Dell’industria Parassitaria della Malattia

DELLE MALATTIE ACUTE E DI QUELLE CRONICHE
Le malattie acute finiscono con la morte o con la guarigione. Le malattie croniche invece durano tutta la vita. È possibile abbreviare la vita di un malato e, tuttavia, farlo crepare abbastanza lentamente da consentire incrementi di fatturato, torturandolo, per tutta la durata della sua misera sopravvivenza. Conseguentemente, la pianificazione del medio-lungo termine della direzione operativa di un’impresa multinazionale medico-farmacologica, impone l’indirizzo dell’investimento delle risorse più agguerrite nella ricerca e nella produzione di veleni da usare per il trattamento sistematico delle malattie croniche più che per trattare quelle acute. Le ragioni di questa strategia operativa sono più articolate rispetto all’assunto di fondo, e cioè rispetto alla considerazione ovvia d’inizio, che suggerisce essere la malattia cronica più remunerativa perché, la malattia, dura di più e quindi impone trattamenti più duraturi, con le conseguenti spese che si hanno maggiorate e prolungate negli anni, per degenze, cure con veleni vari, analisi su analisi, radiazioni ionizzanti e quant’altro.

Gli inutili prestigiatori con il camice non guariscono e/o dichiarano inguaribili (invece di ammettere la propria ignoranza ed incompetenza e/o cialtroneria) queste penose malattie croniche: cancro (quello vero), diabete, AIDS, psoriasi, sclerosi multipla, ictus cerebrale, ipertensione, morbo di Alzheimer, Ebola, morbo di Parkinson, artrosi, allergie, artrite reumatoide, osteoporosi, morbo di Crohn, esofagite “da reflusso”, colite…..perché?

DELL’AGGRESSIVITÀ STRATEGICA DELL’INDUSTRIA DELLA MALATTIA
Lo spirito commerciale di fondo deve essere chiaro per tutti gli operatori dell’industria della malattia: “la malattia non guarisce”, “la malattia è inguaribile”, “la malattia deve durare“, “la malattia termina solo con la morte del paziente”, “il paziente deve essere sempre più paziente” e “il medico attacca con il bisturi fra i denti”.

Pare un discorso rovesciato e perverso? Dal punto di vista finanziario non lo è, se impieghiamo qui il termine “finanziario” intendendo principalmente l’impostazione mentale e funzionale di chi opera nella finanza e nelle cosiddette speculazioni delle borse valori internazionali. Nell’ambito di “lavoro” dei prestigiatori della cosiddetta “finanza”, i cosiddetti “investitori”, quasi sempre, o sempre, quando c’è un danno da una parte c’è sempre un guadagno dall’altra parte. Come nel gioco d’azzardo, non si produce nulla di utile, il denaro passa semplicemente da una mano all’altra, perché c’è chi vince e chi perde, senza che vi sia nessuno scambio economico. Perché Tizio guadagni, è assolutamente necessario che Caio perda. Tanto maggiore è il guadagno di Tizio quanto maggiore deve essere la perdita di Caio. Ergo, se Caio vuole crescere, Tizio deve impoverirsi e viceversa. Questo è il rapporto, e non è né un rapporto in cui ci si preoccupi di aiutare qualcuno che soffre, né un rapporto in cui lo scambio sia onesto o bilanciato. È una guerra e deve avere orfani e vedove. Quando poi Tizio capisce che, mandando alla malora non solo Caio ma anche Sempronio e Ubaldo, egli accresce la sua ricchezza a danno d’altri in proporzione geometrica, avrà tutta la motivazione che serve per continuare a fare i suoi giochi di prestigio per incrementare la sua ricchezza, facendola perdere agli altri “giocatori” meno abili, e il numero dei perdenti si accrescerà in misura direttamente proporzionale. Cosa farà poi, Tizio, quando Caio, Ubaldo e Sempronio si ritroveranno senza altro denaro da perdere? Dovrà capire di essere davanti ad un bivio, o smetterà di guadagnare e li abbandonerà così come si trovano, oppure li ravviverà per finta, con il trucco dell’usura, e li costringerà a continuare a giocare e a perdere fino a che non avranno perso completamente tutta la roba che hanno. Se Tizio è un operatore della “finanza” sceglierà necessariamente la seconda opzione.

DELLE SCOMMESSE FINANZIARIE
Le scommesse si fanno nelle case da gioco e i gestori delle case da gioco hanno tutto organizzato, legalmente oppure no, in modo tale che, chi gioca, prima o poi, perda e ingrassi la casa. Le scommesse finanziarie si fanno, tramite l’intermediazione bancaria, che deve sempre prendersi una fetta del maltolto, alle case da gioco finanziarie, che sono le borse valori internazionali. I padroni di quelle case da gioco, i gestori delle borse valori, hanno tutto organizzato in modo tale da sottrarre i denari scommessi ai tanti babbei che inseguono l’illusione del facile guadagno, per concentrare nelle mani di pochi, le loro. Poi, con il trucco dell’usura, fanno tutto il resto del gioco di espropriazione organizzata (e legalizzata in regime di monopolio) e si appropriano dell’industria, dirigono i grandi apparati produttivi dei conglomerati multinazionali e li amministrano con la loro logica di profitto, che è tutta basata sullo sfruttamento parassitario, perché nasce e prospera con quell’impostazione strategica: la truffa. Ti faccio credere una cosa diversa, tramite le riviste specializzate in economia e finanza, per esempio che diventerai presto ricco senza lavorare, solo scommettendo o comprando dei titoli in borsa, per trarti in inganno ed indurti a commettere una serie di sbagli dai quali poi traggo illecito ed ingiusto profitto.

DELLA TRUFFA NON REALMENTE LEGALIZZATA
La truffa rimane un delitto ed è punito in tutte le nazioni del mondo, più o meno definendo il reato nello stesso modo. E allora com’è che la banche centrali, che sono amministrate dagli stessi soggetti che amministrano le borse valori del mondo, possono praticare la truffa e legittimare anche le altre banche a perpetrarla sistematicamente, facendo loro creare surrettiziamente denaro in cassa che non hanno? La risposta tecnica, tecnico-legale, è semplicissima: le banche centrali, e i loro operatori-ruffiani di livello, godono d’immunità-impunità extraterritoriale ovunque nel mondo. Per fare un esempio concreto, nessun magistrato può perseguire il truffatore internazionale Mario Draghi, perché le nazioni presso le quali i magistrati operano sono vincolate formalmente in sorte di “trattati” internazionali che prevedono l’inviolabilità dei locali delle banche centrali e l’improcedibilità nei confronti dei loro ruffiani di livello. Non credo che si possa dire lo stesso per quanto riguarda i ruffiani, e gli operatori ruffiani di livello, che amministrano i grandi conglomerati industriali della medicina e della farmacologia, perlomeno, nel caso, per esempio, in cui risultino essere sia dirigenti di una banca centrale che di un’industria farmaceutica; non dovrebbero godere d’impunità per quanto concerne le loro responsabilità operative dirette nella singola specifica attività presso l’industria dei veleni, che è tecnicamente separata da quella della fabbrica di denaro, a prescindere dal fatto che i padroni di entrambe le entità potrebbero essere gli stessi soggetti.

DELLA DURATA DELLA GUERRA, DELLA MALATTIA E DELLA FEDE
Il trucco della continuità (della malattia che deve durare) funziona anche con le guerre e le religioni. Ad un certo momento della storia umana, chi decide di fare le guerre ne cambia l’impostazione: le guerre non devono più essere fatte per vincere, devono essere fatte per durare (leggi Orwell, “Teoria e pratica del collettivismo oligarchico”, una ventina di paginette contenute in “1984”). Un esempio storico di questo progetto pilota della guerra-continua è la frode internazionale chiamata guerra del Vietnam: (1) dura più di 30 anni (1945-75) e (2) non è vinta da nessuno. Nella storia moderna e contemporanea, di guerre infinite se ne dichiarano moltissime, sono tutte guerre costosissime e considerate non vincibili, per fantasiose argomentazioni assonanti ma apparentemente diverse, quindi interminabili. Oltre a ciò, la somma dei medio-piccoli conflitti locali, nazione dopo nazione, offre lo stesso quadro della guerra continua, essendo che poi ogni nazione finanza i suoi mestieri delle armi presso la banca centrale, che a sua volta è collegata nella stessa rete di banche centrali, che fanno capo alla banca centrale delle banche centrali. La somma dei conflitti locali ti dà il conflitto totale che, essendo dato dalla somma dei debiti delle singole nazioni, è, infine, un conflitto che non si conclude mai, o che è progettato e mandato ad effetto per non concludersi mai. Sia come sia, il principio generale è questo: per fagocitare il parassitismo finanziario, la guerra deve continuare, o per mezzo dello stesso conflitto o mediante nuovi conflitti vicini e lontani, esattamente come deve continuare le politiche restrittive della perdita e della crisi finanziaria cicliche, per togliere ai deboli e dare ai forti, che sono forti per modo di dire, perché il loro trucco consiste solo nell’amministrare la casa da gioco e quindi decidere “quando aprire e quando chiudere i tavoli”.

DELLA GRANDE INDUSTRIA DELLE RELIGIONI
Le grandi industrie delle religioni operano rispettando principi analoghi, poggiati sull’irreggimentazione dei popoli, popoli tenuti sotto il tacco per mezzo delle suggestioni di abili prestigiatori con le gonne, popoli di lavoratori contribuenti costretti, in assenza di libertà, a pagare per mantenere i prestigiatori che non lavorano e che, anzi, campano sistematicamente a scrocco sul loro inutile lavoro.

Gesù Cristo ordinava ai suoi (ruffiani) discepoli, ed in essi a tutti i vescovi, e specialmente al papa, che è il vescovo dei vescovi, ed il suo vicario, di costringere, di sforzare tutti ad entrare nella sua chiesa,
compelle intrare (II) Luc. XIV, 23.”

La sofferenza, la malattia, la miseria, inducono debolezza fisica e psichica (in epoca recente lo spiegano Pavlov e i suoi ammiratori ma gli uomini con le gonne conoscono tutti i trucchi del condizionamento operante da secoli o da millenni). Dalla debolezza fisica e psichica ottieni che le vittime, prossime al collasso nervoso, cedono, si abbandonano, e si rendono disponibili a qualunque atto di sottomissione anche il più abietto. In quella loro condizione, è possibile installare nelle loro anime, “per meglio indirizzare le loro coscienze”, dei modelli di comportamento dei quali non potranno più sbarazzarsi nel tempo a venire, neppure al migliorare della loro condizione, se capita che la loro condizione migliori. Questo significa che la sofferenza, la malattia, la miseria, sono strumenti di lavoro indispensabili per il successo delle fandonie dei prestigiatori e i prestigiatori devono cercare di non consentire, ovunque possano, alcun progresso delle loro vittime, sia morale, che spirituale, che intellettuale che materiale. I lavoratori contribuenti devono restare malati, poveri, umiliati ed offesi, se lo sono, e devono essere frodati e rapinati, se non lo sono. Solo nella penisola italica, poggiano una moltitudine vastissima, e non censita o deliberatamente ignorata dai ruffiani degli enti di stato che raccolgono le decime dell’ICI e dell’IMU, di terreni, costruzioni, piantagioni, opere d’arte, preziosi, ori e altre delizie che oggi costituiscono parte dell’immenso patrimonio della nota organizzazione per delinquere chiamata chiesa di Roma, che ha la sfrontatissima insolenza di collocare la sua base logistica, il Vaticano, proprio in Roma, la capitale del mondo. Tutte quelle ricchezze sono state sottratte con la frode alle varie dinastie italiane piccole e grandi, per quanto riguarda la roba che consideriamo fisicamente presente sul suolo della penisola italiana. In punto di morte o di malattia, ogni debole e ogni malato, proprietario di qualsivoglia bene, è stato indotto dal suo confessore a cedere la sua roba in cambio dell’indulgenza plenaria per le sue marachelle e di una qualche misteriosa ricompensa dopo la morte. Se non è truffa questa non si capisce cos’altro possa esserlo.

Concludo con l’esempio della chiesa di Roma, che vale per tutte le religioni del mondo, dicendo che ai prestigiatori con le gonne non conviene affatto che la popolazione dei lavoratori contribuenti cresca e progredisca economicamente ed intellettualmente, quindi gli uomini con le gonne devono contribuire alle politiche restrittive, ovunque possano, devono aiutare gli usurai a distruggere gli eccessi di produzione. Agli uomini con le gonne, anche se appare illogico, conviene rapinare il povero piuttosto che il ricco, perché il povero è debole e invece il ricco si difende a calci-in-culo. Con diabolica costanza e finta benevolenza, sottraendo fraudolentemente la terra e le capre, metro per metro, allo zappaterra, gli uomini con le gonne hanno costruito imperi in tutto il mondo e quegli imperi, ripeto, prosperano a condizione di poter opprimere popoli deboli e sempre più deboli, sempre progressivamente più miseri e malati, perché debolezza, miseria e malattia, rendendo i deboli più deboli, i miseri più miseri e i malati più malati, offrono il terreno di coltura per la fioritura del fungo parassitario delle suggestioni e delle allucinazioni dei depravati parassiti con le sottane.

DELL’IRRAGIONEVOLE DURATA DELLA MALATTIA
Si dice di sopra che, per alimentare il delirio della grande industria multinazionale dei veleni è necessario:

1) che la malattia non guarisca,
2) che la malattia duri a lungo.

La grande industria dei veleni della medicina ortodossa, direttamente o indirettamente, è gestita da operatori forgiati in ambiente di gestione delle scommesse finanziarie, anche se sono prestigiatori in camice bianco. La suggestione del camice funziona sul malato come la suggestione dell’uomo in sottana funziona sul credente, ebete, pagante, contribuente e penitente. In base alla logica dei finti studi legali di Wall Street, i cui dirigenti controllano sia le società segrete che le case da gioco chiamate borse valori, e controllano, direttamente o indirettamente anche l’industria della malattia e dei veleni, se la medicina cura e guarisce completamente un “paziente”, quel “paziente“, oramai guarito, è considerato un cliente perso. Così come la guerra deve durare, come la miseria e la debolezza, l’impotenza delle masse di lavoratori schiavi contribuenti, devono durare, così anche la malattia, la loro malattia, la malattia dei contribuenti, schiavi, lavoratori senza paga, malati, deboli e impotenti, deve durare. Ed ecco che sono proprio i prestigiatori in camice bianco a dirtelo, e lo cantano ad alta voce, senza vergogna, che sei condannato, perché davanti alla malattia essi sono impotenti (anche se inutilmente ben pagati), inetti, inutili, incapaci di guarirti. E ti dicono:

“è una malattia che non guarisce”,
“non si guarisce mai”,
“è inguaribile”,
“hai n mesi di vita” eccetera,

invece che confessarti onestamente:
“sono ignorante, non sono capace di guarirti, non conosco l’origine di questo male, non ho voglia di fare un cazzo” eccetera.

E però, siano dei cialtroni in buonafede o dei malandrini che godono consapevolmente i vantaggi del male d’altri, in ogni caso sono inutili e a loro non conviene mai fare nulla di concreto per non vedere mai più le loro vittime, le loro “pazienti” vittime, perché per non vederle mai più dovrebbero guarirle e, guarendole, rimarrebbero disoccupati, come rimarrebbero disoccupati tutti i finti giornalisti se la gente smettesse di leggere le loro stupidaggini sui giornali e di sentire le loro scemenze in televisione.

 

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Pubblicato da economia, finanza e fisco

Come si gestisce l'impresa che sopravviva nel nostro sistema economico-giuridico? Cos'è il sistema economico e come funziona? Come funziona l'impianto giuridico-economico in Italia, in Europa e nel resto del mondo? Cosa studiano e a cosa servono gli economisti? Cosa studiano e a che servono gli insegnanti di economia politica? Come si controllano il sistema economico, i processi di produzione e consumo, di tutte le categorie di aziende? Come continuare ad ignorare il problema monetario, e il problema dell'alienazione del monopolio della sovranità monetaria, nonostante il tema sia stato oramai ampiamente descritto, spiegato, e le spiegazioni distribuite?

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