Della Scienza Medica e dei Miracoli della Natura

Della Scienza Medica e dei Miracoli della Natura

Gran parte della sofferenza umana è causata dagli stupidi, dagli stupidi del presente e del passato di tutte le epoche di cui si sa, per quel che se ne sa, ammesso che se ne sappia.

La storia umana è il catalogo degli sfruttamenti, degli asservimenti e delle schiavitù, narrati da cantatori epici che esaltano le finte conquiste dei finti eroi, oppure di ruffiani opportunisti che ripetono fino all’ossessione l’esagerata apologia dei finti martiri e delle finte vittime dei finti crimini di guerra.

La guerra è nel cuore della favola, la guerra, il saccheggio, la carestia, la pestilenza e le altre epidemie che seguono subito le carestie.

E però, in epoca moderna, al potere distruttivo della stupidità e della guerra, si affianca la concorrenza di un altro potere distruttivo, quello della “pacifica impresa”, che produce altrettante vittime, se non di più, ed altrettanti effetti collaterali, fisiologici, sociali e psicologici.

Dell’adattamento delle Bestie al Contesto Naturale
Gli altri animali si adattano all’ambiente con l’evoluzione, che li rafforza, li mimetizza, li aiuta a sopravvivere, mettendoli in condizioni di rispondere ai cambiamenti esterni. L’adattamento degli altri animali è razionale, intelligente, se pure si crede che non sia consapevole.

Il cosiddetto adattamento umano all’ambiente, al contrario, è irrazionale e stupido, anche se si crede e si racconta che gli umani sono scimmie “intelligenti”, capaci di camminare su due zampe. Infatti, anche proprio a causa del progresso tecnologico, l’adattamento all’ambiente esterno non comporta più la protezione dagli altri predatori o il riparo dalle intemperie. L’adattamento umano all’ambiente esterno è adattamento sociale, psicologico, politico, tributario, economico, penale.

L’uomo italiano, per fare un esempio ripetibile in misura più o meno diversa anche nel resto del mondo, si adatta all’espropriazione del proprio reddito nella misura del 70%, quando va bene, e questo solo per effetto del trascinamento fiscale. Oltre a ciò, esso si adatta al parassitismo degli uomini con le gonne,

che da millenni gli succhiano il sangue in cambio di frottole, a quello degli infami giornalisti,

che lo inducono alla guerra contro persone che neppure conoscono, a quello dei ruffiani scalda-poltrone che fanno i fantocci al governo, alla loro palese incompetenza, indolenza e totale impreparazione, e all’oppressivo strapotere dei magistrati, unica casta sociale che gode di totale immunità, seppure non certificata, come invece è quella dei dirigenti delle banche centrali.

La bestia umana assiste impassibile alla costante e continua inibizione dei suoi diritti civili e delle sue libertà personali, nonostante essa sia operata da altre bestie anche più stupide, assiste alla sua persecuzione nel processo istruito contro di lui, in cui non può essere difeso, per effetto delle finte leggi e delle vere consuetudini illecite, è oppresso, e però non solo non si ribella ma, anzi, applaude i suoi oppressori, per “adattarsi” alle frottole imposte dagli idioti che raccontano scempiaggini in televisione e sulla cartaccia stampata.

Dell’autolesionismo Irrazionale
È un percorso di adattamento totalmente autolesionista, che spesso porta la bestia umana al suicidio, ed è quindi una forma di adattamento totalmente irrazionale e anche, ammettiamolo, abbastanza stupida.

Nel regno animale esiste il meccanismo della fuga davanti al pericolo ma non quello della rassegnazione. Si dice che gli animali non siano in grado di comprendere consciamente i processi che mettono a rischio la loro sopravvivenza e che invece la bestia umana sia l’unica in grado di sopportare il proprio processo con pazienza ed imparare a comprenderne le ragioni, cioè, a comprendere che è giusto dare ragione ai suoi aguzzini.

Quando una bestia umana non si “adatta” all’inevitabilità della propria oppressione, viene segregata dagli stupidi che prima e meglio di quella si sono adattati ed adeguati al sistema. Essendo in circolazione in maggioranza soggetti “adattati”, ed essendo più o meno segregati quelli “disadattati”, possiamo dire che in maggioranza la specie umana è costituita da stupidi.

Dell’adattamento, della Rassegnazione e della Rinuncia alla Salute e alla Vita
Se si avverte il problema della scelta dell’adattamento al sistema di oppressione sociale, tributaria eccetera, non c’è più da sorprendersi se la risposta cosciente della bestia umana ad una situazione di dolore fisico, di mutilazione e menomazione del proprio corpo, alla consapevolezza della morte che sopraggiunge, sia, ancora una volta, la scelta dell’adattamento e cioè della rassegnazione.

La capacità di rivolta, la perseveranza, la testarda resistenza, sono parti integranti della vita e della salute umana. La rassegnazione, l’opportunismo, che magari servono per evitare pericoli più immediati, sono risposte che paiono allungare la vita di un breve periodo e che invece l’ammorbano e l’accorciano.

Tanto è vero questo che, se dalla prima metà dell’ultimo secolo, tendono a scomparire poliomielite, difteria e tubercolosi, ed è possibile curare sifilide e polmonite con una semplice iniezione di antibiotico, nella seconda metà dello stesso secolo bisogna introdurre nuova malattia e nuova sofferenza, che sono dovute all’intervento della medicina di monopolio e alle quali la gran parte delle vittime si adeguano.

Una grande quantità di cure mediche sono contemporanee al superamento di certe malattie ma i danni che la medicina arreca alla salute pubblica sono almeno altrettanto significativi. Sono danni noti e ben documentati per la comprensione della paziente coscienza umana. Tuttavia, basta andare in televisione a raccontare una scemenza qualunque e in quella coscienza umana si sbarazzerà il campo della consapevolezza dei fatti storici che è sostituita dall’adattamento della vittima umana irregimentata.

Dei Successi nella Storia dei Ruffiani in Camice
Osservando lo schema evolutivo delle malattie, si vede bene come nell’ultimo secolo i ruffiani in camice condizionino l’andamento delle epidemie, esattamente come fanno gli uomini con le gonne nei secoli che li precedono. Le epidemie vengono e vanno, deprecati da preti e dottori, che non possono farci proprio un accidente di niente. Come gli economisti non sono mai in grado di prevedere le recessioni finanziarie e non le possono fermare, così i rituali dei religiosi e quelli dei ruffiani in camice negli ospedali non prevedono e non influenzano in minima parte le epidemie.

Dopo la seconda guerra mondiale, ma prima che gli antibiotici diventino una routine, tubercolosi, colera, dissenteria e tifo hanno il loro picco infettivo totalmente fuori dal controllo della medicina di monopolio.

Quando se ne comprende l’eziologia e la terapia diviene specifica, queste malattie hanno già perso la loro originale virulenza e perdono importanza sociale.

(Vedi per esempio i numeri “della tubercolosi e della medicina di monopolio”)

Il totale delle morti dei fanciulli con meno di 15 anni, dovute a

febbre scarlatta,
difteria,
pertosse e
morbillo,

per il 90% cala tra il 1860 e il 1965, prima dell’introduzione sul vasto mercato di antibiotici e dei vaccini-assassini

(vedi: R. R. Porter, The Contribution of the Biological and Medical Sciences to Human Welfare, Presidential Address to the British Association for the Advancement of Science, Swansea Meeting, 1971, London: the Association, 1972, p. 95).

Senza dire cretinate come fanno quelli che vanno in televisione, si può affermare che le ragioni di questa regressione delle epidemie sono tre, tutte aliene dall’intervento medico:

1) il miglioramento delle condizioni abitative ed igieniche;
2) la diminuzione della virulenza delle malattie;
3) ultimo e però più importante motivo, la maggiore resistenza fisica all’aggressione infettiva dovuta all'”””alimentazione più ricca”””.

Nelle nazioni più povere dei tempi nostri, si muore ancora di diarrea e d’infezioni del tratto respiratorio, che intervengono più frequentemente, durano più tempo, e portano a morte in tutti quei luoghi in cui si mangia poco e male, a prescindere da quanta attenzione medica sia disponibile

(vedi: N. S. Scrimshaw, C. E. Taylor, and John E. Gordon, Interactions of Nutrition and Infection (Geneva: World Health Organization, 1968).

A metà del diciannovesimo secolo, in Inghilterra, alle epidemie si sostituiscono le sindromi da malnutrizione, come la pellagra il rachitismo e pure queste vengono e vanno per conto loro, senza nessun intervento medico. Più avanti nel tempo, a queste sindromi si sostituisce l’ulcera duodenale negli uomini giovani.

Infine, le epidemie moderne prendono il sopravvento:

le malattie cardiache,
delle coronarie,
l’enfisema,
la bronchite,
l’obesità,
l’ipertensione,
il cancro,
l’artrite,
il diabete e
i cosiddetti disordini mentali.

Il cibo, l’acqua e l’aria, in correlazione con una relativa uguaglianza sociopolitica, e con quei meccanismi “culturali” che rendono possibile il controllo della popolazione, giocano il ruolo più decisivo nel determinare quanto siano in salute gli abitanti di una certa area geografica e quanto abbiano da vivere mediamente.

È pur vero che alcuni medici provano nei secoli andati a spiegare l’utilità del lavarsi le mani e tagliarsi le unghie lerce prima di ficcare le dita nelle fighe bollenti delle loro sventurate pazienti lubrificate, ma vengono tutti ostracizzati (come accade oggi al povero Tullio Simoncini, oncologo e “diabetologo” della medicina allopatica).

 

Un buon esempio storico della persecuzione della pecora nera in camice bianca è la triste storia di G. Gortvay and I. Zoltan, I. Semmelweis, il primo ginecologo della storia dei ruffiani in camice d’occidente che introduce procedure antisettiche nel suo gabinetto, nel 1848. Egli riduce le morti per febbre puerperale di un fattore uguale a 15 e per questo viene isolato dagli altri ruffiani in camice, perché la loro casta è offesa dall’insinuazione implicita secondo la quale essi stessi, attraverso le loro manacce lerce, possano essere portatori di morte (vedi G. Gortvay and I. Zoltan, I. Semmelweis, His Life and Work. Budapest: Akademiai Kiado, 1968).

E allora ci siamo capiti. Dopo il millennio di proibizione del bagno, operato dagli uomini con le gonne del sacro romano impero, finalmente l’era moderna recupera le tradizioni dei bagni romani, le tecniche per lavarsi le mani, il culo e le altre parti del corpo.

I ruffiani in camice non imparano l’uso del sapone prima degli altri, semmai accade il contrario. Il fatto che alcuni medici, sporadici, messi alla berlina e mai ascoltati dai loro stessi colleghi, abbiano suggerito l’uso del sapone e/o di qualche antisettico, non soddisfa affatto il mito che fanno passare i ruffiani delle medicina di monopolio, secondo il quale essi hanno fatto qualcosa per risolvere i problemi delle facili morti del passato.

Quando certe tecniche, l’uso del sapone, delle forbici, delle procedure antisettiche, della contraccezione, della bonifica delle falde d’acqua, della gestione delle fogne e della vaccinazione contro il vaiolo (solo quella), diventano parte di un sistema sociale e culturale, le epidemie se ne vanno da sé, senza nessun aiuto, che non c’è in ogni caso, da parte della finta scienza medica.

Quei pochi medici intelligenti e coraggiosi che offrono raccomandazioni in rapporto alle regole igieniche, soffrono per questa loro “presunzione” e sono destinati a vivere miserabili, da dissidenti.

E però, purtroppo, si può dire lo stesso anche in altri ambiti “professionali”, perché ovunque, come spiega bene il Cipolla, gli stupidi sono sempre in soprannumero.

Si potrebbe allora indulgere all’illusione dell’ignoranza indotta dalla sola propaganda e questo sarebbe pure un approccio assennato, ma solo in parte.

Infatti l’ignoranza non giustifica l’adattamento.

Uno può non sapere anche nulla di quali siano le verità dei fatti e però dal non sapere nulla al credere a tutte le frottole di televisione e cartaccia stampata c’è un divario enorme.

Nonostante tutte le bestie umane siano suscettibili di suggestione, non siamo tutti suggestionabili nella stessa misura.

Il fatto che un numero smisurato di contribuenti (e di malati e di prossimi malati) continui a farsi gabbare dalla suggestione della propaganda ci dà la misura tragica del tremendo sovrannumero degli stupidi.

E con chi mi obietta dando la colpa alle istituzioni, ai sistemi scolastici e ai famigerati mezzi di disinformazione di massa organizzati, concordo solo in parte.

Il condizionamento operante non è stato inventato dallo storico ruffiano in camice Ivan Pavlov, perché i trucchi per raccontare frottole per togliere la roba e la vita ai cristiani, e agli altri creduloni delle varie frottole religiose del mondo, li conoscono bene e li praticano da secoli gli uomini con le gonne di tutte le regioni del mondo civilizzato.

Quelli sono dei furbi, dei ruffiani, che sfruttano la stupidità e la credulità popolare per campare sul lavoro degli altri e ingrassare sulla pellaccia e sulla schiena ricurva di chi lavora.

Ma quella stupidità e quella generalizzata credulità popolare esiste da molti secoli e non è stata inventata o scoperta dai mentecatti della disinformazione moderna, che a loro volta sono degli stupidi, anche se milionari.

A chi dare allora la colpa di tanta stupidità, se non ad un insano miracolo della natura?

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Pubblicato da economia, finanza e fisco

Come si gestisce l'impresa che sopravviva nel nostro sistema economico-giuridico? Cos'è il sistema economico e come funziona? Come funziona l'impianto giuridico-economico in Italia, in Europa e nel resto del mondo? Cosa studiano e a cosa servono gli economisti? Cosa studiano e a che servono gli insegnanti di economia politica? Come si controllano il sistema economico, i processi di produzione e consumo, di tutte le categorie di aziende? Come continuare ad ignorare il problema monetario, e il problema dell'alienazione del monopolio della sovranità monetaria, nonostante il tema sia stato oramai ampiamente descritto, spiegato, e le spiegazioni distribuite?

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