DELLE VERE GUERRE CONTRO IL CANCRO

La struttura politicizzata delle università, delle caste degli ordini professionali, finanziati esclusivamente da istituzioni “particolari”, assieme al monopolio dell’informazione, tenuto da ignoti burattinai che gestiscono i veleni, le risorse, il denaro e la salute, fanno sì che esista assai poca libertà di pensiero, la quale non si può esprimere se non per mezzo della comunicazione che, lo sappiamo bene, libera non è mai stata, dai tempi ai quali può giungere la memoria di ciascuno di noi. Ciò comporta pure il guinzaglio per qualunque mente fertile che cerchi la soluzione ai problemi, provando strade nuove.

L’immobilismo fossile di questa organizzazione sociale forza popolazioni intere a campare in uno stato di terrore cronico, molto spesso artificiale ma altre volte no, come per esempio nel caso in cui il cittadino contribuente si ammala, perché allora il suo male, il suo cancro, diventa un problema concreto, la sua oggettiva e fatale agonia. Eppure tutto questo non sarebbe necessario, se il mondo non fosse forzato dai ruffiani, dai pericolosissimi cretini e dai cretini opportunisti.

Se la finta guerra contro il cancro, dichiarata da Nixon nel 1971, non fosse una finta guerra, dovrebbe anzitutto essere rivolta a ricercare le cause dei tumori e quindi essere combattuta contro quelle barriere socio-culturali che ne impediscono la comprensione e/o il disvelamento. Luoghi comuni, pregiudizi personali ed attitudine al conformismo, sono stati seminati e coltivati nelle menti delle genti dai mezzi della comunicazione di monopolio e anche quelli andrebbero combattuti fino in fondo, perché la loro impostazione serve ad inibire qualunque abilità di pensiero autonomo e qualunque attitudine ad analizzare con mentalità aperta. Chi abbia cose nuove da dire o da fare deve essere ostracizzato.

Così la vere guerre contro il cancro sono almeno due e non hanno niente a che vedere con la volgare contraffazione della finta guerra contro il cancro di Nixon e dell’apparato di oncologia dell’industria del cancro in regime di monopolio. La prima guerra contro il cancro la si deve combattere contro il tumore, il male fisico in sé, e la seconda va condotta contro la postura mentale di coloro che vogliono mantenere i loro privilegi e dei loro ruffiani naturali, i quali non sono interessati a trovare le soluzioni ai problemi, perché condizionati dall’indottrinamento sociale dal quale non vogliono e non riescono a scostarsi.

Il mondo è pieno di ciarlatani e di babbei che inseguono inutili illusioni ma questi ciarlatani, questi babbei, dove si trovano in maggioranza? Nelle chiese, nelle televisioni, nei dibattiti politici, negli ambienti istituzionali e le loro scemenze si leggono di continuo su tutta la cartaccia stampata. Alcuni ciarlatani operano nel loro piccolo, al di fuori dal circuito mediatico di monopolio e senza per questo essere meno ciarlatani; la differenza tra questi e quelli della tv è solo quantitativa, perché riescono a prendere in giro un numero più limitato di persone.

Contro le “superstizioni” dei chiromanti e degli illusionisti si battono i ciarlatani istituzionali della finta scienza medica di monopolio, come gli uomini con le gonne criticano e deridono le superstizioni dei loro concorrenti musulmani o buddisti. Si combattono le superstizioni con altre superstizioni e non si cerca una strada originale per risolvere i problemi. Infatti, dato che molti ciarlatani, nel loro piccolo, operano al di fuori dei circoli istituzionali, la perniciosità della loro presenza e della loro opera viene presa a pretesto per cacciare al canile qualunque pensatore autonomo il quale offra una soluzione nuova al problema della malattia che fa crepare nove milioni e più di persone ogni anno. Negare tutte le prospettazioni originali e/o alternative alle pratiche e ai riti tradizionali, con il pretesto dell’esistenza dei ciarlatani, è un atto illecito, stupido, disonesto e assai vile, soprattutto considerando che le pratiche e i riti tradizionali sono estremamente costosi e non risolvono alcun problema, anzi, peggiorano e aumentano l’agonia dei condannati a morte.

Ma con che criterio si definisce una terapia efficace rispetto a quella non efficace? Chi decide? Chi è che decide chi sbaglia e chi ha ragione? I rappresentanti diretti dell’oncologia di monopolio e la loro lunga catena di ruffiani sono gli ultimi che dovrebbero avere voce in capitolo, perché sentenziano inutilmente nove milioni di condanne a morte ogni anno. Una qualunque terapia alternativa alla loro, fosse pure la più sciocca ciarlataneria, potrebbe essere giudicata malsana da chiunque tranne che da loro. I rappresentanti dell’oncologia di monopolio sono qualificati per far crepare in agonia 9 milioni di vittime ogni anno, nove milioni, la loro efficienza troverebbe la sua misurazione ottimale nei campi di sterminio, se ne esistessero. La pratica del loro finto “metodo scientifico” è la certificazione di più di 50 anni di morte e sofferenza indotta dall’avvelenamento ingiustificato delle chemioterapie, degli altri veleni addotti per contrastare gli effetti penosi delle chemioterapie, delle radiazioni ionizzanti e dei ferri che mutilano le tette, gli uteri e tutte le altre parti sacre degli uomini e delle donne. Sembra una cospirazione per tenere basso il livello di crescita della popolazione mondiale per mezzo di operazioni di sterminio di massa ed espianti collettivi di organi riproduttivi.

Non bastasse la sofferenza e il dolore delle vittime e dei loro “vicini”, a quei cinquant’anni di morte e dolore inflitto a decine di milioni di vittime, si affianca l’oscurantismo ideologico, che ricalca fedelmente l’impostazione genocida degli uomini con le gonne delle sante inquisizioni dei secoli e dei decenni passati; superstizione, torture, sterminio, odio per le donne, responsabili dei peccati degli uomini e del miracolo della riproduzione degli umani, che pure sono in maggioranza cretini. La repressione culturale e la mistificazione sono trucchi storici con i quali si annebbiano lo sterminio e la tortura di massa.

Agli uomini con le gonne sono stati perdonati tutti i peccati del passato, le loro sevizie sugli infermi, le loro torture, le loro pratiche sistematiche di sterminio eccetera, e ai finti santoni della medicina di monopolio viene perdonato che solo pochi decenni fa trapanavano le orecchie ai malati di otite e praticavano i salassi agli sventurati che soffrivano di problemi di bile, soggetti che poi erano condannati a crepare soffrendo, completamente disabilitati. Fra qualche secolo si sorriderà della ingenuità dell’oncologia di monopolio presente, come oggi imprudentemente si sorride delle torture del passato, e si considererà questa loro attitudine allo sterminio e alla tortura come un peccato veniale, dovuto soprattutto ad imperizia. Così, per ignoranza, per distrazione, il cancro si cura torturando, avvelenando e facendo a pezzi i malati, perché la finta scienza medica non è ancora sufficientemente evoluta, e le tante mutilazioni e lacerazioni fatte con i ferri sui tessuti viventi dei malati sono tanto poco dignitose quanto inutili.

Al giorno d’oggi, il progresso di un tumore, che ha un suo corso diretto, uniforme ed implacabile, non si cambia in minima parte con le pratiche dell’oncologia di monopolio. Le torture e le sevizie inflitte dagli oncologi non servono proprio a niente. Quando ti dicono che i loro riti di sterminio di massa producono risultati statistici positivi ti prendono per il culo, esattamente come fa il padre gesuita che ti scrocca la roba, costringendoti ad essere povero e austero quando sei in vita ma promettendoti la felicità e la ricchezza dopo la morte.

La presa per il culo principe dei ruffiani in camice dell’oncologia di monopolio consiste nella celebrazione delle finte guarigioni dei casi di finti cancri al seno, al colon ed alle ghiandole linfatiche. Queste finte guarigioni strombazzate dalla propaganda del sistema si riferiscono a “tumori” rilevati in uno stadio evolutivo che precede il cancro. Per i casi in cui invece il tumore è vero, ed ha delle dimensioni significative, il tasso di mortalità è fisso al 99,99% e non so come una condanna a morte certa possa essere diversa rispetto ad una condanna a morte al 99,99%.

Il pensiero onesto non può che essere spontaneamente disubbidiente, deve ribellarsi all’oppressione nazionale ed internazionale dell’ignoranza imposta per difendere i forti dai deboli. L’oppressione poi assume varie forme, anche anonime, come quando si traveste con la maschera del OMS (WHO) o per il tramite di altri enti internazionali accreditati presso i salotti dei ruffiani dei mezzi di comunicazione di massa. Le considerazioni dei protocolli dell’OMS sulla cura dei tumori possono essere cavati da quanto si dice di sopra a proposito dell’inettitudine della finta scienza medica (o della malafede dei suoi ruffiani in camice e della loro deliberata pratica dello sterminio di massa).

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Pubblicato da economia, finanza e fisco

Come si gestisce l'impresa che sopravviva nel nostro sistema economico-giuridico? Cos'è il sistema economico e come funziona? Come funziona l'impianto giuridico-economico in Italia, in Europa e nel resto del mondo? Cosa studiano e a cosa servono gli economisti? Cosa studiano e a che servono gli insegnanti di economia politica? Come si controllano il sistema economico, i processi di produzione e consumo, di tutte le categorie di aziende? Come continuare ad ignorare il problema monetario, e il problema dell'alienazione del monopolio della sovranità monetaria, nonostante il tema sia stato oramai ampiamente descritto, spiegato, e le spiegazioni distribuite?

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