LA RIVOLUZIONE ECONOMICA DEL 1992-94

 

LA RIVOLUZIONE ECONOMICA DEL 1992-94

I preti usano le favole religiose per suggestionare i fanciulli, gli economisti usano le formule e i grafici per sedurre i giuggioloni, i giornalisti e i politici usano gli impianti ideologi fabbricati dalle agenzie di stampa per giustificare i loro delitti, che restano sistematicamente impuniti. Quando per esempio parlano della tragica vicenda giornalisticamente chiamata “mani pulite”, e lo fanno volendo vedere il lato triste della questione, essi la buttano in vacca cianciando attorno alla questione della rivoluzione politica e del protagonismo di certi magistrati sbrigativi che hanno sbarazzato l’Italia di un’intera classe politica (ma salvato il partito comunista). E per questo motivo, per promuovere questa rivoluzione politica, Bobo Craxi, ed altri in altre sedi, avanzano l’ipotesi molto sensata del burattinaio dietro le quinte, dei servizi segreti, dei rapporti degli inquisitori con il consolato statunitense e quant’altro. Il fatto che qualcuno manovri da dietro le quinte, tuttavia, s’incastra benissimo con un problema che sia Craxi che i falsari giornalisti non toccano mai o quasi mai: il fatto delle privatizzazioni. La tragedia di “mani pulite” è servita per il trucco delle privatizzazioni. Sbarazzare la nazione di un’intera classe dirigente significa, oltre che inquisire tutti i protagonisti della politica alternativa a quella comunista, perseguitare 12.000 “imprenditori”, dei quali 5000 sono arrestati illegalmente, farli suicidare fuori e dentro al carcere e, sia come sia, toglierli di mezzo, perché dopo essere stati sputtanati sui giornali e in Tv, inquisiti e arrestati, quelli non tornano più al lavoro. Quando tu elimini 12.000 dirigenti di enti ed imprese statali e parastatali nel giro di due anni (1992-1994) è evidente che non hai più ostacoli e puoi mettere subito le mani sulle loro grasse imprese, comprarle con poco e chiuderle, senza che nessuno si quereli dell’operazione, perché i dirigenti sono in carcere e i loro amici politici mandati al confino. Sarebbe bello se anche le aziende di Berlusconi di quel tempo fossero enti di stato privatizzati come l’IRI e l’Eni, e vedere l’allora già moralista Enrico Mentana disoccupato e costretto a cercarsi un mestiere vero, invece che sentirlo ancora oggi raccontare tutte quelle balle in Tv.

DELLA RIVOLUZIONE ECONOMICA IN RUSSIA E IN EUROPA

Il trucco delle privatizzazioni non è un trucco utilizzato solo per l’economia di guerra in Italia. Visto che i testoni di questa trasmissione citano la “caduta del muro di Berlino”, è bene ricordare che il muro di Berlino è stato abbattuto e non è “crollato” o “caduto”; la metafora è sempre uno strumento che la propaganda usa per confondere. Il muro di Berlino viene abbattuto nel 1989, nello stesso anno in cui si ha il tentativo di colpo di stato in Cina comunista, con i disordini di piazza Tien An Men, e anche quello è un progetto di privatizzazione, un progetto che serve ad eliminare una classe dirigente (dell’USSR e di tutta l’Europa dell’est)  nel giro di due anni, privatizzare centinaia delle maggiori aziende di stato dal giorno alla notte, per fabbricare la conseguente recessione economica che piegherà tutta l’Europa orientale per decenni (in certe zone rurali della Polonia ci sono stati periodi di carestie nel 1992). Il piano consiste nel promuovere le privatizzazioni, quindi sostituire tutti i quadri e i dirigenti delle maggiori imprese statali e parastatali, licenziare buona parte del personale (che per decenni ha il lavoro e l’assistenza sociale garantiti dal sistema socialista) e mettere la Russia in condizioni di estrema povertà, con il preciso scopo di soddisfare l’economia di guerra (il Brasile di quel tempo è un altro esempio di pianificate cospirazioni basate sul trucco delle privatizzazioni). Non è un caso che il progetto di privatizzazione si prepara nell’Europa dell’Est proprio nel 1989, con la partecipazione del noto zerbino Gorbachev, lecca-suole del papa polacco, e che i due, assieme, e assieme ad un altro storico ruffiano, il marito della Clinton, svendono tutto il mondo comunista russo ed europeo alle corporazioni multinazionali associate alle banche centrali.

DELLA RUFFIANERIA DI GORBACHEV E DELLA PRUDENZA DI DENG XIAO PING

La propaganda internazionale tratta Gorbachev come l’eroe della fine della finta guerra fredda, mentre tralascia completamente di ricordare i danni economici che egli permette e determina in Russia e nell’Europa dell’Est. I giornalisti non stanno lì a menzionare le straordinarie proprietà che quel finto pacifista acquisisce negli Stati Uniti d’America, in regime di extraterritorialità fiscale quasi totale. Stai attento che il trucco delle privatizzazioni (dal giorno alla notte) è stato tentato anche in Cina comunista ma lì non ha funzionato, perché non è sempre vero che i giochi di prestigio debbano riuscire tutte le volte. In Cina il processo di privatizzazione è iniziato molto tempo dopo il 1976 ma è durato 30-40 anni e non 2. Non si sono avuti tutti quegli squilibri che si hanno quando si elimina dal giorno alla notte tutto un gruppo di dirigenti e quadri, quando si licenziano lavoratori a decine di migliaia, e si ha il tempo di organizzare i servizi, l’assistenza sociale e sanitaria, senza fermare la produzione e senza licenziare. Questo è certamente il motivo per cui la propaganda internazionale benedice Gorbachev e maledice Deng Xiao Ping, perché Deng non segue alla lettera (i cinesi non seguono mai niente alla lettera) le raccomandazioni dei finti economisti delle finte università occidentali, ruffiani e propagandisti delle corporazioni multinazionali associate alle banche centrali. Il caso vuole che anche il tentativo di colpo di stato a Pechino, in piazza Tian An Men, si abbia proprio nel 1989, e anche quell’evento non è né spontaneo né la sua tempistica è casuale. Non è esagerato sospettare che sia un piano architettato per sostituire Deng e la sua squadra con un altro gruppo di burattini.

 

DEI MALINTESI DELLA QUESTIONE DELLA COSIDDETTA “OPINIONE PUBBLICA”

Da queste chiacchiere di Mentana e dei suoi ospiti sul 1992 si cava anche l’esempio di una traccia stabile nel linguaggio ribaltato e fuorviante dei giornalisti, dei politici e, in generale, dei fantocci che vanno in Tv. I giornalisti parlano con i politici, poi alcuni giornalisti diventano politici essi stessi, purtroppo, e continuano a mentire sulla questione dell’opinione pubblica. Per giustificare e camuffare il loro lavoro d’imbroglioni e falsari seriali, essi parlano di “percezione dell’opinione pubblica”, come se fosse l’opinione pubblica a motivare la selezione delle loro fandonie e non viceversa. Prendi per esempio  solo 4 delle frasi cretine che starnazzano questi ciarloni indolenti:

1. – “nell’opinione pubblica c’era una forte voglia di cambiamento, il sistema veniva percepito come corrotto”.

2. Canale 5 dà sostegno a “mani pulite” perché: – “quello era il sentore dell’opinione pubblica”.

3. – “..la società italiana ha individuato nella corruzione una delle cause del malessere della società…”

4. – “..i magistrati sono andati avanti con un grande consenso da perte dell’opinione pubblica, (consenso) che i mezzi di comunicazione hanno interpretato.

Se uno sente dire queste frasi mentre guarda distrattamente i ruffiani e gli sciacalli dell’intrattenimento televisivo, può non cogliere l’inganno, perché sembrano tutte osservazioni sensate. Invece sono falsità assolute e, per dare un senso pratico a proposizioni simili, bisognerebbe ribaltarle, leggerle al contrario, magari partendo dall’ultima verso la prima.

4. Non sono i mezzi di comunicazione di massa che “interpretano il consenso dell’opinione pubblica”, è piuttosto esattamente il contrario. I mezzi di comunicazione formano l’opinione pubblica, con le loro frottole sugli asini che volano, e poi dicono d’interpretarla. Perciò, la frase corretta è: “i magistrati sono andati avanti con il grande consenso da parte dell’opinione pubblica, tutto fabbricato dai mezzi di comunicazione di massa. Le fasi di tempo sono invertite: prima si ha la disinformazione dei mezzi di comunicazione di massa e poi si ha il consenso, perché quel consenso è solo la conseguenza di ciò che si trasmette con i mezzi di comunicazione per instupidire le masse. Come fai a far seguire la comunicazione al consenso? Il consenso è la conseguenza della comunicazione e non può essere il contrario.

3.  Anzitutto non esiste la signora “società italiana” che è soggetto dell’azione dell’interpretazione. Le persone interpretano, forse, non “la società”. Queste astrazioni servono fedelmente gli scopi di chi pratica sistematicamente l’arte del depistaggio per convogliare le mandrie verso comportamenti desiderati e prevedibili. Secondariamente, non è la società che scambia la corruzione con il malessere sociale, sono i mezzi di comunicazione per le masse, quegli strumenti innocui che praticano il condizionamento operante sugli allocchi del pubblico televisivo, sono loro ad associare il malessere sociale al problema della corruzione. Perciò, anche qui, la frase corretta dovrebbe essere: “i mezzi di comunicazione (per rimbambire le masse) hanno instillato nelle menti deboli degli spettatori l’impianto ideologico che associa il malessere sociale alla corruzione. Le fasi di tempo vanno nuovamente invertite. Prima si ha la comunicazione del presunto perché del malessere sociale (che è la corruzione, secondo quanto vuole la comunicazione) e poi, dopo, in un secondo momento, si ha la l’associazione indotta del pubblico (condizionato) tra corruzione e “conseguente” malessere sociale.

2. Canale 5 dà sostegno a “mani pulite” e, per conseguenza logica diretta, l’opinione pubblica si adegua alle scemenze di canale 5 (e delle altre reti), così, adeguandosi, fermenta nell’animo degli spettatori della Tv il sentore che “mani pulite” sia cosa buona e giusta. Lo stesso fenomeno si ha quando vengono eletti i capi di stato negli Stati Uniti d’America. Tutto il mondo dice bene o male del nuovo presidente a seconda di cosa ne dicono i mezzi di comunicazione per le masse dell’intero pianeta, i quali sostanzialmente ripetono tutti le stesse fesserie. L’opinione pubblica si forma per mezzo d’impianti ideologici ripetuti almeno 9 volte e la gente mantiene certe convinzioni per almeno 100 giorni, prima di dimenticare tutto ed occuparsi d’altro.

1. I mezzi di comunicazione per condizionare le masse hanno impiantato nelle teste vuote delle mandrie televisive una forte voglia di cambiamento, facendo credere (o sapere) alle greggi di pecore che il sistema era corrotto.

Altrimenti, se fosse come dicono loro, come e quando mai l’opinione pubblica si forma, se non viene prima istruita dalle scemenze dei mezzi di comunicazione per le masse? Come possono essere così imbroglioni e cretini da invertire la sequenze degli eventi? Come fai a far sapere all’opinione pubblica che i partiti intascano le tangenti? Secondo loro, le masse prima sono venute a conoscenza degli eventi, così, per conto proprio, non da giornali e Tv, e poi, dopo, Canale 5 e gli altri hanno interpretato il sentimento popolare e appoggiato “mani pulite”, dando manforte ai magistrati? Craxi, il padre, non era così cretino da dire certe scemenze, nonostante ne abbia dette parecchie anche lui, a suo tempo. Suo figlio appare qui sopraffatto dagli analfabeti e amalgamato con l’imbecillità dei pidocchi, politici e giornalisti, che raccontano balle in televisione.

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Pubblicato da economia, finanza e fisco

Come si gestisce l'impresa che sopravviva nel nostro sistema economico-giuridico? Cos'è il sistema economico e come funziona? Come funziona l'impianto giuridico-economico in Italia, in Europa e nel resto del mondo? Cosa studiano e a cosa servono gli economisti? Cosa studiano e a che servono gli insegnanti di economia politica? Come si controllano il sistema economico, i processi di produzione e consumo, di tutte le categorie di aziende? Come continuare ad ignorare il problema monetario, e il problema dell'alienazione del monopolio della sovranità monetaria, nonostante il tema sia stato oramai ampiamente descritto, spiegato, e le spiegazioni distribuite?

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