Del Complotto Comunista

 

Della macchinazione del comunismo
Abbiamo visto alcuni esempi di come le élite al potere fabbricano situazioni di crisi per determinare stati di emergenza e giustificare atti estremi reazionari, divisioni e tensioni, guerre, oscillazioni di prezzi, embarghi, aumenti di spese militare, austerità, oppressione fiscale, espropriazioni dirette e indirette, e altre piaghe del genere. Le emergenze, le crisi e le guerre, sono fabbricate e gestite in modo tale che durino nel tempo, perché la loro maggior durata consente maggiore distruzione di ricchezze materiali (che altrimenti andrebbero distribuite e contribuirebbero a migliorare le condizioni di vita delle collettività), produce maggiori profitti per banche centrali e industria bellica, e tiene più a lungo occupate in attività inutili le menti ottenebrate dei cittadini oppressi e dei loro governanti. Un esempio storico di fabbricazione di uno stato di crisi internazionale di lungo periodo è la grande truffa del comunismo. Il comunismo è un impianto ideologico completamente inventato con il preciso, esplicito, scopo di creare il caos necessario a giustificare tutta una lunghissima serie d’interventi politici, militari e paramilitari su scala planetaria. Le conseguenze pratiche immediate delle prime rivoluzioni comuniste sono state: l’eliminazione fisica dei sovrani e di una gran parte di possidenti delle classi medie, l’espropriazione diretta di tutte le ricchezze materiali e il loro passaggio di proprietà ai gestori degli apparati statali, l’installazione forzata delle banche centrali (di cui zar e imperatori non avevano affatto bisogno).

 

Dei capitali, della propaganda e dell’arte del depistaggio
Ricalcando certe costruzioni ideologiche che possono essere cavate dalla Repubblica di Platone (427-347), dall’atteggiamento progressista del presidente americano Hoover (quando diceva: “il socialismo è precursore del comunismo”), da Utopia, scritto da un uomo di stato britannico della levatura di Thomas More (1478-1535), o da molti altri pensatori delle opere di bene (vedi Tommaso d’Aquino) gli ideologi comunisti hanno seguito il progetto di confusione che ha determinato i genocidi di una metà del mondo e tenuto sotto la minaccia perpetua di guerra l’altra metà. In Platone si trova la visione di una società in cui l’istituzione del matrimonio verrebbe eliminata, tutte le donne apparterrebbero a tutti gli uomini e tutti gli uomini a tutte le donne. Le donne sarebbero divenute uguali agli uomini, lavorando nella stessa cava o combattendo nella stessa buca. Tutti i bambini verrebbero allevati dallo Stato. In questo schema, 3 sono i livelli di distinzione sociale: la classe dirigente, la classe militare e la classe dei lavoratori. la proprietà privata verrebbe eliminata e gli intellettuali avrebbero l’incarico di stabilire cosa sia meglio per la classe dominata.

 

Francois Emile Babeuf (1760-97)
Insediamenti di comunità che sperimentano l’impianto ideologico comunista si hanno negli Stati Uniti d’America, fin dai tempi dei primi coloni; fra i tanti, va ricordato il tentativo di Francois Emile Babeuf (1760-97), detto Gracchus, appartenente alla loggia massonica degli illuminati, coordinatore delle attività di circa 2000 membri, che scrive:

“..nel mio sistema di libertà comune, io desidero che non esista alcuna proprietà individuale; la terra appartiene a dio e i suoi frutti appartengono agli uomini in generale”.

Nel 1976 Babeuf scrive il suo “Manifesto degli Eguali” che viene pubblicato con il titolo di: “Analisi della dottrina di Babeuf” in cui si legge:

“Niente più proprietà privata della terra; la terra non appartiene a nessuno; i frutti della terra appartengono a tutti…spariscano, finalmente, rivoltanti distinzioni fra ricchi e poveri, fra grandi e miseri, fra padroni e servitori, fra governanti e governati. Che non ci siano più distinzioni fra gli uomini se non per età e per sesso. Dato che tutti hanno gli stessi bisogni e le stesse facoltà, che sia unico l’indirizzo scolastico e che tutti mangino lo stesso cibo. Essi si contentano di sole e aria per tutti; perché la stessa porzione e la stessa qualità di cibo non dovrebbe bastare anche per loro..”

Secondo il suo piano, i lavoratori non devono essere pagati in denaro, la proprietà di beni personali è abolita; il pagamento avviene con la distribuzione dei prodotti che vengono stoccati in magazzini comuni ed equamente distribuiti. Un altro aspetto importante della sua visione è che ai bambini non è dato di portare il nome dei genitori, a meno che non si tratti di genitori veramente speciali. Naturalmente questo è solo un piano e da esso è tenuto all’oscuro il villano, che non lo avrebbe affatto preso sul serio. La propaganda accessibile all’esterno è tutta basata sul principio generale di “uguaglianza fra uomini” e “giustizia per tutti” e sulla critica generica all’avidità dei governanti. I lavoratori della comunità non sapranno mai i dettagli della dottrina di Babeuf e non c’è il tempo di metterli in pratica. Nel 1796 Babeuf e 45 dirigenti del suo movimento vengono arrestati; Babeuf viene impiccato e gli altri deportati a causa dei loro preparativi per sovvertire il governo in carica. Il processo dura da febbraio a maggio del 1797 e Babeuf confessa di essere semplicemente un “agente” di questo complotto sovversivo e di aver ricevuto l’incarico da altri soggetti (illuminati, ordine massonico fondato formalmente nel 1776) che lo hanno onorato mettendolo a capo di questo servizio di reclutamento al progetto d’impianto ideologico. C’è poca differenza fra il bolscevismo e il babouvismo. La terza internazionale di Mosca del 1919, nel suo primo manifesto, dichiara la propria discendenza da Babeuf.

 

Dei banchieri sovversivi e delle logge massoniche
Il 1 maggio del 1776, sotto la direzione della casa dei Rothschild (vedi gli altri nomi al capitolo primo del saggio di Rivera) e dei banchieri che in precedenza hanno istigato la rivoluzione americana (anche) per indebolire la corona di Gran Bretagna, Weishaupt fonda l’ordine degli antichi veggenti illuminati di Bavaria, che diventa poi noto come l’ordine degli “illuminati”. Weishaupt afferma che il nome “illuminati” deriva dagli insegnamenti di Lucifero. Le favole religiose vogliono che Satana, al tempo in cui è ancora un angelo, sia conosciuto come Lucifero, il “portatore di luce”.

La festa del 1 maggio viene celebrata ogni anno, da allora, soprattutto nelle nazioni comuniste, in cui il primo maggio viene detto May Day, ma non ha niente a che fare con i lavoratori; il primo di maggio è anche conosciuto come il giorno speciale delle streghe. Prima di quella data, molti altri gruppi con nomi simili si sono formati nei secoli, tutti con finalità di propaganda più o meno religiosa, occultista, esoterica e satanista; molti sono alla base dei moti rivoluzionari che hanno insanguinato l’Europa e le Americhe negli ultimi secoli. Per esempio, gli illuminati spagnoli, “alumbrados”, si sono formati con l’aggregazione di francescani riformati e gesuiti. Il gruppo di base è fondato da Weishaupt nel 1776 e diventa pienamente operativo nel 1778. La sede è a Monaco, in Germania, ed è conosciuta come la Grande Loggia degli Illuminati o Loggia del Grand’Oriente, con il nome in codice di Atene. Scrive Weishaupt:

“La forza maggiore del nostro ordine consiste nell’occultamento. Che non appaia mai in nessun luogo con il proprio nome, che sia sempre sotto la copertura di un nome diverso e di un’attività diversa”..”L’ordine vuole essere segreto, lavorare in silenzio; in questo modo sarà preservato dall’oppressione dei poteri sovrani….i gesuiti devono essere evitati come una piaga, nessun gesuita deve essere ammesso al nostro ordine salvo che abbia un permesso speciale….come può il debole trovare protezione? Con l’unità; ma è cosa rara e può essere ottenuta con le società segrete. Scuole nascoste di pensiero e di sapere sono i mezzi con i quali libereremo gli uomini dai loro vincoli”.

 

Nel libro: “World Revolution“, di Nesta Webster, si legge:

“l’arte praticata dagli illuminati consiste nell’arruolare babbei ed esperti, nell’incoraggiare i sogni di visionari onesti, o gli schemi di fanatici, lusingando la vanità di egotisti ambiziosi, lavorando su menti non equilibrate, giocando su certe passioni come la vanità e la sete di potere, mettendo assieme persone con aspirazioni diverse a servire gli scopi segreti della setta”.

Amschel Mayer Rothschild (1773-1885)
Mayer Rothschild fonda banche in Inghilterra, in Francia e in Germania. I suoi figli, che sono fatti baroni dell’impero d’Austria, continuano la sua espansione. Amschel Mayer Rothschild (1773-1885) – al quale è attribuita la frase: “fai che io emetta e controlli la moneta di una nazione, e non importa chi ne fa le leggi” – dirige la banca di Francoforte, che è conosciuta come M.A. Rothschild & Sons.

Salomon Mayer Rothschild (1774-1855) è a capo della banca di Vienna.

Nathan Mayer Rothschild (1777-1836) – a cui è attribuita l’altra famosa frase: “non mi importa quale pupo sia messo al trono in Inghilterra a governare l’impero sul quale il sole non tramonta mai. L’uomo che controlla il sistema monetario controlla di fatto l’impero britannico; e io controllo il sistema monetario britannico“) – è a capo della banca di Londra dal 1809.

Karl Mayer Rothschild (1788-1868) dirige e possiede la Banca di Napoli, chiusa nel 1861.

James Mayer Rothschild (1792-1868) è a capo della banca di Parigi.

Questo è solo l’inizio dell’espansione della casa dei Rothschild, che controlla una fortuna stimata a quel tempo in 300 milioni di dollari. Dal 1820 in poi, secondo Werner Sombart, che scrive “The jews and Modern Capitalism“, si ha “l’era dei Rothschild”; nel 1913 la fortuna della famiglia viene stimata attorno ai due miliardi di dollari. Abbiamo prove e documenti sul fatto che questa casa ha finanziato tutte le fazioni di tutte le guerre, dalla rivoluzione americana in poi; durante le guerre napoleoniche, la casa finanzia Napoleone da una parte e i governi di Germania, Gran Bretagna e di altre nazioni dall’altra. Opera in un’area del cuore londinese chiamata “The City“, o anche “the Square Mile“; tutte le maggiori banche inglesi hanno la loro sede in quell’area, assieme ad altre 70 filiali di banche statunitensi e 315 filiali di altre banche offshore. Nella stessa area troviamo la Banca d’Inghilterra, la borsa valori, i Lloyd di Londra, la borsa merci, il Baltic Exchange, il London Metal Exchange. È il fulcro della finanza mondiale. Ci sono pochi dubbi sul fatto che la casa influenzi l’economia del pianeta ed è dietro, ad angolo retto, l’unione economica e politica europea.

 

Del progetto della frode comunista
Nel 1829 Frances Wright viene a New York per promuovere la formazione di una frangia ausiliaria femminile degli illuminati. È associata a Robert Dale Owen, noto socialista. Durante una delle riunioni operative, ella informa i presenti che è in progetto la formazione di un movimento internazionale di sovversivi lungo le linee guida dei principi degli illuminati. Questi sovversivi “saranno chiamati comunisti”. Tale organizzazione dovrà portare caos, in modo che si renda necessario l’intervento ordinatore degli illuminati. Tre uomini vengono incaricati di raccogliere fondi per la realizzazione di questo progetto “comunista”:

Clinton Roosevelt,
Horace Greeley (editore di: The New York Tribune e New Yorker Magazine, che assumerà Karl Marx come corrispondente dall’Europa nel 1848) e
Charles Dana (editore: New York tribune e New York Sun).

 

Dei finanziamenti capitalisti destinati ai comunisti
Chi ha finanziato questo principio di progetto comunista, ideato con lo scopo preciso di creare disordine e danno al sistema economico capitalista? Un gruppo di grandi banchieri e robustissimi capitalisti; ecco i nomi dei primi:

Nathan Rothschild,
Jacob Schiff (Kuhn, Loeb; 20 milioni di dollari),
Sir George Buchanan,
Paul e Felix Warburg (Kuhn, Loeb),
Olaf Aschburg (Nye Bank of Stockholm, Svezia),
William Boyce Thompson (Chase National, 1 milione di dollari; Chase National è la banca di David Rockefeller che poi diventa la Chase Manhattan Bank),
Albert H. Wiggin (Chase National),
Krupp (industria siderurgica tedesca che poi finanzierà anche Adolf Hitler).

 

Della fabbricazione del comunismo dei grandi capitalisti
Questi sono nomi di gruppi finanziari fra i più ricchi del mondo; altri finanziamenti indiretti vengono poi attraverso associazioni socialiste, come i Fabian, che raccolgono comunque denari dalle stesse fonti. Il comunismo è un’invenzione dei capitalisti, di alcuni primari gruppi capitalisti, i quali, proprio perché si tratta di un’invenzione paradossale, sono insospettabili, e lo usano per ingrassare le loro proprietà e le loro ricchezze a danno d’altri capitalisti. Come si vede più avanti, a proposito della rivoluzione russa, il cartello finanziario non si limita a sovvenzionare cinicamente entrambe le fazioni in lotta; esso crea il conflitto alle sue basi: inventa oppositori, costruisce nemici, sovvenziona terroristi, orienta organizzazioni sovversive, religiose e politiche; esso finanzia le fazioni pronte a scontrarsi, sulla base di costruzioni ideologiche (o religiose), da esso stesso prodotte e impiantate, e le manda alla guerra per sovvertire il sistema, appropriarsi delle ricchezze fondamentali delle nazioni e dei beni materiali controllati da altri gruppi di capitale.

 

Heinrich Karl Marx (Moses Mordecai Marx Levy, 1818-83)
Karl Marx proviene da una famiglia benestante; suo padre è avvocato e lo converte alla confessione cristiana a 6 anni. Durante la sua frequenza universitaria a Bonn e Berlino si aggrega alla chiesa satanica di Joana Southcott che si dice in contatto con un demone, tale Shiloh. Viene espulso dalla Germania, poi si laurea in filosofia nel 1841; nel 1843 studia economia a Parigi, dove inizia ad apprendere cose sul comunismo francese. Viene espulso anche dalla Francia. Nel 1844 scrive “Un mondo senza ebrei“, nonostante lui stesso sia ebreo. Nel 1845 va a Bruxelles, dove, assieme a Friedrich Engels (figlio di un ricco industriale del tessile 1820-95) riorganizza la Lega comunista. Engels ha già aderito alla Giovane Germania (uno dei tanti gruppi fondati da Giuseppe Mazzini) in Svizzera nel 1835. Poi diventa massone, come lo stesso Marx. Nel 1848 Marx pubblica il “Manifesto Comunista”, che è l’estensione della bozza di Engel titolata “Confessione di un comunista” e che a sua volta prende a prestito quasi tutto dagli scritti di altri pensatori (Clinton Roosevelt, Weishaupt e altri). La lega comunista è nota in precedenza come la “lega dei giusti“, o la “lega degli uomini giusti” ed è a sua volta l’estensione della “lega persiana”, che a sua volta deriva dal movimento giacobino. Si tratta di un’associazione di uomini ricchissimi e potentissimi di stati diversi che hanno già tirato le fila di gran parte delle agitazioni che insanguinano l’Europa nel 1848; è un ramo dell’ordine degli illuminati oppure un circolo interno ad essi. Il “Manifesto Comunista”, che in origine si chiama “Manifesto del Partito Comunista”, presentato a Londra il 1 febbraio 1848, viene associato al nome di Karl Marx venti anni più tardi.

 

Degli obiettivi del Manifesto del partito comunista
Il manifesto è considerato dai marxisti la carta delle libertà dei lavoratori del mondo ed è a fondamento della costruzione ideologica della Lega Comunista. Esso propone:

abolizione della proprietà privata della terra;
introduzione dell’imposta progressiva sui redditi;
abolizione dei diritti di ereditarietà;
confisca delle proprietà degli immigrati e dei ribelli;
centralizzazione del credito nelle mani dello Stato attraverso una banca centrale; accentramento di comunicazione e trasporti sotto il controllo dello Stato;
distribuzione della popolazione fra città e campagna;
eliminazione del lavoro minorile nelle fabbriche;
istruzione pubblica gratuita per tutti.

 

Del controllo della produzione e della popolazione
Il piano rivoluzionario socialista prevede anche l’abolizione di tutte le religioni ed è la reminiscenza della dottrina di Weishaupt. Secondo questa visione “marxiana”, controllando la produzione, la classe dirigente può gestire lo Stato anche politicamente; in seguito alla presa del potere da parte degli ordini comunisti, la dittatura sarebbe gradualmente decaduta. Marx lavora come corrispondente per il New York Tribune (il cui editore è Horace Greeley) per seguire le rivoluzioni in Europa del 1848.

 

Della propaganda per i babbei della fazione opposta: Ritter e Nietzsche
Contemporaneamente alle leghe comuniste, a Berlino, il professor Carl Ritter (1779-1859), co- fondatore della scienza geografica moderna, diretto da un altro gruppo di illuminati, scrive concetti opposti a quelli marxiani. Le costruzioni ideologiche da dare in pasto a masse di babbei, per dividerli in gruppi di opposti estremismi, avvengono contemporaneamente per entrambi gli schieramenti. Il lavoro iniziato da Ritter viene continuato dopo la sua morte da Friedrich Wilhelm Nietzsche (1844-1900) che poi diventa l’altra grande presa per il culo, quella di fascismo e nazismo, e verrà sfruttato per fomentare la seconda guerra mondiale. Marx ed Engels fondano la prima “internazionale socialista” nel 1864, il 28 settembre, a Londra, alla quale aderiscono i gruppi socialisti di diversi Stati europei, tutti convergenti sull’obiettivo di distruggere il sistema economico nella forma in cui si trova in quel tempo. Otto anni dopo, aprono anche a New York, dove nasce il partito socialista; gli statuti di queste aggregazioni ricalcano quelli adottati da Giuseppe Mazzini, tanto che la presenza di Marx durante la loro redazione è del tutto superflua; Karl Marx si querela con Engels, e scrive:

“ero presente solo come muto spettatore della piattaforma”

James Guillaume, un membro svizzero della congregazione socialista-comunista, scrive:

“Non è vero che l’internazionale è una creazione di Karl Marx. Egli è rimasto completamente estromesso dai lavori di preparazione che è avvenuta tra il 1862 e il 1864..”

Quindi sono altri gruppi di studio a preparare i lavori, ai quali non frega un fico secco dell’interesse, o dei diritti, dei lavoratori; gruppi di studio impegnati, piuttosto, a far ingrassare certe dinastie di capitalisti, che acquistano poteri e ricchezze enormi istigando rivolte e rivoluzioni ovunque nel mondo, sempre con tecniche analoghe. Marx è un impiegato, un garzone di bottega, che lavora per i suoi padroni illuminati. Nathan Rothschild gli passa un paio di assegni da qualche migliaio di sterline per il suo “socialismo” (che sono stati esposti al British Museum) e gli fa guadagnare 400 sterline con la speculazione alla borsa valori (come Marx scrive a suo zio, Leon Phillips Marx) tanto per ricordargli che la sua campagna per sovvertire il sistema basato sulla speculazione finanziaria e lo sfruttamento della classe dei lavoratori, era, e doveva restare, un’adulterazione teorica delle sue brevi e discontinue sedute in biblioteca.

 

De “Il Capitale”
Nel 1867 Marx scrive “il Capitale” che diventerà la bibbia, mai letta, della classe dei lavoratori; poco noto è il fatto che Marx scrive il Capitale incollando assieme i frammenti ideologici di altri pensatori più evoluti (Weishaupt, Babeuf, Blanc, Cabet, Owen, Ogilvie, Hodgkin, Gray, Robert Thompson, William Carpenter, e Clinton Roosevelt) dei quali ha tratto frammenti presso il British Museum. Il secondo volume appare dopo la morte di Marx, nel 1885 e il terzo nel 1894; sono entrambi redatti da Engels sulla base delle note “marxiane”. La seconda internazionale viene formata nel 1889 a Bruxelles, sugli stessi modelli della prima. Chi ha sviluppato e finanziato la frode del comunismo, è parte del sistema delle élite capitaliste al potere e lo ha fatto con il dolo, per rapinare le ricchezze di altri capitalisti e le proprietà degli Stati, oltre che per creare il caos e sfruttare il disordine per giustificare massacri e sovvertire gli Stati sovrani; le élite capitaliste hanno finanziato dei gruppi di lavoro con l’intento fraudolento di costruire la base ideologica per i movimenti sovversivi; poi hanno finanziato (cioè armato) quei movimenti sovversivi per appropriarsi indebitamente di ciò che apparteneva ad altri capitalisti o ad altri popoli e regni sovrani. Lo schema dei finanziamenti della rivoluzione russa è la continuazione di questa pratica.

 

Delle bande di LENIN e di TROTSKY
Nikolai Lenin (Vladimir Ilyich Ulyanov, 1870-1924) è un rivoluzionario russo, studente di Marx, assetato di vendetta dopo che suo fratello viene impiccato nel 1887 per aver cospirato per l’assassinio dello zar Alessandro II. Anche lui è seguace dei principi di Weishaup, anche lui è satanista, anche lui diventa massone (Università di Kazan 1889), anche lui combatte le religioni concorrenti e anche lui è una delle pedine principali che animano la formazione del movimento cosiddetto “comunista”. Riceve finanziamenti dai Fabian, propaga la dottrina populista (Aleksandr Herzen 1860) per sovvertire il governo e introdurre il socialismo. Aggiunge due elementi marxiani alla teoria populista: il concetto di lotta di classe e il bisogno per la Russia di passare attraverso una fase capitalista.

 

Della finta rivolta contro lo Zar
Nel 1905 i cittadini russi sono impegnati a combattere nella guerra contro il Giappone. I comunisti in patria tentano di fomentare una rivolta contadina contro lo Zar ma i contadini rifiutano. Lo zar, dopo questa prova, e sapendo bene chi c’era dietro le quinte, deposita: 400 milioni di dollari nelle Chase Bank, National City Bank, Guaranty Trust Bank, Hanover Trust Bank e Manufacturers Trust Bank e 80 milioni di dollari presso la Rothschhild Bank di Parigi. Così facendo, spera lo Zar di fermare la voracità dei suoi assalitori esteri. Ma la spesa non è sufficiente, perché nel 1917 inizia la rivolta. Lo Zar Nicola II, che succede ad Alessandro III (1881-94), viene detronizzato in marzo.

 

Milner e Rothschild pianificano la rivoluzione russa
La casa Rothschild, attraverso Milner, pianifica la rivoluzione russa, e la finanzia, assieme a:

Schiff (che dona 20 milioni di dollari alla causa comunista), Sir George Buchanan,
i Warburg,
i Rockefeller,
gli associati di J.P. Morgan,
Olaf Aschberg,
il sindacato Rhine Westphalian,
un finanziere di nome Jovotovsky (la cui figlia poi sposerà Trotsky),
William Boyce Thompson,
Albert H. Wiggin.

La famiglia Rockefeller decide di dare il suo supporto finanziario diretto dopo che lo zar gli rifiuta l’accesso ai pozzi petroliferi russi che erano già sfruttati da Royal Dutch Co. (i cui proprietari sono i Rothschild e i fratelli Nobel), gran concorrente di Standard Oil di Rockefeller; Rockefeller possiede 15 milioni di dollari in obbligazioni della Royal Dutch Co. e della Shell ma preferisce finanziare la rivoluzione e insediare la sua compagnia direttamente piuttosto che limitarsi a godere dei profitti indiretti che vengono dall’acquisizione di pacchetti azionari di altre compagnie. Come si vede con il congresso di Vienna, gli illuminati non riescono a prendere il controllo dell’economia russa senza togliere di mezzo gli zar, i quali intralciano i loro piani espansionistici.

 

Dei 20 milioni di dollari in oro che Jacob Schiff passa a Trotsky
Leon Trotsky (Lev Davidovich Bronstein, 1879 – 1940) è un altro comunista con i pantaloni stirati, figlio di una ricca famiglia ebrea. Esiliato dopo l’aborto del tentativo di rivoluzione del 1905, lavora come reporter per Novy Mir, un giornale comunista di New York dal 1916 al 1917. Ha un appartamento molto costoso i centro e gira in città in una Limousine con autista bianco. A volte è ospite alla Krupp mansion, altre volte alla Schiff mansion di New York.

Dei 20 milioni di dollari in oro che Trotsky si prende
Trotsky prende i 20 milioni di dollari in oro da Jacob Schiff per finanziare la rivoluzione russa. L’oro viene depositato presso la Warburg bank, poi inviato alla Nya Banken di Stoccolma. Il Knickerbocker Column, sul New York Journal American, il 3 febbraio del 1949, pubblica:

“Oggi il nipote di Jacobb, John Schiff, stima in 20 milioni il valore dell’oro investito dal nonno per il trionfo finale del bolscevismo in Russia“.

 

Dell’arresto di Trotsky a Halifax
Trotsky parte da New York a bordo della S. S. Kristianiafjord (S. S. Christiania), noleggiata da Schiff e Warburg, il 27 marzo 1917, in compagnia di una banda di rivoluzionari diretti ad Halifax, in Nuova Scozia, che è il loro primo approdo. Le autorità canadesi, però, comandate dall’ammiragliato britannico, arrestano Trotsky e la sua banda e li rinchiudono nella prigione di Amherst; l’oro viene confiscato.

 

Passaporto americano, visto inglese e lasciapassare
Grazie all’intervento statunitense (Wilson minacciava che gli USA non sarebbero entrati in guerra se le autorità inglesi non l’avessero lasciato andare indisturbato), Trotsky viene rilasciato, gli viene dato un passaporto americano, un visto inglese e un permesso per entrare in Russia; giunge il 3 di aprile in Halifax.

 

Del lasciapassare di Lenin (dell’alto comando tedesco)
Gli Stati Uniti entrano in guerra il 6 aprile e Trotsky arriva a Pietrogrado il 17 maggio. In ottobre, 1917, a rivoluzione iniziata, Lenin, che se ne sta esiliato in Svizzera, ottiene un permesso dall’alto comando tedesco, con l’aiuto di Max Warburg (capo della Warburg Bank di Rothschild in Francoforte) per attraversare la Germania, assieme a sua moglie e altri 32 bolscevichi, andare in Svezia a prelevare l’oro, che si tiene per la rivoluzione nella Swedish Bank; con quell’oro, poi, andare a Pietrogrado. Prendendo i bolscevichi il potere in Russia, la Russia avrebbe cessato le ostilità con la Germania.

 

Del treno blindato tedesco, che porta Lenin e 5 milioni a Pietrogrado
Lenin viene messo su un treno blindato e sigillato, con 5 milioni di dollari in oro dal governo tedesco, e, una volta giunto a Pietrogrado, si ricongiunge con Stalin e Trotsky. Poi prende il potere in Russia, cessa il conflitto con la Germania, nel febbraio del 1818, e riesce ad evitare la prima guerra mondiale.

 

Dei comunisti bolscevichi e della perdita delle prime elezioni in Russia
Le elezioni del 25 novembre 1917 chiudono con 42 milioni di voti e i comunisti bolscevichi ne prendono solo il 24% (la “maggioranza” bolscevica era solo nominale nella fantasia di Lenin). Il 18 luglio del 1918, si riunisce l’assemblea parlamentare con una maggioranza anti-bolscevica. Il giorno successivo Lenin usa le forze armate per sciogliere l’assemblea. E pure Lenin sa di essere un burattino e di non essere veramente in controllo di quella dittatura comunista; egli scrive:

“Lo Stato non funziona come desideriamo..L’automobile non risponde ai comandi. Un uomo è al volante e pare che la guidi; ma la macchina non va nella direzione che quell’uomo vuole. È guidata da altre forze e da volontà diverse”.

 

Dei primi 5 milioni di russi che muoiono di fame
Tra il 1916 e il 1921 la fame e le carestie spazzano via parte della popolazione russa, a causa della manomissione dei raccolti e delle chiusure delle fabbriche; muoiono i primi 5 milioni di russi; i servizi di soccorso americani iniziano il 21 settembre del 1921; il governo USA spende 20 milioni di dollari dei contribuenti americani per inviare medicinali e granaglie a 18 milioni di russi indigenti. Spendendo denaro pubblico in questo modo, s’ingrassano i soliti gruppi bancari e industriali, che poi si ritrovano anche nelle guerre successive, e presenti, e si ottengono:

il supporto alla guerra civile russa, che dura fino al 1922,
i permessi per gli scavi petroliferi in Russia per Standard Oil e International Barnsdale Corp,
la riorganizzazione dell’industria mineraria per James and Cook inc.,
le opportunità di distribuzione per General Electric, Westinghouse, DuPont e RCA.

Standard Oil del New Jersey compra il 50% dei pozzi petroliferi del Caucaso e, nel 1927, costruisce una grande raffineria in Russia. Ancora Standard Oil, con la sua sussidiaria Vacuum Oil Co., ottiene le concessioni per vendere petrolio sovietico agli Stati europei ed eroga loro prestiti per 75 milioni di dollari.

 

Dei petrodollari russi verso i centri finanziari offshore
La Russia è oggi il maggior produttore di petrolio del mondo e la famiglia Rockefeller ne possiede le maggiori strutture estrattive, ridistribuendo i profitti attraverso le banche svizzere e quelle di altre maggiori centri finanziari offshore. La Chase National Bank dei Rockefeller (poi conosciuta come Chase Manhattan Bank) compartecipa ad istituire ala Camera di commercio Russo-Americana nel 1922, il cui vicepresidente è Reeve Schley, un vicepresidente della stessa banca. Il delirio comunista in Russia può aver indotto molti a credere che i comunisti avrebbero dominato il mondo subito dopo che fosse finita la fase di sfruttamento del supporto economico dei capitalisti anglo-americani. La realtà è ben diversa; il capitale occidentale degli illuminati ha completamente finanziato lo Stato Russo e il comunismo russo; lo scopo era quello, di sfruttarne le risorse, impiantare una banca centrale e creare una potenza di livello mondiale basata su principi politici completamente opposti a quelli degli Stati Uniti d’America. E ha funzionato bene, data la stupidità dei soggetti dediti alla gestione dell’informazione, l’inettitudine dei loro lettori e del sistema scolastico occidentale.

 

Del comunismo rosso-sangue e di chi mette al potere i dittatori comunisti.
Lenin muore nel 1924, presumibilmente per via della sifilide e dopo una serie di attacchi cardiaci; gli succede al potere Joseph Stalin (1879-1953, Iosif Visarionovich Dzhugashvili) dopo un feroce scontro con Trotsky, che viene espulso dal partito nel 1927 e cacciato in esilio nel 1929. Poco prima della morte di Lenin, nel 1924, Stalin scrive “i fondamenti del leninismo” e crede con ciò di entrare nelle grazie di Lenin come probabile successore, ma si sbaglia; Lenin inizia a percepire la brutalità di Stalin e lo scrive chiaramente al Congresso del Partito nel 1922:

“il camerata Stalin, da quando ha assunto l’incarico di segretario generale del partito, ha accumulato nelle sue mani immenso potere e non credo che sia in grado di usarlo nei modi e con l’attenzione desiderata..”

Poi, nel 1923:

“Stalin è troppo rude e questa sua rozzezza, che può essere liberamente tollerata in mezzo a noi e nei contatti fra i comunisti degli Stati Uniti, diventa un difetto che non si accetta in un segretario generale. Propongo che i camerati concordino nel rimuoverlo dalla sua carica e scelgano un altro uomo, completamente diverso dal camerata Stalin per lealtà, tolleranza, con minore irruenza e maggiore attitudine verso i suoi colleghi di partito…“

 

Del capitale che mette al potere i dittatori non dirozzati
I dittatori, specialmente quando sono risoluti criminali e avanzi di galera come Stalin, o quando sono dei reietti avvelenati come Adolf Hitler, non succedono al potere per la grazia dei loro predecessori e non emergono attraverso il miracoloso richiamo popolare; i dittatori sono sempre posti al potere dal capitale; ed è ragionevole cominciare a presumere che essi, perlomeno in parte dei casi, vengano selezionati proprio in base al loro potenziale criminale e alla loro indifferenza e verso la vita umana. I personaggi più brutali e ignoranti sono disponibili, privi di scrupolo, a portare a termine piani di sterminio sanguinario e, quando arriva il momento, nessuno esita ad attribuire a loro tutta la responsabilità dei disastri che sono stati perpetrati. In molti fra i crimini più efferati è possibile identificare gli esecutori e, attraverso questi, i mandanti.

 

Del primo piano quinquennale di Stalin e delle successive carestie
Stalin avvia subito una nuova politica economica per la rapida industrializzazione, denominata “il primo piano quinquennale“. Nonostante i sussidi americani, Stalin usa la fame come strumento di potere per umiliare e sottomettere la parte di popolazione che resiste alla dittatura; fra il 1932 e il 1933 muoiono altri 7 milioni di russi in conseguenza delle sue tattiche; ammetterà più avanti lui stesso che due terzi della industrializzazione sovietica sono dovuti all’intervento americano.

 

La burla della Lega delle Nazioni
Nel 1933 gli USA danno riconoscimento diplomatico alla Russia, che entra a far parte della Lega delle Nazioni nel 1934; poi, nel 1939, ne viene espulsa per via delle sue aggressioni alla Finlandia. Ma i finanziamenti americani continuano, e in particolare da parte di:

Kuhn,
Loeb & Co.,
poi Cleveland firm di Arthur G. Mackee fornisce impianti per la realizzazione di un enorme acciaieria a Magnitogorski;
John Clader di Detroit, partecipa alla realizzazione di stabilimenti industriali a Chelybinski;
Henry Ford e Austin Co. compartecipano alla creazione dell’industria automobilistica di Gorki;
e il col. Hugh Cooper, disegna e costruisce un gigantesco impianto idroelettrico a Dniepostrol.

 

Della guerra e dei cosiddetti “alleati” che vogliono la guerra
Accadono poi eventi curiosi, in guerra, che sembrano rallentare, al momento giusto, qualunque evento o azione che potrebbe portare ad una rapida soluzione del conflitto. Nel 1939 Hitler sottoscrive il patto di non aggressione reciproca con Stalin e, secondo Rivera, assieme a Stalin, attacca la Polonia. Da qui inizia formalmente la seconda guerra mondiale, che in realtà era già in movimento da dieci anni prima; Hitler dice pubblicamente di non voler far guerra con l’Inghilterra ma vi è “costretto” suo malgrado; le banche internazionali inglesi, nel frattempo, ottengono che Churchill prenda il posto di Chamberlain ed iniziano i bombardamenti del nord della Germania, della Germania protestante. Nel 1941, un tale Rudolph Hess viene inviato dall’alto comando tedesco, all’insaputa di Hitler, a incontrare Lord Hamilton e Churchill, per negoziare un trattato di pace; l’alto comando tedesco offre di eliminare Hitler e di affiancare l’Inghilterra contro la Russia. Churchill rifiuta, arresta Hess e continua la guerra contro la Germania; Hess verrà poi condannato al carcere a vita in Norimberga. L’alto comando tedesco, subito dopo, convince Hitler ad attaccare la Russia; è il 22 giugno 1941.

 

Prendere Mosca e finire la guerra
“Allora fermiamoci prima di Mosca“. Le potenti armate naziste prendono in poco tempo l’Ucraina, Kiev e poi si fermano a 37 miglia da Mosca. Prendere Mosca significa finire la guerra. Siamo al 24 di ottobre; Hitler ferma tutto e decide di aspettare che passi l’inverno prima di comandare l’attacco finale. Nel frattempo che Hitler si prende questa pausa inusitata, aerei giapponesi attaccano a Pearl Harbor e gli Stati Uniti hanno il pretesto formale per farsi coinvolgere direttamente nel conflitto.

 

Dei finanziamenti statunitensi ai russi in guerra
Mentre le armate tedesche sono in attesa, partono 11 miliardi di dollari in macchinari, attrezzi, impianti industriali, materie prime di ogni genere, vestiario, alimentari, armamenti, camion, aeroplani e gasolio, dagli Stati Uniti verso la Russia; la situazione di vantaggio nazista si ribalta. Ecco l’elenco di alcuni dei materiali inviati:

6,430 aeromobili;
121 navi mercantili;
1,285 locomotive;
3,734 carri armati;
206,000 autocarri;
82 torpediniere;
2 miliardi di tonnellate di acciaio;
88 tonnellate di esplosivo;
245,000 telefoni;
5 milioni e mezzo di paia di stivali;
2 milioni e mezzo di parti di macchine;
2 milioni di tonnellate di alimenti;
I materiali inviati costano, rispettivamente:
1942 – $1,422,853,332;
1943 – $2,955,811,271;
1944 – $3,459,274,155;
1945 – $1,838,281,501.

 

Dell’industrializzazione russa e dell’invenzione del nuovo finto nemico
La Russia non restituisce questi fondi dopo la guerra e neppure restituisce i mezzi e i materiali rimasti in condizioni di funzionare. Per esempio, 84 navi cargo vengono più avanti utilizzate in Viet Nam per rifornire il nord durante il conflitto fabbricato dagli Stati Uniti d’America. La massa di equipaggiamento inviata, costituisce la base per la successiva industrializzazione sovietica; Henry Kissinger negozia col tempo la restituzione di una parte del prestito: 722 milioni di dollari sul totale di 11 miliardi, come dire 7 centesimi per ogni dollaro. Ma la Russia non restituisce nemmeno quelli; dopo aver versato i primi 32 milioni, nel 1975, annuncia candidamente che non sussiste più l’intenzione di restituire il resto. Oltre a ciò, nel 1946, gli Stati Uniti d’America trasferiscono due terzi della potente industria aeronautica tedesca, la quale pure hanno finanziato i capitalisti anglo-americani, prima e durante la guerra, per promuovere e favorire la guerra stessa, alla Russia. Gli impianti vengono smantellati, trasportati in Russia e rimontati; essi costituiscono poi il fondamento della moderna industria aeronautica russa.

 

Della produzione di Marchi tedeschi in Russia
Un altro fatto curioso è che nel 1944, nonostante la legislazione statunitense lo vieti, alcune persone (Harry Hopkins, Henry Morgenthau, segretario del Tesoro, Averell Harriman, ambasciatore americano in Russia, e Harry Dexter White, assistente-segretario al Tesoro) forniscono alle forze russe in Germania l’equipaggiamento per stampare denaro, la “valuta di occupazione”; inizia una produzione russa di marchi in quantità non controllata che i russi rifiutano di cambiare con i rubli; in questo modo fiaccano l’economia tedesca e ingrassano alle spalle di quella americana che nel 1946 perde 250 milioni di dollari per riscattare i marchi di nuova produzione che vengono distribuiti in quantità non controllate e certamente in eccesso rispetto a quanto stabilito dagli uffici finanziari incaricati durante l’occupazione. Oltre a ciò, 18 mila dollari del costo del materiale di stampa non vengono pagati.

 

Dell’uranio spedito in Russia
Nel 1943, una commissione parlamentare statunitense rivela che metà dell’uranio e dei materiali necessari alla costruzione della prima bomba atomica americana è stato spedito segretamente in Russia. Nel 1980 James Roosevelt scrive una novella in cui descrive come suo padre, il presidente Franklin Roosevelt, condivide i risultati del “Manhattan Project” con l’Unione Sovietica nel 1943-44. Uno dei corrieri dell’aeronautica militare americana, il maggiore Racey Jordan, scrive nei suoi diari, pubblicati nel 1952, che gli Stati Uniti sostanzialmente costruiscono la macchina da guerra sovietica, spedendo tutti i materiali necessari alla costruzione di ordigni nucleari. A Jordan capita una notte di scoprire una cinquantina di casse, su un volo di collegamento proveniente da elementi dell’amministrazione Roosevelt e dirette alla direzione dell’istituto informazioni tecnologiche ed economiche di Mosca, che contengono istruzioni e materiali per la costruzione di ordigni nucleari, congiuntamente al dettaglio degli obiettivi da colpire negli Stati Uniti d’America. Questo accade ancora prima che gli USA abbiano completato la costruzione della loro prima bomba atomica. La cosa degna di nota è che Jordan riporta tutto al servizio di sicurezza dell’aeronautica statunitense e che però, in conseguenza delle sue denunce, non succede assolutamente nulla.

        

Della bile del generale Patton
Quando il Generale Patton, in Germania, muove verso est, prende due cittadine: Peenemunde e Nordhausen. In quei luoghi, gli scienziati tedeschi stanno sviluppando i razzi V-1 e V-2. Il gen. Eisenhower gli ordina di consegnare le due cittadine ai russi e di consegnare anche gli scienziati dedicati al progetto V-1 e V-2. Uno di questi, Werner Von Braun, assieme ad un centinaio di altri scienziati e tecnici, si consegna agli americani e più tardi viene messo a capo del progetto spaziale americano.

 

Dei bidoni delle passeggiate spaziali russe
Braun è già pronto a lanciare il primo satellite nello spazio molto prima dell’Unione Sovietica ma Eisenhower non lo autorizza; deve sembrare che la tecnologia russa sia superiore a quella americana; la Russia deve rappresentare un pericolo maggiore rispetto a quello che realmente rappresenta. Fino al 1978 nessun ricercatore americano accredita alla Russia la capacità di costruire un missile a stadio singolo; Lloyd Mallan, ricercatore americano, sostiene che l’allunaggio del missile russo Lunik è un bidone puro e semplice, perché nessuna stazione di controllo ha agganciato alcun segnale durante tutto il tragitto del missile. Lo stesso vale per la passeggiata lunare di Alexie Leonov del 18 marzo 1965; sono tutte buffonate, come è logico sospettare che siano, ai giorni nostri, le imprese spaziali della Cina comunista.

 

Dei continui investimenti americani a fondo perduto in Russia
Dopo la guerra gli investimenti americani a fondo perduto continuano in Russia:

7 milioni di dollari per l’industria alimentare;
29 milioni per le raffinerie petrolifere;
273 milioni per impianti idroelettrici;
Dressler Industries costruisce un impianto a Kuibyshov per 146 milioni di dollari, per la produzione di punte perforanti per l’industria estrattiva del petrolio;
C.E. Lummus Co. del New Jersey costruisce un impianto petrolchimico in Ucraina per 105 milioni;
Allis-Chalmers costruisce impianti per 35 milioni;
ALCOA (aluminum Co. of America) costruisce in Russia un impianto che assorbe da solo metà della produzione mondiale di bauxite…

La tecnologia russa è tutta di provenienza americana; persino i materiali usati per migliorare i sistemi di guida dei missili balistici intercontinentali SS-18 vengono comprati da Bryant Grinder Co., in Springfield Vermont, nel 1972. Kissinger e il governo statunitense sostengono questi finanziamenti alla Russia per consentire un progresso russo tale da rendere le due forze, Russia e Stati Uniti, più o meno confrontabili e in questo modo favorire il conflitto fra loro. Il conflitto finora si ha solo con la guerra fredda; qualora le forze che comandano dietro ai burattini posti a capo dei governi abbiano interesse a ritentare lo scontro fra USA e mondo comunista, l’impresa in Iran stimolerà ragionevolmente l’intervento di Cina e Russia. Su questo ha già spiegato molto bene, e in più occasioni e lezioni, il Professor Chossudovsky. Qui basta solo aver osservato che il comunismo è un’invenzione del capitalismo e che la divisione del mondo in due blocchi, le tensioni che sono fra essi alimentate, è solo una macchinazione per fabbricare stati di crisi, emergenze artificiali, e per giustificare le conseguenti reazioni estreme, che servono gli interessi delle élite al potere.

Pubblicato da economia, finanza e fisco

Come si gestisce l'impresa che sopravviva nel nostro sistema economico-giuridico? Cos'è il sistema economico e come funziona? Come funziona l'impianto giuridico-economico in Italia, in Europa e nel resto del mondo? Cosa studiano e a cosa servono gli economisti? Cosa studiano e a che servono gli insegnanti di economia politica? Come si controllano il sistema economico, i processi di produzione e consumo, di tutte le categorie di aziende? Come continuare ad ignorare il problema monetario, e il problema dell'alienazione del monopolio della sovranità monetaria, nonostante il tema sia stato oramai ampiamente descritto, spiegato, e le spiegazioni distribuite?

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