Del rapporto fra la Finanza e i Pupi ai Governi delle Nazioni

I pupi del nuovo governo italiano provvisorio.png

Le élite al potere cercano di dominare il pianeta attraverso una articolata rete di strutture incastrate fra loro; è sufficiente individuare una prova e un riscontro per ciascuna delle funzioni più determinanti e questo è già sufficiente a far crollare il castello di carte. Abbiamo visto con l’osservazione del millantatore Julian Assange e di Wikileaks che il The New York Times è influenzato da elementi e fondazioni riconducibili alla dinastia Rockefeller. Ciò che ripetono i quotidiani locali è tratto da lì, volenti oppure no. Le élite controllano le informazioni alla sorgente e non hanno bisogno di censurarle, basta confonderle con qualunque cosa contribuisca a fare confusione: il dissenso, l’analisi complessa e inconcludente, tonnellate di pubblicità, gli scandali a sfondo sessuale, il pettegolezzo, il luogo comune, le cosce moleste delle ballerine seminude, eccetera. Per controllare i flussi delle informazioni dalle fonti, le varie fondazioni senza scopo di lucro di cui sono proprietarie le dinastie più ricche della Terra, creano degli istituti specifici, fra i quali a me va di ricordare il CFR. Se Tizio presiede il CFR e se Tizio rappresenta gli interessi delle compagnie petrolifere, con il monopolio della politica monetaria del mondo, è già evidente che il CFR è influenzato da fortissimi interessi economici di parte. Se poi scopro che i presidenti delle nazioni che fanno le guerre sono associati al CFR, il fatto è già in sé illegale, perché essi svolgono funzioni pubbliche e, per regolamento della loro missione, è fatto loro divieto di frequentare associazioni d’influenza culturale, presiedute dai più diretti rappresentanti dei più forti interessi economici del pianeta; notando infine che, oltre ad infrangere la legge, essi, tranquillamente, partecipano alle riunioni e prendono “disposizioni”, o accettano suggerimenti, consigli, raccomandazioni, da parte degli esperti selezionati dal CFR, ho già la prova che mi serve per considerare inattendibile e completamente inaffidabile qualunque affermazione venga proferita da quei capi di stato che sono parte del circolo CFR. Cadono tutte le premesse ideologiche di tutte le loro azioni. Invadono l’Afghanistan, l’Iraq, bombardano con l’uranio impoverito la Serbia, preparano rivolte in Iran, in Siria, in Ucraina e in mille altri posti; non lo fanno per difendere la democrazia, non lo fanno per garantire il tenore di vita dei loro cittadini, non lo fanno per la gloria imperialista delle loro nazioni e non lo fanno neppure per il petrolio – che gestiscono di già. Perché lo fanno? Perché così ha suggerito il CFR. Dopo aver individuato che il CFR ha l’incarico, per conto di Tizio, di influenzare i maggiori capi di Stato, le più importanti testate giornalistiche e l’opinione pubblica, per indurre gli eserciti a fare ciò che ingrassa le famiglie che posseggono il CFR, rappresentati da Tizio, seguitando, scopro che anche i vertici della NATO sono risucchiati dal fascino del CFR. Tutto il resto è una conseguenza. Le forze armate italiane, per esempio, in violazione dei fondamentali trattati costituzionali, impiegano migliaia di militari in medio oriente, per una serie di razionalizzazioni complesse, ma per un solo motivo pratico: perché così ha suggerito il CFR. Da questo punto del ragionamento in poi, ogni volta che ho il sospetto che qualcuno faccia l’interesse di qualcun altro, non devo far altro che vedere se ha rapporti con il CFR. Se però scopro che li ha, non posso più credere a nessuna delle sue affermazioni e delle sue razionalizzazioni; non posso più accettare nessuna ipotesi di guerra, di politica monetaria deflativa, d’imposizione di austerità e di maggior oppressione fiscale da chi fa gli interessi di Tizio al CFR, senza neppure tentare di attenersi ai propri doveri istituzionali. Abbiamo individuato legami perversi fra le agenzie di spionaggio e la finanza internazionale; chi controlla chi, è intuibile – perché “chi paga sceglie la musica” – ma il fatto più rilevante è già l’esistenza dello stretto legame in sé; ora vediamo assieme anche qualche altro esempio di perversione nei rapporti fra la finanza internazionale, i burattini ai governi e i loro bracci armati dei vertici militari. I vertici militari, giunti al massimo livello gerarchico, come pure tutti i vertici politici, sono costantemente attratti e lusingati dalle associazioni “di categoria”, dai club privati, che danno loro gli indirizzi sul cosa dire e cosa fare, ogni giorno; queste associazioni, e questi club, sono presieduti dai capi-famiglia delle stesse dinastie che hanno il monopolio delle risorse energetiche e delle politiche monetarie delle nazioni; i vertici politici, essendo personaggi da mandare alla ribalta, sono confortati dalla propaganda, nella quale le dinastie al potere investono enormi somme di denaro. Quando finiscono i loro incarichi, e cioè, quando si sono addossate su di loro le responsabilità di buona parte dei problemi che infestano il mondo, possono essere messi in naftalina e sostituiti con altri burattini. I nuovi pupi, che la propaganda illumina come salvatori nei primi anni e che poi elimina, cavalcando il dissenso o gonfiando le false accuse, al termine del ciclo. Anche la propaganda è finanziata e gestita dalle stesse élite che controllano le politiche monetarie delle nazioni e le risorse energetiche del pianeta.

 

Chi gestisce gli affari dei governi provvisori delle nazioni
Osservando come dominano i fasci, ai lati della bandiera statunitense, posta sul capo del relatore al congresso americano, ricordo la citazione di Benito Mussolini, ripresa nella sua biografia di Margherita Sarfatti, quando dice una frase che suona più o meno così: – “l’aggettivo di sovrano affidato al popolo è una tragica burla…”. Il popolo non ha sovranità; tutto ciò che può fare è demandare i potere, delegarli, a soggetti che poi determinano il suo destino a prescindere dal suo benessere e dalla tutela dei suoi interessi. Tra gli anni 1970 e gli ’80 la crescente influenza del CFR e della Commissione Trilaterale negli affari di governo degli USA, diventa difficile da ignorare e il numero dei parlamentari statunitensi volenterosi di prendere posizione contro questo tipo di organizzazioni aumenta. Il parlamentare Larry McDonald fa istanza per una completa investigazione sul CFR e la commissione trilaterale, il 4 febbraio del 1981, per determinare il livello d’influenza che possono avere sulla politica degli Stati Uniti d’America. Non viene notato dalla stampa e dai media dominati, ma McDonald non demorde e continua con ogni mezzo a denunciare il complotto; finirà ammazzato assieme a tutti gli altri passeggeri dell’aereo di linea Korean Airliner, abbattuto da un missile nel 1983. La morte di McDonald e l’ignoranza colpevole dei media, che non hanno mai fatto nessun accenno alle sue attività, stimolano altri parlamentari a prendere le sue posizioni; fra questi, il senatore Jesse Helms è certamente il critico più esplicito e inizia un aspro discorso davanti ai suoi colleghi senatori il 15 dicembre del 1978, dal quale caviamo questo piccolo estratto:

“La campagna contro le genti americane, contro la cultura e la tradizione americana e i suoi valori, è sistematica guerra psicologica. È orchestrata da una vasta schiera d’interessi che comprendono le istituzioni finanziarie, le élite universitarie, la sinistra radicale, il dipartimento di stato, dell’industria e del commercio, le banche principali, le corporazioni multinazionali, i media, il sistema scolastico, l’industria dell’intrattenimento e tutte le maggiori fondazioni esenti da tasse e imposte…tutti questi interessi stanno operando di concerto con i dirigenti del Cremlino in modo da realizzare ciò che alcuni definiscono un nuovo ordine mondiale. Organizzazioni private, come il CFR, il Royal Institute of International Affairs, la Commissione Trilaterale, la Dartmouth Conference, l’Aspen Institute for Humanistic Studies, l’Atlantic Institute e il gruppo Bilderberg, servono a mettere a punto e coordinare i piani per questo nuovo ordinamento mondiale di poteri economici, finanziari, accademici e circoli ufficiali. La campagna psicologica di cui ho detto, è il lavoro di gruppi del mondo finanziario, economico ed educativo, che amalgamano assieme enormi ricchezze e una fitta rete di connessioni sociali; il potere di quei gruppi risiede nel controllo del nostro sistema finanziario e su una larga parte del nostro settore industriale. Il principale strumento di controllo sull’economia nazionale è il sistema della banca centrale (Federal Reserve). Le politiche del settore industriale, soprattutto delle corporazioni multinazionali, sono influenzate dal sistema dalla banca centrale attraverso la gestione del credito e la gestione di grandi pacchetti azionari controllati dai reparti trust del sistema di banche che fa capo alla banca centrale. Wall Street influenza grandemente il dipartimento di stato e la CIA. Questi livelli di influenza, se non vengono controllati, finiranno per sovvertire l’ordine costituzionale. Il punto di vista dell’apparato del momento è chiamato globalismo. Signor Presidente, secondo l’angolazione dei globalisti, gli stati-nazione e i confini nazionali non contano per niente. Le filosofie politiche e i principi politici sono diventati relativi. Anche le Costituzioni sono divenute irrilevanti davanti all’esercizio del potere. Libertà e tirannia non sono viste come necessariamente buone o cattive, e come componenti della politica. I poteri finanziari e industriali sono orientati a far convergere i sistemi sovietici e americani…ciò che conta è solo il massimo profitto per questo club che risulta dalla pratica del capitalismo finanziario, un sistema che si basa sui pilastri gemelli del debito e del monopolio. Questo non è capitalismo reale, questa è la strada della concentrazione economica e della schiavitù politica”.

 

Cronologia della fondazione degli enti sovversivi

1913: Federal Reserve System, Washington, DC;
1920: Lega delle Nazioni, Ginevra;
1920-1921: Royal Institute of International Affairs (Londra), CFR e le sussidiarie: Institute for Pacific Relations (NY), Centre d’Etudes de Politicque Etrangere (Paris), Institut fur Auswartige Politik (Hamburg);
1945: ONU, Organizzazione delle Nazioni Unite (NY);
1954: Bilderberger Group (Oosterbeek, The Netherlands ma privo di sede fissa);
1968: COR, Club of Rome (Roma);
1973: Commissione Trilaterale (NY).

 

CFR
Abbiamo vissuto per decenni nell’illusione che, solo perché andiamo a votare, scegliamo i candidati e siamo in qualche modo al controllo del sistema. Nei fatti non lo siamo. Fin dai tempi di Roosvelt un gran numero di persone in posizioni chiavi del potere e dell’amministrazione pubblica appartengono a una, o più d’una, di quelle organizzazioni. Per esempio, nell’amministrazione Carter tutti i sette uomini del consiglio di sicurezza nazionale, compreso anche lui stesso, appartengono almeno ad uno dei gruppi (Walter Mondale, vice presidente, CFR/ TC; Zbigniew Brzezinski, national security advisor, CFR/TC; Cyrus Vance, secretary of state, CFR/TC; Harold Brown, secretary of defense, CFR/TC; Gen. David Jones, chairman of the Joint Chiefs of Staff, CFR; e Stansfield Turner, direttore della CIA, CFR). È pratica comune, per chi appartiene al CFR e alla Commissione Trilaterale, dimettersi poco prima di assumere un pubblico incarico; ma, alcuni non lo fanno proprio e, quelli che lo fanno, sconfessano l’influenza del gruppo solo formalmente. Ronald Reagan, più originale, fa una campagna contro i due gruppi; poi, una volta eletto, nomina 75 loro membri alle cariche pubbliche fondamentali; Bush ne nomina 350 e più; molti di questi sono tutt’ora in carica o lo sono fino a pochi anni fa. (Esempi: George Bush, president, CFR/TC; Brent Scowcroft, national security advisor, CFR/TC; Richard Cheney, secretary of defense, CFR; Dick Thornburgh, attorney general, CFR; Colin Powell, chairman of the Joint Chiefs of Staff, CFR; and Carla Hills, U.S. trade representative, TCFederal Reserve Chairman Alan Greenspan, CFR/TC; Harold Anderson, CFR; Cyrus R. Vance, CFR/TC; and Paul Volcker, CFR/TC).

Controllando il Dipartimento del Tesoro, Rockefeller e i suoi alleati hanno diretto la politica fiscale e monetaria, la sicurezza nazionale, la difesa, negli Stati Uniti d’America. Ogni comandante supremo delle forze alleate in Europa è stato o è membro di uno dei due gruppi (CFR i TC); lo stesso vale per ogni ambasciatore USA alla NATO; nove su tredici direttori della CIA hanno fatto parte di uno o più dei due gruppi, e anche tutti i presidenti e capi di governo ne hanno fatto parte, se non appartenevano ad altri gruppi massonici. La politica estera statunitense influenza la vita di tutti i cittadini di tutte le nazioni di tutto il resto del mondo, perciò la sua osservazione è inevitabile, per quanto possa sembrare noiosa o irrilevante; ecco la lista degli ultimi 6 presidenti che precedono Obama:

Franklin D. Roosevelt – massone;
Harry S. Truman – massone;
John F. Kennedy – CFR;
Lyndon B. Johnson – massone;
Richard M. Nixon – CFR;
Gerald R. Ford, Jr. – massone e membro del CFR;
James E. Carter, Jr. – FR e TC;
Ronald W. Reagan – massone;
George H.W. Bush – massone SB, membro del CFR e della Commissione Trilaterale (TC).

Anche i candidati che concorrono alla carica con i rispettivi presidenti elencati, sono tutti appartenenti a uno o a più gruppi privati o a precise logge massoniche. Il CFR è l’organizzazione che influenza le decisioni chiave ai più alti livelli di governo, e si occupa anche di creare la pressione che spinge verso l’alto, l’opinione del pubblico che si abbandona alla decisione di convertire la repubblica costituzionale statunitense nel servile stato membro di di una dittatura mondiale, come si cava dalle dichiarazioni esplicite dello stesso CFR. Il 17 febbraio 1950 un membro del CFR, James Warburg, rendendo testimonianza di fronte alla Commissione sulle Relazioni Internazionali del Senato statunitense, dichiara: “Avremo un governo mondiale, che vi piaccia oppure no; e lo avremo con il consenso o con la forza“. Nell’aprile del 1974 in una pubblicazione di Foreign Affair, che è il bollettino ufficiale del CFR, (p.558) Richard Gardner dichiara che il nuovo ordine mondiale “dovrà essere costruito dal basso verso l’alto piuttosto che dall’alto verso il basso. Dovrà apparire come un grande e ‘sordo ronzio di confusione” – e poi c’è un pezzo che ricalca la situazione europea, ma anche quella degli altri continenti – “la fine delle sovranità nazionali, che correrà loro intorno, erodendole pezzo per pezzo, realizzerà più di quanto non farebbe l’assalto diretto vecchio stile“. Il CFR è responsabile della formazione delle Nazioni Unite nel 1945; per essere sicuri che gli Stati Uniti non si ritiraggono, come in precedenza con la Lega delle Nazioni, decidono di costruire questo ente internazionale sul suolo americano; Il terreno su cui è costruito il palazzo delle Nazioni Unite è generosamente donato da John D. Rockefeller Jr.

 

Delle “regioni amministrative del mondo”
Oltre ad essere responsabile della formazione delle Nazioni Unite, il CFR è la molla principale di numerose altre organizzazioni complementari: Bilderberg, il Club of Rome, la Commissione Trilaterale, ciascuna delle quali ha incarichi specifici nell’ambito della missione principale del nuovo ordine monetario mondiale. La creazione di queste altre organizzazioni rappresenta una mera ristrutturazione della gerarchia gestionale del nuovo mondo, che è sempre in mutazione, e si adatta continuamente alla situazione presente, in modo tale da continuare efficacemente con la sua agenda. Il progetto gerarchico richiede che il governo mondiale si raggiunga per gradi, attraverso la formazione di “regioni amministrative del mondo”. Ciò è in accordo con la Carta delle Nazioni Unite, che incoraggia l’implementazione e l’amministrazione di un governo mondiale su base regionale. (Capitolo 8, art. 52, commi 1,2 e 3; art. 53, primo comma).

 

Della favola del nuovo ordine mondiale
La strategia, che molti osservatori cavano dalle varie informazioni trapelate sul CFR, è semplice. Le nazioni del mondo dovrebbero prima fondersi in diverse regioni. Questo serve per rimuovere il concetto di sovranità nazionale; più tardi, tali regioni si dovrebbero unire in un sistema di governo mondiale. Tuttavia, si comprende subito che il governo del mondo regionalizzato è pressoché impossibile da raggiungere politicamente, perché le popolazioni del mondo resisterebbero all’idea. E allora la decisione è quella di dividere il mondo, prima in regioni economiche, sperando di spianare la strada per una successiva unione politica basata su questa stessa prima divisione geografica. Per compiere quest’impresa, si formano diverse organizzazioni con finalità specifiche, per sovrintendere la creazione di associazioni regionali per il commercio. Le distruzioni delle cosiddette “sovranità nazionali” mediante le regionalizzazioni sono una realtà. Il passo successivo potrebbe essere anche diverso da quello prospettato dagli osservatori del nuovo ordine mondiale. A me pare più assennato dire che non sappiamo esattamente quale sia il fine ultimo dei grandi usurai; tanto per cominciare, essi sono più d’uno e potrebbero anche faticare a mettersi d’accordo su tutta la strategia. E poi, è vero che l’affermazione sull’intenzione di comandare il mondo è sfuggita a parecchi degli associati al CFR; però bisogna anche dire che nemmeno loro possono sapere chiaramente in cosa consistano gli obiettivi di chi li comanda. Infine, l’auspicio del cosiddetto “nuovo ordine mondiale”, che sta venendo e che verrà, è stato ripetuto talmente tante volte da cialtroni scioperati e bugiardi come Brown, Bush padre, Bush figlio, Obama e tanti altri, che questa considerazione, da sola, essendo tutti loro grandi falsari, basterebbe a mandare a monte in blocco tutta l’idea del governo mondiale. Le élite al potere governano il mondo di già, e lo fanno da qualche secolo; sono assetati di potere reale e non sono mai stati interessati a comparire alla ribalta, come invece fanno i loro pupi ai governi, sui quali ricadono le colpe delle loro azioni di distruzione delle risorse del pianeta. La loro tecnica è sempre quella di mandare a comparire qualcun altro, qualche re, qualche presidente, qualche capo di gabinetto, tirando le fila da dietro le quinte. Vederli al governo ufficiale del mondo, pare una soluzione non confortevole per chi è sempre stato regista e non attore. La durata e l’intensità del potere sono tanto maggiori quanto più si estende il periodo del suo anonimato. Come potrebbero giustificare le prossime guerre, se davvero il mondo fosse riunito sotto un’unica grande bandiera? Quali altri nemici potrebbero fabbricare? Nemici abitanti su pianeti lontani? No. Perché abbiamo visto che la tecnologia spaziale non consente oggi di andare oltre il limitatissimo circolo dell’atmosfera terrestre. Persino l’inutile passeggiata sulla Luna è ancora un sogno irrealizzabile.

 

Del gruppo Bilderberg
La società responsabile per l’integrazione economica europea è il gruppo Bilderberg, (Bilderberg Group o the Bilderbergers). Il primo meeting lo tiene a Oosterbeek, in Olanda, all’hotel Bilderberg nel 1954. Il gruppo comprende circa un centinaio di persone, vertici plitici e militari degli stati membri NATO (North Atlantic Treaty Organization). La sua leadership è collegata con quella del CFR, e può ben essere categorizzata come una organizzazione sorella del CFR. È f ondato da alcune fra le maggiori istituzioni mondiali, tutte in regime di esenzione fiscale, che comprendono le fondazioni Rockefeller e Ford; la finalità esplicita del gruppo Bilderberg è quella di regionalizzare l’Europa. Quest’obiettivo è rivelato proprio da Giovanni Agnelli, uno dei caratteri più visibili del Bilderberg, che dichiara:

“L’integrazione europea è il nostro obiettivo e laddove hanno fallito i politici speriamo di aver successo noi industriali.”

George McGhee, ex ambasciatore degli Stati Uniti nella Germania Ovest, aggiunge che:

“il trattato di Roma, che ha portato alla realizzazione del mercato comune, era stato sviluppato alle riunioni del Bilderberg.”

In altre parole, la Comunità Economica Europea, che presto dà luogo all’unità politica (31 dicembre 1992) è un prodotto de gruppo Bilderberg. Lo scopo rilevante del Bilderberg, come quello delle sue sorelle, CFR e Nazioni Unite, è di stabilire – nuovamente si tratta degli intenti comunicati ai suoi membri, che non necessariamente sanno lo scopo finale – “una forma di governo mondiale”. Questa filosofia è stata spiegata chiaramente dal primo presidente del gruppo, il principe dei Paesi Bassi Bernhard (la cui famiglia è uno dei principali azionisti della Royal Dutch Shell Oil Company). Bernhard scrive:

“Qui è la nostra principale difficoltà: i governi degli Stati liberi sono governi eletti dalle popolazioni; se fanno cose impopolari, vengono cacciati; è difficile rieducare le popolazioni, che sono state allevate nel nazionalismo, ad accettare l’idea di rinunciare a parte della sovranità nazionale e cederla ad un ente sovranazionale…questa è la tragedia.“

Fra i più influenti componenti americani del Bilderberg, abbiamo David e Nelson Rockefeller, Tomas Hughes (del Carnegie Endowment), Winston Lord (ex direttore della pianificazione e del coordinamento per il Dipartimento di Stato) Henry Kissinger, Zbigniew Brezinski, Cyrus Vance, Robert McNamara (ex presidente della banca mondiale) il testa vuota Donald Rumsfeld, George Ball (ex sottosegretario di stato e direttore di Lehman Brothers) Robert Anderson (presidente ARCO associato con l’istituto Aspen), il presidente Gerald Ford, Henry Grunwald (direttore- editore del TIME), Henry J. Heinz (presidente del consiglio di amministrazione di H.J. Heinz Company), Padre Theodore M. Hesburgh (ex presidente della Notre Dame University) e Shepard Stone (dell’istituto Aspen per gli studi umanistici).Tutti i membri americani del Bilderberg sono membri, o ex membri, del CFR. Fra i partecipanti europei sono compresi ministri degli esteri, primi ministri, leader della finanza come Helmut Schmidt (Germania Ovest), Rumor (Italia), il barone Edmond de Rothschild, Giscard d’Estaing (Francia), Sir Eric Roll (presidente di Warburg & Co. in Inghilterra) per nominarne alcuni.

 

Del “Club di Roma”
Un’altra organizzazione che ha preso un’alta percentuale dei suoi membri dal CFR è il Club di Roma (COR). Il COR dichiara di essere un’organizzazione informale di meno di un centinaio di membri che sono, usando i loro stessi termini, “scienziati, educatori, economisti, umanisti, industriali, funzionari di stato nazionali e internazionali”. In tutto, 25 membri del CFR appartengono alla associazione americana per il Club di Roma. Il COR inizia la sua attività nel 1968, quando i leader di dieci nazioni si incontrano a Roma su invito di Aurelio Peccei (un industriale di primo piano a livello nazionale che ha legami stretti con FIAT e Olivetti). L’organizzazione coltiva il convincimento di avere le soluzioni per la pace nel mondo e la sua prosperità. Tuttavia, queste soluzioni sembrano sempre promuovere il concetto di governo mondiale a spese delle sovranità nazionali. Il COR è stato incaricato di sovrintendere la regionalizzazione e l’unificazione del mondo tutto. Il COR potrebbe perciò essere un gradino più in alto del Bilderberg nella gerarchia del nuovo mondo. Le trovate del COR e le sue raccomandazioni sono pubblicate saltuariamente su rapporti speciali che vengono inviati, a persone in posizioni chiave del potere, per la loro implementazione. Il 17 settembre del 1973 il COR ha fatto circolare uno di questi rapporti, titolato “Modello regionalizzato e adattabile del sistema globale del mondo, redatto da un membro del COR, Mihajlo Mesarovic, e un tale Eduard Pastel. Il documento rivela che il COR ha diviso il mondo in dieci regioni politico-economiche che definisce “regni“. (Vedi Daniele 7:15-28 e Rivelazione 13). Aurelio Peccei, il fondatore del COR, riferendosi a questo studio di Mesarovic-Pestel, dichiara: “il loro modello del mondo, basato sulla teoria del sistema gerarchico multilivello, divide il mondo in dieci regioni interdipendenti e interagenti, con coerenza ambientale, politica ed economica…” Si tratta di prototipi, Mesarovic e Pastel si sono presi un incarico erculeo. Il loro lavoro si completerà in parecchi anni. Nel 1974, solo un anno dopo la distribuzione del rapporto ai membri del COR, Mesarovic e Pastel riepilogano i loro primi risultati in un libro intitolato: “l’umanità al punto di svolta” che è concepito per la pubblica distribuzione. Alle pagine 161-164 di questo libro, gli autori illustrano le stesse dieci regioni; solo che stavolta la parola “regni” è stata omessa. Il COR è guidato spiritualmente da conoscenze e pratiche occultiste. Alle pagine 151 e 152 de “l’umanità al punto di svolta” Aurelio Peccei rivela la sua visione panteistica e le sue credenze sulla nuova era, parlando della comunione degli uomini con la natura e la trascendenza, usando un neologismo “noosphere“- riferendosi all’ambito collettivo dell’intelligenza umana – con il quale Peccei tradisce la sua formazione come pupillo di Pierre Teihard de Chardin, un “padre” gesuita francese (ora morto) le cui idee e i cui scritti esoterici hanno un impatto profondo nel movimento per la nuova era. Infatti, Chardin è uno degli autori più citati dagli occultisti della nuova era. Riferendosi al controllo economico, alle scarsità alimentari e ai problemi ambientali, gli autori de “lumanità al punto di svolta” dichiarano che la soluzione delle singole crisi può essere sviluppata solo in un contesto “globale”, nel lungo termine, con il pieno ed esplicito riconoscimento dell’emergente “nuovo ordine mondiale”. Ciò renderebbe necessario, fra le altre cose, un nuovo ordine economico mondiale e un sistema globale di allocazione delle risorse. Una “coscienza mondiale”, “una coscienza del mondo, deve essere sviluppata e con essa ogni individuo realizza il proprio ruolo come membro della comunità mondiale. Deve diventare parte della coscienza di ciascun individuo che l’unità di base della cooperazione umana, e conseguentemente della sua sopravvivenza, deve muoversi dal livello nazionale a quello globale”.

 

Della commissione trilaterale
Tra gli anni ’50 e i ’60, gli stessi membri del congresso degli Stati Uniti che fanno campagna attiva contro il “sistema Federal Reserve” iniziano a contrastare il CFR. Ricevono considerevole aiuto da gruppi di cittadini attivisti e conseguentemente, dopo le investigazioni di una commissione interna al congresso fra i ’60 e i ’70, un numero significativo di americani sono a conoscenza di circostanze completamente ignorate dalla stampa dei media tradizionali privilegiati. Per la prima volta un gran numero di cittadini statunitensi viene a conoscenza del fatto che i maggiori segmenti dell’industria statunitense stanno andando sotto il controllo di un ristrettissimo numero di organizzazioni. I “pianificatori globali” comprendono a quel punto che bisogna intervenire per non perdere il terreno ideologico prodotto nei cinquant’anni precedenti. La loro strategia è quella di incanalare la spesa dei consumatori americani ed europei verso l’industria giapponese e i magnati del petrolio arabo, i quali lo usano prontamente per acquistare imprese e immobilizzazioni in occidente. In questo modo, se gli americani hanno da individuare qualche responsabile della loro condizione in tempi difficili, è colpa dei giapponesi e degli arabi (come ora dei cinesi o degli indiani e degli arabi), non di Rockefeller e i suoi alleati che sono i veri responsabili. Lavorando con i loro associati arabi e giapponesi, i globalizzatori hanno portato avanti il loro progetto senza sospetti da parte delle masse ignoranti, guidate da un sistema d’informazione corrotto e da un sistema scolastico pedante, anti-educativo, grossolano e pervertito. La redistribuzione della ricchezza mondiale viene usata anche per favorire una nuova era di interdipendenza economica mondiale, un concetto utile per gli schemi visti fin qui. Per accogliere questi sforzi, David Rockefeller forma la Commissione Trilaterale nel 1973. Lo scopo della Commissione Trilaterale è quello di promuovere il governo mondiale incoraggiando l’interdipendenza economica tra le superpotenze. Sterzando forzosamente le economie degli Stati membri fino a farli giungere ad una posizione in cui sono completamente intrecciati, la Commissione Trilaterale aumenta lo sforzo di regionalizzazione delle sue sorelle, il Bilderberg e il Club di Roma. Collaboratore principale di Rockefeller in questo sforzo è Zbigniew Brzezinski, che redige la Carta della Commissione e ne diventa il primo dirigente (1973-1976). Questo soggetto dal nome che ricorda i giocatori di scacchi russi, ha scritto diversi libri circostanziando la sua visione del mondo. In uno di quei libri, “Between Two Ages“, scritto nel 1970, egli raccomanda un nuovo sistema monetario internazionale e prepara il lettore per l’accettazione di un nuovo sistema d’imposizione fiscale “mondiale”. Egli rivela anche a pagina 72 il suo punto di vista sul pensiero di Karl Marx: “Il Marxismo rappresenta un ulteriore, creativo, livello nella maturazione della visione universale dell’uomo. È simultaneamente la vittoria sull’esteriore, l’uomo attivo sull’uomo passivo, interiore, la vittoria della ragione sulla fede; enfatizza la capacità dell’uomo di plasmare il suo destino materiale e definirlo come l’unica realtà dell’uomo“. Come il Peccei, anche questo scrive cose talmente prive di senso che sono poi di difficilissima comprensione e interpretazione; è anche lui seguace del prete gesuita francese Teihard de Chardin. “Il Marxismo ha servito come strumento per il “progresso” umano, anche se la sua pratica è sempre di livello inferiore rispetto ai suoi ideali”. Teilhard de Chardin nota a un certo punto che “mostruoso com’è, non è il moderno totalitarismo a corrompere qualcosa di magnifico, e, conseguentemente, più vicino alla verità?” E Brzezinski continua: “il marxismo, disseminato al livello popolare nella forma di comunismo, rappresenta il maggior avanzamento nell’abilità dell’uomo di concettualizzare il suo rapporto con il mondo“. La commissione trilaterale è la copia carbone del CFR, è guidata da molti degli stessi uomini, sposa la stessa filosofia ed è finanziata dalle stesse fonti, tra le quali la primaria è la fondazione Ford che, in regime di totale esenzione fiscale, risulta essere il suo maggiore finanziatore. Come il CFR anche la commissione trilaterale ha sede a New York City. Tuttavia, mentre i membri del CFR (circa 2500) sono tutti statunitensi, nella commissione trilaterale si trovano i (325 membri) leader delle 3 maggiori superpotenze mondiali: Nord America, Europa Occidentale, Giappone. Perciò, ecco il termine “trilaterale”. (Notiamo pure che quelle 3 sono le stesse prime tre regioni, chiamate “regni” elencate nel modello proposto dal Club di Roma). I 325 membri della commissione trilaterale sono: 98 del Nord America, 146 dell’Europa Occidentale e 81 dal Giappone. Il presidente della commissione nord-americana è, ancora una volta, David Rockefeller; quello europeo è George Berthoin e quello giapponese è Isamu Yamashita. Tutti i membri francesi appartengono alla loggia massonica del Grand’Oriente. Tra gli anni 1970 e gli ’80 la crescente influenza del CFR e della commissione trilaterale negli affari di governo degli USA, diventa difficile da ignorare e oggi è difficile ignorarla anche nel resto del mondo. A me pare più assennato dire che non sappiamo esattamente quale sia il fine ultimo dei grandi usurai; tanto per cominciare, sono più d’uno e potrebbero anche faticare a mettersi d’accordo su tutta la strategia. L’affermazione sull’intenzione di comandare il mondo è certamente sfuggita detta in pubblico da parecchi degli associati al CFR; però bisogna anche dire che nemmeno loro possono sapere chiaramente in cosa consistano gli obiettivi di chi li comanda. Infine, l’auspicio del cosiddetto “nuovo ordine mondiale” che sta venendo e che verrà è stato ripetuto talmente tante volte da cialtroni scioperati e bugiardi come Brown, Bush padre, Bush figlio, Obama, e tanti altri bugiardi, che questa considerazione da sola basterebbe a mandare a monte in blocco tutta l’idea del governo mondiale. Le élite al potere governano il mondo di già, e lo fanno da qualche secolo; sono assetati di potere reale e non sono mai stati interessati a comparire alla ribalta, come invece fanno i loro pupi ai governi, sui quali ricadono le colpe delle loro azioni di distruzione delle risorse del pianeta. La loro tecnica è sempre quella di mandare a comparire qualcun altro, qualche sovrano re, qualche presidente, qualche capo di gabinetto, tirando le fila da dietro le quinte. Vedere i grandi usurai al governo, diretto ed ufficiale, del mondo, pare una soluzione non confortevole. La durata e l’intensità del potere sono tanto maggiori quanto più si estende il periodo del suo anonimato. E poi, come potrebbero giustificare le prossime guerre se davvero il mondo fosse riunito sotto un’unica grande bandiera? Quali altri nemici potrebbero fabbricare?

Nemici di altri pianeti? No. Perché ora sappiamo che la tecnologia spaziale non consente oggi di andare oltre il ridicolo circolo dell’atmosfera terrestre. Persino l’inutile passeggiata sulla Luna è ancora un sogno irrealizzabile.

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Pubblicato da economia, finanza e fisco

Come si gestisce l'impresa che sopravviva nel nostro sistema economico-giuridico? Cos'è il sistema economico e come funziona? Come funziona l'impianto giuridico-economico in Italia, in Europa e nel resto del mondo? Cosa studiano e a cosa servono gli economisti? Cosa studiano e a che servono gli insegnanti di economia politica? Come si controllano il sistema economico, i processi di produzione e consumo, di tutte le categorie di aziende? Come continuare ad ignorare il problema monetario, e il problema dell'alienazione del monopolio della sovranità monetaria, nonostante il tema sia stato oramai ampiamente descritto, spiegato, e le spiegazioni distribuite?

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