Del Complotto Nucleare

CERCASI POPOLAZIONE VIVA PER TESTARE BOMBE ATOMICHE

 

Della Genesi del Complotto Nucleare
Nel 1930, in Germania e in Giappone, operano gruppi di scienziati dedicati allo sviluppo della fusione nucleare. Sia l’imperatore del Giappone che lo stesso Adolf Hitler dichiareranno fermamente che non permetteranno mai a nessuno dei loro di usare armi tanto terribili e disumane, anzi, essi proibiranno la continuazione del lavoro sulla fusione nucleare (E.Mullins). Nello stesso periodo nessuno sta studiando la fusione nucleare negli Stati Uniti. Come racconta Don Beyer, sono questi scienziati, dismessi dai governi tedesco e giapponese, che espatrieranno e saranno accolti a braccia aperte negli Stati Uniti d’America, dove il governo è ben disposto a fare gli stanziamenti che servono per il loro lavoro.

“Leo Szilard, assieme al suo amico di vecchia data, il fiscico ungherese Eugene Wigner ed Edward Teller, concordarono che il presidente doveva essere avvertito: la tecnologia delle bombe a fusione nucleare non è una esagerazione. Gli emigrati ebrei che ora vivono in America avevano avuto esperienza diretta del fascismo in Europa. Nel 1939 i tre fisici arruolano nella loro combriccola anche Albert Einstein, la cui lettera di pubblico dominio è datata 2 agosto, è firmata da Einstein e consegnata da Alexander Sachs a Franklin D. Roosevelt alla casa bianca il giorno 11 ottobre, nell’anno del finto signore 1939.”

Dei Criminali in bella vista
Nel Nagasaki Atomic Bomb Museum, sono preminentemente esposte le foto di due grandi e storici scellerati:

Albert Einsetein e
J. Robert Oppenheimer,

che fabbricano la bomba atomica nei laboratori di Los Alamos, nel Nuovo Messico. E vi è preminentemente esposta anche la dichiarazione del generale Eisenhower, il comandante supremo delle forze armate del loro tempo (che può essere trovata a pagina 426 di: “Eisenhower”, scritto da Stephen E Ambrose, Simon è Shuster, NY, 1983).

Provo a dare una breve sintesi di quella pagina:

1) il segretario della guerra, Henry L. Stimson informa Eisenhower dell’esistenza della bomba atomica e dell’intenzione (di qualcuno) di usarla sul Giappone.

2) Eisenhower si oppone, per due ragioni:

A) il Giappone è già sconfitto quando si pensa di usare le bombe atomiche;
B) “..credevo che la nostra nazione dovesse voler evitare di scuotere il mondo usando armi atomiche..”

3) Stimson si altera, si arrabbia parecchio, per la reazione di Eisenhower.

4) Tre giorni dopo, Eisenhower vola a Berlino, incontra il criminale di guerra Truman, e i suoi principali compari-consiglieri (e vedrai che anche quelli, come a Versailles, saranno tutti arruffianati ai legali delle grandi banche d’affari, ma questa è una congettura).

5) Ancora una volta Eisenhower raccomanda di NON usare la bomba atomica e, ancora una volta, viene ignorato. Egli anzi compromette la sua carriera protestando contro la scellerata volontà di usare la bomba atomica così, tanto per provarla, visto che per il Giappone la guerra è già finita.

6) Ma i cospiratori hanno già deciso di usare la bomba (anzi di usarne due) sul Giappone e non importa un fico secco a nessuno delle questioni militari. La guerra non è una questione militare (Vedi Teoria e Pratica del Collettivismo Oligarchico).

7) Stimson è un membro della Skull & Bones, di Yale, la Confraternita della Morte, fondata da Russell Trust nel 1848 come una filiale della confraternita tedesca degli Illuminati. Eisenhower non lo può sapere, come non sa che il presidente Truman, in tutta la sua vita, ha avuto solo un incarico lavorativo (già uno in più rispetto a Renzi e Salvini), quella dell’organizzazione massonica dello stato americano del Missouri, e che le logge da lui costruite più tardi lo manderanno a fare il senatore e poi il presidente degli Stati Uniti d’America.

DEL TERRORISMO ATOMICO
La moglie di Albert Einstein riferisce: “Albert detesta l’umanità”.
Nell’ottobre del 1933, Albert lascia l’Europa e se ne viene in America, dopo la sua nota corrispondenza con Sigmund Freud circa i suoi progetti di “pace” e “disarmo”. Einstein ha un personale interesse nel lavoro di Freud, perché suo figlio Eduard spende tutta la vita in un istituto psichiatrico, sottoposto continuamente ai trattamenti di allora, che da noi permangono fino a pochi decenni fa, basati su insulina ed elettroshock, i quali però non producono alcun cambiamento delle sue condizioni. Appena arriva a New York, Albert viene subito celebrato come famoso scienziato e invitato alla Casa Bianca dal Presidente e dalla signora Roosevelt. Le sue lettere a Roosevelt, con le quali egli invoca, anzi, richiede, che il governo inauguri un programma per la produzione di bombe atomiche, sono apertamente motivate dalla sua apparente devozione per la pace e il disarmo.

Ma la sua vera vocazione è il sionismo.

Ronald W. Clark menziona Einstein (“His Life And Times”, Avon, 1971, p.377), sostenendo che “egli farebbe la campagna con i sionisti per la terra-madre in Palestina”.

E Clark fa anche una citazione di Einstein: “come ebreo, sono a favore e supporto lo sforzo sionista” (1919).

Dell’indispensabile Approvazione dei Rothschild
Ma perché motivo Einstein fa recapitare la lettera a Roosevelt, quella dell’11 ottobre, da Sachs? È in confidenza con il presidente, potrebbe anche dargliela di persona, no? Perché ha bisogno di un intermediario? La risposta è semplice e non è affatto sorprendente. Non è Roosevelt che decide, il presidente non decide proprio niente, perché i presidenti e gli altri finti capi di stato, in Europa, nelle Americhe, in Asia e nel resto del mondo, sono tutti fantocci, già in quel tempo, proprio come lo sono oggi.

Un programma di terrorismo atomico su scala mondiale deve prima essere approvato, e sarà poi sponsorizzato, dai finanzieri di Londra e Wall Street.

Sachs, un ebreo russo che viene venduto per economista ma in verità è solo un altro portaborse dei Rothschild, regolarmente consegna grosse somme di contante alla casa di Roosevelt e alla Casa Bianca.

Sachs è anche un consulente per Eugene Meyer della Lazard Freres International Banking House, e anche di Lehman Brothers, altro banchiere noto (pure nelle tragedie dei giorni nostri).

Il fatto che sia proprio Sachs a consegnare la lettera del finto scienziato genocida a Roosevelt indica implicitamente che:

1) i Rothschild approvano il piano dissennato di Einstein;
2) la lettera è anche un’esortazione per Roosevelt a muovere il culo e a dare il via al programma nucleare contro i “musi gialli” giapponesi a tutto vapore.

Del Piano delle Nazioni Unite
Nel 1945, a maggio, gli architetti della strategia post-bellica si riuniscono a San Francisco, nel lussuosissimo Palace Hotel, per scrivere lo statuto delle Nazioni Unite. I capi della delegazione statunitense partecipano a questa riunione segreta per mezzo dei loro migliori impiegati:

Alger Hiss,
che rappresenta sia il presidente degli Stati Uniti d’America che il KGB sovietico;

John Foster Dulles
(co-fondatore della CIA con David Rockefeller, intrecciato con i dirigenti del gigantesco conglomerato denominato J.B. Farben, già da prima della guerra) dello studio legale Sullivan & Cromwell, di Wall Street, il cui mentore,

William Nelson Cromwell,
è conosciuto in Congresso come il “rivoluzionario professionista”;

W. Averill Harriman,
straordinario diplomatico plenipotenziario, che ha appena speso gli ultimi due anni a Mosca per dirigere la guerra di sopravvivenza di Stalin.

Questi quattro individui rappresentano tutto il potere della repubblica statunitense negli affari del pianeta ma solo il segretario di stato, Edward Stettinius Jr. ha una funzione “istituzionale” legittimata dalla Costituzione.

Stettinius convoca la riunione per discutere una questione urgente: “i giapponesi” stanno formalizzando privatamente la loro richiesta di pace, la loro RESA, e questo può comportare una crisi grave, perché la bomba atomica non è ancora pronta e non lo sarà per i prossimi mesi.

– “Abbiamo già perso la Germania” – dice Stettinius – “se anche il Giappone si sottomette e si arrende, non avremo una popolazione VIVA per sperimentare la BOMBA”.

– “Ma, signor segretario” – obietta Alger Hiss – “nessuno può ignorare il terribile potere di quest’arma”.

– “In ogni caso” – ribatte Stettinius – “tutto il nostro programma post bellico dipende dalla nostra capacità di terrorizzare il mondo con la bomba atomica”.

– “E per ottenere questo risultato” – s’intromette John Foster Dulles – “avrete bisogno di un buon numero (si riferisce al numero di morti che farà), io dico circa un milione.

– “Sì” – risponde Stettinius – “stiamo sperando proprio di fare un milione di vittime in Giappone. Ma, se il Giappone si arrende non avremo niente”.

– “E allora li dovete tenere impegnati in guerra fino a che la bomba non è pronta” – conclude Dulles – “e questo non è un problema. Resa incondizionata”.

– “Ma non accetteranno mai” – obietta Stettinius – “hanno giurato di proteggere l’imperatore”.

– “Esattamente – riprende Dulles – “tenete il Giappone in guerra altri tre mesi, e allora potremo usare la bomba sulle loro città. Finiremo questa guerra “””sbigottendo di terrore panico tutte le genti del mondo””” che a quel punto s’inginocchieranno al nostro volere”.

(Questo battibecco lo cavo da Mullins “The Secret History Of The Atomic Bomb”. A me non pare ragionevole che una conversazione privata come questa sia stata verbalizzata, né potevano registrarla con le cimici. Non ho capito bene da quali fonti/autori, di quelli che cita, ricava queste conversazioni ma non è un problema di fondo. Sappiamo infatti che:

A) chiunque abbia deciso di buttare quelle bombe è pazzo maniaco assassino e sappiamo che la decisione è stata presa collegialmente fra un gruppo, se pur ristretto, d’individui; i nomi citati sono più che verosimili, infatti Dulles e Rockefeller sono i maggiori responsabili di tutta la successiva proliferazione nucleare anglo-americana del mondo occidentale. Testate nucleari sono disseminate anche in Italia, nelle provincie di Brescia e Udine (mi pare che oggi se ne accorgano anche i ruffiani de “laRepubblica”, dopo mezzo secolo di presenza nucleare in Italia e in Europa),

http://espresso.repubblica.it/inchieste/2014/07/01/news/ecco-le-bombe-nucleari-di-brescia-1.171372

in Germania, in Olanda, in Turchia, stati nucleari armati ma non dichiarati.

Double Standards? Europe’s Five “Undeclared Nuclear Weapons States”. Belgium, Netherlands, Germany, Italy, Turkey

Quella sovietica e quella Cinese, ammesso che esistano, sono comunque fornite dalle stesse botteghe.

B) Le bombe sono state sganciate dopo ripetute offerte di resa, ignorate, da parte del governo del Giappone; questo è confermato da diverse fonti (e però i libri degli autori che cita Mullins non si trovano gratis).

C) Se pure il ragionamento non è quello di TESTARE LA BOMBA su una popolazione VIVA, se pure è diverso, è comunque un ragionamento scellerato e malsano, frutto di processi psicotici incomprensibili ed illeggibili.

Degli Affari delle Bombe e delle Munizioni
Edward Stettinius J. è figlio di un socio di J.P. Morgan che è anche il maggior distributore di munizioni del mondo durante la prima guerra mondiale.

È incaricato da J.P. Morgan di supervisionare tutti gli acquisti e le vendite di munizioni sia di Francia che d’Inghilterra negli Stati Uniti durante tutto il periodo della guerra. Anche John Foster Dulles è un “signore della guerra”. Nel 1933, assieme a suo fratello, Allen Dulles, va a Cologne per incontrare Adolf Hitler e “””garantirgli i fondi per mantenere il regime nazista”””.

I fratelli Dulles rappresentano i loro clienti, Kuhn Loeb Co., e i Rothschild.

Alger Hiss è invece il principe d’oro delle élite comuniste negli Stati Uniti d’America. La sua nomina a capo della prestigiosa “fondazione Carnegie per la pace internazionale”, dopo la seconda guerra mondiale, è avallata da John Foster Dulles. Hiss sarà poi messo in prigione per spergiuro, per aver mentito circa le sue manchevolezze come spia dell’unione sovietica.

Della Necessità dell’Esperimento sulla Popolazione Viva
La riunione segreta nella Garden Room del Palace Hotel di San Francisco è effettivamente la prima sessione di strategia militare delle Nazioni Unite, perché è dedicata alla missione di far esplodere la prima arma atomica su di una POPOLAZIONE VIVA. Oltre a ciò, fa la previsione dell’intera strategia delle finta “guerra fredda”, che dura 43 anni e costa, solo ai contribuenti statunitensi, cinque trilioni di dollari.

Della Funzione della Finta Guerra Fredda
Che cosa si ottiene con la guerra fredda? Niente di niente, ed esattamente il nulla si deve ottenere, perché proprio questo è il suo preciso intendimento. La strategia degli “uomini nella torre”, dunque, è interamente basata sul terrorismo, ottenuto con l’agonia di centinaia di migliaia di vittime civili e disarmate delle città, che ospitano scuole, asili nido, ospedali (ma poi sono molte decine di milioni quelli che muoiono in guerra, anche se fanno meno scalpore). Questi personaggi sono ispirati all’opera di Josef Stalin, il quale insegna l’arte di governare mediante il terrorismo di massa, che richiede lo sterminio di una moltitudine di lavoratori contribuenti ignari e innocenti.

LOS ALAMOS
Il progetto segreto per la fabbricazione della bomba atomica, sviluppato nei laboratori di Los Alamos, nel Nuovo Messico, è chiamato con il nome di “Manhattan Project, perché il suo direttore, Bernard Baruch, vive a Manhattan, assieme a molti altri protagonisti di questa tragica e volgarissima vicenda. Baruch sceglie il generale Leslie R. Groves (quello che costruisce il pentagono) come capo delle operazioni e il direttore scientifico del progetto è J. Robert Oppenheimer. Il progetto scellerato costa circa due miliardi di dollari di quel tempo.

Della Decisione Attribuita a Truman
A Truman piace andare in giro a dire che è sua la decisione di sganciare le bombe atomiche sul Giappone, ma il prestigioso gruppo dei suoi consulenti induce a pensare che egli non è altro che un esecutore. Per esempio, il Comitato Nazionale di Ricerca per la Difesa, è composto da

George L. Harrison,
presidente della Federal Reserve Bank di New York;

Dr. James B. Conant,
presidente di Harvard, che passa gli anni della prima guerra mondiale sviluppando gas più letali e che nel 1942 viene incaricato da Winston Churchill di fabbricare una bomba all’Anthrax, da impiegare in Germania per eliminare ogni forma di vita. Purtroppo per lui, non riesce a perfezionare l’arma prima della resa della Germania, altrimenti avrebbe un’altra bella referenza da appiccicare al suo curriculum.

Dr. Karl Compton, e James F. Byrnes,
segretari di stato. Per trent’anni, Byrnes è conosciuto come l’uomo di Baruch a Washington. Con i profitti di Wall Street, Baruch costruisce l’immobile più costoso della Carolina del sud, “Hobcaw Barony”. È l’uomo più ricco della Carolina e dispone di Truman per mezzo di Byrnes, inducendolo a sganciare le bombe atomiche sul Giappone.

Dei Ruffiani della Stampa e dei Servizi Segreti
Evidentemente, il “Manhattan Project” è considerato segretissimo. E però c’è un civile che partecipa e osserva le varie fasi del progetto, si chiama Lipman Siew, un ebreo lituano, rifugiato politico negli Stati Uniti dall’età di 17 anni, che poi cambia nome in William L. Laurence.

Ad Harvard, Laurence diventa amico di James B. Conant e, quando andrà a New York, sarà assunto da Herbert Bayard Swope, editore del New York World, che è l’agente pubblicitario personale di Bernard Baruch.

Nel 1930 Laurence diventerà l’editore scientifico del New York Times, selezionato, secondo ciò che dichiara lui stesso, come il solo scrittore e responsabile per le pubbliche relazioni in rapporto alla fabbricazione della bomba atomica. Quindi abbiamo un progetto segretissimo che accoglie stabilmente un “PR”, e scrittore, il quale osserva, studia e comunica le sue cretinate al mondo attraverso il New York Times. Chi me la spiega questa? Laurence sarà presente al primo test nucleare del 16 luglio 1945 a Los Alamos e, meno di un mese dopo, sederà a fianco dello scellerato pilota del B-29 che li porterà alla gita fatale di Nagasaki.

Della Resistenza Giapponese Esaurita
Tra il 9 e il 10 marzo del 1945, 325 B-29 bruciano trentaquattro miglia quadrate di Tokyo, lasciando al suolo più di centomila morti ammazzati, bruciati dalle bombe incendiarie. Tutti civili, naturalmente.

Delle 66 maggiori città del Giappone, 59 sono già quasi completamente distrutte, 178 miglia quadrate di residenze abitative sono ridotte in cenere, mezzo milione di giapponesi sono morti bruciati negli incendi e altri 20 milioni sono senza tetto.

Solo quattro città rimangono intatte, ignorate dai piani di distruzione dei bombardieri americani:

Hiroshima,
Kokura,
Niigata e
Nagasaki.

Gli abitanti di Hiroshima sono abituati a vedere i bombardieri americani B-29 sorvolare le loro case senza sganciare nulla su di loro, ma non hanno la minima idea dell’incredibile ragione per la quale la loro città viene risparmiata dalle bombe. Del resto, chi potrebbe mai immaginare una cosa simile?

La bomba atomica deve essere sperimentata su una popolazione VIVA e su di una città intatta.
Quale forma di psicotica perversione e potentissima aberrazione può animare un progetto così assurdo? Gli abitanti di Hiroshima, quelli normali, quando mai potrebbero immaginare o prevedere la possibilità che esistono al mondo persone così clamorosamente alienate?

All’inizio di maggio, un consiglio di sei diplomatici giapponesi, capeggiato dallo stesso Hirohito, inizia le trattative per cercare di accomodare le richieste alleate in cambio della loro resa. I delegati informano i vertici militari americani che “la nostra resistenza è finita”.

Della Diplomazia Atomica
Il generale Carter W. Clarke, incaricato di preparare la dichiarazione sintetica per il pubblico del mondo nel 1945, dichiara nella sua storica intervista:

“Li abbiamo costretti ad una resa estrema ed umiliante, affondando la loro marina mercantile, affamandoli e indebolendoli; quando non c’era più bisogno di fare ciò, e lo sapevamo che non ce n’era più bisogno, li abbiamo usati come cavie per sperimentare le bombe atomiche” (Gar Alperowitz, pag. 359).

David McCullough, nella sua biografia apologetica di Truman, che lui descrive come un “valentino”, ammette che Truman non conosce il suo segretario di stato, Stettinius, che non ha competenze in politica estera e che non dispone di nessun consulente esperto che sia “suo”. La tragedia di Hiroshima e Nagasaki, come oggi accade con le tragedie presenti, si ha quindi perché un presidente debole, incompetente, inesperto ed ignorante, completamente posto nelle mani di Byrnes e Baruch, si lascia manipolare nella messa in opera di un terribile massacro. Nell’introduzione di: “Le ombre di Hiroshima”, abbiamo conferma che Truman è un pupo nelle mani di Byrnes e che per Byrnes la bomba nucleare non è altro che uno strumento di diplomazia.

Dell’avvertimento
La prima bomba all’uranio 3-235, da 20 kiloton, viene esplosa ad un’altezza di 1850 piedi, sopra Hiroshima, per ottenere il massimo effetto esplosivo, il 6 agosto 1945. Al museo dedicato alla bomba d’Hiroshima, a Hiroshima, taluni vedranno i volantini con i quali la popolazione viene avvisata dell’imminente attacco nucleare. Il governo statunitense deve apparire corretto nella forma e non può far ammazzare mezza città senza neppure un avvertimento. A me risulta però che l’idea dei volantini si ha il 7 di agosto, il giorno dopo l’evento e che non sono distribuiti fino al 10 di agosto, dopo il secondo attacco-test nucleare, quello di Nagasaki. La decisione di NON far trapelare nessuna forma di minaccia o di avvertimento è perfettamente in linea con gli obiettivi di quei 3-4 personaggi che costituiscono il comitato transitorio di cui si parla di sopra; James Byrnes e Oppenheimer insistono e sono irremovibili su questo punto: “il test della bomba atomica sulla popolazione viva deve avvenire senza nessun avvertimento” (alrimenti si rischia di ammazzare meno persone di quelle che servono per le politiche estere dei decenni che verranno).

Della Frottola degli Obiettivi Militari
Un’altra leggenda americana sui bombardamenti atomici del Giappone è che Hiroshima e Nagasaki sono obiettivi strategici. Il quartier generale della seconda armata giapponese è collocato a Hiroshima e, dicono, 20 mila uomini, dei quali 10 mila muoiono dopo l’attacco atomico, sono stanziati proprio lì. In Nagasaki sono censiti 150 morti fra il personale militare che si trova in città durante l’attacco. Le frottole si misurano facendo attenzione ai numeri che esse stesse forniscono. Fra le due città, il personale militare ammazzato con le due bombe atomiche non supera il 4,4% del totale delle vittime. Questo significa che il 95% dei morti ammazzati sono tutti civili. “I danni alle strutture fisiche militari ad Hiroshima – armamenti, uffici, magazzini e che altro – causati dalle due bombe atomiche, sono insignificanti (p.39 “Hiroshima’s Shadows). Harry Truman deve comunque recitare la sua parte e dichiara:

– “..nel 1945 ho ordinato di sganciare le bombe atomiche sul Giappone in due aree devote esclusivamente alla produzione di armamenti” – (the Private Papers of Harry S. Truman Harper, 1980, p.304).

Infatti, molte migliaia di quei morti ammazzati sono bambini seduti a scuola a fare la scrittura degli scarabocchi (ma le leggende fanno presa anche sui loro discendenti sopravvissuti. I giapponesi di oggi sono convinti che le due bombe sono state sganciate per finire la guerra, la quale altrimenti non sarebbe finita mai, e a me è capitato di spiegare a taluni di loro che non è così e non ne ho cavato alcuna meraviglia, disappunto o interesse sulla questione; a parlare poi con uno di mezza età, una sera in un bar, mi è capitato di dovergli sentir dire d’esser lieto che quelle due bombe sono state sganciate. Suo padre stava per essere chiamato alle armi, se fosse partito, avrebbe potuto morire e quindi lui stesso non sarebbe mai nato. Invece, grazie alle due bombe atomiche, la guerra è finita, suo padre ha evitato la naia, scampato il pericolo e scopato sua madre, mettendola incinta e facendole dare al mondo un altro cretino). Al generale Groves viene attribuita la frottola secondo la quale, grazie a quei due attacchi nucleari, un milione di vite americane sono salvate; Truman è più prudente, in inizio, e spara di aver salvato un quarto di milione di vite, prima, mezzo milione, poi, e un milione, infine, ricalcando le frottole del generale Groves; ma né lui né Truman decidono un bel niente, chi ha voluto tutto sono quei pochi lobbisti del comitato, il “Manhattan Project”, e fra loro non mancava mai Byrnes.

Dei Successi e del Genocidio dell’Aviazione Statunitense
Ellsworth Torrey Carrington scrive, in”Reflections of a Hiroshima Pilot”, a pagina 9, che, facendo parte del piano di guerra atomica sull’aereo da guerra B-29, denominato Jabbitt III, deve fare le osservazioni meteorologiche su di un obiettivo secondario, Kokura, il 6 agosto 1945. A pagina 10 egli scrive che il comando strategico è assai preoccupato, dopo il lancio della prima bomba, del fatto che il Giappone possa arrendersi prima che si riesca a sganciare la seconda bomba atomica e, per evitare questa “sciagura”, tutto il personale deve lavorare giorno e notte, bisogna sganciare la seconda bomba nel minor tempo possibile. Aggiunge a pagina 13 che le altre città del Giappone erano completamente rase al suolo; sono intatte solo quelle che servono per l’olocausto atomico; sulle altre, il calore è talmente intenso dopo i bombardamenti che leva ondate d’aria calda fino a 8-10 mila piedi. Egli sottolinea il fatto che quel massiccio lavoro incendiario fatto su tutte le altre città del Giappone lo fanno con perdite minime (di B-29), e questo dimostra ancora una volta che le città sono indifese e non sono prossime a installazioni militari. Nonostante l’inutilità delle missioni, perché le città sono già tutte distrutte, in un giorno riescono a far partire anche fino a 450 bombardieri. La devastazione assoluta delle città giapponesi è un grande successo per l’aviazione statunitense, ed è pari alla loro mancanza di protezione.

Del Trucco di Okinawa
Oltre a ciò, ricordiamoci che la guerra è protratta surrettiziamente e che non c’è proprio nessun combattimento con il Giappone, bisogna però evitare che si sappia che il governo giapponese si vuole arrendere e risparmiare abbastanza tempo per testare le due bombe atomiche. La costosissima campagna contro Okinawa, criminalmente gratuita, serve la propaganda di Roosevelt-Truman, per far credere che nella primavera del 1945 il Giappone è ancora militarmente operativo.

Carrington accusa apertamente i criminali formalmente responsabili dell’eccidio, il duetto di pupi Truman-Roosevelt, di aver frodato i loro elettori e il resto del mondo, di aver commesso crimini di guerra, dei peggiori, con la finta continuazione della guerra, protratta surrettiziamente per provare le bombe atomiche sulla popolazione VIVA, e cita altri testimoni noti a conferma delle sue accuse; in particolare egli cita l’ammiraglio William D. Leahy: i piani d’invasione del Giappone non sono necessari per vincere la guerra, essendo il Giappone distrutto, affamato, privo di naviglio, completamente affondato, e non sono mai stati autorizzati. Le due bombe atomiche servono la strategia di terrorismo che poi viene sfruttata con la frode della finta guerra fredda e la popolazione statunitense, paradossalmente, ne cava solo un maggior senso d’insicurezza, dal 1945 in avanti. Anche il generale Curtis LeMay, comandante supremo dell’aviazione, afferma in una dichiarazione del 29 settembre 1945, citata da Alperowitz, che le bombe atomiche non hanno nulla a che vedere con la resa del Giappone; la guerra finirebbe in un paio di settimane, comunque, e senza l’intervento russo.

Della Versione Giapponese del Trucco di Norimberga
Dopo gli attacchi terroristici di Hiroshima e Nagasaki, i cosiddetti “alleati”, si affrettano ad inscenare i loro processi farsa contro i finti criminali di guerra giapponesi, secondo il loro più malsano malcostume (riprodotto tragicamente anche ai giorni nostri).

Tra il 1945 e il 1951 vengono indagati migliaia di uomini in uniforme, accusati di cospirazione per commettere crimini di guerra. Tra il ’46 e il ’48 si riunisce un tribunale internazionale a Tokyo, per processare ventotto persone, fra civili e militari, accusati di aver commesso atrocità varie. E però l’esito non pare scontato come la commedia di Norimberga.

Il giudice indiano Radhabinod fa cadere le accuse dichiarando che si potrebbe istruire un caso giudiziario assai peggiore nei confronti dei “vincitori alleati”, per l’assassinio indiscriminato di migliaia di vittime innocenti dovuto alle bombe incendiarie e a quelle atomiche. In altri casi, come quello del generale Hideki Tojo e di altri sei, i processi terminano con delle fiere impiccagioni. Il processo al generale Hideki Tojo è l’ultima occasione in cui in Giappone qualcuno si querela per le due bombe atomiche, e lo fa il suo avvocato, affermando, ben giustamente, che i crimini di Tojo sono fesserie in confronto a quelli di Hiroshima e Nagasaki. Il procuratore zittisce l’avvocato e lo censura. Da lì in poi non si ha nessun riconoscimento ufficiale circa questi due scellerati ed orribili crimini di fine guerra, perché non si può neppure dire crimini “di guerra”, visto che la guerra con il Giappone è conclusa in maggio. La farsa dell’occupazione militare statunitense termina in Giappone nel 1952. E però, come interviene sempre, anche in Italia e nel resto del mondo dopo le invasioni anglo-americane, le installazioni militari americane rimangono, non si sa bene con che incarico, e si contano ancora in epoca contemporanea circa 50 mila grugni in divisa.

I vertici militari statunitensi concordano con la gratuità degli attentati atomici
Il rapporto ufficiale dell’aeronautica militare statunitense, la sezione al vertice che decide gli obiettivi e i risultati strategici delle missioni, il “U.S. Strategic Bombing Survey report”, del 1 luglio 1946, sostiene formalmente e chiaramente che:

“le due bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki non determinano la sconfitta del Giappone…..l’imperatore, il cancelliere, il primo ministro, il ministro della marina e il ministro degli esteri giapponesi decidono la resa nel maggio del 1945…la resa del Giappone si sarebbe avuta senza bombe atomiche e senza piani d’invasione”.
Il mondo religioso cristiano condanna questi crimini attraverso i suoi organi di stampa e propaganda, forse lo avrà fatto anche la chiesa di Roma, ma chi se ne frega? Ora devono dirci gli uomini con le gonne che il terrorismo di Hiroshima e Nagasaki non è necessario per vincere la guerra? Non è questo il tema. Semmai tutta la guerra non è necessaria e non solo quella atomica. Quelle due operazioni scellerate sono eccezionalmente criminali a prescindere dalla loro gratuità. Lo sarebbero anche se fossero necessarie per vincere la guerra. La guerra è tutto un crimine, per di più fraudolento, e i fessi in uniforme che la combattono sono assassini cretini, responsabili della propria ignoranza.

 

Oppenheimer, il principe delle tenebre
La notizia della distruzione e cremazione indiscriminata degli uomini, donne e bambini di Hiroshima e Nagasaki è stata accolta con un misto di sollievo, orgoglio, allegria, shock e tristezza. Otto Frisch ricorda l’urlo di gioia: “Hiroshima è stata distrutta. Molti miei amici correvano al telefono per prenotare un tavolo al La Fonda Hotel di Santa Fe e partecipare alle celebrazioni. Oppenheimer camminava in giro per i tavoli come una stella del cinema, facendosi battere le mani in cima al capo, mentre si dirigeva verso il podio” (dove pensava pure di ricevere un premio).

Oppenheimer è un comunista di lungo corso, tanto sottoposto alla disciplina che il partito lo costringe a sposarsi Kitty Peuning, vedova di Joe Dallet, comunista americano morto ammazzato per il comunismo quando milita nella famigerata brigata Lincoln in Spagna. Quando Baruch si dimette dalla commissione per l’energia atomica (la cricca che sta fabbricando le prime bombe atomiche), lo sostituisce un certo Lewis Lichtenstein Strauss, di Kuhn, Loeb Co. Strauss sa che Oppenheimer è associato con i comunisti ma non se ne cura fino a quando non si rende conto che quello compie atti di sabotaggio per ritardare la fabbricazione della bomba all’idrogeno. La sua idea è che Oppenheimer tenti di ritardare il progetto per permettere ai suoi compari russi di stare al passo con il suo lavoro in Unione Sovietica. Per questo, Strauss ottiene che Oppenheimer sia processato e la commissione vota per revocargli i permessi di accesso. Non si dimetterebbe, se non fosse costretto, e alla fine si ritira a Princeton, dove, un’altro scimunito pazzo criminale come lui, e suo mentore, tale Albert Einstein, presiede “l’Istituto per gli Studi Avanzati”, uno di quei laboratori di pensiero finanziato dai Rothschild per i geni del male, rifugiati, per tramite di una delle loro tante fondazioni segrete. Oppenheimer è già membro del consiglio d’amministrazione di quell’istituto, e ci resta fino al 1966.

 

Della strategia del terrore e del declino della moralità pubblica
Il 1 marzo 1946 si firma il contratto No. Mx-791 con l’aeronautica militare statunitense e con quello si costituisce la RAND Corporation, definito come un programma di continuato studio scientifico sulla guerra aerea, i suoi metodi preferiti e le sue tecniche raccomandabili. Il 14 maggio 1948 ne assume il controllo un tale H; Rowan Gaither, che è anche a capo della Ford Fondation. La RAND Corp. sviluppa i programmi di guerra atomica per la finta guerra fredda, assieme al SAC (Strategit Air Command, vedi il film di Kubrick il dottor Stranamore), il programma missilistico, e molti alti elementi della pianificata strategia del terrore. Questi cosiddetti scienziati, con a capo John von Neumann, s’ingrassano di milioni di dollari e von Neumann diventa famoso nel mondo inventando la “teoria del gioco”, i cui Stati Uniti ed Unione Sovietica giocano alla guerra atomica e fanno a gara per vedere quale delle due attaccherà l’altra per prima.

 

Dock and Cover
Le stesse teste malate che ammassano arsenali atomici in giro per il mondo, le stesse industrie che lucrano dalle relative operazioni finanziarie, organizzano con la teoria del gioco le esercitazioni per i bambini a scuola. Giornalmente, i bambini vengono addestrati a buttarsi sotto i banchi, per proteggersi, immaginando il prossimo malaugurato ma probabile arrivo di un missile nucleare sulla loro capoccia. L’esercitazione è una serie di manovre stupide, inutili e ridicole; nessun banco può proteggere alcunché in caso di un’esplosione nucleare; come accade a Hiroshima e Nagasaki, i bambini vengono disintegrati, cremati, in pochi secondi, come pure tutti gli altri, e non c’è protezione che tenga. E però il motivo di questa esercitazione non è quello di proteggere, è quello di terrorizzare. Gli scienziati alienati “gli uomini nella torre”, vogliono ottenere generazioni di scolari spaventati, convinti della loro prossima inevitabile distruzione e consapevoli dell’inutilità di tutto il resto. Gli effetti sulla loro, sulla nostra, maturazione morale li vediamo, se apriamo gli occhi. A che serve infatti perdere tempo per studiare, sposarsi e far figli, prepararsi per un lavoro onesto e stabile, se è altamente probabile che finiremo inceneriti nei prossimi dieci secondi? La demoralizzazione prodotta con il programma nucleare fa parte del più generale progetto di pianificato declino della civiltà occidentale. Nel 1987 Phyllis LaFarge pubblica “The Strangelove Legacy”, in cui tratta l’impatto della minaccia nucleare sui bambini, descrivendo con estese ricerche la devastazione morale dei fanciulli minacciati ogni giorno di essere cremati in un disastro atomico. Il mondo è diviso in due categorie, le vittime e gli assassini (i guerrieri), e quest’affermazione ricalca l’evento reale di quel lecca-suole di William L. Laurence, seduto a fianco al pilota del B-29 che sgancerà la bomba atomica su Nagasaki. Lui, fieramente lì, in cabina da copilota, da buon ruffiano, a fare la cronistoria per le pubbliche relazioni del dipartimento della guerra, e pagato anche dal New York Times, mentre i bambini sotto, ignari, sono in attesa d’essere cremati in un’unica grande fiammata.

Degli Aspetti Legali della Guerra Nucleare
I governi giapponesi che seguono il 1945, come quelli italiani e del resto del mondo occupato, sono, appunto, sotto il tacco dell’occupazione. Le teste di legno scelte a capo dei ministeri hanno competenze e diritti limitati, come è facile immaginare vedendo i nostri di questi tragici giorni della nostra epoca decadente. Per questo motivo, probabilmente, ai capi di governo giapponese non è mai data occasione di fare un’accusa formale nei confronti del governo degli Stati Uniti d’America, presso un tribunale internazionale, in conseguenza dei due attacchi terroristici nucleari compiuti su Hiroshima e Nagasaki. E aggiungi pure che, prima del 1996, nessuno lo fa. La Corte Mondiale (se così si può definire) si pronuncia nel luglio del 1996 con una presa di posizione formale, un’opinione, in rapporto all’uso di bombe atomiche. Quell’opinione non è neppure spontanea, perché segue la richiesta di un parere legale da parte delle Nazioni Unite di un paio d’anni prima. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite pone al tribunale del mondo un quesito elementare, e retorico, trovandosi priva di occupazioni realmente utili, come spesso capita alle assemblee generali. Il quesito è:

“l’uso della minaccia atomica, e/o l’uso dell’arma atomica, sono permesse, in qualche circostanza, dalle leggi internazionali?”

La risposta è NO. Per la prima volta, e finalmente, la corte mondiale, preminente organo giurisdizionale del pianeta, almeno in teoria, conclude che l’utilizzo delle armi atomiche è, in ogni caso, illegale (e criminale). Ed è altresì opinione della Corte che sia illegale anche la minaccia dell’uso di armi atomiche. Ci sono in effetti alcune divergenze di posizione riguardo alle implicazioni dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite che concerne il diritto alla “legittima difesa”. Sia come sia, dieci giudici su quattordici impegnati in questo caso concludono che la minaccia dell’uso di armi atomiche è illegale in base ai già esistenti canoni umanitari e di legge che governano la condotta dei conflitti armati. Il parere dei giudici è motivato da una base di un secolo di trattati e convenzioni che sono generalmente noti come leggi di Hague e di Ginevra. E questo significa che la Corte Mondiale giudica illegale l’uso e la minaccia dell’uso di armi atomiche in base ai trattati di Hague e di Ginevra, il che vuol dire che illegale lo è tanto oggi quanto nel 1945, perché quei trattati sono già in essere al tempo dei criminali attacchi di Hiroshima e Nagasaki.

 

Della cricca degli assassini responsabili

1) La Casa dei Rothschild, banchieri internazionali;

2) Bernard Baruch: agente newyorchese dei Rothschild, per conto dei quali fonda la tobacco trust, la copper trust. Diventa l’eminenza grigia del programma di guerra atomica statunitense quando il suo lacchè,

3) J. Robert Oppenheimer, dirige lo sviluppo della bomba atomica di Los Alamos, e mentre il suo lacchè di Washington,

4) James F. Byrnes, fa il “consigliere” di Truman e lo induce a firmare il famigerato doppio attacco terroristico (terroristico anche per il resto del mondo) di Hiroshima e Nagasaki.

5) Albert Einstein, sionista di lungo corso che inizia il programma per la fabbricazione di bombe atomiche negli Stati Uniti con una lettera personale fatta pervenire al presidente Franklin D. Roosevelt nel 1939.

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Pubblicato da economia, finanza e fisco

Come si gestisce l'impresa che sopravviva nel nostro sistema economico-giuridico? Cos'è il sistema economico e come funziona? Come funziona l'impianto giuridico-economico in Italia, in Europa e nel resto del mondo? Cosa studiano e a cosa servono gli economisti? Cosa studiano e a che servono gli insegnanti di economia politica? Come si controllano il sistema economico, i processi di produzione e consumo, di tutte le categorie di aziende? Come continuare ad ignorare il problema monetario, e il problema dell'alienazione del monopolio della sovranità monetaria, nonostante il tema sia stato oramai ampiamente descritto, spiegato, e le spiegazioni distribuite?

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