Tumori e AIDS, Attacchi Immunosoppressivi per Disposizione Sociopolitica

La tesi di Simoncini vuole che Il cancro sia prodotto dall’aggressione di un fungo (e la sua massa sarà costituita da quel fungo, che dentro continua a crescere, e dall’involucro esterno che lo incista, risultato dell’azione di difesa immunitaria). In questa fase di studio, a me pare che la tesi di Simoncini si debba condividere, anche perché di tesi sensate alternative non ce ne sono. Viviamo in un mondo di pazzi, dove la ricerca della cura contro il cancro è in mano a dei ruffiani-in-camice che per un secolo hanno dimostrato di non essere capaci di trovare la cura contro il cancro. Cioè, la ricerca della cura è affidata a quelli che non l’hanno mai trovata. Non solo, nemmeno sono stati capaci di formulare una teoria assennata sulle possibili cause dei tumori. 9-10 milioni di vittime crepano ogni anno e questi non sono capaci di dire altro che scemenze, dopo aver fatto di tutto per demolire il loro sistema immunitario, arrostendoli con le radiazioni ionizzanti, avvelenandoli con la chemioterapia e…ed intossicandoli con…cavoli, oggi scopro che esiste persino la MEDICINA NUCLEARE, con la quale i ruffiani-in-camice dell’ospedale più pazzo del mondo ti somministrano IODIO RADIOATTIVO per curare il TUMORE ALLA TIROIDE. Quella gente incapace (e disonesta), per un secolo dimostra di non saper trovare la soluzione ad un problema che fa più morti della seconda guerra mondiale e però ha la faccia di mandare in giro a dire scemenze certi ruffiani avvelenatori verificati come Roberto Burioni, gli analfabeti della cricca Lorenzìn e Robert Gallo, invece che farli arrestare. Questa è gente che non sa come risolvere i problemi vecchi ma sa come generarne di nuovi. L’avvelenamento, e le contaminazioni indotte dai vaccini, attaccano il sistema immunitario e lo indeboliscono; tutto il resto, il cancro e le altre malattie che l’industria non guarisce, viene di conseguenza.

Dell’immunodeficienza indotta
A proposito di immunodeficienza acquisita, diciamo pure indotta, non dovrebbe essere perlomeno sospetto il fatto che il finto virus dell’AIDS sia scoperto proprio a Fort Detrick, il laboratorio di fabbricazione di agenti patogeni per la guerra batteriologica più grande e meglio finanziato del mondo? E non è anche più sospetto, oltre che grottesco, che, proprio lì, si decida di collocare l’Istituto Nazionale per  il Cancro (NCI)? Allora, abbiamo un istituto, l’Istituto Nazionale per il Cancro, con dentro una moltitudine di ruffiani-in-camice impegnati nella ricerca sul cancro, che si trova esattamente nella stessa struttura che fabbrica i veleni e i virus per la guerra chimica e batteriologica, e non è strano, non è sospetto? Non suona come una palese presa-per-il-culo? Vogliamo ammettere la buona fede dei ruffiani-in-camice e dei loro super-grassi finanziatori delle banche centrali? Ammettiamola, ma allora sono una massa d’imbecilli.

Della buona fede dei ruffiani-in-camice imbecilli
Prendiamo ad esempio della loro totale imbecillità la facilità con cui certi agenti molto pericolosi ed assai aggressivi, come i virus patogeni e le terribili spore dei funghi, possono contaminare i tessuti di coltura nei laboratori dei ruffiani-sul-microscopio. Il Dr. Robert Strecker, nel suo “strecker-memorandum

cita un libro di Michael Gold, che s’intitola “Conspiracy of Cells“. È la storia di Walter Nelson Reese, che lavora nel più intensivo dei laboratori di contenimento del NIH (National Institute of Health, una sorta di ministero della sanità), il BSL4 lab. In quei posti i ruffiani-del-microscopio lavorano con microrganismi pericolosissimi, in grandi volumi e in concentrazioni elevate, e capita che, sempre in quei luoghi, essi tengano le “colture di tessuti”. Nel 1981 Walter Nelson Rees pubblica un documento su “Science“, con il quale afferma che più di un terzo di quelle colture sono “linee cellulari” contaminate con le cellule di Henrietta Lack, una ragazza negra che, prima di morire di cancro, lavora all’Hopkins. Henrietta crepa di cancro nel 1965, per un tumore che “se la mangia letteralmente viva” (questa espressione del tumore che si mangia il suo ospite, crescendo dentro di lui, si sposa con la tesi della voracissima aggressione fungina, dove abbiamo che il fungo “si mangia i tessuti”). Sennonché, le linee cellulari cavate da Henrietta hanno delle particolarità che non capisco bene, essendo coltivate od ottenute in modo diverso da come i ricercatori procedono di solito. Per questo motivo, campioni di quei tessuti, chiamati “HELA”, da “Henrietta Lack“, sono inviate in giro per il mondo, immagino in altri laboratori di ricerca sul cancro, e quello che incredibilmente succede è che, accidentalmente, i ruffiani-in-camice dei vari laboratori contaminano le loro “cellule di colture tessutali” con le linee cellulari di HELA. Nei primi anni del 1970, qualche laboratorio dalla Russia invia sei “linee cellulari” ai laboratori in cui opera Reese (per farsi belli e dimostrare di aver scoperto qualcosa di nuovo). Secondo i ricercatori russi, si tratta di cellule contenenti virus in grado di produrre il cancro negli umani. Quando Reese inizia a studiare queste cellule si accorge che sono tutte femminili e che appartengono a femmine negre. E allora si domanda “quante saranno le donne negre ammalate di cancro a Mosca?” Controllando meglio, alla fine Reese si accorge che al NIH un terzo dei campioni di tessuto sono contaminati dalle colture HELA. Aprendo i coperchi dei contenitori delle “colture tessutali” (il ruffiano-del-microscopio non lo sa?) si mandano in aria delle piccole particelle che contaminano il resto dell’ambiente raggiungibile. Svolazzano nella stanza finché trovano qualche altra “linea di coltura di cellule” e gli agenti HELA sono talmente aggressivi che subentrano sugli altri. Il dottor Reese, dopo aver pubblicato le sue avvertenze, viene privato di ulteriori finanziamenti dal NIH ed è de facto estromesso dall’industria della ricerca per la finta lotta contro il cancro, perché il suo scrupolo dimostra che i ruffiani-del-microscopio sono una banda d’imbecilli e sono degli imbecilli molto pericolosi, dato che con le loro sviste possono sterminare greggi di creduloni, tutti pronti a farsi inoculare e torturare da finti ricercatori che brancolano nel buio più assoluto. Prendi, per un altro esempio, le colture di cellule tessutali usate per determinare la tolleranza del tessuto umano ai bombardamenti delle radiazioni X. Quelle cellule sono contaminate dalla linea cellulare HELA, pure quelle. La linea di cellule più resistente ai raggi X del mondo è usata come esemplare di base per determinare quanto sia la quantità ed intensità massima di raggi X che il tessuto umano possa sopportare. Walter Nelson Rees, estromesso dall’industria del cancro, si dà a gestire una galleria d’arte.

Dei Virus e dei Tumori
Esistono i virus del cancro? Simoncini è perentorio: l’origine del cancro è un fungo, “fine”. E però Simoncini avverte pure che il fungo, come causa eziologica necessaria e sufficiente per aggredire la vittima e divorarla dall’interno, si destreggia molto più a suo agio quando la vittima offre delle “porte aperte”, delle aree di vulnerabilità, che diventano le concause necessarie ma non sufficienti a favorire l’attacco del parassita. Molto più semplicemente e molto più in generale, ogni volta che una persona umana offre una risposta immunitaria inibita, la malattia ha il sopravvento. Il cancro non fa eccezione, perché la maggioranza delle malattie è causata da agenti patogeni microscopici che aggrediscono l’organismo per abitarlo in modo parassitario, per divorarlo dall’interno, un po’ come fanno le banche centrali nelle economie delle nazioni del mondo.

Ed ecco che abbiamo già trovato un esempio di Virus dei Tumori, il virus cosiddetto HIV, o dell’AIDS, che la favola giornalistica vuole sia scoperto proprio dal principe dei ruffiani-in-camice, Robert Gallo, impiegato proprio lì, a Fort Detrick, presso quella stessa struttura che cambia, dalla notte al giorno, la propria missione aziendale, passando dalla guerra batteriologica alla finta guerra contro il cancro, e raggranella così miliardi di dollari in più, per ingrassare i conti in Svizzera, per retribuire i suoi ruffiani, arruolarne di nuovi, e comprare altri terreni, fabbricati, altre cavie ed altre costosissime ed inutili attrezzature.

Delle Cellule T4 e dei Tumori
Se ho capito bene, e altrimenti le correzioni sono benvenute, le cellule “T4” sono cellule del gruppo “T” del sistema linfocitico che aiutano l’organismo umano a resistere al cancro, ai funghi, al pneumocycstis carinii della polmonite ed ad altri organismi nocivi.

Dice la dispensa che cavo dal corso di laurea infermieristica dell’Università di Torino che:

I linfociti T sono le cellule dell’immunità adattativa responsabili della protezione verso le infezioni ad opera dei microbi intracellulari. Essi derivano da cellule staminali del midollo osseo che si differenziano nel timo, una ghiandola localizzata sotto lo sterno…..”

Nell’ultima riga dell’ultima pagina della stessa dispensa leggo:

“Se i linfociti T funzionano male: infezioni ricorrenti, immunodeficienze, (AIDS!)”

Rieccoci a noi. Il virus cosiddetto dell’AIDS porta alla distruzione SELETTIVA di queste cellule. Sembra proprio un virus ideale per favorire il cancro:

a) distrugge le cellule T4,
b) determina l’immunodeficienza,
c) apre i cancelli per qualunque tipo di aggressione parassitaria esterna, da parte di agenti microbici, spore di funghi, virus e quant’altro, e puoi tranquillamente passare dal raffreddore, alla polmonite e al cancro,
d) è realizzato in un laboratorio per la guerra batteriologica (Fort Detrick), per negligenza o in risposta alla commissione data dall’OMS (Strecker Memorandum), è dipoi inflitta con i vaccini per il vaiolo all’Africa, e con quelli per l’Epatite-b alle comunità omosessuali maschili di S. Francisco, New York e Los Angeles (1993 – queer blood, the secret aids genocide plot – alan cantwell jr.), ed è quindi un virus diffuso per imposizione sociopolitica (Emerging Viruses – Aids & Ebola – By Leanard Horowitz).

Se il Cancro è prodotto da virus, come si mantiene la tesi fungina?
Posso allora dire, se ho capito bene, che questo è un esempio di un Virus che favorisce il cancro, che lo provoca, anche se indirettamente, come provoca la polmonite anche se poi l’agente ultimo responsabile della polmonite è un altro. Cerco solo di far sposare le espressioni di Horowitz, di Strecker e pure quelle dei ruffiani della cricca di Robert Gallo, con quello di Simoncini.

Del Virus SV40
Infatti, quei degenerati e pervertiti fabbricano, mutano e clonano in laboratorio, migliaia di Virus e molti di quelli sono detti Virus dei Tumori. Horowitz ne propone un elenco, nel suo documentario (vedi al minuto 40:20), come per esempio il SV40, che è il quarantesimo virus individuato in certi particolari tipi di scimmia, è un virus che innesca il cancro e che è inoculato in milioni di persone negli anni ’50 assieme al VACCINO ANTI POLIO, poi elenca il virus della leucemia, il virus del linfoma, il virus del sarcoma, il virus del morbo di Hodgkin, il virus dell’influenza, il virus dell’herpes genitalis, Kuru, e moltissimi altri. Horowitz, nel suo libro “Emerging Viruses”,

a pagina 64, parlando del NIH che gestisce fabbriche della guerra batteriologica, come Fort Detrick, parla di “..ricerche sui virus pericolosi..” ed afferma che “Il NCI (National Cancer Institute) usa Fort Detrick come centro di contenimento e produzione su larga scala di sospetti agenti tumorali virali..”. A me pare che anche queste espressioni non intacchino la tesi di Simoncini. Dire “agenti virali tumorali”, e “sospettati” di essere tali, è usare espressioni generiche. Agenti virali tumorali possono benissimo essere quegli agenti virali che determinano il tumore come conseguenza della loro aggressione ad una o più parti del sistema immunitario. A seconda di dove quei virus colpiscono, si può avere una (o più) manifestazione tumorale specifica, ed uno o più organi indeboliti vengono aggrediti da altri parassiti che, secondo la tesi di Simoncini, sono sempre funghi ma che, aggredendo zone specifiche, colpite dall’azione di virus specifici, assumono forme particolari che possono apparire differenziate fra loro, anche perché in ogni organo si ha una risposta immunologica (la ciste attorno al fungo) che appare diversa (“il fungo attacca la corteccia dell’albero nel punto in cui essa è danneggiata da altri fattori e da lì inizia a divorarne la materia, fino a far completamente marcire la parte o tutta la pianta”).

Dei linfocitiUniversità di Torino, corso di laurea infermieristica – S. Luigi

Dei linfocitiUniversità di Roma Tor Vergata

 

Il cancro è contagioso? Il fungo sì e il cosiddetto virus dell’AIDS pure. E allora questa è un’altra questione che dovremmo studiare assieme, magari questa settimana, e così, qualcuno di noi potrebbe salvarsi la buccia.

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Pubblicato da economia, finanza e fisco

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