Della Genesi e della Direzione del Comunismo Moderno

Del Comunismo Moderno
Carroll Quigley, professore di storia anche presso la Foreign Service School of Gerogetown University, e a Princeton, ed ad Harvard, fa le sue ricerche negli archivi degli enti di stato francesi, italiani e del Regno Unito, fino a che pubblica “Tragedy and Hope“, 1300 pagine, in cui spiega in sintesi come nasce la cricca dei banchieri internazionali,i quali irretiscono il mondo con il trucco fondamentale della Banca d’Inghilterra, delle banche centrali e della moneta debito, che è finta cambiale ma vera moneta, per via del valore indotto, vedi Auriti, ed è noto per “Evolution of Civilization“. Carroll Quigley è un ruffiano della rete dei banchieri e a lui, in una certa misura, è concesso, o forse gli è dato l’incarico, di descrivere la loro furbizia, tutta basata sull’ingenuità e sulla credibilità popolare, dall’opera criminale dei quali egli non si dissocia (pagine 979-980).

Per quanto riguarda le novella del sistema feudale delle banche centrali, credo di aver fatto una piccola sintesi di già e allora non serve che ripeta tutto da capo. Qui cerco, sempre brevemente, di ragionare sul come i banchieri internazionali “capitalisti” si sono appropriati delle risorse del mondo tutto, inventando, letteralmente inventando, e finanziando, con denari fabbricati dal nulla oppure con quelli d’altri, il progetto del finto comunismo d’oriente, che è il trucco fondamentale usato per espropriare, per rapinare e sterminare, le famiglie reali e tutti i legittimi proprietari di roba in generale, come pure tutti i loro dirigenti e i loro discendenti, che precedono le buffonate pseudo-ideologiche, attribuite a Karl Marx e ai suoi finti lettori, anche perché lo stesso trucco si è usato in America centrale, in America Latina, in Cina comunista, e in altri posti non necessariamente orientali.

Della Cospirazione Comunista non Sionista
Inizio col dire (con “The naked capitalism“) che la cospirazione comunista non è un progetto ebreo e neppure sionista. Il fatto che una dinastia di rapinatori di banche e d’oro d’altri che partecipa a questa “joint-venture” è quella dei Rothschild non prova niente, perché altri capitalisti di altre nazionalità e di altre religioni si associano all’impresa e tutti fanno ingrassare i loro somari dalle stesse mangiatoie di fieno, dopo le rapine. La religione, come la razza, è un trucco per confondere e la confusione serve a tutti i livelli del depistaggio. Non c’è la cospirazione della signora Giudea o della signora Germania o della signora America o Italia, esistono solo cospirazioni di singoli individui che sono associati da interessi di spartizione, a prescindere dal colore della pelle, dalla puzza della pelle, dalla religione e dall’orientamento ideologico e/o politico. Politica, religione e razza sono anzi solo dei trucchi per mandare i contribuenti a morire e/o ad ammazzare altri contribuenti, che neppure conoscono e che non hanno mai fatto loro niente di male. Dire che la razza non c’entra non è come dire che la dinastia dei parassiti istituzionali Rothschild non c’entra, quella c’entra, eccome. È quella la cricca, o una cricca, una casta, e non quella degli ebrei, anche se i Rothshcild si professano, e fingono di essere, ebrei.

Della Filosofia Politica
Ad un dato momento impiantano la Banca d’Inghilterra e, dopo 70 anni di tentativi andati male, riescono ad impiantare anche la Federal Reserve. E allora? “Cazzi degli americani”, come direbbe il radiologo pescarese che somministra radiazioni ionizzanti senza saperlo e senza capirlo. E allora? Dopo aver narrato come i “money-managers” organizzano la rete delle banche centrali per truffare i contribuenti del pianeta, Quigley si dà la pena di spiegare ai suoi lettori come i suoi furbi committenti usano gli impianti ideologici per giustificare le loro rapine e le loro truffe internazionali. Gli impianti ideologici, lui, e loro, e i loro ruffiani della scuola, delle università e della comunicazione di gregge, li riuniscono sotto l’espressione “filosofia politica“.

Della Presa delle Risorse del Mondo
Per mezzo del trucco della “filosofia politica“, i cosiddetti centri del finto potere della politica e dell’economia, si appropriano delle risorse del mondo non ancora controllate completamente, forzando la specie umana, cioè i dissanguati contribuenti del mondo, verso un sistema dittatoriale socialista, cioè, per dirla con Orwell, di “collettivismo oligarchico“. Lo scivolone verso la dittatura socialista, che comporta l’automatico annullamento dei mille anni precedentemente sprecati nella lotta infinita per la libertà umana, è pianificato, organizzato e condotto direttamente dai grandi capitalisti super-ricchi delle nazioni delle finte democrazie. I finti beneficiari della libertà d’impresa, quelli orientati alla consacrazione del diritto di proprietà privata, della società aperta e liberale, nella quale così tanti “progressi” si hanno in epoca recente e contemporanea. Uno pensa, ragionevolmente, che, per mantenere un sistema che faccia comodo ai porci comodi dei super-ricchi, che sono attaccati più di tutti alla loro roba, è necessario stabilire la sacralità della proprietà privata e della libertà d’azione, d’impresa e di concorrenza, e che preservare tali diritti è la condizione necessaria per beneficiare i super-ricchi capitalisti che sono, che devono essere, per necessità della loro condizione, anti-comunisti. E allora perché i super-capitalisti finanziano il super-comunismo? Vogliono lavorare contro i propri interessi? Sono forse dei fessi, dei suicidi? Quigley capisce e spiega che ogni infiltrato, come lui stesso, che cerca d’immaginare se stesso come un ruffiano che appartiene alla casta protetta ed impunita dei super-ricchi, deve vedersi tale su scala mondiale. Il controllo sociale, cioè, il mantenimento dell’ordine gerarchico sociale, dove A è maggiore di B e B è maggiore di C, se lo si vuole mantenere, deve essere mantenuto su scala planetaria, anche se non credo che ciò significhi “governo mondiale”, perché “governo mondiale” è un’espressione generica che porta i babbei a ragionare ancora fuori strada.

Del Governo Mondiale del Mondo Disordinato
Se diciamo “governo mondiale” per dire che c’è un solo ordine mondiale, con un dittatore-testa-di-legno, come i millantatori Stalin, Hitler e Mussolini, che comanda su tutti, diciamo una scemenza. Se diciamo invece “governo mondiale”, per indicare un mondo incasinato, con tante nazioni in crisi, con tante guerre inutili e tanti malati terminali, in cui nessuno capisce un cazzo e tutti fanno ciò che dice la televisione, e cioè si lasciano avvelenare e dissanguare senza giusto motivo, e però restando relativamente contenti, perché credono che il loro dissanguamento vada nel loro interesse, e dove, in ciascuna nazione, fingono di comandare dei fantocci delle finte democrazie che impongono solo nuove tasse e nuove norme liberticide, e chi raccoglie tutto è sempre la casa, cioè il casinò, e che il casinò poi raccoglie per versare nel casinò dei casinò, la banca centrale delle banche centrali, allora ci avviciniamo un po’ di più alla realtà.

Dei Trucchi Fondamentali per Prendere la Roba
Ed ecco che ci avviciniamo ai trucchi che usano i furbi:

A) impiantare una legislazione socialista (vedi Orwell, del collettivismo oligarchico) dove possibile;
B) impiantare una rivoluzione comunista, e poi una dittatura comunista (del collettivismo oligarchico), dove è necessario, come per esempio in Russia, in cui c’è l’oro dei Romanov da fottere, prima di sterminarli tutti, fino all’ultimo nipote ancora in fasce.

Quigley, essendo un infiltrato, è riluttante a circostanziare i disgustanti risvolti di sangue e la profonda malignità dei suoi padroni nelle loro truffe e nei loro genocidi della storia recente e contemporanea, nondimeno i fatti li accenna, e tampona, da ruffiano, o viene usato per tamponare, ciò che emerge dalle commissioni d’inchiesta del Congresso statunitense, che restano comunque disponibili per altri ricercatori meno compromessi di lui. Ma non stiamo qui adesso a tagliare col bisturi le sue contraddizioni, prendiamo quello che pare di buono dal suo lavoro, cioè le parti che confessa e ammette, come quando dobbiamo prendere le confessioni delle case farmaceutiche (questa è del ENERGIX-B, di cui salvo una copia qui, perché le versioni delle schede tecniche, col tempo, possono cambiare), e come fanno i tribunali quando prendono per buone le confessioni e le ammissioni in generale.

Degli Schiavi Ubbidienti
Gli antichi filosofi della finta politica sanno da sempre, vedi per esempio i gesuiti e i loro compari truffatori in sottana, che non c’è schiavo più obbediente dello schiavo a cui è stato fottuto il cervellino. Il migliore discepolo, il più devoto, il più dedicato alla causa della rapina e della truffa, quello che lavora anche contro i suoi interessi e non lo sa, è il ruffiano che ha sposato l’idea, il ruffiano reso tale per induzione, quel ruffiano-e-cretino, al quale è stato fatto credere che deve essere operativo per realizzare una “grande idea”, la quale, pur essendo un’idea d’altri, è comunque una “buona idea”. Ed ecco l’idea: prendere possesso di tutte le risorse del mondo, in nome e per conto (per “rappresentanza”, vedi Auriti) dell’umanità, cioè dei dissanguati contribuenti, per il bene, presunto, della stessa umanità. Come? Lo spiega Quigley.

John Ruskin, degli Impianti Ideologici per l’Espropriazione Violenta
Per espropriare i contribuenti della loro roba e delle risorse del mondo, facendo credere che ciò sia nell’interesse loro, cioè dei dissanguati contribuenti del mondo, cioè dell’umanità, iniziano con l’importare ad Oxford un certo ruffiano che si chiama John Ruskin. Prima del 1870, non si ha una sola cattedra in Oxford in rapporto alla discutibile materia filosofica delle “belle arti”.

Delle Spore Ideologiche del Parassitismo Oligarchico
John Ruskin
(1819-1900) nasce a Londra, figlio riconosciuto di un ricco venditore di vino dal quale eredita una cospicua fortuna. Perditempo, cioè formato in letteratura, architettura, matematica, latino e greco, e viaggiatore instancabile, prende le carte di diploma ad Oxford e sempre ad Oxford è impiegato nel 1870, come insegnante di “belle arti” per gli studenti della terza elementare, come Sgarbi è supplente di “belle arti” per gli studenti delle scuole medie inferiori in Italia in epoca contemporanea. Naturalmente gli interessi di Ruskin sono variegati, come quelli di Sgarbi, e comprendono le sottane delle vergini da sodomizzare e i trucchi per prendere posizione sociale in modo da poterne sodomizzare in maggior quantità. Fonda la “St. George’s Guild“, per disegnare modelli sociali ed industriali sui quali istigare un appropriato movimento sociale, e per comprare terre, mulini, segherie e fabbriche, cooperative per linee ideologiche di imprenditori socialisti, cioè d’imprenditori che cedono le loro quote di capitale nelle mani di “fantasmi giuridici” (vedi Auriti sulle ricche, o ex ricche, cooperative dell’Emilia Romagna 35:34, delle società anonime). Il trucco delle “Guild” fallisce ma le “idee”, i funghi ideologici, le spore ideologiche del parassitismo oligarchico s’impiantano nelle fertili teste vuote dei suoi stupidi, ma furbi, studenti delle aristocrazie britanniche.

Della Presa dei Mezzi di Produzione
In cosa consistono le spore ideologiche di Ruskin? “Lo stato deve prendere il controllo di tutti i mezzi di produzione e distribuzione, e deve organizzarli per il bene della comunità (degli schiavi) nella sua interezza; e però bisogna essere pronti a mettere questo controllo per il bene della collettività nelle mani di un solo soggetto” (vedi Ruskin Today, Holt, Rinehart and Wiston, New York, 1964):

“…il mio scopo costante è quello di mostrare l’eterna superiorità di alcuni uomini sugli altri, talvolta anche di un solo uomo su tutti gli altri…”

questo egli attribuisce a lui stesso, e i soggetti indicati di sopra dicono di lui che:

“..egli ha una visione assai misera della democrazia e la sua idea circa la libertà si cava dal passaggio sulla mosca (che disturba) in casa”.

 

Delle Spore Ideologiche di Platone
Clark
ci racconta che Ruskin cava la maggior parte delle sue spore ideologiche direttamente da “la repubblica” di Platone, e, leggendo Platone, ci si rende presto conto che deve essere un altro soggetto con niente da fare tutto il giorno, il libro-sorgente dal quale si abbeverano tutti i cavalli dei fantocci dittatori e pure, ovviamente, Marx, Engels, Proudhon e Saint-Simon. Ecco spiegato perché tutti i cavalli alienati, scopro oggi che i somari sono animali molto intelligenti, ricalcano le fregnacce di Platone (il trombone), ed immaginano, pretendono, uno stato che abbia (un “fantasma giuridico”, perché non esiste il “signor stato”) una classe di ruffiani dirigenti assai potenti, che dispongono di armate anche più potenti e temibili (come oggi sono le armate statunitensi, gestite da fantasmi oltreoceano) capaci di tenere quella classe al potere e la società completamente sottomessa alla monolitica autorità dei sovrani (oggi sono fantocci ma non sapremo mai se Platone veramente pensava di gestirli come pupi). Egli (Platone-trombone o Ruskin delle “belle arti”?) inoltre sostiene l’uso di qualunque forza disponibile e necessaria per eliminare fisicamente tutte le forze di governo esistenti, e le strutture sociali presenti, per consentire alla nuova classe dirigente d’iniziare il suo lavoro di oppressione con un nuovo canovaccio sul quale disegnare e sviluppare la nuova grande idea della “nuova” società.

Della Libertà Sessuale Forzosa e dei Figli Allevati con Procedure Anonime
La visione più alta della società ideale di Platone comprende l’eliminazione del matrimonio e della famiglia (vedi il lavoro del Tavistock per confondere i generi, pubblicizzare i matrimoni gay con Cecchi Pavone, la ribellione giovanile contro la famiglia, il movimento femminista ed altre manovre propagandistiche simili) così che tutte le donne possano appartenere a tutti gli uomini (che le vogliono) e che tutti gli uomini possano appartenere a tutte le donne (che li vogliono, ma pure se non li vogliono, perché se li prendono in batteria) e che tutti i figli di puttane, risultanti da questi incroci di forzosa libertà sessuale promiscua, siano presi dagli enti di stato e cresciuti con procedure anonime dallo “stato” (vedi pure cosa fanno in Cambogia con i bambini degli altri arruolati dai Khmer Rouge diretti da Pol Pot). Platone vuole che le donne siano “uguali” agli uomini, cioè, schiave come loro, che combattano in guerra come loro e che spacchino le pietre in miniera come loro.

Dell’ossessione dell’Eugenetica
E però bisogna praticare l’eugenetica già ai tempi di Platone, infatti bisogna fare una selezione precisa di chi sgobba pagando le imposte e di chi gode, senza lavorare e senza pagare, ed ancora una volta questo lavoro lo fa lo “stato”, cioè il fantasma giuridico.

Delle Tre Classi
La società del progetto attribuito a Platone deve essere divisa in tre classi:

1) la classe dominante;
2) la classe militare (i servi in divisa, i carabinieri, le bande delle forze armate, dell’esattoria e della GdF..);
3) la classe dei lavoratori (i contribuenti, quelli che, in proprio o alle dipendenze dirette di un’impresa, si spaccano il culo per farsi rapinare il 70% del reddito, lavorando quindi senza paga per 8 mesi ogni anno, come succede in Italia oggi, per l’effetto perverso del trascinamento fiscale).

Dell’Energia Intellettuale dell’Amministrazione degli Schiavi
Le greggi di contribuenti del sistema ideale di Platone devono essere indotte a credere alle bugie indottrinate dagli enti di stato, secondo le quali i contribuenti paganti sono nati con oro, argento e rame, dentro l’anima, in fondo, ma proprio in fondo, all’anima, e ci devono pensare i sovrani ad individuare, in ogni individuo, quale sia il metallo prevalente e, in base a questa stima statale, decideranno a quale classe deve appartenere il contribuente. Platone ammette che queste sono tutte balle ma sa pure che le frottole facilitano il lavoro dei tiranni e l’amministrazione della “cosa pubblica” rapinata, perché le favole sono insegnate alle greggi dei contribuenti-persuasi, come fossero princìpi religiosi. Platone riserva i benefici del comunismo alla classe dominante. È lì che si spartiscono le donne e la roba, e dove sostanzialmente la proprietà privata cessa di esistere, perché la mangiatoia è stracolma, essendo rimasti esclusi da essa i militari e i contribuenti, lasciati, chi meno e chi più, a sgobbare con in mano quanto basta per sopravvivere, ed è sempre lì che, dopo le abbuffate, le grandi bevute e le batterie con le vergini sodomizzate, l’energia intellettuale s’impiega per stabilire cosa sia buono e cosa sia giusto per le classi sociali inferiori.

Della Missione degli Studenti di Ruskin
Diciamo pure che, secondo Quigley, John Ruskin, praticamente legge questi deliri di Platone ogni giorno e, quando arriva il momento in cui inizia a trasmetterli ai suoi studenti abbienti di Oxford, chiarisce subito che quei giovani delle grasse famiglie, rappresentanti le “classi dirigenti” d’Inghilterra, hanno una grande responsabilità, una missione per salvare il resto del mondo. Ruskin ricorda a quei giovinetti che essi sono “portatori di una grande, magnifica, tradizione culturale“. Anche se non si lavano né il corpo né gli abiti, portano in giro pulci e pidocchi, e non sanno come gestire la merda in tutta l’epoca preindustriale, sono bravi a fare le navi e i cannoni da mettere sulle navi, e così possono andare ed attaccare dove vogliono ed imporre il traffico d’oppio a chi vogliono. Trascurando il dettaglio fondamentale delle cannoniere, Ruskin li esorta a ricordare su cosa si basa la loro istruzione, sul culto della “bellezza”, sul rispetto dello “stato di diritto”, della “libertà” (la loro), della “decenza” e “dell’auto-disciplina”, e però li avverte pure che queste tradizioni non possono essere salvate, né meritano di essere salvate, a meno che non si possano estendere anche alle “classi inferiori” presenti in Inghilterra e alle altre canaglie del resto del mondo. Se non si estende, oggi si direbbe “se non si esporta”, questa tradizione al più gran numero di persone, la minoranza dei gentiluomini inglesi della “classe superiore” sarebbe, prima o poi, soverchiata dalla maggioranza dei figli-di-cani-affamati delle altre classi sociali e sopraffatta dalla loro ignoranza, tanto da smarrire completamente la tradizione.

(Queste sono più o meno scemenze simili a quelle che Henry Kissinger vende all’ingrosso ai fantocci al governo negli Stati Uniti d’America, per giustificare l’imposizione di politiche ultra-restrittive a 13 nazioni bersaglio, da mandare letteralmente alla malora economica, con il progetto NSSM 200 del 24/04/1974.

De facto, per esportare la tradizione culturale, la “democrazia” e gli altri trucchi, bisogna bombardare, occupare e/o imporre politiche restrittive alle popolazioni delle nazioni, direttamente o indirettamente, invase e occupate. Per prevenire la perdita della finta tradizione inglese, dunque, Ruskin raccomanda ai giovani privilegiati delle famiglie più grasse d’Inghilterra di estendere la loro “istruzione” alle masse dei lavoratori delle isolette britanniche e anche a quelli del resto dell’impero (p.130). La novella di Quigley narra poi che, tra quei giovinetti vi sia proprio Cecil Rhodes (1853-1902), il fondatore delle società segrete del suo tempo, delle “tavole rotonde” dei tempi che lo seguono, precursore del Tavistock e dello spionaggio industriale internazionale della Banca d’Inghilterra, in associazione con i grandi studi legali e di analisi finanziaria (CIA) di Wall Street, coordinatori delle attività di altre banche centrali.

Delle Finanze e del Nutrimento delle Spore Ideologiche
Cecil Rhodes
trascrive tutta la lezione inaugurale di Ruskin e tiene il manoscritto stretto con sé per i successivi trent’anni, mentre, febbrilmente, sfrutta tutte le miniere d’oro e di diamanti del Sudafrica, diventa primo ministro della colonia, scaldando la massima poltrona di Città del Capo (1890-1896), finanzia i partiti politici in patria, controlla i seggi parlamentari, sia in Inghilterra che in Sudafrica, e si fotte pure una striscia di terra di proprietà della corona inglese, dal Capo di Buona Speranza fino all’Egitto, collegando le due estremità con i cavi del telegrafo e la rete ferroviaria da Città del Capo fino al Cairo. Grazie al contributo finanziario di Lord Rothschild ed Alfred Beit, è in grado di sfruttare in monopolio tutte le miniere d’oro e di diamanti del Sudafrica e questo significa che diventa un milionario esagerato, in grado di mettere in pratica tutte le farneticazioni di Ruskin, volendo, cavate direttamente dalle letture quotidiane di Platone.

Del Progetto della Federazione della Classe Dominante Inglese
Il progetto è a lungo termine, creare una rete di nazioni di lingua inglese, cioè, agganciare le varie colonie dell’impero britannico, ed irretirle in una sorta di federazione, per diffondere in esse e nel resto del mondo abitabile la tradizione della classe dominante dei gentiluomini inglesi. Per fare ciò, organizza delle società segrete, raggruppa i suoi compagni di merende di Oxford, tra i quali ci sono:

Arnold Toynbee,
Alfred Milner,
Arthur Glazebrock,
George Parkin,
Philip Lyttleton Gell ed
Henry Birchenough;

mette assieme una banda simile a Cambridge, con:

Reginald Bailol Brett (Lord Esher),
John B. Seeley,
Albert Grey ed
Edmund Garrett;

fa poi entrare nella cerchia delle società segrete anche certi membri onorari, quali:

Arthur Balfour,
Harry Johnston,
Lord Rothschild (che non manca mai),
Albert Grey ed altri che saranno elencati nelle liste degli “iniziati”.

Desidererei saltare i dettagli sulle società segrete di Cecil Rhodes e dei suoi eredi, mi pare di averne accennato a proposito delle cosiddette “Tavole Rotonde“, e andrei invece a discutere brevemente sul legame perverso tra l’invenzione del progetto di cospirazione comunista con i giochi delle società segrete degli allievi di Ruskin, che discendono tutti dalle famiglie più ricche-sfondate d’Inghilterra.

Dell’Importanza della Fabbricazione e della Manipolazione dell’informazione
Gli eredi di Rhodes continuano la sua opera diciamo di “espansione ideologica”, spargendosi in giro per il mondo, pubblicando il “The Round Table“, fondato nel 1910, fondando il Royal Institute of International Affairs (Chatham House), con i finanziamenti di Abe Bailey e della famiglia Astor (proprietaria del “The Times“), fondando poi anche il CFR, e l’Institute Of Pacific Relations. Si tratta d’istituti per gli “affari internazionali” e si realizzano un po’ in tutte le colonie britanniche, anche negli Stati Uniti d’America, dove, appunto, si chiama Council of Foreign Relations (CFR). Le società segrete che operano dietro questi enti delle politiche internazionali, sostanzialmente gestiscono la fabbricazione dell’informazione ed influenzano grandemente la politica sia in patria che all’estero, perché, disponendo di finanziamenti esagerati e sono proprietari o dirigenti-amministratori di certi prestigiosi rotocalchi internazionali. I “gentiluomini” della cricca Rhodes-Milner danno grandissima importanza alla manipolazione dell’informazione, e lo fanno già in quel tempo, molto prima che s’inventi la televisione, come gli uomini con le gonne lo fanno per secoli molto prima di loro. Ruskin e Platone hanno visto giusto, “se gestisci fabbriche di frottole come il “The Times”, un po’ in giro per il mondo, puoi sfruttare la credulità popolare raccontando balle e realizzare i tuoi progetti incontrando meno ostacoli, meno resistenza e, anzi, godendo anche della quasi piena, e gratuita, collaboratore delle vittime di quei progetti. Molti giornali e rotocalchi, in giro per il mondo, sono sotto il controllo della cricca Astor-Rhodes-Milner e associati dal 1889 in poi, come pure lo sono molte università e tutte le poltrone degli enti di stato dell’impero britannico dedicati agli “affari esteri” e alle relazioni internazionali.

Della Capitale della Federazione della Classe Dominante Inglese
I furbi della cricca Rhodes-Milner decidono di collocare la capitale della loro rete di controllo delle informazioni negli Stati Uniti d’America. Nel 1915, i cospiratori delle “tavole rotonde” sono in piena operatività in Inghilterra, Sudafrica, Canada, Australia, Nuova Zelanda, India, e organizzano gruppi sciolti negli Stati Uniti d’America (George Louis Beer, Walter Lippmann, Frank Aydelotte, Whitney Shepardson, Thomas W. Lamont, Jerome D. Greene, Erwin D. Canham ed altri. Sennonché, Rockefeller, J.P. Morgan ed altri grassi personaggi dei giochi di prestigio finanziari statunitensi, come Beit Brothers, Abe Bailey, la famiglia Astor, la Carnegie United Kingdom Trust, la famiglia Whitney, la cricca dei Lazard Brothers ed altre fondazioni associate a J.P. Morgan, si uniscono all’impresa e alle associazioni segrete dei condizionatori dell’informazione del gruppo Rhodes-Milner.

Della Fondazione del “The New Republic Magazine
La filiale statunitense delle società segrete del Regno Unito è il CFR, collocato in Nuova York, ed è anche l’ente di facciata per J.P. Morgan e compari, associati ad un assai piccolo gruppo di “tavole rotonde americane“. Tra questi ci sono gli esperti di Morgan, tra i quali Lamont e Beer, che partecipano (a che titolo?) alla conferenza di pace di Parigi, dopo che si decide di interrompere la prima guerra mondiale. Gli associati delle banche di Morgan sono parecchi e vale la pena ripetere alcuni dei loro nomi, perché ricorrono in una moltitudine di altre situazioni della finta storia economica moderna e contemporanea e sono tutte interessanti. Nel 1928, per esempio, presiede il CFR un tale John W. Davis, il vicepresidente è Paul Cravath e il CFR comprende anche un consiglio di tredici altri gentiluomini, tra i quali abbiamo:

Owen D. Young,
Russell C. Leffingwell,
Norman Davis,
Allen Dulles,
George W. Wickersham,
Frank L. Polk,
Whitney Shepardson,
Isaiah Bowman,
Stephen P. Duggan,
Otto Kahn.

Nel suo tempo, il CFR è associato anche agli scalda-poltrone delle “tavole rotonde americane“, tra i quali
Beer,
il famoso ruffiano Lippmann,
Shepardson e
Jerome Greene (P. 952).

Per avere un’idea del livello d’influenza che può avere un circolo di scalda-poltrone come il CFR, che tratta e diffonde, pare, solo impianti ideologici per mezzo di cartaccia stampata, del cinematografo e poi anche della Tv, influenza che si cava dalla grande capacità finanziaria dei padroni delle banche centrali, che fabbricano il denaro e quindi ne hanno quanto ne vogliono e senza costo, teniamo a mente che Nelson Rockefeller, quando è vicepresidente, prende Kissinger, che già è in posizione chiave per controllare CIA, FBI e politica estera, e lo nomina direttore del gruppo di studio del CFR che si occupa di dislocare le installazioni nucleari statunitensi in tutta Europa (Germania, Italia, Olanda, Belgio, Turchia).

Dello Spostamento di Wall Street verso Sinistra
Un esempio perverso di questa associazione di scalda-poltrone nasce l’idea di pubblicare il “The New Republic“, una rivista fondata da Willard Straight, con i soldi di Payne Whitney, nel 1914. Straight, è un ex assistente di Sir Robert Hart (direttore dei Servizi della Dogana Imperiale Cinese, vedi che la Cina è dominata dagli anglosassoni già molto prima che venisse impiantato il burattino, finto comunista, Mao Zedong, ma lo è anche dopo. Che ci fa un occidentale a gestire direttamente ed ufficialmente, la dogana imperiale, cioè a fare la supervisione delle importazioni di oppio e dell’esportazione di argento?) e se ti vai a vedere chi si è sposato e con quali famiglie ha collaborato (p.938-939), si capisce benissimo che nessuno di questi ha titoli per essere, diciamo, “socialista” o “comunista” o “progressista”, perché sono tutte dinastie esageratamente ricche e sicuramente ultra-capitaliste. Prendi per un esempio Nelson Rockefeller, quello si considera un “liberale-di-Wall-Street“, per quanto concerne il suo lavoro di manipolazione degli impianti ideologici. Lo scopo originario della fondazione della rivista (“The New Republic“, si riferirà alla nuova repubblica di Platone?) è quello di offrire una “valvola di sfogo“, e se vogliamo aprire bene gli occhi è piuttosto una “valvola di scarico“, agli ingegneri sociali della “sinistra progressiva” in modo da guidarli garbatamente verso una direzione “anglofila”.

Dell’Influenza della Finanza e delle Fabbricazioni Ideologiche ben Finanziate
Chi ha occasione di sentire le chiacchiere inutili di certi infiltrati-ruffiani come Noam Chomsky o di altri suoi aspiranti porta-borse analfabeti come PR Barnard, deve per forza averli sentiti nominare qualche volta Walter Lippmann (lo nominano continuamente, Chomsky deve averlo citato a Barnard e Barnard lo cita a sua volta nei suoi deliri per tentare uno sfoggio e dissimulare il proprio analfabetismo funzionale-strutturale) Le colonne bisettimanali scritte da Lippmann appaiono in centinaia di giornali americani, sono protetti dai cosiddetti “copyright” del “Herald Tribune” di Nuova York, che è di proprietà di J.H. Whitney. La gente della cricca delle banche di J.P. Morgan, già nel 1930, è quella che influenza i fatti della politica in Harvard, Columbia, Yale e Princeton. I campus universitari ancora portano i nomi di quella gente.

La filiale americana delle associazioni segrete britanniche estende la sua influenza sui fantocci che vanno a gestire gli enti di stato, e sui contribuenti, per il tramite delle scemenze pubblicate sulla cartaccia stampata che controllano:

The New York Times,
New York Herald Tribune,
Christian Science Monitor,
The Washington Post,
Boston Evening Transcript.

Nel ventesimo secolo cresce dunque una struttura d’infiltrati con le tasche piene di grano che, tra Londra e Nuova York, penetrano in profondità la vita delle università, della cartaccia stampata e dei fantocci incaricati della politica estera. Molti scalda-poltrone di Wall Street, come

John W. Davis,
Lewis Douglas,
Jock Whitney e
Douglas Dillon,

sono nominati ambasciatori per gli Stati Uniti d’America nel Regno Unito, a dimostrare il legame intimo tra i compari dell’asse Londra-Nuova York che è finanziaria ma che è anche gestrice spudorata dei fatti degli enti di stato.

Del modo tenuto dalle società segrete per formare una coalizione per la cospirazione comunista
Carroll Quigley confessa senza vergogna che, in un dato momento, i suoi protettori (i banchieri internazionali) decidono di rifare il mondo. Per fare ciò è ragionevole immaginare che quelli pensino di farlo corrompendo, cioè, comprando, la prostituzione dei cospiratori del mondo progressista, socialista e comunista, sindacale e quant’altro, così, tanto per avere il sostegno segreto dei loro finti oppositori ideologici, per realizzare i loro piani, diciamo, con minor resistenza.

E però Quigley qui finge di dimenticare un dato che forse è più chiaro a Ruskin e a Platone, i quali poi, in fondo, non spiegano tutto apertamente e molto chiaramente neppure loro. Ruskin, fin dalla prima ora in cui comincia a cianciare con i pupilli di Oxford, chiarisce subito che per “federare il mondo” (anche sapendo di parlare con i figli delle famiglie più ricche d’Inghilterra) bisogna farlo usando la “linea socialista”. Ora stiamo attenti perché il trucco è sottile e induce sempre tutti, insegnanti e studenti, ed ovviamente giornalisti e finti intellettuali della televisione, ad attribuire tutto il peso perverso dell’azione eversiva alla questione ideologica.

Il trucco del socialismo serve al capitalista per prendersi la roba degli altri capitalisti, sia grandi, che medi che piccoli. È un trucco semplicissimo per dissimulare alla storia e alla giustizia contemporanea il comune ladrocinio, la frode, la rapina, e parliamo di rapina che è anche armata e sanguinaria, perché intere generazioni di proprietari, professionisti, quadri e dirigenti, vengono sterminate in metà del mondo dagli agenti dei finti rivoluzionari. Il trucco socialista serve per appropriarsi, con l’aiuto delle greggi indottrinate dai padroni delle banche centrali, di tutte le proprietà aliene, della terra aliena, della sua industria, dell’agricoltura, delle comunicazioni, dei mezzi e delle vie di trasporto, degli affari politici interni ed esteri delle nazioni, e per il controllo politico diretto e totale di una schiera di ruffiani-leader, i fantocci collocati al governo delle nazioni, che rimangono soggetti al ricatto finanziario perpetuo, costringendo loro a far fare alle genti che comandano ciò che i padroni delle banche centrali considerano sia più giusto per il bene della nuova società del mondo.

Surrettiziamente, i capitalisti assoluti, i capitalisti, quelli veri, cospirano con i seguaci di Karl Marx, che per giunta è un impiegato dei Rothschild, per rivoluzionare il mondo del capitalismo tradizionale e sostituirlo con il sistema socialista. Sembra un controsenso, invece è un piano che funziona alla perfezione e, ancora oggi, tutti i finti intellettuali che si riempiono la bocca di scemenze in televisione, fanno grande ostentazione di terminologia astrusa, citando Marx e gli altri finti protagonisti del finto comunismo, e però, in definitiva, Marx e gli impianti ideologici servono solo per dare spazio ai perditempo della televisione e della cartaccia stampata. Nei fatti della vita del mondo e delle persone, quello che conta è la roba, la ricchezza materiale. Organizzare rivoluzioni comuniste in giro per il mondo è un trucco ben finanziato che serve semplicemente per arrivare alla roba degli altri senza doverli attaccare, invadere direttamente, facendo la guerra di aggressione aperta. Con il trucco delle rivoluzioni comuniste, per mezzo del lavoro e del sacrificio d’altri, si possono:

1) eliminare fisicamente i sovrani e i proprietari di tutta la roba disponibile, sterminare le loro famiglie, i loro dirigenti, quadri, impiegati ed il loro personale specializzato;

2) rapinare la roba, tutte le risorse di una nazione;

3) distruggere di fatto il sistema economico, decapitando tutte le imprese e facendo sparire tutti i loro dirigenti (trucco che si ripete ciclicamente, alla bisogna, vedi per esempio la distruzione dell’Industria in Italia, in Russia e in tutta l’Europa dell’est, nel periodo 1992-94);

4) impiantare la banca centrale;

5) mettere tutte le risorse disponibili nelle ganasce amministrative di governi fantocci, che però restano sotto il tacco della banca centrale, diretta in patria per conto terzi, esteri;

6) sfruttare tutte le risorse e godere dei benefici della ricchezza degli altri, per “rappresentanza” del popolo; la roba appartiene al popolo, cioè, allo stato, cioè, alla direzione della mangiatoia, e viene perciò usata solo da chi (il popolo non è ma) lo rappresenta per “mandato”, ottenuto con la frode.

Della Meccanica Pratica delle Espropriazioni delle Violenze Dissimulate
I super-ricchi vogliono controllare tutta la loro roba e anche la roba degli altri nel resto del mondo. La spiegazione è semplice e lo ammettono, anche se i loro ruffiani (gli storici del passato recente) cercano di giustificarli. Tutte le altre questioni ideologiche di Ruskin, di Platone e degli altri tromboni, sono solo costruzioni articolate che servono a confondere le menti poco pratiche, a tenerle occupate sul nulla, e, confondendole, a far lavorare gratis gli schiavi, cornuti e contenti, per gli interessi di chi li sfrutta, senza che se ne rendano conto, perché sono e restano presi dalle questioni ideologiche, che, dal punto di vista del loro vantaggio pratico, che opera a beneficio della loro sopravvivenza, sono tutte insussistenti.

Per prendere la roba d’altri, i furbi finanziano i ruffiani-analfabeti (Lenin, Trotsky, Stalin, Hitler, Mussolini, Mao Zedong, Chiang Kai-shek, Ho Chi Minh, Pol Pot, Fidel Castro e tutti gli altri finti comunisti e finti rivoluzionari) e danno loro i libretti che contengono gli impianti ideologici; loro non sanno leggeren perché sono tutti, o quasi tutti, analfabeti, ma li sventolano in aria per giustificare i loro spargimenti di sangue, le loro guerre private, il ladrocinio, la truffa e il genocidio. Per sfruttare la motivazione dei ruffiani analfabeti, che poi saranno i fantocci al governo delle nuove nazioni, si alimenta la loro sete di potere; bisogna consentire loro d’illudersi di fare la rivoluzione per prendere “il potere”. In realtà il loro è un “potere” per mandato diretto dei loro padroni, come gli amministratori delegati delle banche centrali, e restano in carica se e solo fino a quando lo consentono i loro padroni, che sono anche i padroni delle banche centrali installate nelle nazioni governate dai nuovi fantocci, e quindi gestiscono direttamente le loro economie. Quei fantocci, ignoranti ma ambiziosissimi, non potendo esercitare il potere verso l’alto, perché devono solo obbedire e non possono prendere iniziative personali, se la sfogano con i loro concittadini contribuenti, affamandoli, torturandoli e ammazzandoli in quantità industriale (come succede per esempio nella “nuova” Russia dopo il 1917 e nella “nuova” Cina dopo il 1949).

Del Rischio d’Impresa nella Pratica delle Espropriazioni Violente
A questo punto alcuni storici insinuano l’idea ingenua del rischio che si assumono i compari delle società segrete anglo-americane. Finanziare la rivoluzione, alimentare il delirio dei fantocci-analfabeti, far fare a loro tutto il lavoro di sterminio e poi..prendere la gestione diretta del potere, che i fantocci hanno conquistato per loro. Il Machiavelli lo spiega, al sovrano del suo tempo. Quando il capitano torna vittorioso dalla guerra tu, tu sovrano, non puoi togliergli la gloria per le vittorie conseguite; e però, allo stesso tempo, quello ha acquisito in battaglia una tale reputazione che, prima o poi, cercherà di “farti le scarpe”. Bisogna bilanciare prudenza e gratitudine ma, consentendo gli onori al capitano, anziché eliminarlo, il sovrano si assume sostanzialmente un rischio. Quindi chi legge Quigley può essere indotto a pensarla come Machiavelli: mandi al potere un dittatore, diciamo Stalin, o Hitler, e poi? Se quello si monta la testa e ti chiude la banca centrale? E come fai a prenderti tutto il petrolio russo (la Russia se non è il primo è subito il secondo produttore mondiale di petrolio) e il manganese russo, se Stalin o Putin ti si rivoltano contro? Quella è gente che ha i suoi missili intercontinentali, la questione è rischiosa, i banchieri e i loro condizionatori segreti si sono assunti un bel rischio! E invece non è vero niente. I banchieri internazionali sono furbi, e i furbi non si assumono rischi, quelli se li assumono tutti, anche se non ne sono consapevoli, gli schiavi e i servi che ai furbi obbediscono.

Del Colosso Militare Posticcio del Mondo Comunista
Il Machiavelli, infatti, non può sapere che, 400 anni dopo di lui, l’asse delle società segrete di Londra-Nuova York dispone di mezzi materiali diversi rispetto al sovrano del suo tempo, che è un vero sovrano, se vuole, a differenza dei buffoni di oggi. Con i mezzi moderni si può eliminare in pochi giorni chiunque che, presso i governi fantocci, si azzardi a pensare di poter fare di testa sua. La grande industria militare comunista è un altro trucco, un mito, interamente finanziato con denaro pubblico dei contribuenti statunitensi. Ma è un mito più ideologico che pratico. In Cina comunista e in Russia non esistono missili intercontinentali, e probabilmente non esistono neppure negli Stati Uniti d’America. Il fatto sta che la potenza militare del mondo comunista è tutta una burla, un’impalcatura di costruzioni obsolete ed antiquate che non può in nessun modo competere con le forze militari anglo-americane. Periodicamente, i giornalisti ripetono le loro scemenze sulle fantastiche dichiarazioni di guerra che il capo di governo della Corea del Nord, strilla al megafono dalla sua zattera che a malapena galleggia nel laghetto, contro gli Stati Uniti d’America, oppure sulle volte che il burattino russo e quello cinese cascano dal letto sul piede sbagliato ed iniziano ad insultare i burattini occidentali. Sono tutte balle e servono solo a soddisfare altre esigenze pratiche, come l’annuale approvazione delle spese militari, sempre in aumento, la finta guerra fredda, le finte divisioni dei popoli, il mantenimento dello stato di paura e di tensione delle masse dei contribuenti, che continuano a credere nel nemico alieno quando il nemico lo hanno in casa, ma non lo vogliono capire. Gli storici, essendo ruffiani, usano la finta questione del rischio che si assumerebbero i furbi delle associazioni segrete dei super-ricchi, per giustificare il genocidio. Ti dicono: “cavoli, quelli si assumono dei rischi assai elevati, ergo, ergo….devono consentire ai loro fantocci di sterminare le loro popolazioni, cioè, dobbiamo dare spazio di manovra ai fantocci, lasciarli sfogare, prima di tutto, secondo il loro punto di vista, perché, se non ammazzano le loro genti a milioni, a decine di milioni, noi rischiamo di non vincere la nostra “crociata occulta” e poi, perché, se non li teniamo occupati a sterminare i loro concittadini, magari quelli, non avendo altro da fare, si mettono in testa di muovere guerra contro di noi.”

Dei Criteri di Selezione dei Fantocci Sanguinari
E però, se sei arrivato fin qui hai capito che è solo uno stupido modo di accampare giustificazioni. Ogni volta che si pratica il genocidio c’è sempre una giustificazione, se ne trovano a vangate, di giustificazioni. Gli storici ruffiani dovrebbero piuttosto decidere se il genocidio è cosa buona e giusta oppure no. Se non lo è, non lo è mai, se lo è, non serve giustificarlo. A me non pare assennata l’osservazione secondo la quale i super-ricchi “ignorano o cercano d’ignorare” l’aspetto elementare della violenza praticata dai loro cospiratori finti socialisti e/o finti comunisti. Non è violenza che viene fuori per caso, è parte integrante della rivoluzione. Per esempio, se non fai fuori tutta la discendenza dei Romanov, uomini, donne nonni, cugine, nipotine e bambini, fino all’ultimo discendente, qualche erede, prima o poi, viene a Londra o a Nuova York per incassare le centinaia di milioni di dollari in oro che sono di proprietà degli zar ma che restano depositati nelle banche dei Rothschild. Se le cose si osservano con senso pratico, le risposte sono abbastanza semplici. E poi, come si spiega che tutti i capi di stato selezionati per le rivoluzioni sono reietti con gravi precedenti penali, (Hitler, Castro e Stalin), tagliagole e rapinatori di banche centrali (Chiang Kai-shek), trafficanti internazionali d’oppio (Chiang, Mao Zedong), spie e avvelenatori dei servizi segreti britannici (Mussolini, Ho Chi Minh, Cohen) e altra canaglia simile? Come ti sorprendi del fatto che un assassino già verificato, come Stalin, o uno stragista come Chiang, usato per reprimere con le baionette gli scioperi a Shanghai, andando al potere non pratichi l’omicidio su scala industriale? Se veramente i super-ricchi avessero l’animo gentile e volessero perlomeno cercare di evitare esagerati (e apparentemente non giustificati da ragioni di opportunità economica) spargimenti di sangue, potrebbero selezionare dei fantocci un po’ meno prevedibili. Siccome non lo fanno, e siccome non si assumono rischi, disponendo di forze armate decine di volte superiori a quelle dei fantocci, e gestendo le loro banche centrali nei loro territori e quindi disponendo a piacere delle loro economie, la scusa che trovano gli storici-ruffiani per giustificarli non sta in piedi. Carroll Quigley è perciò un ruffiano verificato (altrimenti non lo avrebbero pubblicato) e tratta questi pianificatori dell’occulto (assai furbi ma anche molto vili, operando sempre nell’ombra e mandando avanti sempre dei fantocci, che ogni tanto vengono ammazzati e appesi per i piedi, quindi quelli sì che si prendono i rischi), i manipolatori dell’informazione e degli enti di stato e delle banche dell’asse Londra Nuova York, come fossero degli angioletti semi-segreti e travestiti,che praticano il male a fin’ di bene (leggi le leccate di suole che ti scrive a pagina 954, il “socialismo globale” dovrebbe essere “la speranza” per il futuro del pianeta). Diciamo che a me interessa qui stabilire che anche Quigley ammette il fatto storico sostanziale: i comunisti e i socialisti d’oriente e i loro simpatizzanti negli Stati Uniti d’America esprimono energia, esercitano “potere” ed influenza che non è mai stato né loro, né comunista, né socialista e né di altra energia ideologica. Il loro “potere” discende in tutto dalle tasche dei capitalisti dalla finanza internazionale (anche il partito comunista italiano, come accenna Craxi al processo, “non capivamo come poteva avere più risorse rispetto a tutti gli altri partiti, da dove provenissero e come mai potessero essere tanto grasse..”)

 

 

Pubblicato da economia, finanza e fisco

Come si gestisce l'impresa che sopravviva nel nostro sistema economico-giuridico? Cos'è il sistema economico e come funziona? Come funziona l'impianto giuridico-economico in Italia, in Europa e nel resto del mondo? Cosa studiano e a cosa servono gli economisti? Cosa studiano e a che servono gli insegnanti di economia politica? Come si controllano il sistema economico, i processi di produzione e consumo, di tutte le categorie di aziende? Come continuare ad ignorare il problema monetario, e il problema dell'alienazione del monopolio della sovranità monetaria, nonostante il tema sia stato oramai ampiamente descritto, spiegato, e le spiegazioni distribuite?

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