Dalla Cina Con Sudore

 

DALLA CINA CON SUDORE
Breve Sintesi delle Ragioni della Rivoluzione Economica Cinese
Il luogo comune più ovvio, circa la soverchiante competitività dei prodotti fabbricati in Cina comunista e distribuiti sui mercati del resto del mondo, è l’associazione automatica al problema del costo del lavoro. Lo schiavo cinese costa al padrone cinese di meno rispetto allo schiavo italiano ed europeo, ed ecco spiegato, per le teste di segatura, che danno lezioni nelle finte università e in televisione, perché motivo i prodotti cinesi fanno così tanto forte concorrenza.

Il motivo principale della rivoluzione economica cinese (1979-2008) non è spiegabile con il problema del costo del lavoro, perché lo schiavo cinese non è meno pagato dello schiavo filippino, di quello indonesiano, di quello laotiano e di quello messicano o venezuelano, di quello cubano, di quello vietnamita, e di quello africano, eppure questi sono tutti esempi di schiavi disoccupati che a stento sopravvivono in nazioni in cui il livello medio di vita non è migliorato rispetto ai livelli del primo, immediato, dopoguerra (1946).

Ecco i trucchi del successo della straordinaria rivoluzione economica cinese:
1. gli interventi dei padroni delle banche centrali occidentali;

2. gli interventi dei capitalisti della grande industria occidentale, in conseguenza degli interventi dei padroni delle banche centrali occidentali;

2. a. dal 1979, quando finalmente muore Mao Zedong, in poi;

2. b. dal 1994 al 2001;

2. c. dal 2015 al 2018;

2. d. da altri riferimenti;

3) le politiche economiche dell’illuminato Deng Xiaoping e dei suoi successori (tutti illuminati dagli interventi dei padroni delle banche centrali occidentali) che consistono sostanzialmente in:
a) la riforma agraria;
b) la precedenza all’incentivazione dell’industria leggera (che consente rapida crescita, rapido aumento del potere d’acquisto dello schiavo medio e a costo zero da parte dell’intervento dello stato;
c) le porte aperte agli investitori stranieri, e questo significa trattamento fiscale privilegiato per le imprese estere che producono i loro prodotti (stranieri) in Cina comunista, per l’esportazione.

Altro da dire, di sostanziale, non c’è. Tuttavia la rivoluzione economica cinese è finita e puoi stare tranquillo che le previsioni degli economisti, che sono sempre sbagliate, sono sbagliate anche questa volta. Le previsioni di crescita calcolate in proiezione sono per definizione assolutamente teoriche e però abbiamo invece prove materiali del fatto che le politiche economiche sono cambiate, e precisamente:

A) è finita la pacchia fiscale per le imprese estere (e questo significa che gli investimenti esteri calano e caleranno progressivamente nel medio-lungo periodo), perché una riforma fiscale si è insinuata nel trambusto delle olimpiadi del 2008, retroattiva a marzo del 2007, ma nessuno sembra essersene accorto;

B) anche in Cina comunista le banche centrali praticano lo spionaggio industriale e spiano l’attività degli operatori economici attraverso il controllo dei loro conti correnti;

C) lo stesso problema dello spionaggio industriale vale anche per la zona speciale di Hong Kong, e questo significa che calano gli incentivi che prima erano così appetitosi, per tutti gli operatori economici che investono in Cina comunista per il tramite di una società offshore registrata a Hong Kong SAR.

Osservando le statistiche si vede che l’andamento degli investimenti esteri (che sono in maggior parte investimenti da Hong Kong) verso la Cina comunista sono ancora in crescita ma: (A) lo sono in misura ridicola rispetto ai decenni precedenti, (B) sono investimenti stranieri diretti al consumo interno, non alla produzione per l’esportazione; sono cioè diretti a fare aumentare il costo del lavoro, nel tempo, a far aumentare ancora il tenore di vita medio, e quindi anche ad irrobustire il sistema fiscale. Le esportazioni cinesi tendono gradualmente a diminuire, per effetto della graduale diminuzione delle esportazioni dei marchi esteri prodotti in Cina. Si finge che ciò sia dovuto alla difficile relazione diplomatica con gli Stati Uniti d’America e le nazioni ruffiane ma in verità è un trucco che inizia con la riforma fiscale del 2008. La Cina comunista non diventerà quindi la prima “potenza economica del pianeta” e tantomeno sarà mai una “potenza” militare che si possa minimamente confrontare con quella dei grandi assassini delle macchine da guerra anglo-statunitensi.

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Pubblicato da economia, finanza e fisco

Come si gestisce l'impresa che sopravviva nel nostro sistema economico-giuridico? Cos'è il sistema economico e come funziona? Come funziona l'impianto giuridico-economico in Italia, in Europa e nel resto del mondo? Cosa studiano e a cosa servono gli economisti? Cosa studiano e a che servono gli insegnanti di economia politica? Come si controllano il sistema economico, i processi di produzione e consumo, di tutte le categorie di aziende? Come continuare ad ignorare il problema monetario, e il problema dell'alienazione del monopolio della sovranità monetaria, nonostante il tema sia stato oramai ampiamente descritto, spiegato, e le spiegazioni distribuite?

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