La gestione della merda in epoca pre-industriale

 

“Hanno avuto dalla provvidenza il destino di dominare il mondo” dice Sapelli, o Saputelli. Taluni storici sembrano disposti a sacrificare, senza economia e con una certa indifferenza, le vite e le civiltà umane che vengono sterminate e cancellate in nome di una civiltà superiore, la quale poi si sostituisce alle tante altre che sopprime. Quigley, per esempio, titola il suo mattone storico di 1300 pagine: “Tragedy and hope“; secondo il suo punto di vista, dalla tragedia si possono anche cavare motivi di speranza per un futuro migliore. E però, mi pare che ciò contraddica molte delle sue stesse osservazioni, soprattutto notando come, dal 1914 in poi, la supremazia inglese continui ad essere una componente strutturale di tutte le tragedie che si hanno nel mondo e dei monopoli che ancora oggi affliggono, inebetiscono e schiacciano, quasi tutta l’umanità. Se, prima del 1914, grazie al sistema inglese, il mondo è libero, se merci e individui possono circolare liberamente ovunque, senza passaporti, senza pagare dazi doganali, senza oppressione fiscale e, possibilmente, senza guerra, cosa cavolo succede dopo il 1914? La savia gestione dell’impero britannico che precede il 1914 è completamente corrotta e pervertita, sempre dalle famiglie che influenzano l’impero britannico da dietro le quinte, dal 1914 in poi, e, per essere più precisi, anche da qualche anno prima di allora. Questo lavoro dovrebbe restare focalizzato sulla perversione del sistema delle banche centrali e non ha nessuna ambizione di revisione storica, salvo che per taluni accenni che, pur essendo pubblicati in centinaia di altri lavori, normalmente non vengono menzionati dagli insegnanti in ambito didattico e dai cialtroni in ambito giornalistico. Tuttavia, l’idea che l’impero britannico, la sua espressione moderna, anglo-sassone, anglo-americana (cerchiamo collocazioni geografiche degli attori principali, ma non discutiamo la loro razza, o la loro origine etnica, perché ciò richiederebbe uno studio a sé), le sue aristocrazie in genere, collocate sul suolo del Regno Unito, negli Stati Uniti o in Sudafrica, Australia, Arabia Saudita, India, Cina e ovunque altro nel mondo, portino civiltà ai territori che occupano, a onta del fatto che li occupino con le cannoniere o con gl’inganni, tenta la suggestione di parecchie menti superficiali e confuse. In Italia, per esempio, appare sovente in televisione un trombone occhialuto che si dà arie da raffinato intellettuale, il quale è favorevole alla guerra, alla rapina, al genocidio, e vive in ammirazione perpetua verso la civiltà di quelli che egli stesso definisce “gli anglosassoni”. Dato che i salotti degli aspiranti intellettuali trattano questo personaggio come se fosse un vero erede dell’intelligenza e del coraggio di Enrico Mattei, al quale egli, in passato, potrà essersi strofinato addosso casualmente, ma non sarebbe neppure degno di sciogliere i calzari, è opportuno dare due esempi concreti circa il contributo culturale della civiltà “anglo-sassone” a territori che domina con la forza militare. Esistono infatti due esempi molto efficaci, a proposito dei fatti delle civiltà prevalenti su quelle soccombenti, che dovrebbero indurre a riflettere anche gli sprovveduti più ingenui, fra gli aspiranti intellettuali che assistono le conferenze di quel tale “erudito”, millantatore e dichiaratamente non pacifista. Il primo esempio può essere dato dalla differenza delle condizioni igieniche di Londra, e delle città europee in genere, rispetto alle abitudini igieniche dei cinesi nelle città della Cina imperiale. Ci sono occasioni, come nell’ottobre del 1860, in cui gli ufficiali inglesi distruggono completamente templi, (luoghi di culto e di ritrovo, palazzi storici), senza motivo, a Pechino e in altri luoghi del nord, e per la sola rivalsa di alcune manovre militari andate male qualche settimana prima. Già l’inutile vandalismo (vedi le distruzioni ordinate da Lord Elgin, nonostante Pechino non opponesse alcuna resistenza e nonostante le proteste del comandante francese) e la distruzione di città che si sono arrese alle cannonate è di per sé un dato chiaro del livello di civiltà dell’invasore rispetto alle sue vittime dei territori che invade; ma limitiamoci a considerare le testimonianze sulle condizioni igieniche delle città e le abitudini degli inglesi, prima che i loro coloni s’impiantino sulla misera isoletta di Hong Kong, dove imparano, per la prima volta, come usare qualcosa di simile ad un water closet e a farsi il bagno. Il secondo esempio dello straordinario avanzamento della civiltà inglese è dato dal fatto che la gran parte dei capitali che finanziano le sue rotte mercantili in tutto il mondo, le vittorie militari, la rivoluzione industriale, tutti i successi commerciali e finanziari, deriva dal traffico di droga. La stessa Hong Kong è presa con la forza per il solo motivo che serve da porto franco per la vendita dell’oppio – vietato, fino che l’imperatore può resistere alle pressioni degli occidentali, in terraferma cinese – ed è per la stessa ragione che Hong Kong è oggi uno dei centri finanziari offshore più importanti del mondo; vedremo qualche particolare su questi fatti indagando sulla finta guerra alla droga, uno dei complementi alle emergenze artificiali.

La merda nella storia economica dell’Europa preindustriale
Talvolta, usare parolacce può suonare meno volgare che andare a cercare termini scientifici o anatomici. Quando si dice: – “ma va a cagare!” – s’intende esprimere un generico senso di disapprovazione su ciò che qualcuno dice, o l’incredulità su una sua certa vicenda, o sulla delusione per la stupidità di una barzelletta appena raccontata, e altre cose del genere; non si intende, letteralmente, invitare l’interlocutore ad andare di corpo; quella è una funzione alla quale egli baderà senza il bisogno di alcun sollecito da parte d’altri. Espressioni metaforiche simili a questa vengono usate in modo analogo; usando termini poco formali, si indicano situazione tecnicamente diversa da quella specifica indicata dal termine; per esempio: amandare in merda, trovarsi nella merda, spargere merda, mettere nella merda, eccetera. Quando invece una donna, con un po’ d’imbarazzo, a letto, dice: – “sento come lo stimolo di dover defecare…” – la donna cerca di rendere la frase meno volgare, ricercando un termine tecnico che esprime l’espellere le feci o il trattamento di filtraggio e purificazione di un liquido, ma, per quanto si sforzi di non essere volgare, la volgarità risuona piena nel fatto che il termine esprime esattamente ciò che la donna precisamente sente di voler fare; non è un’espressione metaforica, si parla di merda e si rievoca alla mente esattamente quella. Può disgustare oppure no, come il suo odore, il suo colore e la sua consistenza, per il fatto che l’azione è evocata in termini non equivoci. Un linguaggio confidenziale, amichevole, siccome può essere equivocato con lo scherzo, con la metafora, risulta più vago, più leggero, rispetto al linguaggio medico o alle definizioni pseudo scientifiche. Questa è la ragione per la quale le “parolacce” suonano meno volgari dei termini specifici e aiutano a rendere il tema generale meno pesante e meno drammatico. Nell’indagine che segue, cercherò quindi di usare poco termini quali: escremento, sterco, feci, cacca, popò, pupù, deiezione e altri del genere, perché, anche se taluni sono familiari e considerati poco volgari, rievocano precisamente il fatto specifico e rendono tutto più realistico, fino quasi a farne sentire l’odore. Purtroppo la natura, nelle sue perfette espressioni di crudeltà, produce organismi strani e inutilmente complessi; oltre a condannarli a morte certa, fin dalla nascita, li costringe, per sopravvivere, ad ammazzare altri organismi viventi, a cibarsene, eliminandone poi gli scarti come se quegli organismi non fossero mai vissuti e non avessero mai avuto una loro storia particolare, un ruolo, se non la funzione di partecipare ad una più generale e anonima trasformazione della materia .

Il ruolo dominante della merda nello scenario pre-industriale europeo
Alcuni ricercatori attempati sostengono che la caduta dell’Impero Romano si abbia a causa di un mai risolto problema di liquidità. La Chiesa Cattolica Romana è il primo erede del mondo precedentemente dominato dalle istituzioni di Roma e questo la renderebbe il sospetto principale dell’allora rarefazione monetaria, se si facesse un’indagine sulle responsabilità della corruzione delle banche centrali di allora e di oggi. Ma questa paginetta si occupa solo della merda, dell’invasiva presenza della merda nella vita e nell’economia delle città inglesi ed europee, in epoca preindustriale.

Della popolazione
La popolazione è analizzata in economia perché, teoricamente, rappresenta la domanda (di beni e servizi) che produzione e distribuzione dovrebbero soddisfare. Abbiamo alcuni dati storici ordinati sulla popolazione europea dal 1200 al 1700. Essa cresce pochissimo, in quei brutti tempi andati, per circa 500 anni. Ciò nonostante, le città europee di quel periodo sono piene di merda; la merda, sia umana che animale, è dispersa più o meno ovunque; nelle case, sulle strade, nelle discariche, sui marciapiedi e vicino alle fontane, dove molti si fermano a cagare o a svuotare i secchi della merda prodotta in casa. Dal 1347 al 1848 abbiamo in Europa una serie di pestilenze che infestano il continente e decimano la popolazione per 500 anni. I dati sulle vittime causate dalle varie pandemie di peste calano con l’andare dei secoli e gli storici non hanno mai chiarito se la peste sia scomparsa dall’Europa grazie ad anticorpi, sviluppati fra gli umani sopravvissuti, o al cambiamento di stile di vita dei ratti, che la trasmettono agli umani attraverso le pulci, visto che, convivendo, se le scambiano reciprocamente. Il costante ripresentarsi della peste è indubbiamente uno degli elementi che rallentano la crescita della popolazione in Europa per circa 500 anni. Dopo il 1800, parecchi europei (soprattutto dall’Inghilterra) prendono ad intensificare la vendita di oppio ai mercanti della Cina costiera e, osservando come i cinesi non conoscono la peste, forse perché si lavano e si fanno i bagni tutti i giorni, alcuni di loro iniziano ad importare, prima in Inghilterra, e poi nel resto d’Europa, il concetto di “Water Closet” (o flush toilet), e cioè di cesso con acqua che scorre e che trasporta altrove, attraverso un tubo di scarico, la merda, evitando di continuare a disperderla in ogni angolo della casa o di buttarla, a secchiate, fuori dalla finestra, sui marciapiedi e in testa alla gente che passa di sotto. Ecco che il cambiamento di alcune abitudini correlate all’igiene coincide con la fine delle pestilenze; in particolare il comprendere che lavarsi non è poi un’abitudine tanto malsana, come predicavano gli uomini con le sottane della Chiesa Papale, e che la merda in casa, piuttosto, lo è, come lo sono i ratti e le loro pulci con i quali gli inglesi, e tutti gli europei, convivono prima d’intensificare il traffico d’oppio con la Cina.

Delle sistematiche violenze sui minori
La peste non è però l’unico elemento che inibisce la crescita della popolazione in Europa in quegli anni. Ci sono anche le violenze sui minori, una costante violenza di piccolo livello e la violenza organizzata in guerre di religione, promosse dai diabolici uomini con le sottane, quando inizia la riforma protestante. Dal 1531 al 1657 la religione papale e quella concorrente liberista producono altri 130 anni di massacri un po’ in tutta Europa. Metà della popolazione dell’Europa centrale viene ammazzata per via di queste “guerre di religione”, per soddisfare il delirio di onnipotenza delle organizzazioni più o meno segrete e più o meno occultiste, pagane, che si celano sotto le sottane dei preti e dei padri gesuiti. Il nord rimane poi protestante e il sud filo- papale; chi ne fa le maggiori spese è l’Europa di Centro. Gli storici, talvolta, ignorando completamente l’analisi sull’iniquità della distribuzione della ricchezza, e dimenticando le ricorrenti carestie e i cadaveri degli affamati, morti, con i denti piantati nella terra, si limitano a riconoscere, più o meno, e condividere, i principi maltusiani; l’economia, prevalentemente agricola, è poco produttiva, in quel mezzo millennio, ma anche la popolazione cresce assai poco; pertanto, ciò che si cava dalla terra è più o meno proporzionale alla domanda creata dai sopravvissuti delle guerre e delle pestilenze. Essi non ignorano la presenza dominante della merda, tuttavia, e neppure lo scarso interesse degli studiosi per la scienza medica di quel tempo. Tutto ruota attorno alla propaganda e al catechismo dell’organizzazione papale, erede dei domini di Roma di oriente e di occidente, avidissima di potere terreno, dispensatrice di favole incredibili e propagatrice dei più inverosimili e persistenti impianti ideologici. A causa della propaganda religiosa, non si rileva in quel periodo un grande sforzo intellettuale per osservare le cause delle pandemie di peste o di altri problemi virali che decimano la popolazione e che dovrebbero interessare l’osservazione medica.

Come sbarazzarsi della merda
Non esistono sistemi per sbarazzarsi della merda per 500 anni, in Europa. Gli stronzi sono praticamente dappertutto. Ovunque si vada, c’è sempre qualche escremento di qualcun altro. Nel diciottesimo secolo, le città europee hanno dei fossati, nel centro delle strade, e il grosso della merda viene buttato lì dentro. Qualcuno si prende cura, da casa, quando non ci si riesce più a muovere, di raccogliere la quantità di merda che riesce a trasportare e la va poi a buttare in quei fossati. Chi non ha secchi in casa può anche cagare direttamente in quei fossati e moltissimi lo fanno. Altri non necessariamente devono trasportare il secchio pieno di merda fino al fossato, lo possono benissimo buttare giù dalla finestra. In alcune città si trova la soluzione per evitare, a tutte le ore, piogge di merda sulle teste dei passanti. Ad Edimburgo, per esempio, viene istituita la campana delle 10 di sera, tempo in cui è ragionevole presumere che vi siano meno passanti, e viene definito quell’orario particolare in cui la popolazione cittadina può gettare gli escrementi fuori dalla finestra. Le persone meglio educate, i famosi gentleman del mito anglosassone, che però non abbiamo ancora avuto occasione d’incontrare di persona, conservano ai giorni nostri la tradizione che li vuole a camminare sul lato esterno, verso la strada, quando accompagnano le dame. Quella tradizione emana diretta dall’esigenza di far camminare la dama con la testa il più possibile sotto la tenda, nel caso in cui qualcuno stia gettando secchi di merda fuori dalla finestra, proprio nel momento del suo passaggio.

Anche i gentiluomini inglesi cagano
È interessante notare che, se pure ricchezza e istruzione siano, già allora, malamente distribuite, soprattutto a causa delle iniquità imposte dalla propaganda cattolica, l’attitudine a vivere in ambienti merdosissimi viene condivisa in modo equo. Per esempio, nel 1665, a Londra, c’è una grande pandemia di peste. Secondo quanto scrive Daniel Dafoe, il re, Charles II, e la sua corte, si rifugiano presso la Oxford University, da adoperare come una sorta di albergo regale. Dopo un anno, a fine pestilenza, ritornano a Londra e lasciano l‘ateneo letteralmente pieno di merda. I poveri addetti alle pulizie trovano merda dappertutto; raccontano di aver dovuto raccogliere stronzi da ogni angolo, dai camini, dagli studi, dalle carbonaie, dalle cantine; c’era merda ovunque e in quantità esagerate. Alcune informazioni analoghe si cavano dai diari di Samuel Pepys, primo segretario dell’ammiragliato inglese, membro del parlamento e presidente del Royal Scientific Society; un testimone molto ben qualificato per testimoniare sulla merda lasciata in giro negli ambienti reali. Lui stesso, quando deve cagare, durante la notte, si scoccia ad andare al gabinetto privato e caga tranquillamente nel camino della camera da letto. L’Europa preindustriale è un posto puzzolente, per viverci, quantomeno nelle città, che sono piene di merda e ne producono di nuova ogni giorno. L’idea di tenere l’acqua da bere separata dagli scarichi non viene mai presa in esame da nessuno. Molto spesso, le fosse per cagare si trovavano proprio vicino alle fontane dell’acqua da bere. Oltre a questo, in quelle fosse in mezzo alla strada, si butta di tutto: animali morti, rifiuti, pattume, e gli insetti infestano le vie. Anche i cadaveri dei meno abbienti vengono ammucchiati in fosse comuni, dette “poor holes” (le buche dei poveri); si tratta di larghe fosse in cui i cadaveri vengono disposti a file, e le file ammucchiate una sopra l’altra, fino a che le fosse non sono ricolme. Perciò le esse restano aperte fino a che non sono piene e sono riempite di cadaveri purulenti in decomposizione, nel mezzo di città densamente popolate, laddove i cimiteri hanno esaurito gli spazi disponibili per i morti dei più facoltosi. La puzza della città è travolgente. I ricchi veri vengono sepolti nelle cripte delle chiese a pagamento e, volendo loro comprarsi il perdono per i peccati commessi in vita, lasciano in testamento, ai gesuiti e alla chiesa di Roma, enormi proprietà prima di morire. Ma anche i ricchi puzzano e anche le loro cripte puzzano e, conseguentemente, la chiesa stessa puzza. Un vecchio detto inglese esprime la realtà del fatto così:

“They stank out parson and congregation”

(puzzavano come il parroco e la congregazione) e questo detto si usa ogni quando si vuole indicare persone o situazioni particolarmente luride e maleodoranti. Nel 1742, Dr. Johnson, autore di “Boswell’s Life” descrive Londra come

“un luogo con una tale quantità di schifosissima sporcizia che lascerebbe stupito qualunque selvaggio”.

In queste condizioni, un terzo di ciascuna generazione della popolazione cittadina muore presto. L’unica ragione per la quale la popolazione cittadina si mantiene numerosa, anche perdendo quel terzo di ciascuna generazione, è che, dalle campagne, in cui l’ambiente e ben più salubre, molti individui sani, presumibilmente di più forte costituzione, sono obbligati dalla tradizione a trasferirsi in città. Solo il primogenito ha diritto all’eredità e quindi il resto della prole è destinato alla carriera militare o ecclesiastica, entrambi in mano allo stesso potere che gestisce e mantiene lo stato delle cose.

Dell’igiene combattuta dalla propaganda cattolica
La presenza ineluttabile di eccezionali quantità di merda, omogeneamente dispersa nelle grandi città europee, come Londra, non è però un fatto topograficamente solo europeo. Abbiamo dati di altre città, lontane fisicamente ma non in senso culturale. Per un esempio politicamente rilevante in tempi moderni, prendiamo Gerusalemme, che ora tutte le grandi correnti religiose occidentali propagandano come il luogo centrale dei loro riti superstizioni e delle loro pratiche esoteriche; di fatto l’hanno ignorata completamente dai tempi delle crociate fino alla spedizione di Napoleone in Egitto. Nel 1840 è una cittadina di 15 mila anime. 7 mila ebrei, 5 mila musulmani e 3 mila cristiani. In quella cittadina, seme della propaganda religiosa occidentale, le fosse di merda sono profonde 50 piedi e la merda è raccolta e concentrata fin dai tempi della distruzione del secondo tempio, operata dagli antichi romani. Prima di allora, ci sono dei sistemi di sanificazione nella città, ma da quel momento in poi la merda si accumula per secoli; malaria e altre infezioni sono sempre presenti e dominano l’ambiente; quando poi si fa esperienza di colera, il 75% della popolazione muore. Secondo la citazione di un pellegrino dell’epoca:

“La situazione sanitaria della città di Dio assicura che ciascun pellegrino che cerchi di passare il suo ultimo giorno di vita terrena e suicidarsi, può realizzare il suo obiettivo in tempi brevissimi”.

Della pulizia personale aborrita dall’ideologia cattolica
La pulizia del corpo umano nel mondo occidentale preindustriale, tutto dominato dalla propaganda del papato e delle sue molteplici diramazioni segrete in ambiti protestanti e musulmani – a loro volta infiltrate dall’ordine dei gesuiti – scompare dalle competenze dei popoli dominati come la memoria dei gloriosi tempi dell’Impero Romano. Non ci sbarazza della merda, quindi, e non bisogna neppure lavarsi il culo. Del resto, la chiesa non vuole che ci si lavi nessun’altra parte del corpo. Un noto insegnante di storia medioevale titola la sua lezione universitaria sull’argomento, presso la Yale University, così: “1000 Years Without a Bath” (mille anni senza mai fare un bagno). Ma in Europa, i romani di una volta, sono molto attenti alla pulizia personale e costruiscono questi enormi bagni, come le famose Terme di Caracalla, a Roma, o come in Inghilterra, dove la città di Bath prende nome proprio da questi bagni enormi realizzati dai romani del glorioso Impero. Quindi, è dopo la caduta dell’Impero Romano che l’impianto morale e ideologico cambia e le popolazioni dominate dagli uomini con le gonne tornano a regredire in mezzo alla merda.

Dell’attenzione rivolta all’anima e della trascuratezza del corpo
Abbiamo detto che, dopo la caduta dell’impero romano, la chiesa cattolica, e le sue diramazioni occulte, prendono il potere in tutto il mondo occidentale; essi vogliono dominare e sottomettere tutte le popolazioni del mondo, tenendole ignoranti e impantanate nella merda. Per questo obiettivo ieratico, introducono – tra le tante – anche la retorica dell’attenzione diretta all’anima anziché al corpo. Lavarsi diventa peccato. Lavare il corpo significa dedicare troppa attenzione al proprio lato materiale e questo va a danno dell’impianto morale, soprattutto per le donne. Una donna che si lava troppo è chiaro che ha voglia di essere attraente, per attirare gli uomini al peccato carnale. La donna che si lava è una peccatrice; presto verrà additata e punita. Questa malsana impostazione del dare tutta l’attenzione all’anima – la quale nessuno sa cosa sia e dove sia – trascurando il corpo, dà luogo al fenomeno europeo dei tre bagni della vita. Un europeo si lava solo tre volte in tutta la sua esistenza: una volta quando nasce (perché viene battezzato) una volta quando si sposa (facoltativo) e una volta quando muore (se ricco, altrimenti finisce nelle fosse comuni). In realtà i bagni sono meno di tre e, non solo l’europeo non si lava, ma si convince pure che l’acqua porti con sé malattia. Se si lava è probabile che si ammali proprio per l’uso dell’acqua. Come sappiamo, la soluzione per dissimulare la puzza degli occidentali ricchi, è quella dei profumi francesi, inventati proprio per nascondere gli odori che la natura lascia a chi non si lava; non è casuale che in oriente le donne non siano molto avvezze ai profumi e che la loro pelle sia la più liscia, candida e meravigliosa del mondo; gli orientali hanno assorbito poco della cultura cattolica e hanno continuato a lavarsi anche durante il medioevo. Per gli occidentali l’acqua è un nemico del corpo; possono berla, sì, e bevendola s’infettavano, ma non possono lavarcisi, perché sono indotti a credere che il contagio avviene attraverso la pelle. Ciò potrebbe essere verosimile in alcune zone tropicali, dove si trovano dei parassiti nell’acqua che possono penetrare l’organismo attraverso la pelle; ma non è assolutamente il caso in Europa e in medio oriente. Le genti periscono nella merda, quindi, perché vanno dietro alle favole religiose che raccontano gli uomini con le gonne. E, più le favole sono incredibili, come scriverà più tardi Hitler nei suoi diari, più le genti ci credono.

Dei pidocchi di George Washington e di King George
Il motivo per il quale i tiranni dell’epoca preindustriale indossano parrucche posticce, bianche per gli austeri e colorate per gli spagnoli, risiede nel fatto che taluni di loro non sopportano il prurito di pulci e pidocchi. Anch’essi, lo abbiamo visto di sopra, non usano cessi con scarico, vivono in ambienti pieni di merda e non si lavano se non per il battesimo o dopo morti. E infatti sono infestati dai parassiti, pulci, pidocchi e quant’altro, che scambiano reciprocamente con i topi, in armonia con il destino del resto delle popolazioni dominate dagli uomini con le gonne. Però gli abbienti, dotati di specchio e di lame affilate, trovano sollievo al prurito rasandosi il capo e, non volendo apparire in giro calvi, coprono le loro teste rasate con delle parrucche.

Dell’infanticidio
Leggiamo di sopra che, un’altra ragione che contribuisce a tenere bassa la popolazione dell’Europa preindustriale ha a che fare con la violenza sui minori. Essa è pratica comune della sottocultura indotta dalla propaganda cattolica e da quella delle sue diramazioni segrete. L’infanticidio è uno dei fattori demografici principali nel mondo occidentale preindustriale. Tuttavia, la quantità di bambini ammazzati subisce un’impennata tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo. In Milano, dal 1840 al 1860, un terzo dei bambini nati da genitori sposati, perché non si ha nota di quelli che nascono privi di registrazione, vengono sganciati presso le “case dei trovatelli”, in cui il tasso di mortalità dei bimbi è prossimo al 100%. Più della metà dei bambini nati da famiglie appartenenti a classi di lavoratori vengono pure affidati a quelle case; infine, tutti i figli illegittimi e i tanti figli di puttane, vengono abbandonati dove capita; la mortalità infantile è altissima. Quando muoiono in quelle “case di trovatelli”, sono semplicemente “out of sight“, cioè fuori dal raggio visivo dei genitori, i quali li mollano lì, sapendo della loro prossima morte certa, che però non avviene sotto il loro naso né sotto il loro tetto. Anche in questo caso, il fenomeno di grassa ignoranza non riguarda solo i meno abbienti. Merda, ignoranza e pidocchi sono elementi condivisi da ricchi e poveri. Per un altro esempio, Jean Jacques Rousseau, il famoso filosofo francese che redige le le false costruzioni ideologiche per incoraggiare e promuovere la rivoluzione americana, scrive testualmente:

“Il mio terzo figlio fu così depositato presso una “casa di trovatelli”, come i precedenti due. E ho fatto la stessa cosa con gli altri due che sono venuti dopo; ne ho avuti 5 in tutto e questo arrangiamento mi pareva così conveniente, così appropriato, che, se non me ne sono vantato pubblicamente, è stato solo per riguardo verso loro madre”.

Dell’inutilità dei bambini in età non lavorativa
L’abbandono dei bambini a destino di morte certa, dato che sono privi di cure parentali presso le case dei trovatelli anonimi, non stimola nessun genere di rimorso spontaneo, né alcuna forma di rammarico morale, ai cittadini dell’Europa preindustriale. I bambini vengono lasciati alle “case”, molti vengono messi semplicemente in strada – e questo succede anche comunemente in America – oppure affidati a balie, e il tasso di mortalità presso le balie è enormemente alto. In quel tempo, se i genitori provano a crescere i propri figli, il tasso di mortalità è di uno su sei. Ma, nel diciottesimo secolo di Francia, metà, se non due terzi, dei bambini affibbiati alle balie, sono mandati a morte. L’idea di essere genitori e l’idea della famiglia che cresce i suoi figli è diversa da quella che pensiamo di avere oggi e la propaganda vuole, anche oggi, che i figli tornino ad essere separati dalle famiglie fin da giovanissimi, per il catechismo e le altre forme d’indottrinamento (la scuola obbligatoria inizia a 3 anni, per comandamento normativo, nel Regno Unito di questi tempi). Lo standard di allora è inviare subito i bambini alle balie e farli morire fuori di casa. Chi sopravvive le cure delle balie rientra in famiglia all’età di 3 anni, dove viene cresciuto nella merda fino a che compie 7 anni, e può essere finalmente mandato a lavorare. Nel 1646, la ricca e assai progressiva città di Leyden, in Olanda, uno dei luoghi più progrediti dell’Europa di quel tempo, impone una norma che limita l’orario lavorativo dei bambini ad un massimo di 14 ore al giorno. L’impiego massiccio di lavoro minorile in Europa va avanti fino al diciottesimo secolo e oltre, durante la rivoluzione industriale. In India, ai giorni nostri, il governo indiano, ufficialmente, conta 12 milioni di bambini lavoratori. Attivisti generici, che si oppongono allo sfruttamento dei bambini sul lavoro, contano altresì 60 milioni di piccoli operai. La normativa attuale proibisce ai bambini sotto i 14 anni di partecipare a lavorazioni pericolose, e forse qualcuno sarà tenuto al rispetto di tale normativa e poi non sappiamo cosa intendono per “pericolose”; sia come sia, sono ancora in molti a nascere, vivere e morire, in mezzo alla merda.

Del valore della vita in epoca preindustriale
Nell’Europa preindustriale la mortalità è alta e specialmente quella dei bambini. Conseguentemente, e grazie ancora all’opera di propaganda degli uomini con le gonne, la vita terrena viene presa come qualcosa che ha poco valore. Perciò non è prudente affezionarsi ai figli, i quali probabilmente non giungeranno mai a 30 anni di vita, e neppure agli altri familiari. Il destino vuole che, con ciascuno di essi, il tempo da trascorrere assieme sia limitatissimo e li si vedrà morire presto. Le relazioni affettive in questo periodo sono fredde, distaccate, e la famiglia non conta più di tanto; contano solo le favole dei pericolosissimi uomini con le gonne, i quali impongono ignoranza e immobilismo ieratico a tutta quella parte di genere umano sulla quale possono esercitare la loro rovinosa influenza psicologica; i poteri temporali dei preti e dei padri gesuiti sono enormi, e li cavano dall’autorevolezza delegata dal dio, o dal demonio, che scelgono di usare a seconda dell’occasione. George Washington deve alla propaganda cattolica i suoi pidocchi e anche la sua morte inaspettata. Indebolito da una qualche malattia, egli si affida ai suoi bravi medici e alle loro tradizioni, influenzate dalle pratiche religiose; quegli incoscienti gli fanno subito un salasso da 5 pinte di sangue e lui, nonostante dovrebbe essere un po’ più prevenuto del cittadino medio sulle pratiche raccomandate dai chierici, si lascia dissanguare senza protesta, con la stessa noncuranza dei contribuenti italiani del nostro tempo. La stessa nemesi tocca al re Giorgio d’Inghilterra. Chi non ha mai sentito il detto: “mad King George“? È matto. Ed è malato dalla nascita, affetto da un male che si chiama porfiria e che gli manda in malora il sistema delle emoglobine nel sangue. Questo male causa perdite di controllo episodiche, quindi re Giorgio appare a volte a piombo e a volte squadernato. E cosa gli fanno quando vedono che va “via di testa”? Lo legano ad una sedia e lo dissanguano con le pratiche dei salassi, un po’ come fanno i finti economisti che sostengono le medicine forti del fondo monetario internazionale, per mandare alla rovina totale le economie degli Stati sovvenzionati e impoveriti dalle politiche deflative. La pratica dei salassi, secondo i documenti degli archivi dei preti, risale ancora all’epoca dei romani e dura 2000 anni, anche se appare poco credibile. Dai documenti più recenti rileviamo piuttosto che, quando nel 1860 l’Inghilterra è lo stato più ricco ed “evoluto” del mondo, in un ospedale londinese vengono ancora utilizzate 7 milioni di sanguisughe per i salassi.

Dell’alimentazione via rettale del presidente James Garfield
L’ignoranza che incide sull’alta mortalità del mondo occidentale preindustriale e pre-scientifico, non risparmia le Americhe. Il presidente americano James Garfield si becca una pallottola per aver resistito – come Lincoln, Jefferson e Jackson – alle interferenze inglesi che impongono la loro banca centrale; ma i suoi assassini non riescono ad ammazzarlo con quella pallottola. Egli vive altri 3 anni con la palla di piombo incastrata in qualche calotta adiposa, la quale, per fortuna, isola le sostanze tossiche del piombo dal resto dell’organismo. Saranno i suoi medici ad ammazzarlo e forse persino involontariamente, per via della loro ignoranza, indotta dalla tradizione europea. La pallottola, protetta da un involucro di grasso nel posteriore, non è così pericolosa nel punto in cui la riceve il presidente Garfield. Alcuni dei suoi medici sono omeopatisti, altri allopatici (cosa significhino questi termini ai giorni nostri è cosa che, se interessa, ognuno si approfondisce da sé). Nel caso della pallottola protetta dal grumo di grasso nella chiappa del presidente Garfield, quei dottori fanno solo danni. Secondo gli omeopatisti, quella cosa che è alla base del disturbo dovrebbe essergli somministrata diluita e questa prassi sarebbe in grado di curare il malato. I medici della corrente opposta vogliono somministrare qualcosa di completamente opposto alla sostanza che genera il male, per curarlo. Dopo aver litigato per anni su cosa fare per risolvere il problema della pallottola nel culo del presidente, si accordano per fare un tentativo d’estrazione. E gli ficcano dei tiranti metallici nella ferita per cercare di pescare la pallottola ed estrarla. Nonostante i lavori di Lister sulla buona pratica della sterilizzazione siano conosciuti ovunque in occidente nello stesso periodo, questi dottori non ci vogliono credere e preferiscono utilizzare ferri non sterilizzati. E così l’infezione al culo del presidente deriva dai ferri dei dottori e non dalla pallottola. La loro comprensione in fisiologia è talmente bassa che insistono, per ragioni che non ho trovato, a nutrirlo dal culo anziché dalla bocca; lo interpretano al contrario. La dieta somministrata per via rettale consiste in brodo di manzo (speriamo non troppo caldo), tuorli d’uovo (presumibilmente sodi), latte (intero), Whiskey (sempre benvenuto, a patto che sia scozzese) e gocce di oppio. Tutta questa roba gli viene somministrata per via anale; gli viene cioè infilata nel culo, per farlo guarire dall’infezione che gli è prodotta dall’uso di ferri non sterilizzati. Ma l’ampolla rettale non ha la funzione di assorbire il cibo, perlomeno non con quelle modalità. Non gli viene consentito di mangiare cibi per bocca. Se è uno scherzo, è scellerato e pericoloso; egli inizia a perdere peso e, quando arriva a perdere 100 libbre, da luglio a settembre, nessuno dei suoi dottori si pone il dubbio circa la praticabilità delle loro diete malsane. Il povero presidente non riesce neppure a morire per l’infezione causata dai ferri non sterilizzati, no, muore di fame, perché i suoi medici insistono a tentare la pratica irreversibile di nutrirlo dal buco del culo anziché dalla bocca, come succede per tutti gli altri pazienti. È anche incredibile che non sia venuto a lui stesso il dubbio che i suoi dottori fossero degli idioti e che si sia lasciato morire di fame, convinto di essere vittima di un assassino che gli ha sparato a tradimento, anche lui, nel culo.

(Per approfondire lo studio dei fatti visti qui sopra, vedi la settima parte dei corsi del Professor Robert Wyman: “MCDB 150: Global Problems of Population Growth”).

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Pubblicato da economia, finanza e fisco

Come si gestisce l'impresa che sopravviva nel nostro sistema economico-giuridico? Cos'è il sistema economico e come funziona? Come funziona l'impianto giuridico-economico in Italia, in Europa e nel resto del mondo? Cosa studiano e a cosa servono gli economisti? Cosa studiano e a che servono gli insegnanti di economia politica? Come si controllano il sistema economico, i processi di produzione e consumo, di tutte le categorie di aziende? Come continuare ad ignorare il problema monetario, e il problema dell'alienazione del monopolio della sovranità monetaria, nonostante il tema sia stato oramai ampiamente descritto, spiegato, e le spiegazioni distribuite?

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