenebre”, fra le tendenze all’autocrazia e l’aspirazione al benessere comune, tra il bisogno europeo delle libertà e le teocrazie asiatiche. I tratti distintivi fra le posizioni dei diversi padroni di casa si cavano dalle rispettive angolazioni rispetto alla legge. Secondo “le forze della luce”, la legge è fatta dagli uomini ed è quindi mutabile ma è sopra tutti gli uomini; secondo “le forze delle oscurità”, la legge è divina ed eterna ma subordinata al re. I primi accettano le diversità, permettono la crescita e la libertà; i secondi generano monotonia, abbrutimento e schiavitù.

RIIA

Il Royal Institute of International Affairs (RIIA) è l’estensione del gruppo di Milner. Il gruppo lo fonda e lo controlla, e il piano è quello di influenzare il pensiero dei “leader del pensiero”, dei punti di riferimento sociali, con il “The Round Table”, e d’influenzare gruppi più ampi con la RIIA. Il vero fondatore dell’istituto è Lionel Curtis. Gli elementi del gruppo sono tutti finanzieri internazionali (Brand, Hichens e soprattutto Milner), sono gestori delle proprietà e dei mezzi finanziari della Rhodes Trust, e hanno legami con altri istituti di propagazione del pensiero influenzato negli Stati Uniti; gli istituti e le università americane sono tutte dominate da persone della cricca di J.P. Morgan, e non è affatto un caso. Il gruppo mantiene sempre relazione stretta anche con il Carnegie Trust e le sue diramazioni.

Gli scopi della rete 2Round Table2

DEGLI SCOPI DELLA RETE “ROUND TABLE”

Abbiamo visto che le tavole rotonde sono specie di organizzazioni, segrete o semi-segrete, funzionanti come delle “lobby”, per influenzare in modo decisivo le politiche dei governi delle Nazioni. Lo scopo istituzionale delle “lobby” statunitensi, per esempio, è legalmente quello d’influenzare in una direzione o in un’altra l’attività, cioè i voti, dei politici e dei burattini che sono collocati su qualche poltrona a fare i senatori, i parlamentari o i ministri. Per avere un’idea di cosa quella gente intende per “pianificazione a lungo termine”, bisognerebbe ricordare che Cecil Rhodes scrive il suo testamento quando ha soli 24 anni. Le sue immense fortune, incanalate nel Rhodes Trust, sono gestite da, o in nome di, Lord Milner, amministratore principale della fondazione Rhodes, dal 1905 al 1925. Altri personaggi che collaborano nell’organizzazione di questa associazione sono: Lionel Curtis, Philip H. Kerr (Lord Lothian), e (Sir) William S. Marris, nel periodo 1908-1911. Lo scopo originario del gruppo è tratto dal testamento megalomane di Rhodes: quello di realizzare una federazione di stati di lingua inglese funzionante con gli stessi odori dell’impero britannico. Ciò significa quindi rieducare anche le altre colonie ai principi di “democrazia e di libertà” ai quali s’ispirano i conquistatori dotati di cannoniere. Questi gruppi di operatori dei “Round Table”, nel 1915 sono già diffusi in parecchie nazioni del mondo; per esempio, sono molto attivi in Inghilterra, Sudafrica, Canada, Australia, Nuova Zelanda, India e Stati Uniti d’America (dove si trovano i nomi di George Louis Beer, Walter Lippmann, Frank Aydelotte, Whitney Shepardson, Thomas W. Lamont, Jerome D. Greene, Erwin D. Canham, del Christian Science Monitor, e molti altri). Il rotocalco che pubblicano questi gruppi, che porta lo stesso nome (“The Round Table”), appare nel novembre del 1910, è assolutamente anonimo ed è largamente riempito da testi scritti di Philip Kerr. I capi della rete “Round Table” sono: Milner, fino alla sua morte, nel 1925, poi Curtis (1872-1955), Robert H, (Lord) Brand (cognato di Lady Astor) e Adam D. Marris, figlio di Sir William e successore di Brand come amministratore delegato di Lazard Brothers bank.

I finanziamenti che appoggiano le operazioni della rete “Round Table” sono i fondi lasciati da Cecil Rhodes e dai suoi sostenitori; altri finanziatori sono i fratelli Beit, Sir Abe Bailey, e la famiglia Astor. Dopo il 1925, finanziamenti sostanziosi giungono da fondazioni associate con le confraternite bancarie internazionali, soprattutto dalla Carnegie United Kingdom Trust e da altre organizzazioni associate a J. P. Morgan, Rockefeller, la famiglia Whitney, gli associati di Lazard Brothers e Morgan, Grenfell, e Company. La cooperazione finanziaria fra la banca di Morgan in New York e il gruppo dei finanzieri internazionali di Londra viene potenziata dalle attività di questa rete. Oltre a ciò, Milner diventa amministratore delegato di un bel numero di banche pubbliche, delle quali una delle maggiori è la corporazione London Joint Stock Bank, precorritrice di Midland Bank, e diventa uno degli uomini politici e finanziari più influenti in Inghilterra, con i suoi discepoli strategicamente disseminati nelle posizioni chiave del “The Times”, del “The Observer”, la direzione del “Lazard Brothers”, la gestione di varie amministrazioni pubbliche e private, e persino una bella poltrona nell’ufficio di gabinetto. Altre ramificazioni si allargano alle università di Oxford e di Londra, periodici, servizi civili e fondazioni esenti da imposte e tasse. Lionel Curtis fonda in Inghilterra, e in ciascun altro dominio, un’organizzazione di facciata per coprire l’esistente “Round Table”, come la “Royal Institute of International Affairs”. In New York, l’organizzazione di facciata è il CFR (Council on Foreign Relations), ed è l’ente di facciata di J.P. Morgan e Company, che si vanta di avere in seno molti “esperti”, alcuni dei quali sono appena rientrati dalla conferenza di pace a Parigi, come Lamont e Beer. Su queste basi, cresce nel ventesimo secolo una struttura d’influenza fra Londra e New York che penetra in profondità la vita universitaria, la stampa e l’informazione, e la pratica della politica estera.

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Pubblicato da economia, finanza e fisco

Come si gestisce l'impresa che sopravviva nel nostro sistema economico-giuridico? Cos'è il sistema economico e come funziona? Come funziona l'impianto giuridico-economico in Italia, in Europa e nel resto del mondo? Cosa studiano e a cosa servono gli economisti? Cosa studiano e a che servono gli insegnanti di economia politica? Come si controllano il sistema economico, i processi di produzione e consumo, di tutte le categorie di aziende? Come continuare ad ignorare il problema monetario, e il problema dell'alienazione del monopolio della sovranità monetaria, nonostante il tema sia stato oramai ampiamente descritto, spiegato, e le spiegazioni distribuite?

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