Marisa: “ECCO COME HO SCONFITTO IL TUMORE!”

 

Una gentile e decisa signora, che, mi pare di sentire dal suo video, si chiama “Marisa Puliani” testimonia con la sua esperienza la tragica differenza tra la convenzionale macelleria dell’oncologia ufficiale e la semplicità del metodo di Simoncini che ti salva la vita. “Preferisco morire” dice “ma io la chemio non la faccio (un ciclo prima, poi ti tagliamo completamente la mammella, e poi ti facciamo pure un altro ciclo)”. Marisa pubblica la sua storia anche su un sito web, e però, quando si descrivono i fatti della vita per iscritto, e bisogna anche vedere chi cura manualmente le sue pagine web, si rischia di fare confusione con il sentito dire, il luogo comune, la memoria che se ne va e le errate interpretazioni. Quando si fa confusione, si fa il gioco preferito dei prestigiatori della propaganda. Meglio correggere, quindi. In alto a sinistra della sua pagina “indice” c’è una colonnina colorata con dentro un trafiletto intitolato “ACIDOSI“. Questo titolo non c’entra un benamato con il senso della storia dei fatti che le hanno salvato la vita. Continua il trafiletto scrivendo che:

La causa principale del cancro è stata ufficialmente scoperta decenni fa da uno scienziato premio nobel per la medicina nel 1931…”

Questa è un’altra scemenza. Chi lo ha detto, a lei o al suo “editore”, che la causa del cancro è stata “ufficialmente scoperta”? Basandosi su ciò che altri scrivono e pubblicano, forse è così ma non, mi pare, basandosi sul lavoro di Simoncini, che è poi quello che le ha salvato la vita e in modo (quasi) indolore. Dunque si scrive qui, a dispetto di ciò che spiega Simoncini, “Combattere la acidità per prevenire i tumori”. Questa svista, la confusione tra l’azione del bicarbonato sul fungo e l’acidità del sistema, che non c’entra un fico secco, è un fatto che si ripete e si ripete continuamente, sembra persino fatto di proposito. Non riesco a sentire uno, non uno, di quelli che intervengono nei dibattiti attorno al lavoro di Simoncini, anche di quelli che lo intervistano direttamente e non capiscono niente o fanno finta di non capire, che non faccia prima o poi la menzione fuorviante della questione “acido o alcalino“. Se Marisa ha capito come si è salvata la buccia ed è in buona fede, quel trafiletto colorato lo dovrebbe sostituire con qualcos’altro, anche perché sono sicuro che lei non ha mai letto di persona i lavori di Otto Heinrich Warburg e che quindi, nella migliore delle ipotesi, parla di cose che non conosce.

“ECCO COME HO SCONFITTO IL TUMORE !”
La storia di Marisa è interessante ma anche qui, ora parliamo della pagina di mezzo, leggibile in caratteri neri su sfondo bianco, per evitare altra confusione ed altri errori, bisogna correggere almeno le cazzate principali, che scappano sempre dette per i motivi di cui si parla di sopra. Accennando alla depressione (come concausa per il tumore) Marisa scrive:

“…..che sò , ad una bella e succulenta e morbidosa tavoletta di cioccolata, anche se sai che non è poi cosi’ salutare…(per i grassi in essa contenuti, cosi’ gradevoli al palato..ma molto pericolosi)…”

A parte il fatto che “morbidosa” è un neologismo, imposto dalla pubblicità allo Zingarelli assieme a “comodoso”, che la cioccolata non è neppure venduta morbida e gli altri errori ortografici, qui si dice, e lo dice una persona che si è ammalata di cancro, che i grassi contenuti nella cioccolata sono “molto pericolosi”. E chi lo ha mai dimostrato? Taluni pensano che siano gli zuccheri, o i troppi zuccheri, a creare problemi di salute, nel tempo (Robert Atkins e i suoi imitatori, come il povero Panzironi), altri, come lo stesso Simoncini, invece lo zucchero lo mangiano a chili, ed altri ancora, sostengono che i troppi grassi saturi creino problemi vari alla salute eccetera. Ma che c’entra tutto questo con il cancro? Un bel niente. E vale la pena di citare proprio Simoncini, che, se ci basiamo sulla guarigione di questa donna, pare sia l’unico che abbia capito il trucco del cancro. “Siccome nessuno sa, nessuno conosce, queste cellule oncogene cosa sono e come funzionano, NESSUNO sa di che cosa si nutrono”. E se questo vale per i grassi, Marisa mia, vale anche per gli zuccheri, e viceversa. Dire che il cioccolato è pericoloso è già un errore e però, anche se lo fosse, potrebbe esserlo per gli zuccheri che contiene tanto quanto per i grassi, ed è comunque solo tutta teoria che nessuno ha mai dimostrato e che, sia come sia, non c’entra un cavolo con il tumore.

Il racconto di Marisa continua a farcire la storia con false nozioni, le quali, pur non essendo mai dimostrate da nessuno, acquistano credibilità e riscontro se si cavano dall’opinione di una persona che si è effettivamente ammalata di cancro. E continua scrivendo:

“Intanto però la nocciolina era diventata una noce. Morbida palpabile . Ma inutile girarci intorno ! Ma quante tavolette avevo ingurgitato? . Il sacchetto per la raccolta differenziata era stra colmo. Per il tempo delle feste natalizie, circa un mese, ho fatto fuori una quantità industriale di tavolette . ( SIC !).
Mea culpa mea massima culpa! Mi ero creata una zona acidosa , avevo creato un mostro dentro di me .. da sola!

Il “mostro” che Marisa dice “mi ero creata dentro di me”, la “zona acidosa”, che semmai sarà stata “acida”, sarebbe stata la causa del suo cancro e sarebbe stata determinata dal suo abuso di tavolette di cioccolata. Allora a che cosa le serve vendere dal suo sito il libro di Simoncini “il cancro è un fungo”? Il titolo, coerentemente con la sua storia avrebbe potuto essere “il cancro è..una o più tavoletta di cioccolata”. Simoncini sostiene che il cancro deriva da un’infezione fungina, punto. Il fungo attacca il tessuto. Punto. Non frega un cavolo al fungo se mangi cioccolata o carne, il fungo attacca il tessuto tuo, non le cellule del tuo nutrimento (1:55), oltre a ciò, siccome nessuno sa cosa sia la “cellula tumorale”, nessuno può stabilire se, oltre ai tessuti umani, quella preferisca gli zuccheri o i grassi o che altro.

Un dato scandalosissimo che emerge dal racconto di Marisa, che può benissimo aver commesso i piccoli errori di sopra perché portata fuori strada dalle scemenze che molti, anche sostenitori di Simoncini, continuano a dire in rete, è il fatto che il centro oncologico “più veloce”, veloce poi per modo di dire, è chiuso tutto il mese di agosto per ferie:

“…la mia dottoressa mi consiglia un centro oncologico piu’ veloce…basta stare li’ all’alba e prendere un numero per cominciare la trafila. Sembra un colpo di fortuna. Ma siamo in estate e il centro chiude per tutto agosto per ferie!”

Facciamo un conto veloce, ogni anno crepano di cancro oltre 150 mila vittime in Italia (secondo la stima più prudente, quella del ruffiano Massimo Mazzucco). Quanti ne muoiono al mese? 12.500? No, ne muoiono 13.600, perché quelli di agosto vengono ripartiti tra i mesi mortali dell’anno, che sono 11 e non 12. Ma ti pare possibile, umanamente, che un centro oncologico chiuda per ferie in agosto? Hanno preso a chiudere le agenzie di viaggio, pensa, gli sportelli alle stazioni ferroviarie, proprio in agosto, e ora sono arrivati a chiudere i centri oncologici, a dimostrazione palese del fatto che, oltre ad essere dei cialtroni irresponsabili incorreggibili, non capiscono un cazzo, gli italiani, del come e del perché fanno, o dovrebbero fare, le cose. Chiudete i ristoranti la domenica e i locali notturni di notte. Se questo fatto di chiudere in agosto non si agganciasse ad un alibi incancrenito nelle più stupide abitudini italiane, a quel centro non permetterebbero di chiudere in agosto, mentre crepano 12.500 persone ogni mese per dodici mesi all’anno, incluso il porco mese di agosto.

Alla terza pagina della storia, Marisa spara un’altra cazzata e lo fa proprio citando le parole che avrebbe detto a lei lo stesso Simoncini:

“Qui bisogna tagliare subito, sperando di poter salvare il capezzolo, poi fare lavaggi con un catetere inserito dopo l’asportazione con una soluzione di bicarbonato di sodio al 5% per rendere alcalino l’ambiente acido dove si e’ sviluppato il fungo….Pero bisogna farlo subito!. Per poter intervenire su di lei deve venire con me a Belgrado…SUBITO! la settimana prossima ….non c’e’ piu’ tempo.”

Il segmento di frase: “per rendere alcalino l’ambiente acido dove si e’ sviluppato il fungo….” non può essere di Simoncini, a meno che non si rimangi il nocciolo essenziale del problema che tratta nei suoi lavori.

Dice infatti Simoncini: “..se voi prendete il Cesio Cloruro, che è il più grande alcalinizzante che si può prendere, voi vedrete che non c’è un caso guarito…l’alcalinizzazione è un metodo per vendere libri…

L’ultima svista di Marisa la cavo dalla quarta pagina della sua storia, dove dice:

“…molte siringhe di liquido devono essere inserite e ritolte, ma rendono la vita difficile al fungo che muore se la dose di liquido a pH alcalino toglie l’ambiente acido e immette ossigeno al suo habitat che lo ha visto svilupparsi e ora …sparire ora e per il futuro.”

Qui il malinteso s’insinua in modo un po’ meno percettibile: “…il fungo che muore se la dose di liquido a pH alcalino toglie l’ambiente acido e immette ossigeno al suo habitat…” ma chi ha detto questo? Simoncini? A me risulta proprio di no.

Allora qui ci sono almeno quattro atti di depistaggio, involontari o deliberati, uno per pagina, e sembrano inseriti nel testo con una certa precisione di collocamento. C’è un malcostume comune, forse promosso dalla propaganda, al quale aderiscono esperti e non, nel continuare a fare confusione, e lo fanno per anni e anni, sulla questione alcalina che, secondo Simoncini, non c’entra un fico secco. Precisare questo dettaglio è importante, perché, se non lo si fa, si continua a dare credito alla teoria, o alle teorie, delle cellule oncogene che nessuno conosce e ci si distrae dalla questione fungina, la quale comporta implicitamente altri due problemi gravissimi dei quali i ruffiani in camice non si avvedono: il problema dell’igiene e quello del contagio.

Un’ultima scemenza, anche se meno grave, la riprendo di nuovo dalla seconda pagina, dove Marisa parla delle cure alternative della fondazione Pantellini, tutte pressoché inutili:

“…..una cura completamente sbagliata (che ci sono valide motivazioni a riprova. Per non parlare della reazione acida della massiccia dose di vitamina C che piace tanto al tumore, ma questo non sapevo).”

Seguendo il filo di queste affermazioni in libertà, si potrebbe concludere che anche la vitamina C, assieme alla cioccolata, allo zucchero e al grasso della cioccolata, vanno a nutrire il tumore di Marisa, la cui “cellula oncogena” non esiste e, se esiste, nessuno sa cosa sia e/o di cosa si nutra. Dire che, limitandosi a prendere delle vitamine non si guarisce un cancro al seno, cancro che oramai è già grande come una “palletta da tennis”, non equivale affatto a dire che le vitamine fanno male. Bisogna fare attenzione perché le cazzate già si dicono quando si fa attenzione a cosa si dice, figuriamoci poi se uno parla o scrive a ruota libera, dicendosi esperta, perché infatti ha preso il cancro, e perché per anni è andata dietro alle questioni della “sana alimentazione”, per anni dico, prima di accorgersi che aveva un cancro, che prima era grande come “una nocciolina” e che poi, quando finalmente si è decisa a fare qualcosa, è diventata una “palla da tennis”.

L’esperienza di Marisa è sicuramente utile e tutta la sua storia, tolte le 5 “marachelle ideologiche”, è utile ed interessantissima. Credo valga bene la pena di leggerselo tutto, anche perché mi pare che ci siano delle citazioni dalle pagine del libro di Tullio Simoncini (oltre che i riferimenti per chi se lo vuole comprare).

Tuttavia, nel suo sito, Marisa, o il suo “editore”, mischiano concetti diversi ed opposti, cure diverse ed opposte, e paiono tutte sviste casuali ma che sono collocate con con il ritmo giusto ai punti giusti delle quattro pagine della narrazione, come si vede nello stile dei prestigiatori della propaganda, che mischia concetti veri con idee sballate per condurre il lettore e il ricercatore su qualche binario morto, e ci capita sempre quando leggiamo le scemenze del ruffiano certificato Massimo Mazzucco.

Giunto infine a leggere il menù di destra, dove si cita Tullio Simoncini, l’introduzione di Tullio Simoncini al suo stesso libro, un’altra pagina in PDF dove Simoncini spiega il fallimento della chemioterapia, perché utilizzare il bicarbonato di sodio, e il terzo titolo del menù ti porta su questa pagina (binario morto), dove si contraddice interamente e da subito il concetto basico della teoria di Simoncini, dicendo il contrario di ciò che cerca inutilmente di spiegare lui. Il titolo dice tutto: “Acidità per vincere il tumore”.

Ci sono poi i consigli per l’alimentazione, e anche quelli deviano dai parametri del metodo Simoncini. Si dà la “Proposta di Dieta anti-cancro mirata per pazienti neoplastici” del prof. Nacci, che deve essere priva di glucosio, quindi di zuccheri, e di proteine, esattamente il contrario di ciò che raccomanda Simoncini, che è quello che le ha salvato di fatto la vita, e si legge una frase cretina proprio nella prima proposizione della pagina,

“…la fondamentale ragione che la crescita del tumore avviene soltanto attraverso particolari fattori di apporto energetico (Glucosio)…”

che revocano tutto ciò che Simoncini dice e ripete continuamente in conferenza, e cioè che il cancro è un’infezione e che per curarlo non c’entra un belino l’alimentazione, anzi, servono zucchero, proteine (sali e vitamine) in quantità.

Oltre a ciò si dà anche la “dieta prevenzione cancro“, che introduce altre contraddizioni rispetto al sistema Simoncini ed esordisce con un’introduzione convenzionale che termina con questa frase:

Le diete migliori sono in questa ottica le diete vegetariane.”

Se gli errori, le errate interpretazioni e le numerose contraddizioni, distribuite proporzionatamente in ogni pagina del testo, non vengono corrette, Marisa non potrà più dire “ECCO COME HO SCONFITTO IL TUMORE!” facendo rientrare il vero e il falso contemporaneamente nella stessa costruzione ideologica. È tutto sbagliato, direi piuttosto, perché contaminato dalla confusione e dall’errato sentito dire, e si salva solo il fatto, strumentalizzandolo, che si è fatta curare da Tullio Simoncini, che le ha pure salvato la mammella e la pelle.

Pubblicato da economia, finanza e fisco

Come si gestisce l'impresa che sopravviva nel nostro sistema economico-giuridico? Cos'è il sistema economico e come funziona? Come funziona l'impianto giuridico-economico in Italia, in Europa e nel resto del mondo? Cosa studiano e a cosa servono gli economisti? Cosa studiano e a che servono gli insegnanti di economia politica? Come si controllano il sistema economico, i processi di produzione e consumo, di tutte le categorie di aziende? Come continuare ad ignorare il problema monetario, e il problema dell'alienazione del monopolio della sovranità monetaria, nonostante il tema sia stato oramai ampiamente descritto, spiegato, e le spiegazioni distribuite?

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...