DELLE POLITICHE ECONOMICHE: “Chi paga, sceglie la musica”

 

DELLE POLITICHE ECONOMICHE: “Chi paga, sceglie la musica”

Gli aspetti giuridici sono importanti, però, dato che sono gli uomini a fare le leggi, gli aspetti giuridici sono la conseguenza dei rapporti economici, perché nessun uomo può sopravvivere senza mangiare e, anche chi fa le leggi non può sottrarsi ai bisogni della natura. Perciò, questo ragionamento origina da fatti economici prima che dai fatti giuridici, tenendosi assai distante dagli impianti ideologici e politici. Chi fa le leggi non può non sentire l’influenza dei proprietari del denaro; chi ha più denaro, comanda e, chi comanda, fa le leggi. Se un segretario politico deve avere ogni anno miliardi per mantenere e far girare il suo apparato di partito e la sua propaganda ideologica, è evidente che ha bisogno di qualcuno che paghi e “chi paga sceglie la musica”.

CHI FABBRICA DENARO

Dovrebbe essere altrettanto semplice intuire che, chi fabbrica il denaro, può disporne in quantità superiore rispetto a chi non ne fabbrica; perciò, chi ha il controllo dell’emissione monetaria paga di più di chi non lo ha e, di conseguenza, “sceglie la musica”. Chi ha più denaro comanda di più e chi fabbrica denaro, ha più denaro. Questo è l’elemento centrale e più importante di qualunque altra considerazione sul diritto, sulla politica o sull’economia.

LA REGOLA DEL CUNEO

Chi è impegnato intellettualmente, emotivamente e politicamente per il benessere dei popoli, per gli alti ideali di libertà e giustizia, se non rimane concentrato sulla questione della produzione monetaria, perde un sacco di tempo inutilmente. La rivoluzione che sognava il compianto prof. Auriti doveva essere basata sulla regola del cuneo. Bisogna trattare un argomento solo e su quell’argomento porre il massimo della pressione; “la gente si deve incazzare, e ha diritto d’incazzarsi, perché dobbiamo capire che dei soldi che abbiamo in tasca non siamo proprietari; piuttosto, siamo debitori di quel denaro..”

DEI GRANDI USURAI

Il povero prof. Auriti desiderava vedere fermenti rivoluzionari dei “popoli contro le banche centrali”. Il vertice di ogni usura è la banca centrale. La banca centrale carica il costo del denaro del 200%, perché, prima espropria la collettività del denaro e poi la indebita di altrettanto, prestando ad essa il proprio denaro. Egli amava ripetere che:

“il prelievo fiscale è uno strumento al servizio della grande usura. Con il fisco non facciamo altro che pagare un debito non dovuto, che non è dovuto perché è un credito rovesciato. Alla distinzione tra moneta-proprietà e moneta-debito corrisponde la distinzione tra tempi di civiltà e tempi di decadenza.”

Giacinto Auriti è stato l’unico professore universitario, in Italia, a trattare con competenza il problema della sovranità monetaria. Auriti è l’insegnante che ci si augurerebbe di poter seguire in classe tutti i giorni e la persona meravigliosa che, scomparsa, fa soffrire per la sua assenza anche chi, per difetto di fortuna, non lo ha potuto conoscere e seguire di persona quando era vivo.

I suoi ragionamenti sono semplicissimi, e però ancora sorprendono:

DELLA PROPRIETÀ TEMPORANEA DELLA MONETA

“…la banca centrale, quando emette il denaro, espropria e indebita la collettività del suo denaro, perché addebita quello che dovrebbe accreditare, quindi carica il costo del denaro del 200%; essa distrugge il credito della collettività, perché è la collettività che crea il valore monetario, e poi l’indebita d’altrettanto..”

DELL’OPPRESSIONE FISCALE

“..Il debitore che detiene la moneta-debito ne ha la proprietà, ma solo per il tempo limitato alla durata del prestito; il debitore è proprietario della moneta fintanto che il creditore non gliela chiede in restituzione. Come fa la banca centrale a chiedere in restituzione la moneta che ha prestato? Con il fisco e gli interessi bancari. La banca centrale ha in pugno la cima del nodo scorsoio..”

DELLA POLITICA MONETARIA E DELLA POLITICA FISCALE

Queste citazioni riassumono il tema centrale di tutte le tragedie umane contemporanee e della storia recente. La gente inizia a rendersene conto solo quando percepisce direttamente la drammaticità della crisi economica e quando si sente tirare per il portafogli. E però il meccanismo fraudolento della moneta-debito funziona allo stesso modo anche nei periodi di accrescimento economico, quando le arti e i mestieri fioriscono, i consumi aumentano, la disoccupazione diminuisce e le vacche producono latte in abbondanza. In un sistema economico avanzato e sviluppato, organizzato come quello che abbiamo in occidente, l’alternanza di periodi di vacche grasse e di vacche magre dipende, prima di tutto e sopra ogni altra cosa, dalla politica monetaria (e dalla politica fiscale-tributaria, che è contenuta nel principio stesso di politica monetaria).

DELLE DUE LEVE FONDAMENTALI DELLA POLITICA ECONOMICA

Per determinare l’andamento economico di uno Stato esistono due strumenti fondamentali di politica economica: la leva monetaria e la leva fiscale. Tutto il resto del dibattere intorno a questi due temi è interessante, può essere assennato, può essere formativo, può persino essere, talvolta, utile; il fatto sta che l’elemento centrale della politica economica è composto, prima di tutto e sopra ogni altra cosa, dalla politica monetaria che si estrinseca, nella sostanza, con queste due leve: quella dell’emissione monetaria e quella della sottrazione monetaria, ossia quella fiscale, o tributaria.

DELL’EMISSIONE DEL DENARO

La politica monetaria determina la quantità di moneta in circolazione, presso la collettività di uno Stato, ed ha a che fare con l’emissione del denaro.

DEL DRENAGGIO DEL DENARO

La politica fiscale determina la quantità di moneta in circolazione, presso quella stessa collettività di quello stesso Stato, lavorando all’inverso, prelevandone una parte con l’imposizione fiscale.

DELLA POLITICA MONETARIA DECISA DALLA BANCA CENTRALE

Teoricamente, politica fiscale e politica dell’emissione monetaria sarebbero gestiti dalla mano di un governo, scelto da un parlamento eletto dai cittadini votanti di quello Stato. E invece chi gestisce la politica monetaria è la banca centrale. Le collettività produttive, i cittadini che lavorano e che votano, , i popoli, con questo sistema a regime, sono “vacche da mungere”.

DEL PRIMA E DEL DOPO EURO

La politica fiscale è amministrata, direttamente, dai burattini ai governi, ma in pedissequa esecuzione delle diete dimagranti e delle medicine forti imposte dalle banche centrali. Tanto vale a dire che le banche centrali controllano sia la politica fiscale che la politica dell’emissione monetaria delle nazioni.

E lo possiamo dire apertamente: è la banca centrale che decide la politica monetaria. Accade in Italia, in Europa, in Giappone, negli Stati Uniti e nel resto del mondo prima dell’avvento dell’EURO e accade ancora, in Italia, in Europa, in Giappone, negli Stati Uniti e nel resto del mondo anche dopo l’imposizione dell’EURO, introdotta, non si sa bene da chi e con che diritto, come moneta a corso forzoso nei paesi della cosiddetta “Euro-zona”.

DELLA GENESI DEL SISTEMA DEL DEBITO MODERNO

Il sistema delle banche centrali funziona e influenza l’economia del mondo per secoli; dagli studi del prof. Giacinto Auriti, di Carroll Quigley, di David Rivera, Ezra Pound, Eustace Mullins e di altri storici coerenti, possiamo cavare che il 1694 è la data storica in cui ha inizio il sistema moderno, perché, nel 1694, si ha l’istituzione ufficiale della banca d’Inghilterra, la cui pratica funzionava con successo già anche dal 1691. È questa la prima banca centrale che ottiene il monopolio della politica monetaria e che inizia ad emettere denaro privo di valore intrinseco, cioè denaro costituito da banco-note (note di banca). Le note di banca sono promesse di pagamento, titoli di credito fatti carta, che teoricamente rappresentano date quantità d’oro, idealmente, ma non materialmente, stoccate presso la stessa banca centrale. La misura d’oro corrispondente al valore nominale espresso da quei titoli dovrebbe essere fisicamente presente nella cassa della banca centrale e dovrebbe essere disponibile per il pagamento del titolo di credito al portatore (la banconota), a vista. E invece l’oro non è presente in cassa, e la carta-debito prende il posto dell’oro come mezzo di scambio, con un trucco evidentemente fraudolento, che però tutti continuano ad accettare, fingendo che non sussista.

Annunci

Pubblicato da economia, finanza e fisco

Come si gestisce l'impresa che sopravviva nel nostro sistema economico-giuridico? Cos'è il sistema economico e come funziona? Come funziona l'impianto giuridico-economico in Italia, in Europa e nel resto del mondo? Cosa studiano e a cosa servono gli economisti? Cosa studiano e a che servono gli insegnanti di economia politica? Come si controllano il sistema economico, i processi di produzione e consumo, di tutte le categorie di aziende? Come continuare ad ignorare il problema monetario, e il problema dell'alienazione del monopolio della sovranità monetaria, nonostante il tema sia stato oramai ampiamente descritto, spiegato, e le spiegazioni distribuite?

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: