Ezra Pound sulle cause della guerra

 

Il petrolio del mondo, e anche quello del medio oriente, è estratto, raffinato, distribuito da imprese anglo-americane, già dalle prime perforazioni; quindi, le invasioni in medio oriente di questi anni non sono neppure propriamente guerre fatte per il controllo sull’industria del petrolio; le élite al potere, il monopolio lo hanno di già; tuttalpiù si può intravedere il vantaggio particolare di alcune famiglie che ingrassano i loro portafogli (le famiglie Bush, Dick Cheney, Condoleeza Rice e degli altri assassini della loro amministrazione) ma sono solo pedine, pupi, in confronto ai grandi monopolisti della moneta e dell’energia; essi non potrebbero mai prendersi certe iniziative di guerra senza il consenso, o l’ordine preciso, da parte dei loro padroni.

 

Le cause delle guerre secondo Ezra Pound
Secondo Ezra Pound, la seconda guerra mondiale non inizia per via di un capriccio di Mussolini o di Hitler. Si tratta piuttosto di un’altra fase della guerra secolare fra gli usurai e i contadini; (quella guerra che, secondo Orwell, è condotta dalla classe dominante contro i suoi sudditi, o contro le altre classi ad essa sottostanti, per mantenere intatta la struttura gerarchica della società); la guerra tra “l’usurocrazia” e chiunque voglia campare la giornata onestamente, per mezzo del proprio lavoro.

I processi storici sono intesi, in vari tempi diversi; ma questa comprensione, da parte di una diligente minoranza d’individui che combattono per il bene comune, è, ancora e ancora, insabbiata sotto la superficie. Gli sforzi di Calhoun, Jackson, Van Buren, Brook Adams, Obst sono stati tutti obliterati; sono lavori che richiedono una certa familiarità con la materia economica e, più specificatamente, con i fatti di politica monetaria.

Scrive Pound:

“Se riesci a capire la causa, o le cause, di una guerra, capirai allora la causa, o le cause, di molte altre guerre e forse di tutte. Le ragioni fondamentali della guerra ricevono poca pubblicità e i libri di scuola non spiegano mai il funzionamento interno delle banche”.

Nel diciannovesimo secolo il pubblico crede, più o meno, che la politica economica sia stata inventata da Adam Smith. Cattedre e professorati sono inventati per falsificare la storia e insegnare agli studenti un sacco di balle. Il fatto centrale della rivoluzione americana del 1776 è la soppressione, nel1750, della moneta cartacea emessa in Pennsylvania e in qualche altra colonia; e però la storia americana ha insegnato e raccontato questioni più pittoresche, come il Boston Tea Party. La terminologia delle operazioni finanziarie è già studiata da Claudius Salmasius (De Modo Usurarum e De Foenore Trapezitico, Lugd. Bat. – Leyden – 1639 e 1640) ma persino le enciclopedie che lo menzionano ignorano questi due suoi libri. Ciò che costituisce una solida base sul credito è assai ben conosciuta al principio del diciassettesimo secolo dai fondatori del Monte dei Paschi di Siena.

 

Della storia dell’usura
La storia dell’usura inizia con l prestito di semi di mais in Babilonia, nel terzo millennio prima di Cristo. La prima menzione di politica monetaria si ha nel 1766 prima di Cristo, quando un imperatore in Cina, per alleviare l’afflizione dovuta alla carestia, aggravata dal monopolio del grano, apre una miniera di rame e fa coniare dei dischi di metallo, perforati al centro con foro quadrato. Leggiamo che egli dà questa moneta agli affamati e che essi possono così comprare il grano dove il grano c’è.

  

Della funzione distributiva della moneta
Quell’imperatore può anche non aver inventato l’idea, ma possiamo vedere che egli comprende la natura e lo scopo sociale della moneta, nonché uno dei limiti del suo potere. L’imperatore Tching Tang comprende la funzione distributiva della moneta. Aristotele sostiene che i greci chiamano il denaro NOMISMA, perché è un prodotto che non viene dalla natura ma è inventato dall’uomo. Il denaro è, prima di tutto, uno strumento della volontà. La condizione economica di una società dipende dalla volontà dei suoi governanti (ostacolata dall’ignoranza o da forti volontà opponenti).

 

Dell’ignoranza naturale e dell’ignoranza artificiale
Certi atti crimini accadono solo a causa dell’ignoranza. Sopra e oltre alla ignoranza naturale delle collettività e degli individui, si diffonde un’ignoranza artificiale, creata sinteticamente dalla stampa “usurocratica”, da talune organizzazioni che lottano per mantenere i loro monopoli e i loro privilegi. Il fatto fondamentale della storia statunitense è la soppressione della moneta cartacea coloniale, cinquantasei anni dopo la fondazione dell’ente privato che reca la ragione sociale: Banca d’Inghilterra (Bank of England). Tra le definizioni del termine “banchiere” raccolte da Obst, troviamo:

“il banchiere è uno che compra denaro e debiti, creando altri debiti”;

“il banchiere è uno che prende denaro a prestito per prestarlo a sua volta a interesse maggiorato, per profitto”.

L’affermazione di Paterson (fondatore della Banca d’Inghilterra) sintetizza la malizia sulla quale si regge il meccanismo del raggiro usuraio della politica monetaria:

“la banca si avvantaggia dell’interesse e lucra su tutto il denaro che crea dal nulla“.

 

Delle novità del meccanismo creditizio del Paterson
La proposta di Paterson è di prestare non denaro ma note, banconote, titoli rappresentativi di un corrispettivo di metallo prezioso, scommettendo sull’ipotesi, molto probabile, che solo una piccola frazione di depositanti vorrebbe incassare le note e ritirare il proprio denaro allo stesso tempo. Il trucco funziona alla grande; e però, i quaccheri della Pennsylvania iniziano ad entrare in concorrenza pro bono publico pennsylvanico. Prestano cartamoneta ai coltivatori, per permettere la bonifica dei terreni, d’importi che giungono alla metà del valore della terra in questione, chiedendo il rimborso in dieci rate annuali. La banca di madrepatria, attraverso l’intercessione del governo britannico, sopprime questa competizione, che beneficia le colonie e le fa prospere, nel 1750. Dopo varie altre vessazioni, le colonie dichiarano la loro indipendenza; e la ottengono, grazie alla distanza geografica dall’Europa e alle perturbazioni che tengono impegnati i governi del vecchio continente.

 

Del proposito e Del funzionamento di un monopolio
Il proposito di un monopolio è quello di poter vendere materiali o prodotti monopolizzati ad un prezzo ingiustamente gonfiato, disprezzando il bene comune e danneggiando il prossimo. Il noto esperto di alta finanza Samuel Loyd comprende a sua volta che, espandendo i commerci, una valuta non-elastica, rigida, cresce di valore. Egli intuisce che, con sufficienti risorse a disposizione, quelli della sua categoria possono determinare quell’aumento di valore, quando gli pare, praticamente a loro piacimento, certi di poterlo manipolare quando occorre, approfittando della valuta estera. Oltre a ciò, egli comprende che, una volta stabilita, la contrazione della valuta può essere forzata fino all’estremo, e che quando la moneta cresce oltre il prezzo, come accade nel 1825, i debitori devono cedere le loro proprietà ai termini dettati dai creditori. Aristotele menziona l’esempio del monopolio delle presse per le olive praticato da Tales, solo per dimostrare che un filosofo può facilmente superare in astuzia altra gente se non ha proprio niente altro di meglio da fare.

 

Del monopolio della moneta
Il monopolio della moneta, o la politica restrittiva sulla sua circolazione, è una variante dell’esempio delle presse per le olive di Tales. Le guerre sono provocate in successione, deliberatamente, dai grandi usurai, per creare debito, scarsità, penuria e miseria; essi possono estorcere gli interessi su quei debiti e possano aumentare il prezzo del denaro, alterando i prezzi delle varie unità monetarie quando vogliono, alzando e abbassando i prezzi dei generi alimentari, mantenendosi completamente indifferenti rispetto alla tragedia delle loro vittime e alla distruzione dei patrimoni della civiltà e delle loro eredità culturali.

 

Tutte le rivoluzioni sono tradite
La storia della giovane repubblica americana è l’esempio che dovrebbe servire da monito alle rivoluzioni successive. La vittoria delle armate americane, la resa di Lord Cornwallis, eccetera, non fermano affatto la guerra fra produzione e usura. L’idea che la guerra possa aver abolito l’interesse sul debito è vista con ironia da qualche padre fondatore della Repubblica.

 

Dello scandalo dell’assunzione di responsabilità
La manovra è classica. I soldati della rivoluzione sono stati pagati dalle varie colonie in moneta cartacea che riconosce il debito delle colonie verso il “veteran“. Questi certificati di debito iniziano a perdere potere d’acquisto, che scende al 20% del valore nominale; cento dollari in certificati valgono solo venti dollari. Ad un dato momento, ventinove membri del Congresso Nazionale, assieme ai loro compari, comprano grandi quantità di questi certificati svalutati. Dopodiché, la Nazione, ora organizzata in una nuova entità esecutiva, si assume la responsabilità di pagare i certificati al loro valore nominale. (Claude G. Bowers, l’allora ambasciatore degli Stati Uniti d’America in Spagna, fornisce i dettagli nel suo: Jefferson and Hamilton). E John Adams esclama, in tarda età:

“Ogni banca di sconto è assolutamente corrotta, si esigono imposte dal pubblico per il guadagno privato di taluni individui, ma se dico questo nel mio testamento, la gente americana dirà che sono morto pazzo….Tutta la confusione, le tragedie, le afflizioni e le angosce in America sorgono, non per difetto della costituzione, della confederazione o per difetto di onore e virtù, ma per l’assoluta ignoranza sulla natura della moneta, del credito e della circolazione monetaria.”

In una lettera di Jefferson a Crawford, leggiamo:

“.. and if the national bills issued be bottomed (as is indispensable) on pledges of specific taxes for their redemption within certain and moderate epochs, and be of proper denominations for circulation, no interest on them would be necessary or just, because they would answer to every one the purposes of the metallic money withdrawn and replaced by them.”

Thomas Jefferson (1816 July 20).

Anche il presidente Lincoln capisce il trucco, quando dice:

“… and gave the people of this Republic the greatest blessing they ever had—their own paper to pay their own debts”.

Il caso vuole che Abraham Lincoln viene assassinato subito dopo aver fatto questa dichiarazione; l’assassino scappa da Washington attraverso l’unica via non sorvegliata, dopo che è già stato dato l’allarme da parecchio tempo; molti altri dettagli sono strani, come il tentato assassinio di Seward, segretario di Stato. Allora come ora, la statuizione della Costituzione degli Stati Uniti d’America, detta chiaramente la norma, all’Art. 1 Sezione 8, clausola 5:

“The Congress shall have Power To: coin Money, regulate the Value thereof, and of foreign Coin, and fix the Standard of Weights and Measures.”

La Costituzione degli Stati Uniti d’America, come molti altri atti scritti fondamentali, è redatta in uno stile che non è molto attraente per il lettore medio. Le frasi chiave sono collocate molto dopo una serie di tediosi preamboli e i cittadini si sono belli che stufati a leggersela, molto prima di giungere al tema centrale. Per decenni, il Congresso Americano non ha preso atto dei poteri che gli sono conferiti dalla Costituzione.

 

Dei tradimenti successivi
Il periodo coloniale dura fino alla soppressione della cartamoneta, nel 1750; la rottura con il Regno Unito si ha nel 1776; nella lotta fra Jefferson e Hamilton, Hamilton rappresenta i banchieri usurai. Washington se ne viene sotto l’influenza di Hamilton, e Adams, il secondo presidente, tiene la poltrona per 4 anni; poi Jefferson resta presidente per 8 anni e per i sedici successivi, che servono a guidare i suoi successori. Gli succede Madison, 8 anni, Monroe, 8 anni, e il figlio di Adam, per soli 4 anni, come suo padre prima di lui.

 

Jackson e Van Buren vincono la guerra contro gli usurai
Dopo di questa serie, si ha un periodo che dura dodici anni con Jackson (8 anni) e Van Buren (4 anni); ma la decade 1830-40 sparisce dai libri di scuola. Ai bambini viene insegnato che Jackson ammazza qualche pellerossa, mastica tabacco e prende a calci-in-culo gli inglesi a New Orleans, dopo la pace di Ghent. Ma la guerra vera che vincono Jackson e Van Buren è quella del popolo americano contro le banche.

 

Della guerra per gli schiavi negri
Gli astuti usurai, battuti dalle condotte di Jackson e Van Buren, dirigono allora il loro raggio di offuscamento sulla questione dei negri in schiavitù. Durante la fase che precede la guerra, il dibattito in Congresso rivela una percezione intensa dei fatti da parte dei membri più intelligenti; ma, dopo la morte di Lincoln, la discussione perde la sua chiarezza e l’indebitamento della città di New York e del sud assume importanza secondaria; l’intera questione del debito pubblico perde di valore. Gli usurai scoprono, nel frattempo, che il sistema basato sulla proprietà degli schiavi è meno redditizio di quello dell’offerta del lavoro “libero”. Ogni possessore di schiavi deve preoccuparsi di mantenerli in vita e in forma fisica per lavorare. Questo costa più del lavoro retribuito della forza lavoro “libera”. Nel sistema capitalista, il datore di lavoro non ha nessuna responsabilità sullo stato di salute del lavoratore. La gestione dell’emotività di massa non è un fatto matematico o monetario; ma, una volta che la passione della moltitudine è infuocata, certi elementi usurai delle banche sono ordinati per sfruttare la situazione. L’obiettivo della guerra “civile” si svela in una circolare di rischio emessa nel 1862:

“L’enorme debito che i nostri amici capitalisti europei vedranno è prodotto dalla guerra e deve essere usato per controllare il volume della massa di denaro circolante; non è utile permettere la circolazione del cosiddetto greenback, perché quello non lo possiamo controllare e non ne controlliamo la circolazione”.

In una lettera del 25 giugno 1863, inviata da una impresa della famiglia Rothschild di Londra ad una sua sussidiaria di Ikleheimer, Morton & Van der Gould di New York, si leggono frasi come quella qui sotto:

“Pochissime persone comprenderanno il fenomeno. Quelli che capiranno, saranno troppo impegnati sfruttando la situazione. Gli altri, il pubblico in genere, probabilmente non lo vedranno contrario ai loro interessi”.

Il nipote di John Adams fa presente al suo tempo che, dopo Waterloo, il potere degli usurai incontra assai poco resistenza seria. Il primo tentativo concreto contro gli usurai, dopo la morte di

Lincoln, comincia con la rivoluzione fascista, e viene riaffermato dall’asse Roma-Berlino, tanto famigerata dalla storia, forse proprio perché ribelle al potere dei grandi usurai.

Qui termina il riassunto delle riflessioni di Pound, uno dei pochi pensatori letterati che ha compreso l’importanza del potere monetario nelle vicende della storia recente e che, probabilmente per questo motivo, passa 13 anni in manicomio criminale negli Stati Uniti, prima di venire in Italia e innamorarsi di Guardiagrele e dell’agente britannico Benito Mussolini. Pur non essendo degno di sciogliere i calzari ad Ezra Pound, non posso lasciar cadere il discorso condividendo questa sua ultima considerazione; nessun popolo combatte più di quello statunitense (e ha tanti presidenti consapevoli dell’usura di Stato e ad essa contrari) per resistere al monopolio delle banche centrali. La dinastia Rothscild e i suoi alleati ha scatena due guerre d’indipendenza e una guerra di secessione nei cosiddetti Stati Uniti d’America. La guerra di secessione, in particolare, è il conflitto che fa più morti di tutta la storia di tutte le innumerevoli guerre alle quali viene continuamente mandato per ammazzare e distruggere il, “bravo patriota”, popolo statunitense. Con la guerra di secessione, questa volta si ammazzano in casa propria e perciò fanno più vittime fra i loro. Nonostante ciò, e nonostante l’omicidio di Abraham Lincoln, come vedremo in un altro capitolo, le concessioni ventennali alla banca di Stato non vengono mai rinnovate e, dopo l’ultima, sanguinosissima, guerra, quella di secessione, la federazione statunitense vive quarantotto anni (dal 1865 al 1913) felicemente priva di una banca centrale.

Annunci

Pubblicato da economia, finanza e fisco

Come si gestisce l'impresa che sopravviva nel nostro sistema economico-giuridico? Cos'è il sistema economico e come funziona? Come funziona l'impianto giuridico-economico in Italia, in Europa e nel resto del mondo? Cosa studiano e a cosa servono gli economisti? Cosa studiano e a che servono gli insegnanti di economia politica? Come si controllano il sistema economico, i processi di produzione e consumo, di tutte le categorie di aziende? Come continuare ad ignorare il problema monetario, e il problema dell'alienazione del monopolio della sovranità monetaria, nonostante il tema sia stato oramai ampiamente descritto, spiegato, e le spiegazioni distribuite?

Unisciti alla discussione

4 commenti

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...