Il candidato Mario Draghi a colloquio

Il candidato entra, si sbottona la giacca e si siede, di fronte all’esperto della ricerca delle risorse umane. La selezione la cura Massimo Rosa in persona, sì, proprio lui, il principe degli “idranti”.

– “Caro signor Mario Draghi, lei sa che la sua candidatura ci è stata raccomandata di forza, dagli amici dei padroni degli amici dei nostri amici, che sono poi anche amici dei padroni degli amici dei suoi padroni e amici. Data la sua lunga carriera di amico degli amici dei padroni degli amici, credo non sia il caso che noi si provi a trascurare questo dato di fatto, proprio in sua presenza e proprio durante questo colloquio che, lei capisce, pur essendo solo una banalissima formalità, non si poteva evitare”
.
– “Sì, certamente, lo capisco.”

– “Bene, e allora capirà anche che bisogna che le si faccia qualche domanda, sul suo trascorso professionale, per far vedere al mondo che la scelta della sua candidatura è dipesa esclusivamente da un serio ed onesto processo di selezione.”

– “Beh, sì, siam’ qui per questo…”

– “Dunque, vedo dal suo curriculum che lei ha frequentato la scuola elementare per normali, fino al terzo anno, presso l’Istituto Massimiliano Massimo.”

– “Sì, è una scuola di padri gesuiti.”

– “E dunque le hanno dato una licenza, la licenza di terza elementare…”

– “Sì, quei santi uomini possono fare miracoli. A molti bambini serve la quinta, dico, la quinta elementare, per poter andare a dire in giro che hanno la licenza elementare. Nel mio caso hanno dato una mano i padri gesuiti, lei capisce, come hanno fatto con mio padre prima che me, con mio padre, dico, non con mia madre; capirà, mia madre in farmacia mi preparava le purghe! I gesuiti amano gli uomini e aiutano quelli, le donne non le sopportano, e infatti per secoli le hanno torturare e arse vive, o annegate.”

A questo punto, tradendo un certo malessere, al pensiero che così tante belle femmine sono state arse vive o annegate, quando si sarebbe ben potuto fare molto migliore uso di loro, Massimo Rosa si accende una sigaretta, senza offrirne una al suo ospite (‘che diamine, sono io che faccio l’intervista, nessuno mi potrà dire che sono maleducato, anche se qui ho un candidato super-ruffiano e super-raccomandato’). – “Le spiace se fumo?”

– “No, no, prego, si accomodi..” – si accomodi fuori, a fumare, razza d’impostore ignorante, pensa Mario Draghi, ma l’intervista deve continuare.”

– “Anche mio padre era un grande fumatore, mio padre, Carlo Draghi, ma sa che nel 1922 era già un ottimo ruffiano, e batteva le zoccole proprio in Banca d’Italia?”

– “Ma pensa a volte la combinazione. Lei in Banca d’Italia e suo padre, pure lui, in Banca d’Italia. Peccato che egli non sia più fra noi, altrimenti lo vedremmo alla banca mondiale, magari, chissà dove possono arrivare gli uomini di buona famiglia, quando trovano la giusta maniglia, quella dei bravi padri gesuiti, appunto.”

– “Appunto”.

– “E però rimane un bel salto, per uno che a malapena sa leggere e scrivere in italiano, diventare direttore totale della Banca Centrale Europea, dopo, naturalmente, aver scaldato le poltrone in Goldman Sachs e in Banca d’Italia.”

– “I gesuiti fanno miracoli, si sa, lo ripeto, come ho detto prima. Pensi che la scuola dove mi ha mandato mio padre è stata fondata dallo stesso Ignazio Loyola, proprio lui, Ignazio Loyola in persona, il padre, il fondatore di tutto lo spionaggio e il controspionaggio industriale del pianeta. Ora, parliamo di 5 secoli fa, sa, detto fra noi, non possiamo essere certi delle nozioni che ci passano a proposito della storia di 500 anni fa, come non sappiamo neppure quello che è successo solo pochi anni fa…”

– “..sì, vabbè, però…”

– “….però, se te lo dicono, ci devi credere, devi crederci. Le porte del paradiso sono aperte a chiunque abbia fede ma mi hanno garantito il passaggio diretto per i dirigenti delle banche centrali. Oh, dico, lo mettono nero su bianco, sulla lettera d’assunzione, giusto?”

– “Beh, siccome lei è lei, devo confessarle che a me non è dato di vedere il suo contratto d’assunzione, né di discuterne le condizioni. Io devo solo simulare il colloquio che definiamo di ‘scrematura’, un colloquio di scrematura al quale partecipa solo lei..infatti leggo il suo CV adesso, per la prima volta..”

– “Ma, allora, a chi cavolo devo chiederlo? A me hanno garantito il passaggio diretto al paradiso extraterritoriale e fiscale, alla sola condizione che io facessi le cose giuste per conto di Goldman Sachs e degli altri padroni della Banca d’Italia e della Banca Centrale Europea. A questo punto, vorrei che risultasse dal contratto, sa, alla mia età…si ha anche bisogno di qualche garanzia per il futuro.”

– “Non si preoccupi, lei camperà altri cento di questi anni”.

– “Speriamo, ma non mi tira più il fringuello, già da molti anni ormai, e la mia voce si fa sempre più stridula, come se non producessi più testosterone o altri ormoni maschili. Non si può dire che il mio sia un problema di stress, in ufficio non faccio nulla, decisioni non ne prendo, i giudici non mi possono toccare, la polizia non mi può nemmeno guardare, cioè, non si può dire che io sia un uomo con troppe responsabilità e troppe ansie, godo d’immunità totale…”.

– “Beato lei! Dunque è vero che nessuna magistratura o forza di polizia, europea o extraeuropea, può emettere mandato di perquisizione presso i vostri uffici?”

– “Eh sì, certo che è vero, a noi non ci tocca nessuno, nessuno”.

– “E vale anche per le polizie e i giudici d’oltreoceano”?

– “Sì, guardi, questa parte l’ho capita pure io, nonostante tutto. Noi analfabeti della BCE abbiamo gli stessi privilegi dei nostri colleghi ruffiani della banca del Giappone, godiamo degli stessi identici scudi protettivi anti-tutto dei nostri colleghi lecca-suole della Federal Reserve Bank statunitense e, quasi, occhio, occhio qui, dico quasi, ma è un quasi molto sottile, quasi gli stessi vantaggi della BIS di Basilea, che tutti ancora credono sia in Galilea. La banca centrale cinese e quella russa sono appena appena diverse, in apparenza, quindi quelle non serve che le nomino più di tanto, perché, se pure appartengono agli stessi padroni d’occidente, i loro governatori…non posso, non potrei, non posso giurare al cento per cento che godano degli stessi nostri privilegi. Primo, perché non lo meritano, non sono abbastanza evoluti. Secondo, perché i loro contrattacci sono pieni di scarabocchi che loro usano proprio per non far capire a chi legge che cosa cavolo hanno scritto. Provi lei a pensare che razza di gente contorta è quella. In Giappone la regola è la stessa ma la banca del Giappone ha dimostrato la sua fedeltà alla confraternita bancaria internazionale oramai da troppi decenni. Se pure usano gli scarabocchi, possiamo fidarci di loro! Sì, credo proprio di sì, e gli ultimi 20-30 anni di recessione forzata e artificiale in Giappone dimostrano che facciamo bene a fidarci della banca centrale del Giappone. Con i cinesi e i russi è leggerissimamente più complicato, per ora, per noi, per il momento, per adesso, cioè, perché, voglio dire, sì, fanno quello che viene detto loro di fare, certo, ci mancherebbe altro. Ma impiegano troppo tempo, cavolo, sono lenti, quando si tratta di affamare le loro genti! Oggi, voglio dire, sono lenti oggi. I tempi di Mao Zedong erano diversi. Ai bei vecchi tempi potevamo mandare alla fame, dico, far morire letteralmente di fame, 60/70 milioni di cinesi e 30/40 milioni di russi, senza che nessun giornalista occidentale (e nessun maestro elementare occidentale) avanzasse la questione. He he. Oggi è più difficile. A parte Cuba e la Corea del nord, che sono due linguette di terra insignificanti, il resto del mondo è collegato con i cavi telefonici e con quelli di Google. Ecco perché, se ogni tanto vogliono fucilare qualche dirigente di qualche ente di stato, in Cina comunista, per corruzione, perché lì per corruzione c’è la fucilazione, li lasciamo fare. Cosa vuole, ne ammazzano 4750 all’anno, in media, su di un totale di 5000 esecuzioni capitali in tutto il mondo. Cioè, 5000 li ammazzano in tutto il mondo e, di questi cinque mila, quattromila-settecento-cinquanta sono solo in Cina comunista. Se ci scappa dentro qualche direttore della banca centrale…ma poi non possiamo neppure sapere se una cosa del genere sia mai successa…chi li capisce a quelli?”

– “Ma, se voi ruffiani, cioè, voi dirigenti delle banche centrali, godete d’immunità extraterritoriale, di impunità totale….e allora di che si lamenta?”

– “Ma l’ho appena detto. Non mi tira più il fringuello. Non è che mi tirasse tanto neppure prima, però, che cavolo, qualche volta, poi con i preti gesuiti abbiamo fatto certe corse nei corridoi, la notte, non le dico.”

– “Ecco, non mi dica.”

– “Sì, no, però, volevo dire, ci sono state occasioni, dico, almeno, anche senza avere rapporti intimi con le donne, giusto solo qualche erezione, qualche eiaculazione, poverissima, sì, poche gocce una o due volte a settimana, una o due volte al mese, ma almeno allora quelle c’erano…mentre ora…e poi non capisco perché? Perché?”

– “Lei sa che io sono un IDRANTE di provincia, non mi è mai capitato, prima d’ora, d’intervistare un santo che ha fatto le scuole di Via dell’Aracoeli in Roma; però, pur essendo molto più giovane di lei, le devo dire che ho problemi analoghi ai suoi. Solo che io potrei farle un elenco interminabile di ragioni più che sufficienti per smontare la produzione di testosterone a chiunque. Angosce, dubbi, perplessità, quiz televisivi, perturbano i miei sonni e la mia serenità, problemi che a lei non può condividere con un pezzente che ha una camicia sola, con un pezzente come me….”

– “Non si può mai sapere, provi a dire…”

– “L’affitto, le bollette, le corna di mia moglie, e non riesco mai a capire come poter fare per tenere a freno quella femmina, che è brutta e però ha sempre fame di fava-grossa, la camicia bianca che non si smacchia, la mia unica camicia bianca, quella che uso in tutti i miei video, i miei occhiali da IDRANTE che riflettono la luce della videocamera, e poi le imposte, le tasse, l’esattore dell’erario sempre sotto l’uscio, la Golf che ho intestato a mia madre per non farmela pignorare, e invece l’hanno pignorata lo stesso, la mia segretaria, che ha certe perdite vaginali che danno l’odore di formaggino…no, questi problemi lei non li può capire.”

– “Mioddio, il formaggino no, dio buono. Ho conosciuto certi pederasti che erano disgustati dall’organo genitale femminile, dicevano che puzzava di pesce. Ma il formaggino rappresenta una novità, per me, dico, guardi, è meglio che confiniamo i nostri discorsi sul colloquio di lavoro.”

– “Sì, giusto, ma sa, come pure fanno i carabinieri che ti fermano, cioè, a me mi fermano, a LEI no, visto che LEI gode d’immunità/impunità totale e illimitata, insomma, quando mi fermano, lei sa che ora vanno in giro in tre, uno sa leggere, uno sa scrivere e il terzo ferma le macchine..”

– “Sì, lo so, è vecchia..”

– “Beh, il carabiniere che scrive compila il verbale, quello che legge gli detta i dati della patente e del libretto e quello che ferma le macchine…chiacchiera. Mentre gli altri lavorano, lui chiacchiera, dice amenità, scemenze, discute con la vittima, con il malcapitato, che di solito sono io, perché non ho mai nessuna parte della macchina in regola. Comunque, torniamo a noi, cioè, a LEI, risulta da qui – indica il CV – che quelli (i ruffiani) dell’Università della Sapienza le hanno fatto fare una tesina sotto la supervisione di (nientemeno che) Federico Caffè, ma è vero?”

– “Federico era uno che al suo posto non ci stava mai. Era sempre al bar. Del resto a Roma tutti i cornetti e i cappuccini migliori si offrono nei bar sotto i palazzi dei ministeri e degli altri inutili enti di stato. Lui, il cornetto lo mangiava con il caffè, non con il cappuccino, ed ecco perché lo chiamavamo così. Mi fece fare una tesina, cioè, io la firmai ma non ho mai letto che cavolo ci stava scritto sopra, che s’intitolava “Integrazione economica e cambi dei tassi di cambio”. Molto originale, non trova? Se avessi fatto farmacia, come mia madre, magari mi sarei occupato di supposte di glicerina. Invece, con una tesi fabbricata che ha un titolo che contiene le parole “economica” e “cambi” mi dà proprio il tono di un economista. Poi lei sa benissimo che per fare gli economisti, come per fare i giornalisti, e del resto vale anche per gli IDRANTI, come dice lei, cultura e specializzazione sono superflui e, anzi, controproducenti. Più è cretino il giornalista, più è stupido l’economista e più è scontato l’esperto di risorse umane, tanto meglio questi soggetti potranno fare il loro lavoro.”

– “Questa ultima osservazione mi pare la più intelligente. Venga, andiamo a firmare con il committente.”

 

Pubblicato da economia, finanza e fisco

Come si gestisce l'impresa che sopravviva nel nostro sistema economico-giuridico? Cos'è il sistema economico e come funziona? Come funziona l'impianto giuridico-economico in Italia, in Europa e nel resto del mondo? Cosa studiano e a cosa servono gli economisti? Cosa studiano e a che servono gli insegnanti di economia politica? Come si controllano il sistema economico, i processi di produzione e consumo, di tutte le categorie di aziende? Come continuare ad ignorare il problema monetario, e il problema dell'alienazione del monopolio della sovranità monetaria, nonostante il tema sia stato oramai ampiamente descritto, spiegato, e le spiegazioni distribuite?

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