Della Psoriasi e del Cancro

 

Della psoriasi e del Cancro
La psoriasi è una malattia della pelle abbastanza conosciuta che, come molte altre malattie, è considerata e dichiarata insolentemente inguaribile, dai tromboni in camice, per la sola ragione che non ne conoscono l’origine e che non s’interessano minimamente d’investigarla. Esistono naturalmente delle inutili teorie contemporanee sulla psoriasi, che girano attorno a dei percorsi ideologici troppo vasti, generici e sterili, perché privi di qualche indirizzo specifico, come avviene con le teorie dei tromboni che cianciano a vanvera sui tumori. L’assunzione generale di quelle teorie è che la psoriasi “preferisce” localizzarsi in certe aree che sono soggette a continui micro-traumi, come per esempio le giunture. Ma se si osserva con attenzione il tipico disordine operato dalla psoriasi sul tessuto cutaneo, la percezione che se ne cava è quella di un’infezione, come suggeriscono molte diagnosi errate di psoriasi scambiate per micosi. Tuttavia, ciò che impedisce l’accettazione di questo fatto, e conseguentemente la classificazione della psoriasi nella lista delle malattie infettive, è l’assenza di una causa verificabile durante la biopsia, perlomeno con le tecniche attuali.

DELLA GENESI MICROBICA DELLA PSORIASI
Se invece si propende verso una genesi microbica della psoriasi, emergono molte analogie con la patologia tumorale, con la quale la psoriasi condivide i tratti dell’invasività e dell’irreversibilità. Come in ogni organo o tessuto, la sede della proliferazione neoplastica è il tessuto connettivo, così, plausibilmente, il punto di assunzione della psoriasi può solo essere nell’ipoderma cutaneo, dove condizioni particolari di esaurimento, di fiacca, possono favorire il radicamento dell’infezione ad un dato momento.

(Ipoderma = altro nome del tessuto adiposo sottocutaneo. Enciclopedia Treccani).

Se assegnamo ad entrambe le malattie la stessa identità causale possiamo meglio intendere la meccanica della psoriasi. Il danno locale, predisponente, favorisce la penetrazione della Candida nell’ipoderma, dove la Candida cerca di espandersi, secondo la sua propria configurazione biologica, in senso vegetale, cioè producendo le sue classiche ramificazioni, o ife.

(Ifa = In botanica, il filamento unicellulare o pluricellulare del micelio di un fungo, Treccani).

D’altra parte, il tessuto connettivo cerca di impedire la naturale evoluzione dell’aggressore e allo stesso tempo cerca di vincerlo usando le sue proprietà immunologiche specifiche e ciò a sua volta attiva una sorta di compressione sulla Candida. La Candida è quindi costretta a prendere non solo una definita forma biologica, ma anche una dimensione parassitaria “micro-vegetativa”, plausibilmente molto simile ad un virus, e quindi diventa impossibile da sradicare.

La differenza sostanziale che esiste tra la psoriasi e il tumore, tuttavia, consiste nella loro diversa evoluzione, che è benigna nel primo caso e maligna nel secondo. In altre parole, mentre con la psoriasi guardiamo a una condizione cronica relativamente innocua, con il cancro guardiamo invece a un risultato quasi invariabilmente sventurato. Sebbene ci troviamo di fronte alla stessa entità patologica, è possibile distinguere le due varianti se riflettiamo sulla localizzazione della malattia – esterna in un caso, interna nell’altro.

La psoriasi può essere attaccata o circoscritta in un modo e con mezzi che cambiano in base al punto di invasione. Nella psoriasi lo sviluppo di Candida può infatti essere limitato al piccolo spazio ipodermico (cioè della pelle, l’ipoderma è la pelle, in anatomia, “l’insieme dei tessuti di rivestimento”, Treccani), sia per lo scarso nutrimento su base anatomica, sia per la naturale refrattarietà alle infezioni micotiche dello strato muscolare sottostante e della cute sopra. È come se fossimo in presenza di un tumore lineare benigno della pelle.

Al contrario, lo sviluppo del tumore avviene in un’area intima dell’organismo in cui il rapporto tra tessuto connettivo e tessuti differenziati può essere molto maggiore. La malattia, quindi, risulta essere molto più difficile da inibire e quindi diviene inevitabilmente invasiva. Ciò accade anche nei tumori della pelle. Il turbamento del tessuto che ne deriva non è altro che l’espressione delle capacità difensive dei tessuti coinvolti.

Dove la Candida ha successo nell’occupazione delle aree connettive, prima l’epitelio e poi tutte le altre cellule disponibili dell’organo invaso, si precipitano immediatamente per contenere l’invasione. Ciò si traduce in un’intensa attività e in una battaglia a tutto campo, il cui limite è rappresentato dalle esigenze anatomiche, funzionali e vascolari dell’organo colonizzato.

Finché è possibile una compensazione, non ci sono problemi o sintomi particolari ma, una volta che l’equilibrio si rompe e si raggiunge uno stato degenerativo, la situazione si sgretola irreversibilmente in senso invasivo, producendo quella sequenza di sintomi così dolorosa nei pazienti neoplastici.

È importante comprendere che le colonie fungine possono normalmente esercitare la loro azione distruttiva solo al livello superficiale degli epiteli. Questo perché, per penetrare nei tessuti più intimi attraverso il sangue o la circolazione linfatica, essi devono separare le unità di base, le spore, che sono facilmente fagocitate dalle cellule del sistema immunitario.

Tuttavia, quando si verificano condizioni nell’organismo che impediscono una funzionalità ottimale, si creano le condizioni per la ri-aggregazione delle spore in un organo o tessuto interno. Per esempio, l’effetto della pittura continua di catrame sulle lingue di topi, conigli o cani, o la loro esposizione alle più svariate sostanze cancerogene, deriva in fin dei conti da una certa attività tampone rispetto al sistema immunitario. In altre parole, quelle sostanze creano una sorta di barriera che impedisce alle molecole che hanno attività immunologica di raggiungere rapidamente il luogo in cui il nemico è annidato, consentendo così al nemico di organizzarsi e proliferare.

Se aggiungiamo a questo semplice concetto, specialmente negli esseri umani, altri fattori negativi come stress, paura, tensioni psichiche, intossicazione farmacologica o d’altro tipo, tutti elementi in grado di attenuare la reattività immunologica, possiamo meglio comprendere come l’imponente costruzione del della causalità multi-fattoriale del cancro, così come viene attualmente proclamata dall’oncologia, può essere ridotta a una sommatoria di elementi causali indifferenziati, cioè a niente di definito o di definibile.

Ora è utile esplorare le conseguenze più immediate, specialmente quelle terapeutiche.

Pubblicato da economia, finanza e fisco

Come si gestisce l'impresa che sopravviva nel nostro sistema economico-giuridico? Cos'è il sistema economico e come funziona? Come funziona l'impianto giuridico-economico in Italia, in Europa e nel resto del mondo? Cosa studiano e a cosa servono gli economisti? Cosa studiano e a che servono gli insegnanti di economia politica? Come si controllano il sistema economico, i processi di produzione e consumo, di tutte le categorie di aziende? Come continuare ad ignorare il problema monetario, e il problema dell'alienazione del monopolio della sovranità monetaria, nonostante il tema sia stato oramai ampiamente descritto, spiegato, e le spiegazioni distribuite?

Unisciti alla discussione

2 commenti

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...