Dei Trucchi delle Statistiche delle Morti di Cancro

Delle Statistiche Ufficiali delle Morti di Cancro

“…Solo un miracolo lo potrebbe salvare!”

Le statistiche ufficiali parlano di percentuali molto incoraggianti, riportando mediamente valori di guarigione intorno al  50%, e tanto vale a dire che una persona su due si potrebbe salvare.

Con tutti i trucchi e le distorsioni della statistica, nei libri e trattati classici viene riportato un tasso di guarigioni dal cancro che oscilla intorno al 7% (cioè pressoché 0, con le dovute correzioni).

Che cos’è allora che permette di confezionare quelle tabelle statistiche così accattivanti e rassicuranti che ingannano continuamente l’opinione pubblica?

È quella terra di nessuno che divide i tumori certi dalle malattie che non sono tumori.

 

 

Esiste una classificazione internazionale (il sistema TNM) che suddivide i tumori negli stadi I, II, III, IV e sottogruppi, in base alla loro gravità.

Con riferimento alla lettera T, che descrive l’estensione del tumore, per le configurazioni meno gravi, vengono riportati (ad esempio per il cancro della mammella) gli stadi  Tx, T0, Tis, T1a, T1b, le cui dimensioni, spesso non evidenziabili, possono raggiungere 5 millimetri o poco più (pag. 734).

Accanto a questi tumori iniziali, esistono poi altre denominazioni di lesioni dubbie o ai limiti della malignità (leucoplachia, lesione precancerosa, simil cancerosa e altro), che il più delle volte vengono conteggiate nella malattia neoplastica.

Ora è chiaro come le lesioni iniziali, dubbie o ai limiti della malignità rappresentino la stragrande maggioranza delle “neoplasie “ osservate. È altresì chiaro però, come spesso queste presunte neoplasie, soggette a fraintendimenti e manipolazioni, gonfino le statistiche fino all’inverosimile.

Così nei primi stadi, quelli dubbi, le percentuali di guarigione sono altissime; negli stadi successivi, quelli dei tumori certi, le percentuali sono appena al di sopra dello zero.

Per capire meglio questo sistema così contraddittorio, sembra utile partire dalla comprensione delle neoformazioni della pelle, che possono essere analizzate in maniera diretta. Ebbene, è fin troppo evidente che, di tutti i noduli riscontrabili in questa sede (tumori maligni, tumori benigni, cisti, lipomi, dermatiti, escrescenze, piccole cicatrici e altro), solo una minima parte appartiene alla categoria delle neoplasie.

Per le neoformazioni degli organi interni invece, dove non è possibile una visione e un controllo diretto, è lecito aspettarsi di regola sia l’errore che la mistificazione.

Il fenomeno descritto si rende ancor più evidente nella sua complessità, quando l’oggetto di studio è rappresentato da quelle neoplasie maligne che già di per sé tendono ad avere caratteristiche di benignità, come ad esempio quelle della tiroide, di altre ghiandole o di altri organi ben strutturati.

Laddove invece le distorsioni o i fraintendimenti sono difficili da attuare, come ad esempio negli organi parenchimali (polmone, fegato, o cervello) le statistiche, costrette a dire la verità, si attestano intorno a valori insignificanti.

 

 

A tal proposito è utile riportare i tassi di sopravvivenza di alcune importanti neoplasie:

Tumore                                                                  Sopravvivenza a 5 anni

Glomi maligni (cervello)                                                                    <10%

Distretto cervico facciale                                                                  <5%

Melanomi maligni                                                                              <20%

Neoplasie maligne dell’orecchio e della mastoide                           <25%

Polmone                                                                                               7,5%

Mesotelioma della pleura                                                                      0%

Carcinoma dell’esofago                                                                     <10%

Carcinoma dello stomaco                                                                  <13%

Neoplasie del piccolo intestino                                                            25%

Carcinoma del fegato                                                                           0-2%

Carcinoma della colecisti                                                                      <3%

Carcinoma del pancreas                                                                         2%

Carcinoma mammario localmente avanzato                                         5%

(Bonadonna 1, p.779, 2 p. 804, 3 p.847, 4 p.850, 5 p.857, 6 p.898, 7 p.913, 8 p.925, 9 p.949, 10 p.937, 11 p.939,  12 p.948, 13 p.752)

In conclusione, dove sta questo famoso 50% di guarigioni? È una menzogna!

C’è da sottolineare inoltre, che interessa poco se si riescono ad estirpare delle neoformazioni subcentimetriche, che non danno mai nessun problema. Al contrario, sono quelle avanzate che le terapie oncologiche ufficiali dovrebbero far regredire e guarire per dimostrare la loro efficacia. Ma qui, non c’è ombra di dubbio: il fallimento è completo.

 

Le considerazioni di sopra le cavo da: Percentuali di morte del cancro, statistiche ufficiali.

Pubblicato da economia, finanza e fisco

Come si gestisce l'impresa che sopravviva nel nostro sistema economico-giuridico? Cos'è il sistema economico e come funziona? Come funziona l'impianto giuridico-economico in Italia, in Europa e nel resto del mondo? Cosa studiano e a cosa servono gli economisti? Cosa studiano e a che servono gli insegnanti di economia politica? Come si controllano il sistema economico, i processi di produzione e consumo, di tutte le categorie di aziende? Come continuare ad ignorare il problema monetario, e il problema dell'alienazione del monopolio della sovranità monetaria, nonostante il tema sia stato oramai ampiamente descritto, spiegato, e le spiegazioni distribuite?

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