Del Trucco della Carcinogenesi con Amianto

A Napoli, dove si tiene un curioso processo per “omicidio volontario”,
a proposito di certi lavoratori che sarebbero morti di cancro, perché, auspicabilmente, sarebbero stati esposti a sostanze pericolose (amianto?) sul luogo di lavoro, Il 19 novembre 2019, vengono sentite le chiacchiere della dottoressa Donata BELLIS.

Donata, come essa stessa si affretta a sbandierare da subito, si è formata proprio presso il Servizio Universitario di Anatomia Patologica S. Giovanni Battista di Torino e proprio con il Prof. Franco Mollo.

Il prof. Franco Mollo si è poi ammalato ed è morto. Quando un patologo muore, i suoi colleghi necrofili, invece di fargli l’autopsia per stabilire se è morto di cancro oppure no, si abbandonano alla più futile retorica e scrivono pagine e pagine di inutili apologie dei loro colleghi scomparsi.

Nel caso di Franco Mollo, non si sa nulla. La patologa lo dice che si è ammalato, in udienza, ma non dice DI COSA si sarebbe ammalato.

Dopo aver sbandierato al mondo la sua fondamentale collaborazione con il dolcissimo professore Mollo, Donata si affretta poi a fare l’apologia di un altro suo strettissimo mentore e formatore, il prof. Pier-Giacomo Betta, anche lui specializzato nella lacerazione dei tessuti dei “cadaveri morti” e, anche lui, morto, misteriosamente, giovanissimo, di CANCRO.

La morte del professor Betta potrebbe essere utile ai suoi colleghi necrofili, se s’industriassero sulle ragioni del cancro, anziché dedicarsi a sbrodolare su lunghissime pagine di necrologio, dalle quali, né i vivi né i morti possono cavare alcun beneficio pratico.

Certo è un destino beffardo. Gli stimatissimi, super-titolati e super-cattedratici, patologi, i presidenti della Lega Anti-tumori, che crepano di cancro senza che i loro amici e colleghi possano fare altro che “sorvegliali” “mentre (essi) s’incamminano verso le loro tombe, come fossero comodi giacigli”.

La malattia che lo ha portato alla morte è una forma aggressiva di leucemia, questo lo sappiamo da LA STAMPA, perché Donata, quando deve riferire sulla “scomparsa” dei suoi compari del reparto di necrofilia, e soprattutto circa le cause della loro morte, si rivela sempre molto “riservata”.

Due ricercatori sul cancro, due su tre, due paladini della finta guerra contro il cancro, dello stesso ospedale, che lavorano nella stessa stanza, muoiono di cancro. Queste sono due prove storiche (due su tre, speriamo che non si ammali pure la stessa Donata) del fatto che non sono riusciti a capire un gran che sul cancro, a onta di tutte le loro onoreficenze, presidenze, i loro titoloni eccetera.

Se ci capissero veramente qualche cosa, sul cancro, ti pare che non riuscirebbero ad evitare di ammalarsi e, quando ammalati, che non farebbero qualcosa per evitare di crepare?

Questi accumulano competenze, conoscenze, studi…e poi crepano.
A cosa servono tutte queste chiacchiere che fanno e tutte queste competenze, a che servono tutte queste “conoscenze”?

In tribunale, si sa, molti giudici popolari ci vanno per ruminare e per sonnecchiare, prima di condannare la gente incatenata a casaccio. Si sa pure che la stessa procedura penale è spessissimo ignorata in tribunale, e soprattutto in corte d’assise, dove non si vorrebbe finire mai, per vedere se è vero o no che gli innocenti non vengono condannati ingiustamente e pure senza motivo.

Ma se in tribunale non si conosce la procedura penale, come ti aspetti che si capisca qualcosa sul CANCRO? Nulla si sa, però si sa che nulla si sa e allora si appalta il giudizio alla figura retorica e spesso pericolosissima del CONSULENTE.

Dicono gli analfabeti giornalisti che il professore Pier Giacomo Betta (senza trattino, Donata):

“Proprio per la sua conoscenza approfondita in questo campo, era da anni consulente della procura della Repubblica di Torino nei processi legati alle morti dell’Eternit, e collaborava anche con altre procure d’Italia per inchieste riguardanti malattie professionali.”

e dicono pure, prima, che Pier Giacomo Betta, senza trattino, è

“Valente ricercatore, apprezzato a livello internazionale, ha dedicato molta della propria attività ed esperienza allo studio del mesotelioma, il tumore causato dalla fibra di amianto.”

Nonostante ciò, del cancro ha imparato e/o capito ben poco, come pure poco e niente sanno i suoi amici ematologi che lo hanno “sorvegliato” prima che morisse, tanto è vero che di CANCRO è morto e di CANCRO è morto proprio mentre si era “fiduciosamente” affidato alla loro sorveglianza.

L’articolo de LA STAMPA è interessante e lo riporto per intero, di sotto (perché i falsari, con il tempo, hanno il malcostume di far sparire le pagine vecchie e di restituirle solo a pagamento), a dimostrazione di quanto le persone amino fare e dire cose inutili, prima, durante e dopo la morte propria e quella degli altri.

Oltre a constatare che nel reparto di necrofilia non s’intendono di prevenzione e cura del cancro, non possiamo permetterci di credere alle panzane dei ruffiani che insistono a dire che la leucemia, come gli altri tipi di TUMORE, non è contagiosa. Non sanno nulla del CANCRO, come possono sapere che la leucemia è o non è contagiosa? E come possono giustificare il fatto che, proprio negli ospedali, moltissime vittime si aggravano (di infezioni fungine) e muoiono?

A Milano – scrivono i ruffiani di laRepubblica – Sono in tutto sette i bambini che fino ad ora sono affetti dalla leucemia linfoblastica acuta sviluppatasi tra il dicembre 2009 e il gennaio 2010…. la maggior parte di questi bambini frequentava la stessa scuola, mentre altri abitavano nei pressi di questo stesso istituto……Molti iniziano a pensare che la leucemia possa essere una malattia contagiosa e, proprio per questo, pensano di cambiare città, o di non lasciare che i propri figli frequentino quella scuola “infestata”.

 

Anche David Holland testimonia di un’infermiera che si sarebbe ammalata di leucemia, che poi è diventata infezione fungina, in un reparto in cui si trattavano bambini affetti da leucemia.

 

I casi di gente comune che crepa di cancro in ospedale, o che crepa per l’infezione fungina che anche ufficialmente viene associata al cancro, ce ne sono tantissimi, solo nel 2018, e te lo dicono proprio i ruffiani della OMS, 9,6 milioni crepano di CANCRO.

E però, sarebbe interessante indagare su quanti, di quei nove virgola sei milioni, lavoravano in ospedale, quanti di loro in patologia clinica e quanti in altri reparti che ospitano malati di cancro.

Se è vero che i bambini della stessa scuola possono passarsi la leucemia, regge benissimo l’ipotesi secondo la quale, anche i quattro componenti di una famiglia, tutti ammalati di cancro, se lo sono passato e non lo hanno ereditato geneticamente, come pure è credibile che 8 lavoratori della stessa fabbrica di amianto si siano passati l’infezione l’uno con l’altro, e non siano morti perché, o solo perché, hanno respirato le fibre dello scandalo.

In ogni caso, i consulenti non ne sanno un fico secco, prova ne è che di CANCRO sono morti, con l’eccezione, forse, di Donata Bettis, che è ancora viva e vegeta, nonostante la sua passione per la lacerazione dei tessuti morti dei “cadaveri morti”.

E quanto ne sa?

Lei guarda i vetrini, usa i marcatori, e parla di mesiotelioma, mentre pm e presidente nemmeno la stanno a sentire e comunque non potrebbero capire di che stia parlando. Mesotelioma Sarcomatoide? E allora?

Dove sta la prova del nesso causale tra la malattia e il prodotto inquinante?

E la prova dell’Omicidio Doloso?

Quante di queste vittime, come capiterà al povero diabetico Franco Evangelista, 36:22, ricoverato al Cardarelli (le hanno poi chiuse le buche davanti all’entrata del Cardarelli?), sono state sottoposte dai macellai in camice a:

biopsie pleuriche multiple,
chemioterapia
radioterapia
lacerazione dei tessuti viventi (detta chirurgia),
e pleuro-pneumo-nectomia extra-pleurica?

Se non sono in grado di sapere, perché non lo sanno, quali siano le cause eziologiche del TUMORE, come cavolo fanno a stabilire un nesso causale tra la morte del malato e l’ambiente di lavoro, dopo essersi fatti, oltre a tutto il resto, massacrare dall’oncologia di monopolio?

E infatti, onestamente, Donata lo dice alla fine dell’udienza del 20 dicembre 2019, dimostrando, ancora una volta, che durante i processi penali si parla di scemenze complesse ma irrilevanti.

Senti al 53:51,

“Criteri per la diagnosi anatomo-patologica di mesotalioma maligno, loro evoluzione storica, attraverso una revisione della letteratura scientifica del periodo 1977-2014”.

Il PM le mostra un rapporto tecnico che parla dei danni dell’amianto, cavato dal fascicolo di uno dei processi precedenti, di Torino, sempre contro Eternit…..e lei dice

“non è mia, questa COSA non l’ho scritta io…”

(è roba prodotta dai consulenti delle parti civili di Eternit-1)

“..devo spiegare perché sono cose diverse. Questo è ‘Proprietà tossiche e cancerogene dell’amianto …da vedere l’effetto della fibra una volta entrata nel polmone, o nella pleura, e questo NON È quello che ho fatto io. Io sono andata a vedere in letteratura le linee guida per gli anatomo-patologi per arrivare ad una diagnosi.

Quindi sono due cose diverse. Io NON mi sono occupata, nell’ambito di questo processo, degli effetti cancerogeni dell’amianto (ma il processo è proprio per questo che si fa, per stabilire un nesso causale tra la morte dei malati e gli effetti dell’amianto, o no?), io mi sono occupata di dire,

è mesotelioma?
È cancro del polmone?…”

S’incaricano dunque i periti per fare delle cose irrilevanti, ricerche universitarie e fregnacce del genere, visto che le diagnosi erano già state fatte dai ruffiani che avevano in cura i pazienti prima che morissero, e né chi incarica, né chi viene incaricato, si preoccupano di fare cose utili.

Nella suo inutile epitaffio intitolato “in ricordo di Pier-Giacomo (con il trattino) Betta (inutile perché non ci dice di cosa è morto e perché, senza sapere niente sul cancro, non è riuscita a suggerire alcunché per aiutarlo), dopo aver cantato le lodi del defunto, Donata scrive, alla fine della prima pagina (e sotto c’è la pagina 219):

“…ha dedicato molto della sua attività e conoscenza allo studio del mesotelioma, il tumore causato dalla fibra di amianto…”

e chi l’ha detto? E lei non era quella che al processo ha detto di non essere stata incaricata di fare altro che diagnosi, SENZA andare a vedere “gli effetti cancerogeni dell’amianto?”

A me viene il sospetto che tutta l’industria del trio Mollo-Betta-Bellis si basi esclusivamente sullo scandalo Eternit.

1. Hanno mai guarito qualche paziente, oltre che formulare tesi azzardate sulle cause delle morti dei morti? I risultati delle loro speculazioni hanno forse contribuito a salvare qualche malato o servono solo agli avvocati di “parte civile” per battere cassa?

2. Se quella malattia ha una latenza di 45 anni, come cavolo fanno a stabilire il nesso causale? Tra la morte di Stefano Cucchi e il pestaggio dei carabinieri è passata circa una settimana. È stato interrotto il nesso causale e perciò non si poteva più dire certamente che Cucchi fosse morto ammazzato dai carabinieri che, per ammissione dello stesso avvocato Naso, lo hanno pestato. Qui si parla di gente che muore di cancro 45 anni dopo l’esposizione all’amianto, gente anziana che ha subito

biopsie,
interventi chirurgici,
radioterapia,
chemioterapia eccetera,

e non s’interrompe il nesso causale?

Vedi la seconda pagina del componimento di versi dedicati al defunto Betta scritto di Donata:

“..È stato ideatore e fondatore della banca biologica dei mesoteliomi, custodita ad Alessandria, al fine di consentire lo studio e la ricerca di cure (ma quali cure? Nel 2018 sono morti 9,6 milioni di malati affetti dai vari tipi di cancro): è, infatti, proprio grazie ad essa che è stato possibile arrivare alla definizione nel mesotlioma di un accumulo di numerose mutazioni cosiddette “temporanee”, che potrebbero (ecco l’ennesima ipotesi dell’ipotesi dell’ipotesi) spiegare la fase di latenza molto prolungata della comparsa clinica della malattia, che può andare da 20 a oltre 45 anni dall’inizio dell’esposizione….

E ancora, dalla seconda pagina,

3. “…Proprio per la sua conoscenza approfondita in questo campo (campo delle ipotesi delle ipotesi), era da anni consulente della Procura della Repubblica di Torino nei processi legati alle morti dell’Eternit (ed ecco come un ricercatore di vetrini si procaccia i clienti) e collaborava anche con altre Procure d’Italia per inchieste riguardanti malattie professionali…”

4. “..Come presidente della Lilt è stato promotore di vaste campagne di prevenzione del cancro in ogni forma, puntando a uno stile di vita sano in cui credeva e che metteva personalmente in pratica (tanto è vero che è morto di CANCRO alla giovanissima età di 66 anni e senza essere stato esposto all’amianto)….”

5. “…Grazie al suo impegno, tanti giovani ricercatori e ricercatrici hanno potuto iniziare la loro carriera lavorativa dando un contributo concreto alla ricerca oncologica…(lo vedi come nasce un’industria dei cervelli impegnati nei lavori infruttuosi? Si cavalcano gli eventi-scandalo, per esempio).

6. “…nel territorio di Casale Monferrato e Alessandria, così duramente colpito dalle numerose morti per Mesotelioma….” (ma in questi territori lavorano tutti per Eternit? Oppure la causa del mesotelioma endemico è un’altra?)

7. “…è anche, e principalmente, grazie al suo instancabile lavoro che quasi quattromila persone ogni anno si rivolgono agli ambulatori di diagnosi precoce a Casale e ad Alessandria…” (se le biopsie sono obbligatorie, sono tutti a rischio).

L’industria delle cose inutili impiega milioni di addetti in tutto il mondo, vedi l’industria degli armamenti, della finta lotta contro il cancro, della finta lotta contro il finto terrorismo, della finta lotta alla droga, della finta lotta al riciclaggio, l’industria dei finti viaggi spaziali, l’industria dell’AIDS eccetera. Tutto serve ai gesuiti e alle banche centrali, per tenere occupati i finti intellettuali, dilapidare le risorse pubbliche, praticare la guerra batteriologica contro i contribuenti, e mantenere il potere propagandando frottole, come da secoli fa la chiesa di Roma, che rimane impunita in perpetuo.

E però, se il magistrato non può perseguire gli uomini con le gonne, e neppure i faraoni delle banche centrali, che godono d’immunità formale extraterritoriale, ciò non vale per i medici, i servizi segreti, i giornalisti e gli altri ruffiani che collaborano con l’industria dello spreco e delle cose inutili. Quella è tutta gente che può, e dovrebbe, essere perseguita. Quella è la base sulla quale si fonda l’industria delle frottole. Eliminare quella base sarebbe il primo passo necessario per iniziare, ipotizzare di cominciare, ad instaurare ordine e legalità. Ma troppi sono gli imbecilli e quelli che non sono imbecilli restano ostracizzati oppure, quando hanno più fortuna, semplicemente invisibili.

Dal pezzo scritto dai ruffiani de La Stampa:

“Addio al dottor Pier Giacomo Betta. Fu consulente ai processi Eternit ed era presidente della Lilt
Ricercatore apprezzato a livello internazionale, alla guida della Lega Antitumori, era stato primario di Anatomopatologia ad Alessandria e, prima, a Casale Monferrato. Consulente di Procure per le inchieste sui morti di mesotelioma e altre malattie professionali

SILVANA MOSSANO Pubblicato il 02 Agosto 2015 Ultima modifica 23 Giugno 2019 20:06

Grande sgomento ha suscitato la notizia della morte del dottor Pier Giacomo Betta, presidente della sezione alessandrina della Lilt (Lega Antitumori), per anni primario di Anatomopatologia all’ospedale Santi Antonio e Biagio di Alessandria (era andato in pensione nel 2011), e, prima, dal 1984 al 1997, al Santo Spirito di Casale.

Valente ricercatore, apprezzato a livello internazionale, ha dedicato molta della propria attività ed esperienza allo studio del mesotelioma, il tumore causato dalla fibra di amianto. È stato ideatore e fondatore della banca biologica dei mesoteliomi, custodita ad Alessandria, per consentire studi e ricerche che consentano di curare questo cancro maligno. Proprio per la sua conoscenza approfondita in questo campo, era da anni consulente della procura della Repubblica di Torino nei processi legati alle morti dell’Eternit, e collaborava anche con altre procure d’Italia per inchieste riguardanti malattie professionali.

Come presidente della Lilt è stato promotore di vaste campagne di prevenzione del cancro in ogni forma, puntando a uno stile di vita sano in cui credeva e che interpretava personalmente in modo naturale.

La malattia che lo ha portato alla morte – una forma aggressiva di leucemia – è stata diagnosticata circa un anno fa. Il dottor Betta, ovviamente consapevole, era fiducioso nella possibilità di un trapianto. Purtroppo, a causa di una serie di complicanze, non ha fatto in tempo.

La salma è stata composta nella camera ardente dell’ospedale di Alessandria. Il rosario sarà recitato nella chiesa di Sant’Alessandro domani alle 19, mentre il funerale si svolgerà, nella stessa parrocchia, mercoledì mattina alle 10,30.” (E ‘sti cazzi dei perditempo della parrocchia?)

 

Pubblicato da economia, finanza e fisco

Come si gestisce l'impresa che sopravviva nel nostro sistema economico-giuridico? Cos'è il sistema economico e come funziona? Come funziona l'impianto giuridico-economico in Italia, in Europa e nel resto del mondo? Cosa studiano e a cosa servono gli economisti? Cosa studiano e a che servono gli insegnanti di economia politica? Come si controllano il sistema economico, i processi di produzione e consumo, di tutte le categorie di aziende? Come continuare ad ignorare il problema monetario, e il problema dell'alienazione del monopolio della sovranità monetaria, nonostante il tema sia stato oramai ampiamente descritto, spiegato, e le spiegazioni distribuite?

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