Giorgio Spangher accenna timidamente e molto vagamente, del resto fa sempre una gran’ confusione di temi, anche per alimentare una certa cialtroneria d’indicazione d’origine tipica, alla questione della quale gli avvocati penalisti (gli altri avvocati spioni “amministrativisti” della prostituzione forense lasciamoli proprio perdere) non sembrano mai riuscire a rendersi conto:

“le leggi vengono da lontano”.

Essendo Spangher un ruffiano certificato del sistema, per lui questo vengono da lontano è la leva con la quale raccomanda l’opportunismo sostanziale, il suo e quello degli altri, ed invita alla moderazione, alla rassegnazione, alla cooperazione, anziché incitare i cuori degli avvocati alla ribellione.

L’opportunismo fondamentalista di Giorgio Spangher può, spesso, essere dissimulato dal suo parlare rozzo, chiassoso e semplicistico, che richiama lo stile di alcuni sfaccendati-sapientoni della Barbagia, quando s’incontrano in osteria per bere i loro pesantissimi vini e giocare alla mora.

Uno che parla così, come si parla in osteria, dà l’idea di non essere irregimentato, di non essere barboso, di non avere lo stile curvo del burocrate obbediente, del servo del padrone, dell’ingranaggio di sistema, ma è solo apparenza, dopo tutto, è solo modo di chiosare, non è rilevante, se lo senti con attenzione, ma può indurre in errore, come fa.

Probabilmente questo spiega perché l’Unione delle Camere Penali continua ad invitarlo alle sue conferenze e continua a sentirsi dire le sue stupidaggini. In un mondo di pecore, in un mondo in cui le banche centrali sono in perpetuo conflitto con i contribuenti, con le pecore contribuenti, per costringerle a farsi prendere il latte, convinte di farlo nel loro stesso interesse e per il loro stesso bene, non deve sorprendere che si nominino proprio i pastori sardi come professori ordinari di procedura penale, per rincoglionire i futuri avvocati dei sistemi complessi (dei quali il mondo è già ampiamente sovrappopolato) ed abituarli a pensare che “le leggi vengono da lontano..” e quindi è inutile stare a discutere, bisogna obbedire e basta, tanto loro hanno da guadagnare comunque, anche sulle iniquità del sistema e proprio sulle tragedie dei loro clienti.

In altri termini, voi giuristi, voi persone istruite, non illudetevi di poter sottrarvi alle cazzate di analfabeti come, per fare pochi esempi ma la liste sarebbe lunghissima, Conte, Di Maio e Salvini, solo perché sono dei cialtroni, ignoranti e cretini. “Le leggi vengono da lontano,” il fatto che voi, persone erudite, vi rendiate conto che il finto-legislatore sia “rozzo” e incapace, non vi dà il diritto di considerare le leggi inadeguate, perché quelle leggi, che servono a demolire ogni principio di diritto, non sono concepite dagli analfabeti-cretini (come per esempio, Conte, Di Maio e Salvini) ma “vengono da lontano” e quindi dovete sottomettervi. Chi vi comanda “da lontano” non è poi così cretino come quelli, anzi, è persino più furbo di voi, dovete quindi accettare le sue ricette, ingoiare le medicine forti, ed essere consapevoli che questa “è la strada che abbiamo davanti..” e che possiamo, allegramente, tutti sottometterci, possiamo e dobbiamo partecipare alla sagra dell’asservimento, sapendo che la nostra accondiscendenza è tutta a nostro beneficio (perché l’alternativa è la forca).

DELLE LEGGI CHE VENGONO DA LONTANO
Mentre Spangher badava alle pecore, in qualche rumorosa aula dell’Università di Roma, cosiddetta impropriamente “La Sapienza”, si spiegavano agli studenti le procedure, fissate da una costituzione RIGIDA, mediante le quali le leggi DOVEVANO essere formate. Purtroppo le belle fighe preferivano “scienze politiche” a “giuris-prudenza”, e quindi gli insegnanti dovevano restare sul tema, o perlomeno diciamo che avevano meno scuse per distrarsi dal tema, l’aspetto tecnico-legale della questione, la procedura.

Dire vengono da lontano è fare metafora di pessimo livello, come è quella dei giornalisti. Nessuna procedura tecnico-giuridica indica nella qualità della norma il fatto che essa “provenga da lontano o che debba provenire da lontano.” Poi i pastori hanno sostituito i professori e la metafora ha sostituito la procedura.

Che vuol dire “da lontano”? Da dove? Da quanto “lontano”? Io dico che le leggi vengono da lontano e vanno lontano, a raggio. Vengono da lontano, perché non sono concepite dagli analfabeti di cui si parla di sopra, sono prodotte dai consulenti delle banche centrali, residenti quasi tutti all’estero, “lontano”, e vanno lontano perché sono mandate ad effetto, quasi contemporaneamente, in almeno un centinaio di nazioni in tutto il mondo. Se, in “democrazia”, si fa una fatica della madonna a terminare il processo per una singola legge, dal momento della formulazione, della proposta, della discussione, delle liti, degli ostruzionismi eccetera, fino alla promulgazione, come si ottiene il miracolo di certi pacchetti legislativi reazionari e liberticidi che entrano in vigore, contemporaneamente o quasi, in un centinaio di nazioni più o meno “democratiche”? Ci sono dei canali preferenziali per certe norme, fabbricate all’estero, che penetrano i salotti dei finti-legislatori delle finte democrazie e danno agli analfabeti scalda-poltrone il lavoro già “bello-e-fatto”, devono solo firmare ed imparare a memoria qualche scemenza da dire in televisione; anche le scemenze che vanno a dire in televisione sono poi suggerite dai soggetti che presentano agli scalda-poltrone i pacchetti normativi-retributivi prefabbricati.

Gli avvocati penalisti si lagnano e si querelano per la stupidità, mai sufficientemente denunciata, dei loro legislatori, per la pericolosità del rincorrere le “emergenze”, e però rifiutano di rendersi conto che:

a) le norme che affliggono alcuni di loro, ma tutti i loro clienti, non sono prodotte da quegli ignoranti che scaldano le poltrone in parlamento e al governo, quelli sono solo controfigure, selezionate in tutto il mondo dai gestori dei mezzi di disinformazione di massa, totalmente posseduti e controllati dai padroni delle banche centrali;

b) le cosiddette “emergenze”, storicamente, sono delle finte emergenze,
sono dei trucchi architettati proprio per poi avere la scusa d’imporre il pacchetto legislativo-retributivo.

Quantomeno, il pastore, se pure vagamente, retoricamente e servilmente, accenna a questa questione che pare sfuggire a tutti gli altri:

le leggi non sono né fatte né pensate in Italia, come non lo sono nella maggior parte delle altre nazioni del mondo, e sono fatte e pensate per tutelare gli “interessi economici spaventosi” che certamente non collimano con gli interessi dei contribuenti che cercano di tirare a campare.

Vediamo assieme in dettaglio alcune delle scemenze starnazzate dal pastore sardo durante il convegno inutilmente denominato “in difesa della Costituzione” e, inutilmente tenuto a Capo d’Orlando, venerdì 24 maggio 2019, dell’Unione Camere Penali. Data l’amenità del posto, non tutto il tempo del convegno è stato sprecato.

00:13, “..la legge ‘anticorruzione’…non ha una dimensione esclusivamente nazionale…”

– giusto, infatti è una legge internazionale, pensata e prodotta da non sappiamo esattamente chi; quindi i finti giuristi come Spangher obbediscono, e raccomandano di obbedire, a leggi delle quali non sanno neppure individuare la paternità. Afferrano la legge liberticida come i cani prendono al volo gli ossi, senza curarsi di chi li tira.

00:53, “..stamattina….dell’OCSE, perché c’è la BANCA D’ITALIA, perché c’è….anche a quei tavoli pervenivano soggetti diversi..”

– Il pastore parla di presenze aliene, “in una dimensione internazionale”, “ai tavoli” della gestione dei fatti dello stato, come se stesse dicendo delle cose naturalmente accettabili e perfettamente naturali, come si accettano le tenebre al calar del sole; e però si lascia scappare alcuni nomi, Banca d’Italia, OCSE, eccetera; che cavolo c’entrano questi nell’atto materiale di formare le leggi e predisporre i trattati internazionali?

Dal punto di vista formale, non c’entrano nulla. Dal punto di vista sostanziale, però, visto che i fantocci ai governi delle nazioni sono tutti inetti, c’è bisogno sempre di “esperti del mondo della finanza”, Banca d’Italia, OCSE, altre banche centrali e altri compari, pronti ad imboccarli in tutti i sensi. Spangher lo sa, perché il pastore è poco dirozzato ma non è fesso, e lo confessa, con l’aria di chi sta dicendo delle cose ovvie, inevitabili, e perfettamente naturali.

01:19, “…l’ONU ha dichiarato che l’Italia con le sue leggi anticorruzione ha fatto dei passi in avanti..”

– e ‘sti cazzi? Ammesso e non concesso che Tizio e Caio sono corrotti in Italia, chi se ne frega di cosa dice l’ONU? Tra l’altro, l’ONU è un’impresa della dinastia dei monopolisti internazionali del petrolio, la famiglia Rockefeller, che di corruzione non s’intende, giusto? A che serve che un pastore sardo usi questa scemenza, cavata da uno dei tanti rotocalchi stupidi che scrivono cose stupide in Italia e nel mondo? Non è, quel pastore, uno specializzato in procedura penale? Che c’entrano le chiacchiere commissionate da qualche ruffiano dell’ONU a qualche rotocalco nazionale, con la procedura penale, che, mentre il pecoraio legge il rotocalco, nel frattempo finisce nel cesso?

1:57; “…ma questo discorso, che riguarda i diritti – diciamo – umani…”

– i diritti umani non sono più “umani”, ora sono “diciamo-umani”.

2:04, “..trovano meno riscontro, a livello internazionale, quando si tratta dei fenomeni della corruzione..”

– siccome a livello internazionale i diritti “diciamo-umani” vanno in latrina con (tra i tanti) il trucco della corruzione, allora è giusto che li buttiamo in latrina anche noi! In Cina comunista, per un esempio, per alcuni reati “bagatellari”, come per esempio la corruzione, è prevista la pena di morte. Il sistema giudiziario cinese ammazza circa 5000 cinesi all’anno. Non so quanti di questi per corruzione ma nel resto del mondo si totalizzano circa 300 esecuzioni capitali complessive, rispetto alle 5000 cinesi. Sia come sia, facendo un ragionamento a livello internazionale, secondo le favole del pastore sardo, bisognerebbe tendere ad emulare il sistema cinese. E però, solo qualche economista avveduto, in Cina, ha rilevato che la corruzione è stata una delle leve fondamentali che ha favorito, sistematicamente, la finta rivoluzione economica cinese degli ultimi 40 anni, così come la prostituzione delle donnine allegre, vietata in quelle terre dominate dal moralismo dei ruffiani con le gonne della chiesa di Roma, ha favorito una gran parte dello sviluppo dell’Europa centro occidentale in epoca pre-industriale (vedi l’esempio dello sviluppo di Amsterdam e leggi il testo del Cipolla sulla storia economica preindustriale).

2:19, “…la criminalità economica che si lega alla criminalità organizzata…”

– di quale criminalità organizzata parla? In Italia, tutto ciò che fa stato a proposito di criminalità organizzata si limita ai processi dei ladri di galline, ai finti processi della finta mafia capitale, della finta mafia di Ostia, della finta camorra capitale, e alle puttanate della finta giornalista Federica Angeli e del finto scrittore Roberto Saviano, tutti associati per delinquere assieme a laRepubblica, l’Espresso e alle televisioni di stato. Gli zingari, gli Spada, o gli operatori delle cooperative che al massimo pagano qualche mancia a qualche amministratore del comune di Roma (Carminati e Buzzi, per esempio, per stato, perché la sentenza lo sentenzia, NON sono membri di associazione mafiosa), tutti, messi illegalmente al 41bis, mandando in culo sia la procedura penale che il diritto costituzionale, e solo perché sono stati calunniati, impunemente e per anni, dai ruffiani di laRepubblica e l’Espresso, possiamo dire che sono esponenti di criminalità organizzata a livello internazionale? Certo che no, e non lo può dire neppure lui, che ragiona per metafore.

Allora chi? Chi a livello internazionale interferisce criminalmente con gli interessi economici del pianeta Terra? Forse le banche centrali? Quelle possono farlo, perché hanno i mezzi per farlo. E però come si fa a saperlo?

Le banche centrali NON possono essere né indagate, né inquisite, né ispezionate, né perquisite, da alcun magistrato e/o ente di stato italiano o statunitense o tedesco o di qualunque altra giurisdizione del mondo. Per statuto, per statuto garantito e sottoscritto dalle sigle dei fantocci dei governi delle nazioni, nessun inquisitore di nessuna nazione, può mai sognarsi di controllare i loro registri, perquisire gli immobili e le proprietà, o controllare le cartacce, i documenti e le magagne di nessuna banca centrale del mondo.

ALAN GREENSPAN on the FED IMPUNITY

Le banche centrali godono d’impunità totale

E non sono forse, quegli statuti, la prova fisica, cartacea, il nero su bianco, della cospirazione, del complotto internazionale? Fanno le leggi della finta lotta al riciclaggio, per esempio,ne fanno pure le leggi della finta lotta alla droga e alla criminalità organizzata, loro, proprio loro, con le quali impongono lo spionaggio industriale operato segretamente da tutti gli operatori della finanza, banche, avvocati, commercialisti, notai eccetera e però, loro, proprio loro, sono esenti da controlli di qualsiasi genere? Non è neppure vagamente sospetto, questo approccio, questo trucco dell’impunità formale totale? Tutti, ma proprio tutti, politici, avvocati, magistrati, tutti, possono essere corrotti o corruttibili, tranne i ruffiani delle banche centrali? Questa leggerissima discrepanza logica sfugge al pastore sardo, che vola alto con le sue metafore astratte, che parla di “organizzazioni”, “interessi”, criminalità” “internazionali”, e non spiega, né intende, forse, quali siano i soggetti reali di questi interessi, gli operatori di queste organizzazioni, di questi gruppi criminali internazionali.

2:23, “…diventa un fenomeno che interessa l’intera comunità globale..”

– e chi lo dice? Semmai, interessa solo la comunità dei ruffiani dei mezzi di disinformazione di massa, che fabbricano letteralmente la cosiddetta “opinione pubblica” e che sono interamente controllati dai padroni delle banche centrali, e che creano artificialmente, fabbricano, letteralmente, inventano, le finte emergenze, per giustificare l’imposizione delle norme liberticide, le quali servono per strozzare solo i contribuenti, che però sono oppressi meritatamente, perché credono alle balle di giornalacci e televisione, e sono quindi contribuenti cornuti ma contenti.

2:82, “…e allora si fanno convenzioni…ci sono interessi economici ENORMI…”

Fingendo che un fenomeno astratto e teorico “interessi l’intera comunità globale”, si fanno le convenzioni? NO. Le convenzioni si sono sempre fatte, perlomeno a partire dal 1914, da Versailles in poi, per fottere i contribuenti con i trucchi dei debiti di guerra e della riorganizzazione dei finti confini tra le nazioni, e, quando quei trattati si preparavano, quando quegli accordi si predisponevano, a migliaia erano presenti i consulenti delle banche centrali, a migliaia. I fantocci incaricati di trattare dovevano firmare i trattati e basta (vedi il paragrafo intitolato “DEI SUGGERITORI E DEI TRATTATI, nella pagina che parla del TAVISTOCK).

Quindi, il “..e allora..” del pastore non è adeguato, i trattati non sono conseguenze di fatti nuovi, sono piuttosto messe in scena vecchie, che servono per intortare i babbei con le chiacchiere delle conferenze. Sugli “interessi economici enormi” accennati, siamo d’accordo, sono gli interessi enormi di qualche centinaio di famiglie, nel mondo, che sostanzialmente amministrano il prodotto interno lordo del pianeta, mantengono la forza lavoro in regime di schiavitù e lo fanno con i trucchi storici e ciclici delle politiche restrittive,

https://economiafinanzafisco.wordpress.com/2018/03/21/rapporti-economici/

dell’inflazione, delle finte recessioni economiche, delle truffe finanziarie, dell’estorsione fiscale eccetera.

3:06, “…anche la corruzione è un fenomeno del consenso, come..il terrorismo..la criminalità organizzata, i fenomeni sociali…”

– consenso di chi? Chi mai acconsente alla corruzione degli altri, o al terrorismo o alla criminalità organizzata? O meglio, chi mai acconsentirebbe ad essi, se esistessero veramente, al di fuori delle attività degli enti di stato? Sul consenso, semmai, si basa l’oppressione fiscale. Si convincono le pecore che è bene che paghino il riscatto, e quelle pagano. E quando mai la corruzione, o il terrorismo, o la criminalità organizzata, appunto, organizzata, sarebbero un fenomeno sociale? Che cazzo dice? Quante damigiane di Cannonau si è bevuto prima di andare in trasmissione?

3:20, “..il processo è uno strumento politico, inutile stare a discutere..”

– il pastore sardo, ordinario di “””procedura penale””” negli ovili de “La Sapienza” di Roma, per fortuna in pensione dal 2014, dimostra qui tutta la sua cialtroneria: ‘la procedura penale del pastore…’ ne ha dette talmente tante che ci sarebbe da riempire un quaderno ma questa frase può far interrompere o chiudere il discorso, perché dimostra tutto quel che serve sapere, da lui, in materia di procedura penale; “inutile stare a discutere,” appunto.

Pubblicato da economia, finanza e fisco

Come si gestisce l'impresa che sopravviva nel nostro sistema economico-giuridico? Cos'è il sistema economico e come funziona? Come funziona l'impianto giuridico-economico in Italia, in Europa e nel resto del mondo? Cosa studiano e a cosa servono gli economisti? Cosa studiano e a che servono gli insegnanti di economia politica? Come si controllano il sistema economico, i processi di produzione e consumo, di tutte le categorie di aziende? Come continuare ad ignorare il problema monetario, e il problema dell'alienazione del monopolio della sovranità monetaria, nonostante il tema sia stato oramai ampiamente descritto, spiegato, e le spiegazioni distribuite?

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