Del Progetto EBOLA

 

IL PROGETTO EBOLA
DELLE PANDEMIE MONTATE PER IL CONTROLLO SOCIALE
Le fandonie per il controllo sociale
È la stupidità una condizione ineluttabile?

DELLE TECNICHE PER FABBRICARE LA SUGGESTIONE E L’ANGOSCIA
la ripetizione
la ripetizione indotta
la libera associazione
la propaganda hollywoodiana
il sistema d’apprendimento basato sul trauma altre tecniche pavloviane

DEL COORDINAMENTO DI STAMPA, TV, CINEMA E AMBIENTI ACCADEMICI
Le minacce posticce fondamentali
i programmi di controllo eugenetico
La guerra biochimica

OMS, Kissinger, Rockefeller e l’industria chimica
La nascita della retro-virologia
Litton Bionetics

DEI VIRUS EMERGENTI: EBOLA E HIV-AIDS
Il prodotto brevettato EBOLA
Le messe in scena dell’importazione del virus Ebola in Spagna
Spagna, le foto in posa dei “carabinieri” spagnoli Ebola negli Stati Uniti
I gadget di EBOLA
I malati immaginari
Gli azionisti dell’OMS: Bill Gates
Glaxo, vaccini, frodi e morti accidentali
Esercitazioni militari con gli zombie
Camere d’isolamento legate con i lacci delle scarpe
Le fabbricazioni in Africa

DELLE STATISTICHE
DEI MOTIVI GENERALI DELLA FRODE

IRON MOUNTAIN 1963

Guerra, medicina, povertà, scudi spaziali, UFO
I surrogati della guerra per il controllo sociale
Guerra e pace come sistemi sociali
La guerra sarebbe subordinata al sistema sociale?
La transizione verso la pace non è un fatto procedurale
La guerra è la base del sistema attuale
L’inutile grandezza della guerra mondiale
Difesa e aggressione sono esercizi semantici La confusione sulle funzioni della guerra

LE FUNZIONI DELLA GUERRA
Le funzioni non militari della guerra
La funzione economica
La funzione stabilizzatrice della guerra
Il controllo dei surplus
La minaccia della pace
Un po’ di umana pietà
La funzione politica della guerra
Sottrarre denaro dalle casse delle nazioni
Soluzioni dispendiose e inutili alternative alla guerra L’assistenza medica e sociale non è abbastanza costosa I finti viaggi spaziali e le mete irraggiungibili
Nemici pericolosissimi e pericoli alternativi

GLI INTERESSI ECONOMICI DELL’ANGOSCIA E DEL GENOCIDIO
Chi guadagna e chi perde alle imposizioni socio-politiche
I laboratori della guerra biochimica
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO)

ONU e OMS
Cosa è l’OMS e per quali ragioni è accreditata I filantropi del genocidio
I principali sospetti: OMS e i suoi azionisti
La fondazione Rockefeller
IG Farben
Il valore patrimoniale delle malattie

LA TRAPPOLA DELL’AIDS
Il memorandum Strecker
Virus e batteri
Retro-virus
DNA e RNA
Il meccanismo diabolico del virus sulle cellule T Retro-virus umani di provenienza animale
AIDS
Il gene HIV non somiglia a quello della scimmia

Virus duplicati e prodotti complementari
Il Virus dell’AIDS è previsto, è ordinato e funziona
Come nascondere un evento senza celarlo
Come hanno diffuso l’epidemia
Se fatto deliberatamente
Se fatto per errore
Malattie sessualmente trasmissibili
Le cure per combattere l’AIDS

LA TESTIMONIANZA DI HOROWITZ SU MERCK E FORT DETRICK
F

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EBOLA e HIV-AIDS sono imposizioni socio politiche e rientrano in un piano più generale di controllo sociale. Se questo può dare sollievo rispetto alle fabbricazioni fatte sul problema EBOLA, che fino ad oggi non si mostra, realmente, come una vera pandemia, non si può dire lo stesso a proposito della tragedia prodotta dalla grande industria che si monta attorno al virus HIV dell’AIDS. Il controllo sociale non si ha solo dando a bere storie false e tendenziose, con lo scopo preciso di scatenare il panico, che pure sono un aspetto fondamentale della sua gestione, ma si ha, anche, mediante il genocidio materiale, quello realistico e quello reale; perlomeno, questo è ciò che pensano certi analisti che redigono i progetti di coordinamento del pianeta per conto delle élite al potere.

Questo breve lavoro si divide in 7 parti:

la prima parte dà una breve introduzione su alcune tecniche di suggestione con le quali i modelli socio-politici vengono imposti sfruttando la credulità popolare.

La seconda parte mostra come un’adeguata concentrazione di capitale consente il coordinamento dei diversi mezzi di comunicazione, sia scientifica, che politica e commerciale, tale da far ripetere la stessa musica, contemporaneamente, anche a voci molto diverse, e apparentemente scollegate fra loro.

La terza parte illustra solo una piccola parte delle ridicole finzioni che sono mostrate alle masse per sostenere la suggestione della pandemia di EBOLA.

La quarta parte indaga i motivi della frode pandemica, il movente, e si serve per questo della citazione di un lavoro, il rapporto da Iron Mountain, che è la esplicita ammissione, degli analisti incaricati dalle élite al potere, di voler mantenere la gerarchia sociale così com’è e che per farlo è necessario disporre di guerra o, in assenza di guerra, di nemici alternativi altrettanto costosi e pericolosi.

Il guadagno economico che deriva dal genocidio è un fatto secondario, anche se non è secondario nelle dimensioni, rispetto all’esigenza del controllo sociale, sulla quale le famiglie a capo delle grandi corporazioni internazionali non dissentono mai; di questo guadagno si parla nella quinta parte.

La sesta parte accenna l’analisi dei lavori di ricerca sull’AIDS fatti da Horowitz, Strecker, Cantwell, che giungono a conclusioni non tanto distanti da quelle del Dr. Peter Duesberg. La paranoia indotta da EBOLA è artificiale, per il momento, come quella dell’AIDS. Però l’AIDS, diffusa con i vaccini e con il sangue infetto destinato alle trasfusioni, produce vittime reali, a milioni, e non è escluso che in futuro lo stesso trucco sia praticato anche con EBOLA. Questa è una buona ragione per investigare entrambi i virus, oltre al fatto che, entrambi, sono prodotti brevettati di laboratorio.

L’ultima breve parte riguarda un accenno alle conclusioni; il fatto è questo, da ciò deriva che non si può credere alle raccomandazioni degli enti interessati, e da ciò si cava una certa amarezza ma anche la determinazione di continuare a vivere, possibilmente senza paura.

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1 – COMUNICAZIONE

LE PANDEMIE MONTATE PER IL CONTROLLO SOCIALE
L’assunto di base di questo lavoro è che le pandemie generate dai virus emergenti (come si vede con EBOLA e HIV-AIDS) sono strumenti utilizzati dalle élite al potere per il controllo sociale. Il virus è uno degli strumenti prediletti dal tiranno per sottomettere le masse dei lavoratori contribuenti, perché suscita il terrore panico, l’angoscia, il bisogno di protezione e l’affidamento passivo all’autorità da parte dei sudditi che si vuole sottomettere. Questa tesi è senz’altro dissennata e perciò poco accessibile alla ragione, per una persona razionale, normale, una persona abituata a guadagnarsi il pane lavorando, che non ha familiarità con certe forme di pazzia, nonostante tutti i livelli di alterazione e di corruzione del sistema economico, sociale e politico ai quali è forzata ad assistere quotidianamente. Nondimeno, le prove dell’utilizzo strumentale di questi virus sono evidenti, le falsificazioni pure; perciò, chi non vuole credere alle ragioni del complotto, o chi ne vuole ipotizzare delle altre, ha da discutere solo su questo; cioè, sul perché la realtà viene manipolata, falsificata e strumentalizzata, ma non sul fatto in sé che essa viene manipolata, falsificata e strumentalizzata. Per capire il meccanismo e il movente della falsificazione, bisogna familiarizzare sommariamente con le tecniche utilizzate, deliberatamente, per diffondere il panico da parte dei mezzi di comunicazione di massa. Esse sono fondate su alcuni principi noti da lunghissimo tempo ai conoscitori della pedagogia e della propaganda; descriverò sommariamente solo alcuni esempi di queste tecniche, dicendone quanto basta per dare l’idea del meccanismo dell’inganno; volendo andare poi ad esplorarne il movente di quel raggiro, bisogna fare un viaggio negli abissi della follia, e in questo ci aiuteranno gli studiosi del gruppo riunito e segregato all’Iron Mountain, di cui si parla di sotto.

È LA STUPIDITÀ UNA CONDIZIONE INELUTTABILE?
Dovremmo confessare, tuttavia, che, anche se taluni soggetti vanno ad investire cifre smodate per la pratica diffusa delle tecniche psicologiche traumatiche, specificamente studiate per evocare l’angoscia e il terrore panico, le storie che raccontano sono incredibili e spesso ridicole. Nondimeno ce le beviamo, e tendiamo persino a difenderle, per il solo fatto che riconosciamo autorevolezza alla fonte che le diffonde. Una parte della responsabilità del nostro “incauto acquisto” di queste fandonie, risiede in una malintesa “mancanza di tempo”, nella nostra superficialità e nella nostra scellerata leggerezza; con leggerezza diamo per buono l’articolo di giornale e non il testo con il quale lo stesso giornale sviluppa le sue innumerevoli contraddizioni; con indifferenza, o per l’ingiustificata ammirazione che riponiamo nei presentatori di successo, coperti di milioni per dire scempiaggini, lasciamo correre le chiacchiere dei giornalisti televisivi che, proprio per la natura e la dinamica del loro mestiere, non possono sapere nulla di ciò di cui stanno parlando. Essi non hanno tempo per indagare le notizie che enfatizzano e che amplificano con il più immotivato sensazionalismo; neppure noi, sempre impegnati a lavorare, a inseguire le bollette e a subire le continue minacce dell’estorsione fiscale, abbiamo tempo per indagare sulle nozioni che influenzano e castrano le nostre vite. Però, troviamo il tempo per portare il cane a passeggio, per studiare in modo approfondito i termini delle inutili polemiche televisive, per seguire la nostra squadra di calcio in trasferta oppure per ubriacarci al bar. La stupidità non è sempre una condizione ineluttabile; a certi livelli anch’essa è un’arte che si pratica; perciò, dato che è possibile a molti, forse a tutti, compiere atti stupidi e compiere atti meno stupidi, possiamo dire che la stupidità indotta dalle favole dei giornalisti, oltre a un certo limite, è una colpa; chi si compra la fandonia, e la diffonde a sua volta, è complice involontario, e gratuito, di un sistema criminale organizzato scientificamente ed empiricamente.

TECNICHE PER FABBRICARE LA SUGGESTIONE E L’ANGOSCIA
Ma vediamo ora come funzionano alcune semplici leve emotive (nulla di complicato; dire leve emotive o “psicologiche” significa dire la stessa cosa, sono atti e fatti che fanno leva sulle emozioni, cioè su moti interiori, reconditi, che sfuggono al controllo cosciente e che perciò sono nascosti in qualche luogo dell’anima, cioè in qualche luogo della psiche) su cui vengono basati i parametri della comunicazione di massa:

la ripetizione,
la libera associazione,
il metodo traumatico, altre tecniche pavloviane.

LA RIPETIZIONE
Gli animali e gli umani, quando apprendono, imprimono in qualche area della memoria fatti e idee che incontrano nel loro processo evolutivo. Lo fanno sia involontariamente che deliberatamente, a seconda del momento. Per esempio, il bambino, continua a ripetere l’esercizio di alzarsi, cadere e rialzarsi, mille volte al giorno, fino a che non riesce a coordinare la moltitudine di ossa, nervi e muscoli, in modo tale da poter compiere quell’impresa straordinaria che è lo stare in piedi e il camminare. Crescendo, quel bambino sarà costretto ad imparare le tabelline, il padre nostro, l’ave maria, le coniugazioni dei verbi, eccetera; per fare ciò dovrà procedere all’esercizio volontario della ripetizione; ripetere giova alla memoria, lo sa anche il maestro di spada, che ripete gli stessi movimenti migliaia di volte fino a che non gli viene spontaneo di muoversi in modo coerente in combattimento, lo sa il falegname, che ha ripetuto migliaia di volte il movimento di piallare il legno, lo sanno le maestre delle scuole di lingua straniera, che fanno ripetere in coro le frasi

elementari con la giusta coniugazione dei verbi. Dopo aver ripetuto tante volte, uno inizia a usare i verbi in modo corretto senza dover rivedere la regola grammaticale che gli impone di farlo. È la ripetizione pratica della frase corretta che gli consente di esprimersi correttamente quando serve e non la nozione della regola. La memoria della regola, lo studio teorico, da qualche parte rimane anch’essa in memoria, ma non serve durante il lavoro pratico. Il maestro di spada, il campione di sci, durante la competizione sono usati solo dalla loro capacità di muoversi in modo rapido, preciso e corretto, e non hanno tempo di pensare alla regola o alla tecnica e alle ragioni per le quali l’angolazione del corpo deve essere impostata in un certo modo. In quel momento è il lavoro pratico del corpo, che obbedisce ad un’area del cervello non completamente volontaria, che gli fa fare le cose in modo corretto, o gli consente di sopravvivere, non la regola teorica. Egli raggiunge questo livello di maestria della tecnica con la pratica della ripetizione.

LA RIPETIZIONE INDOTTA
Se ripetere equivale ad apprendere, ad impiantare nella memoria idee, concetti, fatti ed eventi, e, probabilmente, la ripetizione serve la sopravvivenza, è ragionevole che questa pratica si abbia talvolta in modo involontario. Il cervello registra eventi, suoni, immagini e altri stimoli, in modo subitaneo e senza lo sforzo volontario di chi apprende, perché ha la funzione di fare ciò in ogni caso, per qualche ragione legata agli istinti o al bisogno di sopravvivenza. Tanto è vero che è difficile concentrarsi sullo studio di un concetto, quando attorno ci sono rumori, suoni, litigi, sbattimenti di porte, bottiglie che volano, vicini che prendono lezioni di piano e altri che, implacabili, buttano giù tutti i muri per rifare gli interni di casa. La ripetizione indotta dall’esterno, rilassa e distrae, in apparenza, ma incide delle false nozioni nel cervello delle vittime inconsapevoli. Le filastrocche pubblicitarie sono un esempio perfetto. Una falsa nozione può essere impressa nel cervello di un consumatore attraverso una filastrocca, ripetuta in musica un certo numero di volte, e si tratta di un numero specifico di ripetizioni, un numero che gli esperti del condizionamento operante conoscono bene; dopo il trattamento, la vittima compra un certo prodotto, a distanza di tempo, senza sapere che lo sta comprando per la filastrocca e non, come crede, perché è un buon prodotto. Questo sistema a molti pare incredibile, soprattutto quando vanno in negozio a far compere. Tuttavia, le grandi multinazionali spendono più parte delle loro risorse per praticare questi metodi, tanto che i loro reparti di “ricerca e sviluppo”, vanno avanti con piccolissime modifiche ai loro prodotti, più esteriori che qualitativi. Siccome le multinazionali della vendita al consumo ottengono risultati, in termini di vendite, tali da farli persistere ad investire in pubblicità, dobbiamo credere che la ripetizione dei ritornelli e delle filastrocche funziona, se esercitata su grandi masse di persone. Per chi vuole imporre la ripetizione indotta di determinati suggerimenti all’acquisto a grandi masse di persone, la cosa fondamentale è disporre di capitale sufficiente a garantire un adeguato numero di ripetizioni. Se si ha capitale sufficiente, si può far ripetere la stessa fandonia dalla televisione, dalla radio, dai giornali, sui cartelloni pubblicitari, sui volantini, sugli autobus, sui taxi, negli aeroporti….la vittima è circondata da un messaggio che viene ripetuto fino al punto che ci si abitua, anche se non crede alla verità di quel messaggio. Ciò accade con la madre

che ha appena partorito, per esempio, che corre a vaccinare i suoi piccoli senza motivo, senza sapere che lo stesso condizionamento, cioè, la stessa ripetizione pedissequa della stessa fandonia, agisce nelle stesse aree recondite del cervello anche con il pediatra che le suggerisce di fare i vaccini; il pediatra è un carnefice? Probabilmente sì, anche se non volontario. Egli non ha i mezzi per comprendere la virologia, quella la conoscono di più i veterinari, egli, per prudenza, fa come fanno gli altri, cioè volge gli occhi al cielo e ascolta cosa raccomandano gli enti sovrani, quelli che coordinano tutto il pensiero della medicina e della farmacologia, gli specialisti, i consulenti luminari dell’OMS, che sono impiegati diretti ed indiretti delle multinazionali farmaceutiche. La fandonia viene ripetuta anche lì, anche negli ambienti luminari, sulle riviste specializzate, sui giornali più importanti…e chi ha il tempo di andare a vedere, esattamente, cosa contiene quella fialetta? Ci vuole un grande sforzo di responsabilità, e un grande coraggio, per mettersi contro l’opinione corrente che, tra le altre cose, cioè, oltre ad essere ripetuta dagli operatori della propaganda, è proprio, esattamente, la stessa opinione ufficiale degli enti ufficiali e degli organi politici ufficiali. Ecco, visto in poche parole, l’aspetto perverso della ripetizione indotta. Essa dovrebbe servire l’apprendimento e la sopravvivenza e però viene utilizzata proprio per ottenere qualcosa di opposto.

LA LIBERA ASSOCIAZIONE
Possiamo utilizzare anche la libera associazione per apprendere. La tecnica delle libere associazioni è introdotta da Sigmund Freud per aiutare i pazienti affetti da isteria a rievocare eventi dimenticati, il cui apprendimento pare abbia effetto terapeutico. La libera associazione viene usata anche da Giordano Bruno per insegnare “l’arte della memoria”. Si associa un’idea ad un concetto che si vuole ricordare, un’immagine a piacere, per agevolare il richiamo dalla memoria di quel concetto che si vuole ricordare. Per esempio, per ricordare che la prima guerra mondiale inizia il 1914 e che prima del 1914 si poteva viaggiare liberamente in tutto il mondo senza passaporto, io posso scegliere l’immagine del passaporto per rievocare l’inizio della fine della civiltà occidentale: il 1914. Se questa è una scelta che non rende bene l’idea, prendiamo quella della mega-topa, assai comune nei messaggi pubblicitari. Si vuole vendere un prodotto, diciamo un carro armato, una mitragliatrice, una bottiglia di whiskey, o una marca di sigarette. L’immagine vista in pubblicità ritrae l’oggetto da vendere, il whiskey o il carro armato, con vicino una o più femmine avvenenti, opportunamente scoperte, che mostrano i loro richiami sessuali come se il sesso avesse alcunché di attinenza con l’oggetto che vendono. È questo un esempio lampante di uno stimolo che non ha rapporto con le sue conseguenze ed è un altro esempio che in pubblicità funziona benissimo. Chi beve il whiskey non sa di berlo perché la sua memoria recondita porta ancora con sé i muscoli delle cosce nude della femmina avvenente che ha visto per pochi secondi in quell’immagine pubblicitaria; eppure è quella la spinta dinamica all’acquisto ed è una spinta irrazionale, perché la femmina non c’entra proprio niente con il whiskey. Anche questa osservazione può parere assurda per alcuni e ovvia per altri; il fatto sta che, bisogna ammetterlo, le spinte dinamiche che ci fanno fare le cose sono spesso irrazionali, sono scollegate con gli atti che andiamo a compiere e sono perfettamente manipolabili da chi ha i mezzi per circondarci con la ripetizione di

quelle immagini. Questo vale anche per gli uomini e le donne delle élite al potere, essi sono esseri umani come tutti gli altri e soggiacciono alle stesse regole naturali, anche se fingono di non saperlo e cercano di persuadersi di essere superiori. La prova storica ci ciò sta nell’assoluta stupidità e incompetenza degli ultimi due presidenti statunitensi, i quali, pur compiendo atti che comportano conseguenze drammatiche per le popolazioni di tutto il mondo, hanno meno nozione su ciò che fanno di quanta ne abbia un qualunque esecutore delle loro direttive. L’inquietante associazione dell’impianto ideologico del virus è data dalle immagini terrificanti del cinema degli ultimi quarant’anni, da Andromeda in poi. Abbiamo visto film in cui è stato immaginato di tutto, dagli zombie agli alieni che invadono la terra. Sappiamo che sono fandonie ma, da qualche parte del nostro cervello, le immagini di certe creature mostruose impregnano la nostra memoria recondita; sono fantasmi che albergano l’anima e che, al momento giusto, fanno riemergere l’angoscia artificiale indotta dallo schermo. Hollywood, prima che un’impresa che guadagna vendendo film che incontrano i gusti del pubblico, è un’impresa di propaganda.

LA PROPAGANDA HOLLIWOODIANA
Il cinema holliwoodiano ha successo perché ogni produzione americana investe il 50%, dello stanziamento totale per la realizzazione di ciascun film, in pubblicità. Quando si possono spendere tanti milioni di dollari per pubblicizzare un film, si ha che ne parlano tutti, televisione, giornali, riviste, cartelloni; quando ne parlano tutti, la ripetizione continua fa scattare un meccanismo nel cervello umano tale per cui ci si sente portati ad andarlo a vedere perché “tutti ne parlano”.

Succede che, andando a vedere il film, gli spettatori pagano di tasca propria l’investimento iniziale in pubblicità. Questo è un fatto straordinario, perché Hollywood non è un sistema costruito per la libera espressione artistica e il suo scopo principale non è quello di guadagnare vendendo contenuti cinematografici. Hollywood è una casa di produzione pubblicitaria in tutto e per tutto. Ogni film che viene messo in circolo serve lo scopo di far abituare gli occhi di miliardi di spettatori alle favole che raccontano sui viaggi spaziali, sugli zombie, su EBOLA, sugli UFO, sul terrorismo posticcio, sulla criminalità organizzata, meno organizzata di quella veramente organizzata, sui vari pericoli di catastrofe ai quali, necessariamente, tutto il pianeta è condannato, stando alle cretinate che lo schermo racconta. Sappiamo tutti che ciò che vediamo al cinema non è reale; tuttavia, le immagini e i suoni dei fatti irrazionali rappresentati si fissano in qualche area recondita del cervello e, sostanzialmente, rendono certe favole più familiari. Funziona sempre con la propaganda che esprime le metafore in pubblicità; le persone si ritrovano a fare acquisti pensando che un prodotto sia conveniente, ma dentro di loro c’è una voce misteriosa che associa il prodotto acquistato con qualche emozione dissociata, desideri o timori; quelle emozioni dissociate sono prodotte dalle immagini e dai suoni accattivanti, o inquietanti, della propaganda. Le immagini possono non tornare alla memoria, ma l’emozione che si aggancia all’immagine sì. A distanza di tempo, gli ingegneri sociali, “ingegneri” per modo di dire, non fanno altro che ripetere le tecniche di tortura che Pavlov praticava sui suoi poveri cani: suona il campanello EBOLA, e il tormento dell’angoscia riemerge, anche se dissociato dalle immagini originali, perché ora si aggancia alle riproduzioni artificiali, maldestre, ed eccessivamente amplificate, dei falsari della stampa e della televisione. La gente va al cinema per vedere in sostanza grandi spot pubblicitari; dopo aver assorbito i messaggi pubblicitari, compirà, negli anni a venire, azioni prevedibili; per esempio, consentirà la vaccinazione dei propri fanciulli, troppo piccoli per potersi difendere. Il condizionamento della propaganda cinematografica, assieme a quello di TV e dei vili giornalisti di settore, impiantano, in qualche area recondita del cervello umano, le immagini dei loro figli contagiati e tramutati in zombie; ideologicamente, installano quel luogo comune in conseguenza del quale le multinazionali farmaceutiche raddoppiano e triplicano i loro capitali alla fine di ogni campagna, inoculando in loro veleni con i pretesti delle vaccinazioni “obbligatorie” o di routine. Oltre a questa grande beffa contro l’umanità, c’è infine il fatto che la gente paga il biglietto per andare a farsi condizionare. Paga in anticipo le spese pubblicitarie necessarie per indurlo, poi, più avanti nel tempo, a fare i prossimi acquisti negli anni a venire o a sacrificare i propri figli per il controllo della popolazione.

IL SISTEMA DI APPRENDIMENTO BASATO SUL TRAUMA
Chi ha voglia di andarsi a vedere le torture che Ivan Pavlov fa sui suoi cani, apprenderà che un animale, se privato del sonno e del cibo per un dato periodo di tempo, se condotto sull’orlo dell’esaurimento nervoso, diventa remissivo e si sottomette fino al punto che è possibile impiantargli dei modelli di comportamento che poi rimangono durevoli e inalterati per un tempo indefinito. Queste tecniche per installare modelli di comportamento, e di apprendimento, sono usate anche sui prigionieri di guerra in Corea, che vengono rimandati in patria come collaboratori delle forze avversarie, con gli oppositori politici di Stalin, che confessano tutti di essere cospiratori al processo, prima di essere eliminati per sempre, e in molti altri esperimenti, tutti riusciti, come pure quello di imporre l’addestramento farmacologico, secondo certi criteri particolari, a determinate equipe di medici, privati del sonno e costretti ad orari di lavoro e studio disumani, durante le fasi della loro specializzazione. La paura e il disorientamento causati dalle condizioni che portano una persona vicina al collasso nervoso, consentono di imprimere nella sua memoria modelli di comportamento che rimangono poi indelebili per il resto dei suoi giorni. Un sistema molto simile consiste nel vecchio e ricorrente trucco del terrorizzare continuamente le popolazioni d’occidente con notizie tendenziose circa pandemie che non si hanno, invasioni extraterrestri che non si hanno, missili di Cuba che non si hanno, guerra termonucleare che non si ha e virus che trasformano la popolazione del mondo in una ecatombe di zombie.

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2 – ECO E GRANDI CAPITALI: DEL COORDINAMENTO DI STAMPA, TV, CINEMA E AMBIENTI ACCADEMICI

Per convincere il mondo di una fandonia, basta che la fandonia sia ripetuta un certo numero di volte da diverse fonti, che sia associata a qualche immagine recondita e che sia basata sul trauma o sul terrore panico. Per ottenere ciò, serve lo sforzo coordinato di potenti gruppi economici, intenso fino al punto da consentire che stampa, cinema, televisione e ambienti accademici e mondo commerciale, per motivi diversi, ripetano la stessa filastrocca in modo martellante. È possibile coordinare lo sforzo di grandi conglomerati multinazionali in modo da farli lavorare nella stessa direzione? E perché, poi, bisognerebbe fare questo lavoro di coordinazione? Iniziamo con il vedere che è possibile, visto che le prove sono sotto il nostro naso, poi andiamo a vedere chi fa che cosa e, infine, tentiamo di scoprire il movente, anche se la ragione ultima è difficile da intendere se non si appartiene allo stesso mondo di pazzi.

DELLE MINACCE POSTICCE FONDAMENTALI
Nello stesso anno in cui viene platealmente fatta saltare la testa al presidente statunitense JF Kennedy, una commissione speciale di studiosi, e di accreditati ricercatori in diversi ambiti della conoscenza umana, sono riuniti e segregati nel rifugio antiatomico di Iron Mountain, per essere poi indotti a fare uno studio di fattibilità, e di desiderabilità, sulla eventuale transizione verso la pace della società industriale. Il gruppo afferma e sostiene che la guerra è l’elemento fondamentale per mantenere il sistema sociale, così “come oggi noi lo conosciamo” e conclude che, se proprio si volesse decidere di farne a meno, o di ridurla a guerra convenzionale, locale e non più mondiale, bisogna introdurre surrogati della stessa, che siano altrettanto validi per il controllo sociale.

Si legge fra le conclusioni:

“Un valido surrogato politico alla guerra deve porre (alla società) una minaccia esterna generalizzata, la cui natura e intensità siano sufficienti a far richiedere e a far accettare l’autorità politica”.

I PROGRAMMI DI CONTROLLO EUGENETICO
In assenza di guerra, il gruppo raccomanda la formazione di una forza di polizia internazionale onnipresente, la fabbricazione di terroristi e nemici esterni fittizi, l’introduzione di moderne e sofisticate nuove forme di schiavitù, la progettazione di costosissimi programmi spaziali, diretti verso mete irraggiungibili, la propaganda costante delle novelle sulle invasioni extraterrestri, sui cataclismi ecologici, sul riscaldamento del pianeta – anche la pratica di forme di bio-terrorismo ecologico reali – e i programmi di controllo eugenetico. Controllo eugenetico significa in questo caso l’eliminazione di ceppi biologici considerati inferiori, piuttosto che lo sviluppo e la cura di quelli considerati superiori. Il controllo eugenetico viene definito eufemisticamente “controllo della popolazione”, e dà l’idea di un lavoro fatto per evitare la “delinquenza riproduttiva” che causerebbe il sovrappopolamento del pianeta; invece è un piano per ridurre di numero quelle popolazioni che, secondo certi autori, fra i quali certamente Aldous Huxley, contaminano il fondo biologico con geni di categoria inferiore. Esempi di noti piani di controllo eugenetico mandati ad effetto sono: il limite imposto di un solo figlio ad ogni singola coppia di sposi in Cina comunista, il virus oggi chiamato HIV, virus razzista che colpisce soprattutto negri e minoranze deboli, omosessuali e tossicodipendenti, e che contribuisce a decimare le popolazioni dell’Africa centrale; un esempio di eugenetica inconscia, associata alla guerra biochimica, è quello delle coperte contaminate al vaiolo che i coloni europei regalano ai “pellerossa” d’America, per annientarli, con il pretesto di aiutarli a ripararsi dal freddo.

DELLA GUERRA BIOCHIMICA
Abbiamo tutti sentito parlare di guerra biochimica e nessuno fatica a credere che nei campi di concentramento nazisti, ai tempi della seconda guerra mondiale, taluni scienziati criminali siano lì a fare esperimenti su cavie umane – proprio esperimenti di eugenetica, visto che la pazzia della razza superiore, sintetizzata nel Mein Kampf, scritto per Adolf Hitler dal padre gesuita Bernhard Stempfle, si vuole che sia al centro del sistema ideologico socialista nazionale tedesco – degli anni ’30 e ’40. Prendiamo qui per buona la versione ufficiale, secondo la quale “giapponesi” e “tedeschi” prima, “russi” poi, usino il loro ingegno per inventare metodi di guerra biologica e chimica che, in tempo di pace, per dolo o colpa grave, possono aiutare a decimare le popolazioni dotate di base biologica considerata inferiore. A cosa dobbiamo oggi l’imponente arsenale di armi atomiche e biochimiche presente, prima di tutto, negli Stati Uniti d’America e, poi, a Ginevra, presso la sede dell’OMS, e nel resto del mondo? Secondo lo studio ben documentato del dottor Leonard Horowitz, due nomi fra gli altri (di soggetti che operano nell’interesse delle classi dominanti l’industria globale) emergono sugli altri per l’intensità della loro collaborazione ai vari progetti di controllo eugenetico: Henry Kissinger (consigliere per la sicurezza nazionale ai tempi di Richard Nixon, supervisore di CIA, FBI e politica estera) e David Rockefeller. Dagli atti del governo statunitense Horowitz cava prove coerenti con le raccomandazioni del gruppo di Iron Mountain, che vedremo più sotto. Le campagne di spopolamento sono già in atto a pieno regime negli anni ’70; per esempio, il NSSM 200, che richiama la necessità di massicce opere di spopolamento dei ceppi genetici considerati inferiori, collocati fisicamente nelle aree sottosviluppate del pianeta, Il NSSM 200 è redatto proprio dall’ebreo tedesco Henry Kissinger, e insiste sulla necessità di agire in modo differenziato su specifiche nazioni e su specifici gruppi. Se ho capito bene la biografia di Kissinger scritta da Walter Isaacson, editore del TIME, Kissinger, reclutato dalla CIA a fine guerra, dopo aver servito la macchina da guerra tedesca, riceve subito l’incarico di recuperare tutti gli scienziati e i gerarchi nazisti più capaci e di portarli a lavorare negli Stati Uniti, dove assumono ruoli di dirigenti ad alto livello in varie organizzazioni scientifiche, politiche e militari. Il processo di Norimberga è una farsa, come lo è quello di Saddam Hussein, dato per morto di cancro nel 1999, i cui familiari sono tutti esiliati nel Regno Unito; i veri “criminali” non se li lasciano scappare, ne hanno bisogno per costruire i loro progetti d’ingegneria eugenetica, sociale e militare.

KISSINGER, ROCKEFELLER, L’INDUSTRIA CHIMICA, L’OMS.
Il piano di reclutamento degli ex nazisti ha il nome in codice di: “OPERATION PAPERCLIP“. Ai brutti tempi andati della seconda guerra mondiale, uno dei maggiori dirigenti del partito nazista tedesco, tale Hermann Schmidt, gestisce un’impresa che si chiama IG FARBEN, la quale, a sua volta, ha contratti d’intensa collaborazione con un’azienda della famiglia Rockefeller, la Standard Oil Company, per la produzione di gomma e la fornitura di carburante necessario all’industria bellica nazista. Il capo dell’ufficio legale della Standard Oil Company è, a quel tempo, Allen Welsh Dulles. Dulles diventerà più avanti direttore della CIA. Fra i nazisti esperti di laboratorio “esiliati” negli Stati Uniti da Henry Kissinger abbiamo un certo Erich Traub, (virologo e veterinario, capo divisione guerra biologica della Germania nazista; i virus che c’interessano sono noti ai veterinari più che ai medici) con la sua assistente Anne Burger. Un paio di decenni più tardi, durante l’amministrazione Nixon, Kissinger viene messo a lavorare alla Casa Bianca dal vicepresidente, Nelson Rockefeller, che lo mette anche a dirigere il CFR, per studiare come disseminare l’Europa di ordigni termonucleari.

LA NASCITA DELLA RETRO-VIROLOGIA
Il programma di guerra batteriologica inizia negli Stati Uniti nel 1941, stando all’archivio del congresso “americano”, ed è diretto da Gorge W. Merck, presidente della gigantesca industria farmaceutica tedesca Merck, nota in tutto il mondo per la produzione di un famoso analgesico, il Vioxx, che ha danneggiato milioni di persone prima di essere tolto dal commercio; la lunga lista, se pur parziale, degli agenti infettanti che sono prodotti con gli incroci di laboratorio è contenuta in un saggio intitolato “Special virus-cancer program” del NCI (National Cancer Institute), l’istituto nazionale dei tumori “americano”. Leucemia, sarcoma, influenza, linfoma, kuru, leucemia bovina, condiloma acuminatum, infezione da mononucleosi, e molti altri, sono prodotti in serie, a partire dal 1971. Nixon firma il protocollo di Ginevra nel 1970, ma non cambia proprio nulla; la ricerca per la guerra biologica e chimica continua con un altro nome, diventa “ricerca sul cancro”; è un fatto tanto ovvio e noto che lo pubblica anche la rivista scientifica “Nature”, nello stesso anno. Gli stanziamenti di denaro pubblico aumentano e l’arsenale, che si dà per distrutto, è in realtà intatto, conservato a Pine Bluff, in Arkansas. Cambiare il nome alla guerra biochimica, dare l’idea che abbia una funzione difensiva, che serva la ricerca immunologica e la difesa contro eventuali infezioni non “volute”, aiuta a giustificare incrementi negli stanziamenti di fondi; i virus che producono il cancro sono lo strumento ideale per spostare l’attenzione e, unitamente all’approccio proteso alla ricerca immunologica, offrono i presupposti per un nuovi ambiti di ricerca, come la retro-virologia, che includono la ricerca di virus come EBOLA e HIV-AIDS, distruttori del sistema immunitario, strategici per la guerra biologica, gli interventi di eugenetica e per il controllo sociale interno delle nazioni.

Henry Kissinger, direttore del consiglio per la sicurezza nazionale nell’amministrazione di Richard Nixon, coordinatore delle politiche estere, a sinistra, e l’ammiraglio Elmo Zumwalt.

BIONETICS
Litton Industries è un grande conglomerato per la produzione militare e ha una divisione biochimica, BIONETICS, che coordina anche tutta la gestione del centro nazionale di ricerca sul cancro di Fort Dietrick. Robert Gallo supervisiona sia il lavoro di Fort Detrick che quello di LITTON BIONETICS. Roy Ash, presidente di Litton Industries, è, contestualmente, anche funzionario della Casa Bianca, durante l’amministrazione Nixon, rivestendo, come spesso capita, il doppio ruolo di fornitore e di acquirente della pubblica amministrazione. In quel periodo, Kissinger ordina all’ammiraglio Elmo Zumwalt, della marina militare, di fare una rivalutazione dello stato dell’industria della guerra biochimica. Le armi biologiche possono essere usate per eliminare certe persone, certi gruppi di persone, specifiche comunità o gruppi etnici. Come risulta dai rapporti congressuali e come scrive il suo biografo ufficiale, l’editore del TIME Magazine, Kissinger seleziona le opzioni presentate da Zumwalt, per sviluppare armi biologiche del tipo EBOLA, HIV-AIDS; il contratto d’appalto per la produzione di questi virus va al suo collega della Casa Bianca, che ne è anche fornitore ufficiale, il presidente di Litton Bionetics, Roy Ash.

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3 – DELLE COMICHE INSCENATE IN SPAGNA E NEGLI STATI UNITI

IL PRODOTTO BREVETTATO EBOLA
il virus è isolato in laboratorio e brevettato (CA 2741523 A1); che funzione ha la registrazione di un brevetto su un virus? Il fatto che si occupino della sua gestione proprio gli stessi assassini di Fort Frederick – tra i quali il famigerato Robert Gallo, che ha impersonato la frode decennale HIV-AIDS – dimostra che il virus non minaccia la cosiddetta “sicurezza nazionale” degli Stati occidentali industrializzati, come invece cercano di far credere i burattini ai governi; al contrario, il virus serve e soddisfa gli scopi del controllo sociale. Infatti:

a) è un prodotto isolato in laboratorio, con brevetto (CA 2741523 A1 – Human Ebola Virus Species and Compositions and Methods Thereof US 20120251502 A1);

b) se ne fa un uso controllato per spaventare il mondo;

c) produce impressionanti fluttuazioni di borsa che vanno a favore della speculazione finanziaria e delle multinazionali chimiche-farmaceutiche;

d) dà il pretesto per le vaccinazioni “obbligatorie”, che servono ad alzare altri milioni di dollari;

e) serve i piani di controllo demografico (cioè di riduzione della popolazione);

f) serve al burattino Obama per imporre la legge marziale negli Stati Uniti e altrove; g) serve i gruppi come Carlyle Corp. che, non solo fabbricano medicine letali, ma gestiscono anche i campi di concentramento FEMA, dove si pianifica di segregare i cittadini in caso di pandemia.

h) come minaccia all’umanità intera, serve i piani di controllo sociale che poi andremo a vedere più avanti.

Il virus viene strumentalizzato, per scatenare il panico; poi arrivano i vaccini e il veleno è proprio lì, nel vaccino; entro un certo numero di anni ci si ammala e si muore; non tutti, non tutti lo stesso anno, non tutti nello stesso modo. Generalmente sono tumori, ma ci sono anche altri mali incurabili. Si sviluppano malattie che si manifestano lentamente, dopo molto tempo dal vaccino, e chi si ammala non giunge a sospettare la connessione tra la sua malattia e il vaccino, che è inoculato molti anni prima.

LE MESSE IN SCENA DELLE IMPORTAZIONI DEL VIRUS
Le prove circostanziali della macchinazione della pandemia di EBOLA sono offerte anzitutto dagli attori di serie B che hanno rappresentato le rispettive sceneggiate dell’importazione, in Europa e negli Stati Uniti d’America, di pazienti immaginari,

dichiarati ufficialmente contagiati, ammalati, dal pericolosissimo virus. C’è poi da chiedersi, e ripetere la domanda a chiunque pratichi la medicina a qualsiasi livello, qual’è la logica nel prelevare un malato, contagiato in una zona pandemica, e trasportare quel malato fino in patria, anziché portargli (o spedirgli) l’assistenza e i medicinali di cui ha bisogno? Da quando in qua i governi delle nazioni decidono d’importare, dando poi grande risalto alla notizia, “pericolosissimi” vettori di terribili virus che mettono in pericolo le popolazioni intere abitanti le loro stesse nazioni? Non siamo noi abituati a pensare che, se circostanze simili si avessero in conseguenza di qualche scellerato progetto scientifico, la cosa dovrebbe essere fatta in segreto, quantomeno per “evitare” il panico? Nel nostro caso l’intenzione è esattamente quella di organizzare eventi, pubblicizzarli, per alimentare il terrore panico. Perché si dovrebbe voler diffondere il panico? Non se ne avrebbe motivo se si gestisse il dramma di EBOLA come un problema serio; il fatto che su di essa si producano tutte queste ridicole messe in scena è un chiaro indizio che il problema reale della pandemia nell’occidente industrializzato non sussiste, come non sussiste la pandemia dell’influenza dei polli, dei maiali e dei somari.

EBOLA IN SPAGNA
La ridicola farsa dei “carabinieri” spagnoli

Ecco le immagini girate dall’ente militare che le ha messe in circolazione a beneficio della propaganda. C’è da notare che:

1) siamo in pieno giorno.

2) il video è stato realizzato dall’ente di Stato che amministra la cosiddetta “difesa”, vedi il marchio in alto a sinistra; a che scopo? Nel caso in cui i militari contrabbandano pericolosissimi virus letali, ci si aspetterebbe che la notizia non venisse fatta circolare “per non scatenare il panico”, come sempre si dice. Questi, altresì, vogliono esattamente questo: scatenare il panico.

3) Il portello si apre e si affacciano due piloti in tuta di volo militare.

4) I due piloti militari non hanno nessuna protezione, neppure sul viso, neanche una mascherina da infermiera; essi sanno perfettamente che non c’è alcunché di contaminante nel bussolotto che stanno per tirare fuori i “carabinieri” spagnoli.
5) In due, estraggono il bussolotto (che se fosse vero sarebbe pesantissimo e pericolosissimo); lo maneggiano come se spostassero un mobile nel salotto di casa.
6) Nessuno tiene in mano la flebo; in questa fase di consegna e di discesa in ascensore; gli attori sono tutti accucciati e non c’è proprio nessuna flebo.
7) Appena arriva l’ambulanza, i due attori vestiti di bianco, i primi due da sinistra, salutano, con la rigida, tradizionale, postura militare, qualcuno che è seduto dentro l’ambulanza. Medici e infermieri veri non salutano i portantini; questi sono militari in maschera; però, i due di loro più disattenti, non riescono a evitare il saluto, perché oramai per loro è un gesto automatico. Qualcuno poco avvezzo agli ambienti militari ipotizza che si stiano riparando dal sole. Ma l’uomo di sinistra ha la parte superiore del corpo all’ombra della fusoliera, e si vede bene; il secondo ha un’angolazione diversa rispetto al sole; d’altra parte, per riparare gli occhi dal sole non si ha bisogno di tenere il braccio perfettamente a 90 gradi, parallelo al suolo, tenendo il braccio sinistro rigidamente addotto alla linea dei pantaloni. Infine, chi guarda il video vede bene chiaramente che il saluto, o il gesto di ripararsi gli occhi del sole, inizia e finisce con il passaggio dell’ambulanza; è un movimento di pochi secondi, non ha proprio nulla a che vedere con il “ripararsi dal sole”.
8) Inizia poi la commedia del caricamento del bussolotto; uno degli attori tiene in mano la flebo, che appare ora per la prima volta; nessun vero medico, osservando questa scena ridicola, potrà mai credere che in una camera d’isolamento portatile come quella che s’intende simulare qui, la flebo sia tenuta in mano dall’esterno, perché ciò comporterebbe che la camera avesse una fessura per far passare il tubo. E, se fosse una vera flebo, chi la tiene in mano durante la fase di scaricamento dall’aeromobile e durante la discesa?
9) L’involucro arancione che sta dentro il bussolotto non ha sembianze umane e non è neppure un manichino; hanno fatto un pessimo lavoro, corretto poi, con le foto successive, in cui hanno messo dentro, per la posa, un uomo vero, ma non è affatto vestito di arancione e, anzi, ha il petto nudo.
10) La scorta presidenziale, con la carovana di ambulanze che vanno a prelevare il corpo del malato è un’altro indizio della messa in scena che nella realtà non avrebbe senso; servono 4 ambulanze per un paziente, scortate dalle moto, dall’auto della polizia, da altri due o più mezzi militari a fine colonna. È evidente la ricerca d’attenzione, l’enfatizzazione, la volontà di drammatizzare.

SPAGNA, LE FOTO IN POSA DEI “CARABINIERI” SPAGNOLI
Oltre ai video, gli attori hanno fatto anche delle foto in posa, come accade sui set dei film e dei telefilm che si vuole pubblicizzare. Però hanno fatto anche qui un lavoro sciatto, perché le foto sono ciascuna la contraddizione della precedente; la falsificazione dell’evento e la sua drammatizzazione sono già prove del fato che l’evento non sussiste; se fosse un evento reale non ci sarebbe nessun bisogno di drammatizzarlo, semmai il contrario, perché sarebbe già troppo drammatico di per sé e dovrebbe generare disordine. Vediamo qualche dettaglio delle foto in posa, più nitide rispetto a quelle del video:

(questa è una di quelle foto in cui – a volte di notte a volte di giorno – i carabinieri travestiti fingono di trasportare il bussolotto e uno di loro tiene la flebo in mano fuori dallo stesso bussolotto)

1) questa volta è notte. Vediamo ancora l’immancabile flebo, tenuta in sospensione per sfruttare la gravità, un involucro arancione, deforme, dentro alla

camera d’isolamento, dei cespugli a sinistra che non abbiamo notato nel video e che non sono compatibili con la pista d’atterraggio del grande aviogetto che i militari hanno noleggiato per l’operazione. Si nota poi in basso una banda blu, che potrebbe anche essere la sezione di un mezzo o un altro aggeggio qualunque, che non era presente sul piazzale con l’aereo e l’ambulanza; c’è su scritto CNP, che in spagnolo significa “Cuerpo Nacional de Policía”; ciò induce a dedurre che le foto in posa le hanno fatte gli stessi “carabinieri” spagnoli presso una delle loro caserme, prima o dopo la messa in scena dell’aereo, tanto è vero che qui è notte.

2) Nelle prime 2 foto che si vedono è chiarissimo che dentro al bussolotto con il quale si tenta di simulare una camera d’isolamento, c’è un oggetto rivestito d’arancio che non ha neppure le sembianze di un manichino. Anche in questa foto di posa c’è un attore che tiene la flebo in alto, il cui tubo si vorrebbe che attraversasse il bussolotto attraverso un foro. L’immagine è bene illuminata ma si capisce chiaramente che è stata scattata di notte; il video che ritrae in diretta l’arrivo del paziente si ha invece di giorno. Potrebbe anche darsi che queste foto siano quelle dell’arrivo in ospedale, ma deve essere un ospedale molto lontano, visto che nel frattempo si è fatta notte, con l’ingresso in mezzo alla vegetazione e privo di apparecchiature di primo soccorso.

3) È nuovamente giorno?

4) Scompaiono i cespugli?

5) Scompare la banda con l’insegna CNP dei “carabinieri” spagnoli?

6) Qualcuno ha voluto rifare la simulazione più volte, e si vede bene nelle foto qui sotto che sono scattate in pieno giorno, questa volta mettendo dentro al bussolotto un uomo vero, a torso nudo. Le posizioni degli attori sono più o meno le stesse; insistono a tenere la flebo esterna rispetto alla camera d’isolamento. Le foto (foto di giorno e foto di notte) messe in giro dagli addetti delle versioni ufficiali si contraddicono chiaramente anche se confrontate fra loro.

Diversi canali d’informazione del “main stream”, confermano la novella ufficiale, ma facendo l’errore di usare foto diverse del medesimo evento, il quale non può avvenire una sola volta, sia di giorno che di notte, sia con un corpo umano nella camera d’isolamento che con un involucro arancione; la scena è stata quindi ripetuta più volte e questo non avviene mai nella realtà, con medici, infermieri e pazienti veri; abbiamo dei precedenti, piuttosto, proprio con i caroselli organizzati dalla polizia che, dopo aver arrestato alcuni pregiudicati a casaccio, in seguito a qualche efferato omicidio, li fanno sfilare avanti e indietro per le telecamere della TV, girando a vuoto con le sirene spiegate attorno alla questura, per dare l’idea che hanno già preso “i colpevoli”, e rientrando poi, però, alla centrale, dato che i fermi dei sospetti non sono ancora convalidati dal magistrato e quindi non è ancora vero né che sono “i colpevoli” né, tantomeno, che sono in stato di arresto.

Il gruppo militare della recita ripetute l’errore fatale di tenere la flebo alzata (e in altre foto se la dimenticano del tutto) (fuori dal bussolotto; non si può avere una capsula d’isolamento con i tubi che fuoriescono per permettere al liquido della flebo di defluire, sfruttando la forza di gravità. Guardando di nuovo il video, sarebbe proprio tutto da ridere, se dietro a queste pagliacciate non ci fosse una frode colossale, unitamente al solito calpestare di diritti civili e libertà individuali.

EBOLA NEGLI STATI UNITI
Naturalmente la messa in scena viene ripetuta negli Stati Uniti, in Africa e altrove; ora qui non abbiamo il tempo per vedere tutta la montagna di materiale che viene messo in circolazione; ricordiamo però che il trucco sta nella ripetizione; ed è la ripetizione, con qualunque mezzo, la chiave fondamentale per imprimere le fandonie nel cervello umano come se fossero vere; anche gli scettici, dopo essere stati esposti ad un numero esagerato di ripetizioni, coltivano qualche dubbio; e, con il dubbio, si abbandonano anche al timore e all’atto remissivo, imprudente ma considerato prudente, di farsi vaccinare. C’erano un tempo i miti degli extraterrestri. Non eravamo bombardati, in quel tempo, da cinema, televisione, gadget pubblicitari, fumetti, fotoromanzi, libri e quant’altro, che non parlavano altro che di UFO?

GADGET, RIPETIZIONE INDOTTA DALLA COMPLICE STUPIDITÀ UMANA

Qui abbiamo la mascherina del telefono portatile con GPS, chiamato iphone, o smart-phone, e la raffigurazione del dell’orrendo, temutissimo, virus della terrificante pandemia di EBOLA, impressa come fosse una decorazione. Abbiamo poi la bellissima T-shirt EBOLA, sponsorizzata dal terribile virus che minaccia l’umanità intera, con la sua mortale viralità, venduta a 19 dollari, e tanti altri oggetti inutili. Il costume per la deprecabile, tragica, festa di Halloween, più impressionante delle solite mascherate che celebrano la stregoneria, il vampirismo e la necrofilia; questa festa anti-cristiana ora celebra anche la morte atroce dei malati di EBOLA.

Per i bambini più cretini, sono pronti i giocattoli a forma del virus di EBOLA, come questo pupazzetto di peluche che, se fosse di plastica, somiglierebbe di più a una merda di carnevale.

Abbiamo poi le finte piaghe adesive, da mettere per Halloween, per carnevale o in

ogni occasione in cui si voglia fare scherzi idioti, ispirate alle lesioni dei virus della pandemia di EBOLA, la terribile epidemia che si vuole faccia angosciare il mondo del giornalismo più vile, quello che gode a viaggiare negli abissi del terrore e dell’angoscia sollecitata negli spettatori.

Per chi crede d’impressionare con abbigliamento intimo le fantasie più morbose di amanti necrofili e/o sadomasochisti, ecco le mutande con l’inno alla morte di EBOLA. Queste cretinate, queste amenità, possono essere considerate innocenti oppure no, il fatto sta che servono gli scopi del meccanismo perverso della ripetizione, quello che inculca le fandonie – e le angoscie – in quelle zone del cervello e della memoria che non possiamo controllare.

I MALATI IMMAGINARI

Qui sotto abbiamo l’attrice Nina Pham, la prima “infermiera” di Dallas ammalata dal terribile virus EBOLA che minaccia la stessa esistenza dell’intera specie umana. “Abbracciamoci a beneficio dei fotografi”. Miracolosamente guarita, dopo due sole settimane, dal terribile male che assicura agli africani una morte implacabile e terrificante, lo stesso giorno in cui viene dimessa, corre subito alla Casa Bianca per abbracciare l’attore indonesiano Barak Obama.

OBAMA CHOREOGRAPHED HUG WITH EBOLA VICTIM
October 25, 2014 / Daniel Crane
According to still photographers on the scene, his hug with Ms. Pham was staged.

Lo stesso giorno, il 24 ottobre, senza degenze supplementari, senza osservazione, senza niente, lo stesso giorno in cui viene dimessa dall’ospedale si abbraccia con il presidente “americano”, rischiando di far prendere il male al “commander in chief” e a tutta la “squadra dirigente” di questa pagliacciata internazionale. Siccome tutti i maggiori organi di stampa fanno da cassa da risonanza per diffondere queste idiozie, ci sono solo due possibilità: o sono bugiardi oppure sono completamente scemi; nel primo caso la loro azione è criminale con dolo, nel secondo caso è ancora criminale, con la sola attenuante che la loro imbecillità deve essere congenita. I servizi di sicurezza sparerebbero a vista su chiunque si avvicinasse al presidente, sapendo che c’è un solo un minimo rischio che sia contagioso.

GLI AZIONISTI DELL’OMS: BILL GATES

La fondazione senza scopo di lucro del re della truffa in ambito di tecnologia digitale, Bill Gates, investe 31 milioni di sterline nell’impresa EBOLA.

Glaxo avrà pronti i vostri vaccini nel 2015

32 bambini muoiono subito dopo la vaccinazione GLAXO 6-in-1 Infanrix Hexa.

Glaxo Smith Kline, gigantesca casa farmaceutica del Regno Unito, ammette la propria colpevolezza e paga in corso di causa una multa di 3 miliardi di dollari per chiudere la vertenza giudiziaria per frode nella quale viene coinvolta da una Corte statunitense.

ESERCITAZIONI MILITARI CONTRO GLI ZOMBIE

Barak Obama decide di mandare 3000 soldati in Liberia per “combattere” EBOLA; i militari, come faranno più avanti anche la polizia e la guardia nazionale, fanno esercitazioni con dei finti ZOMBIE. Esiste un altro sistema per prendere più palesemente per il culo le comunità del mondo e sottrarre la loro ricchezza, prodotta con il loro lavoro, a botte di trilioni di dollari?

IMPORTAZIONE DI PAZIENTI INFETTI NEGLI STATI UNITI

Anche negli Stati Uniti d’America, si decide d’importare i pazienti contagiati e contagiosi dall’Africa, anziché inviare l’unità di contenimento all’Africa. Un’ambulanza scortata da tre auto senza marchi è incaricata di far fare il giro turistico al paziente.

Portano in giro il pericolosissimo paziente infetto, dopo aver fatto chiudere l’autostrada, come dice il finto giornalista, ma poi dimenticano di tagliare le scene delle altre auto che passano.

Del primo americano “infetto” da EBOLA

Con il 90% di possibilità di morire di una morte orrenda, causata da un virus di cui non si ha la cura, rischiando di contaminare tutto il mondo, di far morire tutta la popolazione statunitense con gli organi interni che si liquefanno, questi attori, allegramente, portano in giro i pazienti contaminati, avanti e indietro per il mondo. Perché si rischia il mondo intero per salvare due americani? Perché si vuole dar loro la migliore attenzione medica sicuramente più avanzata rispetto a quella che potrebbero avere in Africa. E, per fare ciò, si usano quelle “camere d’isolamento”, organizzate con i teli di plastica, legati a loro volta con i lacci delle scarpe? Proprio così, il paziente di Atlanta viene portato nella moderna struttura ospedaliera, con i teli di plastica tenuti assieme dai lacci delle scarpe. In Atlanta preparano le aree d’isolamento per i malati che stanno venendo,

a migliaia, forse a milioni, per contenere la pandemia; ecco che usano queste specie di telai sui quali poggiano dei teli di plastica legati fra loro con lacci delle scarpe. Vogliamo davvero credere che queste foto sono state prese in ambianti preparati da personale veramente medico e paramedico? Questi sono ambienti preparati da militari e attori principianti, assai poco preparati su tutto. I milioni di denaro pubblico investiti nella campagna non servono né a preparare attrezzature adeguate e né a inscenare farse almeno un po’ credibili. Queste sono le scemenze che mette in giro la CNN.Dopo il giro in aereo e in ambulanza, il paziente di Atlanta viene fatto scendere, con le proprie gambe, dall’ambulanza; dovrebbe avere emorragie dappertutto, i suoi organi interni dovrebbero essere in liquefazione, e però, vestito come gli altri attori in tuta spaziale, scende dall’ambulanza con le sue gambe, come se niente fosse; riceve un po’ di aiuto per evitare che scivoli, essendo la rampa dell’ambulanza alta fino a sopra il ginocchio del suo collega.

LE FABBRICAZIONI IN AFRICA
Anche in Africa, medici senza frontiere, UNICEF, e le altre protesi dell’impresa ONU, organizzano video per insultare l’intelligenza umana. Il colore scelto per la campagana di propaganda è il VERDE, e lo si fa ricorrere, lo si ripete, in
ogni immagine di ciascun rapporto ufficiale o evento divulgativo collegato.

Qui c’è il racconto di un ragazzo che fugge dalla quarantena perché ha fame, in regime di quarantena non gli danno da magiare, e allora decide di andare al mercato a prendersi qualche banana o qualche noce di cocco.
È il giovane con la maglietta rossa; la gente attorno è allertata che il ragazzo è portatore di virus pericolosissimo; sono talmente “spaventati” che si raccolgono attorno a lui, uno minacciandolo con una pietra, ma non si allontanano, stanno vicini alla videocamera quanto possono, incuriositi dalla sceneggiata.

Poi giunge l’auto degli uomini mascherati e la gente si raccoglie per vedere che cavolo stanno inscenando. Il presunto malato cammina tranquillo e loro cercano di prenderlo per portarlo via; tutta la gente assiste divertita.

Il giovane con la maglietta rossa si mostra riluttante a seguire i personaggi in giallo con le maschere da sci, c’è anche un poliziotto che lo invita ad obbedire; il poliziotto si tiene a distanza dal malato, ma i curiosi no, dietro il camion si vede bene che altri due si affacciano per vedere la scenetta.

Alla fine gli uomini in maschera da sci hanno la meglio, accompagnano il ragazzo ribelle, che pare perfettamente sano e certo i suoi organi non stanno andando in liquefazione.

L’attore che rappresenta i “medici senza frontiere”, che ha proprio la maglietta d’ordinanza, non ha protezioni, anche se indossa guanti da cucina simili a quelli (verdi) che usano gli altri attori; si avvicina al ragazzo in maglietta rossa e gli dà delle raccomandazioni; è vicinissimo, sa perfettamente che è sano e non ha nessun timore di essere contagiato dal nulla. Dietro la folla si è ingrassata, molti ridono allegri; “stanno girando un film, andiamo a vedere”.

La farsa continua. Il ragazzo viene caricato di peso, anche se non fa nessuna resistenza, cioè, si lascia caricare di peso, sulla giardinetta dell’UNICEF, che è verde per l’occasione.

Ecco i rappresentanti, uno del mondo bancario e l’altro della sicurezza, che partecipano alla campagna del verde: vestono in verde, bevono in verde, scrivono su fogli verdi, usano bottiglie verdi. Naturalmente per la campagna di sensibilizzazione verde, ci sono anche le massaie che si danno da fare, per una mancia, ma la gente africana ha tanti problemi veri e non sembra dar retta più di tanto a queste cialtronate.

Anche il New York Times pubblica sulla sua testata in rete i video dei pazienti, sempre in maglietta verde, che pare stiano morendo davanti alla porta dell’ospedale. Ma non hanno mai visto come si mostra un paziente con ebola. Qui, un’ambulanza viene lasciata, per un tempo indeterminato, incustodita, con dentro due pazienti nudi o seminudi, i battenti spalancati a beneficio della videocamera.

La macchina da presa si avvicina all’ambulanza lasciata aperta senza motivo, due persone giacciono all’interno, mostrano un generico stato di affaticamento, sonnolenza, forse anche indolenza; non sanguinano.

Il presunto ricoverato, affaticato ma non annoiato, davanti alla telecamera assume un’espressione vagamente sofferta, confusa, stanca, e pare abbandonato allo sconforto, anche se non si capisce da cosa sia affetto.

Però sa di essere ripreso; nell’immagine sotto, non resiste a guardare verso il fotografo.

Dopo aver guardato dentro la videocamera, inizia a trascinarsi fino a fuori dall’ambulanza e si lascia cadere per terra, dove rimane, ignorato dal mondo tranne che dal fotografo, per non si sa quanto.

Si lascia andare dolcemente a terra, senza urtare, appoggiandosi senza motivo sul pavimento.

Il pezzo forte di questo video è in arrivo subito dopo; un fanciullo proviene dal davanti dell’ambulanza, quindi appartiene alla scena ma non è fra i ricoverati; arriva con un’andatura sicura e baldanzosa fino al battente sinistro, aperto, dell’ambulanza dalla quale si è lasciato cadere il primo paziente.

Una rapida occhiata per vedere se ha compreso bene le istruzioni del regista.

Dopodiché si sdraia tranquillo sul pavimento e assume la posa del morente o del morto.

Eccolo qui sotto: “saltella, passa nel cerchio, fai il morto”. Un attimo prima, quasi correva verso la macchina da presa.

Il falsario Ben C. Solomon pubblica questo video per conto del The New York Times, compiendo una serie di delitti punibili sia dal codice penale dall’ordinamento statunitense che da quegli europei. Il finto morente ha una maglietta verde e si è disteso sul suolo sterrato, sporcandosi tutto, davanti ad una sorta di baracca blu che passano per ospedale. Mentre le altre due comparse vengono intervistate – si lagnano del fatto che i malati di EBOLA vengono lasciati fuori dalla porta per non contaminare gli altri pazienti – il finto morente dalla maglietta verde cambia posizione e si mette a pancia in giù.

Qui lo rivediamo un po’ da vicino. È certamente sdraiato, ma non appare deturpato da nessuna delle orribili piaghe che mostrano nelle foto più specialistiche; questo potrebbe benissimo essere un fesso qualunque che si sta facendo una “pennichella” dopo il pranzo.

I giornalisti, mossi sempre da qualche impulso compulsivo alla viltà, che li obbliga a falsificare e drammatizzare i fatti a beneficio di padroni che non conoscono, scrivono una didascalia sotto il personaggio che dorme:
“MORENDO DI EBOLA DAVANTI ALLA PORTA DELL’OSPEDALE”.

L’attore Stefan Liljegren, di medici senza frontiere, dispensa scempiaggini nelle interviste per i media tradizionali; lo abbiamo visto di sopra, in un altra sequenza, privo di protezione e di maschera da sci, mentre cerca di convincere a rientrare in ospedale il fuggiasco dalla maglietta rossa, andato al mercato a comprarsi la merenda.

Finalmente si apre la porta dell’ospedale; prima il familiare del malato con la maglietta verde si lamenta che non li vogliono curare perché hanno il virus letale e non vogliono essere infettati. Ora il ragazzo si mette seduto e non sta più per morire; nel frattempo si apre la porta dell’ospedale, escono i due attori mascherati, ma, dietro la porta, pare che ci sia un piazzale vuoto.

Dopo l’intervista, la comparsa che interpreta il ruolo del parente del malato se ne va, e ha in mano un bel rotolo di dollari con il quale potrà campare la famiglia per qualche anno; chi lavora, è giusto che sia pagato.

DELLE STATISTICHE
Abbiamo detto che il virus di EBOLA esiste ma che la pandemia di EBOLA è una montatura. Un’altra prova evidente del fatto che la pandemia è una tragica burla internazionale, la caviamo dalle statistiche. In Africa e nel mondo si muore più per diarrea che per EBOLA. I vaccini assassini sono lo strumento fondamentale del genocidio africano, come il fisco è lo strumento fondamentale per l’impoverimento degli stati occidentali. Qui c’è l’elenco dei dieci modi più comuni per morire in Africa. EBOLA non è compreso.

Sifilide: mediamente muoiono 157 mila persone all’anno;
meningite: muoiono mediamente 174 mila persone all’anno;
tetano: 214.000;
pertosse: 200/300.000;
morbillo: 242.000;
tubercolosi: 1000.000, UN MILIONE di morti all’anno, in media, solo in Africa e un altro milione nel resto del mondo.
diarrea: 2.200.000 persone muoiono ogni anno;
Malaria: infetta “500 milioni” di persone ogni anno e causa la morte di 1-3 milioni di questi;
HIV-AIDS: 33.000.000 di persone sarebbero infette; di queste, il 65% in Africa centrale,
POLMONITE: la polmonite si prende 800 mila vite all’anno in Africa e fra queste ci sono anche altre infezioni del tratto respiratorio che vengono comunque fatte rientrare nella categoria della polmonite.

Questi numeri non sono precisi al millimetro, è chiaro; la prima ragione di ciò è che non è facile trovare studi seri sull’argomento delle malattie infettive, soprattutto quando si parla di malattie infettive che sono anche trasmissibili sessualmente, e le scempiaggini più ridicole sono proprio quelle messe in giro dall’OMS. Tuttavia, volendo anche considerare fonti diverse e confrontare i numeri, volendo cambiarli e correggerli tutti, rimane il distacco fondamentale e sproporzionato, esageratamente sproporzionato, fra le statistiche delle morti per EBOLA e quelle delle morti per polmonite, HIV, Malaria, diarrea, tubercolosi, morbillo, pertosse, sifilide e meningite. Non è logico quindi dare esagerato risalto ad un virus che produce duemila vittime, assolutamente non accertate, visto che vengono messe in giro solo palesi mistificazioni, quando ci sono vere pandemie che producono morti a milioni; e una di queste è proprio il CANCRO.

Dato che per capire il ragionamento ci basta intendere la sproporzione esagerata, che viene confusa dalla suggestione, fra la reazione ad EBOLA e il contegno che si ha rispetto ad altri mali, ho raccolto altre statistiche, sommariamente, anche qui arrotondando, senza nessuna pretesa di precisione assoluta, circa i mali assassini che affliggono il mondo. I numeri non sono precisi, ma la sproporzione sì. Infatti, sfido chiunque a presentare un qualunque altro confronto statistico che presenti

proporzioni tanto discostanti, rispetto a queste, da ribaltare il ragionamento. Il fatto sta che, statisticamente, EBOLA è un fenomeno assai meno pericoloso che l’andare in auto, o il lasciarsi abbandonare alla depressione, all’artrite reumatoide o al diabete; la carenza di vitamina A, l’appendicite, l’alcolismo e la schizofrenia sono tutti mali che mietono più vittime di EBOLA, e non parliamo poi dei tumori, perché la sproporzione lì è anche più che smodata. Si potrebbe obiettare che i mali presi ad esempio non sono trasmissibili sessualmente o per via aerea. E allora? Il fatto rimane che di EBOLA si menzionano un paio di migliaia di vittime, niente affatto accertate; quale che sia la forma di trasmissione, è evidente che EBOLA è un virus tanto virulento e temibile che fa meno vittime della clamidia e dell’appendicite, ai quali nessuno, mai, dà il minimo risalto. Il paziente malato di EBOLA che viene trasportato in ambulanza negli Stati Uniti, ha corso più rischi – di morire in un incidente stradale – durante il tragitto dall’aeroporto all’ospedale di Atlanta rispetto a tutto il periodo in cui si sarebbe esposto al virus durante la sua presunta permanenza in Africa. Diamo un’occhiata ai numeri, arrotondati e approssimati, tenendo presente le dovute proporzioni a confronto con il paio di migliaia di vittime che sarebbero morte per EBOLA.

Malattie coronarie:     7.200. mila;
infarti:                            6.151 mila;
polmonite:                     3.460 mila
malattie polmonari:    3.270 mila;
diarrea                           2.464 mila;
HIV-AIDS                       1.770 mila;
cancro ai polmoni       1.387 mila;
diabete                           1.255 mila;
incidenti stradali         1.208 mila;
ipertensione                 1.153 mila.

Come si vede molto bene, senza disturbare le tragiche e terribili statistiche sulle morti di cancro, basta dire che per diarrea muoiono circa due milioni di persone all’anno e però nessuno fa una campagna di stampa su questa tragedia. Il guadagno per le multinazionali è lì dove la tragedia è fasulla. Guarire sul serio le persone è un affare che non porta vantaggio alle corporazioni dell’industria chimica e farmaceutica.

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4 – DEL MOVENTE

I MOTIVI GENERALI DELLA FRODE
Comprendere i motivi della frode di EBOLA può servire a comprendere le ragioni generali di tutte le altre frodi internazionali, di quelle grandi abbastanza da influenzare la vita delle comunità del mondo, quelle che sottraggono loro la maggior parte della ricchezza che esse producono con il lavoro. Le prime due guerre mondiali soddisfano diverse esigenze; la più importante è il controllo sociale all’interno delle nazioni. Dopo un certo periodo di tempo dalla fine della seconda guerra mondiale, le élite al potere decidono di studiare un modo per evitare la terza guerra mondiale, per motivi che non rientrano in questa indagine (anche se è ragionevole ipotizzare che lo straordinario potere distruttivo raggiunto con la tecnologia nucleare sia considerato contraddittorio rispetto alla gestione dello stesso potere e che esso rappresenti una minaccia fisica – per la prima volta – anche per le classi privilegiate, che non sono mai toccate dalla guerra e che, anzi, dalla guerra traggono sempre vantaggio). La guerra deve continuare, quindi, ma su scala ridotta; deve essere mantenuta su quella scala convenzionale che consente d’indurre le classi medio-basse delle nazioni a continuare ad ammazzarsi fra loro. Tuttavia, ciò comporta un processo di conversione, perché una parte della società occidentale viene liberata dai mestieri delle armi, ne avvia di altri, e comincia a produrre più ricchezza di quanta ne distrugga. Bisogna fare uno studio analitico di cosa comporteranno (siamo nel 1963) i prossimi decenni di “pace relativa”, cioè di guerra parziale, organizzata fuori confine, condotta con armi e mezzi convenzionali, i quali non consentono lo stesso livello di spesa generalizzata delle due guerre mondiali precedenti.

IRON MOUNTAIN 1963
Iron Mountain è il nome dato ad un rifugio nucleare sotterraneo, collocato sotto una montagna, che si adatta bene ai romanzetti di spionaggio di Ian Fleming; si trova negli Stati Uniti, vicino alla cittadina di Hudson, ed è un rifugio per centinaia di grandi corporazioni americane, la maggior parte delle quali usano il suo spazio, sotto la montagna, come un caveau di sicurezza per stoccare i loro documenti più importanti; ma un certo numero di queste imprese tengono in quel caveau anche i loro centri direzionali “alternativi”, in cui una parte del personale, considerato più essenziale, o particolarmente specializzato, dovrebbe sopravvivere e continuare il suo lavoro anche in seguito ad un ipotetico attacco nucleare. Questo gruppo d’imprese comprende la Standard Oil di New Jersey, la Manufacturers Hanover Trust, e la Shell. Nell’agosto del 1963, taluni autorevoli e anonimi dirigenti di “uffici politici” statunitensi, formano una commissione speciale che è indotta a riunirsi discretamente, lavorando costantemente, in questa località sotterranea, per due anni e mezzo, alla preparazione di un determinato rapporto (Report from Iron Mountain), indirizzato a gente con responsabilità militari o politiche e a pubblici funzionari d’altro rango. Per un lettore ancora capace di umanità, la sostanza dello studio può risultare anche più inquietante delle sue conclusioni. Il gruppo di studio si forma nell’agosto del 1963, con elementi “nuovi” dell’amministrazione Kennedy: McNamara, Bundy, Rusk, e deve trovare una soluzione per una serie di domande particolari, per esempio:

a) quali sono i problemi che ci si troverebbe ad affrontare se si decidesse una transizione verso una condizione di PACE generalizzata?
b) Quali procedure sono raccomandabili per gestire una simile contingenza?

GUERRA, MEDICINA, POVERTÀ, SCUDI SPAZIALI, UFO
La conclusione di questo rapporto è che la PACE durevole, anche se non teoricamente impossibile, è probabilmente non ottenibile e non è neppure desiderabile, perché, anche se si può avere, essa non soddisfa, quasi certamente, gli interessi di una società stabile. La guerra esercita, infatti, certe funzioni che sono necessarie alla stabilità del “nostro” sistema sociale; fino a che non si saranno sviluppati altri metodi per esercitare quelle funzioni, il sistema basato sulla guerra deve essere mantenuto e migliorato nella sua efficienza. I progressi nella medicina sono visti come un problema più che come un vantaggio, la povertà è necessaria e desiderabile, anche se l’atteggiamento pubblico dei politici vuole apparire contrario, come sono desiderabili gli eserciti permanenti, gli istituti per l’assistenza sociale, le case di riposo e i manicomi. Le campagne propagandistiche sui DISCHI VOLANTI, sui programmi spaziali, sui controversi programmi dei missili anti-missili – gli scudi nucleari, scudi spaziali, scudi stellari, scudi antimissile – servono proprio per spendere enormi somme di denaro pubblico; la difesa nazionale e i progressi scientifici non c’entrano un fico secco. I progetti politici di tipo militare sono assai poco rilevanti con il concetto di “difesa”. Il programma che

conduce alla PACE permanente, comprende, secondo questi studiosi d’ingegneria sociale, anche la repressione organizzata delle minoranze, il ripristino della schiavitù, la deliberata intensificazione dell’inquinamento dell’aria e dell’acqua e l’universale procreazione in provetta. Le formali conclusioni del rapporto ripetono e raccomandano che la pianificazione a lungo termine del numero “ottimale” di vite da sopprimere ogni anno in guerra aperta sia in cima alla lista delle priorità dei gruppi di governo.

Un professore di scienze politiche, uno degli studiosi che contribuisce al lavoro dei due anni e mezzo, il quale condivide tutte le pazzie che il rapporto contiene, decide poi di pubblicarlo, nonostante che, fra i suoi colleghi, siano in pochi quelli d’accordo sulla pubblicazione, e si rivolge al The Dial Press. Il gruppo di studio non viene chiamato a giurare o sottoscrivere in altro modo impegni di segretezza – non sono necessari – però lavora in luoghi e con modalità che sono ben riconducibili agli ambiti delle operazioni segrete. In ogni caso, il “rapporto” viene pubblicato a New York nel giugno del 1967, da Leonard C. Lewin e il The Dial Press (la novella di GEORGE ORWELL, 1984, è pubblicata nel 1949, perciò, se pure questo gruppo di lavoro serve l’amministrazione o i poteri forti dell’epoca negli Stati Uniti, il “rapporto” non è tutta farina del suo sacco; la commissione studia e conclude su osservazioni che sono già state fatte molto prima di allora, a Londra, dagli specialisti del Tavistock Institute).

I SURROGATI DELLA GUERRA PER IL CONTROLLO SOCIALE
In assenza di guerra, il controllo sociale si ottiene con altri sistemi che inducono alla paura e alla sottomissione; per esempio: recessioni finanziarie, artificiali e non, che producono povertà e disoccupazione, oppressione fiscale, epidemie, finti viaggi spaziali e corsa agli armamenti stellari, tensioni fra le nazioni e, in generale, qualunque altro approccio che consenta di assorbire la produzione di ricchezza delle comunità con grandi spese di “denaro pubblico”; quindi, gli sprechi nelle sanità e le speculazioni finanziarie dei fondi pensionistici, come pure le varie forme di corruzione del potere politico, sono sempre benvenuti.

SEZIONE 4 – GUERRA E PACE COME SISTEMI SOCIALI
Prima di questo studio, secondo chi lo ha fatto, non si ha nessun lavoro serio di pianificazione della PACE durevole. Ciò che si scrive prima di questo momento è superficiale e poggia su una presunzione generica secondo la quale il disarmo totale e la pace reale siano questioni utopistiche. Nella quarta sezione del rapporto, si leggono i ragionamenti che questo gruppo di analisti e ricercatori è indotto ad elaborare.

DELLA GUERRA SUBORDINATA AL SISTEMA SOCIALE
Il gruppo di studio tratta l’argomento del disarmo con grande superficialità e dichiara proprio di volerlo trattare superficialmente, perché, a onta del fatto che i piani presentati per il disarmo, nei diversi tempi e luoghi, pur essendo molto dettagliati e precisi, secondo il gruppo sono irrilevanti. Sono ben progettati, ben congegnati, sì, ma si tratta di “astrazioni”. Il progetto di disarmo più serio e maturo

appare ai loro occhi come un compito in classe più che una sequenza di eventi attuabili nel mondo reale. Secondo il rapporto che il gruppo eterogeneo di studio è indotto a produrre, tutti i piani per la pace perpetua, dal saggio di Abbé de St. Pierre, intitolato “Plan for Perpetual Peace in Europe”, di 250 anni fa fino ad oggi, si fondano su di un comune malinteso: “la guerra, come istituzione, è subordinata al sistema sociale che si crede che essa serva”.

DELLA TRANSIZIONE NON PROCEDURALE
La frase attribuita a Von Clausewitz – la guerra è la continuazione della diplomazia, o della politica, con altri mezzi – è luogo comune. Economisti e teorici di politica vedono i problemi della transizione verso la pace come fatti procedurali e li trattano come corollari logistici della soluzione di conflitti d’interesse nazionali. Se fosse così, la transizione non presenterebbe problemi sostanziali. Tutte le controversie dell’epoca moderna, fra nazioni o fra le forze sociali nelle nazioni, possono benissimo essere risolte senza l’uso delle armi, basta solo che la loro risoluzione pacifica sia vista come l’obiettivo principale nella scala dei valori della società. Il fatto sta, secondo questo gruppo di studiosi squadernati, che il cliché della transizione verso la pace presenta problemi sostanziali e non procedurali; se una società è costantemente organizzata per il più alto stato di allerta a tutti i livelli, ciò significa che la guerra soppianta la struttura economica e politica della società stessa (è la società che serve la guerra e non viceversa).

DELLA GUERRA ALLA BASE DEL SISTEMA ATTUALE
Si legge sempre nella sezione quarta che “la guerra in sé è la base del sistema sociale, all’interno del quale qualunque altra modalità di organizzazione sociale è in conflitto con quello stesso sistema. Questo è il sistema che ha governato la maggior parte delle società umane di cui si ricorda ed è il sistema che abbiamo oggi. Una volta capito chiaramente ciò, la magnitudine dei problemi che comporterebbe la transizione verso un sistema sociale basato sulla pace, che è un sistema sociale a sua volta ma del quale non si conoscono precedenti, diventa evidente”.

DELL’INUTILE GRANDEZZA DELLA GUERRA MONDIALE
Nello stesso tempo, anche certe contraddizioni della società moderna possono essere facilmente razionalizzate. La sproporzionata grandezza, e lo smisurato potere distruttivo, dell’industria della guerra mondiale, sono inutili. La preminenza delle istituzioni militari in ogni società, sia essa palese o mal celata, è pure inutile, come lo sono l’esenzione dei militari dagli obblighi legali e morali degli altri componenti della società, le operazioni militari condotte con successo senza regole, e altre ambiguità della guerra che sono correlate con la moderna società. I sistemi economici, politici, filosofici, e i loro apparati giuridici, servono ed estendono il sistema della guerra, non viceversa.

DELLA DIFESA E DELL’AGGRESSIONE
Ciò che fa prevalere la guerra sulle altre caratteristiche della società non è il risultato di una minaccia presunta da parte di altre collettività; ciò vale per il

passato e il presente; questa è la visione ribaltata della situazione di base; termini come “minaccia” e “interesse nazionale” sono foglie di fico per celare la domanda di sviluppo del sistema della guerra; è un espediente politico quello di trovare eufemismi alla realtà omicida, genocida, criminale, della guerra; distinguere fra “aggressione” (male) e “difesa” (bene) è un esercizio semantico che serve la propaganda della guerra e del genocidio.

DEGLI INTERESSI NAZIONALI ESTERNI E DEL CONTROLLO SOCIALE
La guerra non è causata da conflitti fra interessi interni di nazioni contrapposte. Osservando gli eventi con la corretta sequenza logica, vediamo che una società bellicista, fautrice della guerra ad ogni costo, ha bisogno, e perciò li fabbrica artificialmente, di quei conflitti d’interessi fra le nazioni. La capacità di una nazione di fare la guerra esprime la grandezza del potere sociale che essa può esercitare; fare la guerra, farla materialmente – o prepararla, addestrando milizie e ammassando quantità smodate d’armamenti – è questione fondamentale per lo scopo più alto, che è il controllo sociale. Non deve quindi sorprendere che le istituzioni militari di ciascuna società reclamano le loro priorità come fossero supreme.

DELLA CONFUSIONE SULLE FUNZIONI DELLA GUERRA
Il gruppo di studio fa rilevare anche che la confusione attorno a quel mito, secondo cui la guerra sarebbe uno strumento della politica dello Stato, deriva dal diffuso equivoco sulle funzioni della guerra. In generale, le funzioni si crede che siano:

a) difendere una nazione da attacchi da un’altra nazione;
b) fornire il deterrente per prevenire quegli attacchi;
c) difendere gli “interessi nazionali”, economici, politici, ideologici, per mezzo della violenza organizzata;
d) mantenere o accrescere il potere militare nell’interesse della sicurezza della nazione.

Queste sono le funzioni visibili, quelle ostentate, simulate, della guerra. Se non ce ne fossero altre, l’importanza dell’istituzione della guerra in ogni società potrebbe infatti decadere a quel livello subordinato al quale si crede che appartenga. A quel punto, sì, eliminare la guerra sarebbe una questione procedurale, come viene suggerito dai piani di disarmo.

SEZIONE 5 –

DELLE FUNZIONI DELLA GUERRA
Il gruppo di lavoro è convinto dell’utilità della sua analisi e della non praticabilità dei progetti pacifisti di disarmo, che sono visti come puerili e incompatibili con i fatti reali del mondo in cui viviamo.

DELLE FUNZIONI NON MILITARI DELLA GUERRA
Gli analisti sono indotti a scrivere che: il concetto della preminenza della guerra come la principale forza organizzatrice in molte società moderne non è stata sufficientemente compresa. Ciò vale anche per gli estesi effetti che la guerra ha

sulle molte attività non militari della società. Ci sono funzioni sociali della guerra che sono non militari e sono invisibili; oltre a ciò, per mantenere l’apparato militare in condizioni efficienti, è buona norma tenerlo in esercizio, attraverso qualunque pretesto razionale, per prevenirne “l’atrofia”. Cessare la guerra significa far cessare le funzioni militari della guerra, ma le sue funzioni non militari continuano ad essere attive; bisogna quindi sforzarsi di comprenderle prima d’ipotizzare quali altre istituzioni o funzioni possano sostituire le funzioni non militari della guerra.

DELLA FUNZIONE ECONOMICA DELLA GUERRA
La produzione forsennata di armi di distruzione di massa è, come dovrebbe, essere associata con l’idea dello spreco, in economia. Tuttavia, secondo gli studiosi della Iron Mountain, nessuna attività umana può essere considerata uno spreco fino a che conduce al raggiungimento del suo “obiettivo contestuale”. Secondo loro, le spese militari (sia in guerra che durante l’inutile impiego degli apparati militari in esercitazioni, produzione smodata, e accumulazione di armamenti) sono “sprechi” che possono avere un’utilità sociale molto più ampia rispetto al valore della perdita dato dal loro costo improduttivo.

DEGLI SPRECHI E DELLA FUNZIONE STABILIZZATRICE DELLA GUERRA
Stando agli analisti dell’Iron Mountain, gli sprechi dell’industria della guerra si hanno al di fuori dei meccanismi economici della domanda e dell’offerta; perciò, la guerra offre l’unico segmento criticamente vasto dell’economia che può essere arbitrariamente soggetto al completo controllo centrale. Se le società industriali moderne possono essere definite come le società che hanno sviluppato la capacità di produrre più di quanto sia necessario per la loro sopravvivenza economica (a prescindere dall’equità con la quale i beni sono distribuiti al loro interno), le spese militari si può dire che forniscano l’unico volano con sufficiente inerzia di rotazione da stabilizzare la crescita delle loro economie. Il fatto che la guerra sia uno spreco di risorse è proprio la caratteristica che le permette di servire la sua funzione stabilizzatrice. Più avanza e aumenta la crescita economica, più pesante deve essere questo volano.

DEL CONTROLLO CENTRALE DEI SURPLUS
La funzione della guerra viene vista spesso, semplificando, come un meccanismo che consente di controllare i surplus, gli eccessi di produzione, gli eccessi di offerta economica. La guerra è, secondo qualcuno di questi autori, “meravigliosa”, perché crea una domanda artificiale, quell’unico tipo di domanda artificiale che non solleva istanze politiche; la guerra, e solo la guerra, risolve i problemi delle scorte di magazzino. La principale funzione economica della guerra, non vogliono che sia confusa con la funzione delle varie forme di controllo fiscale, e non deve essere confusa neppure con le massicce spese di denaro dei contribuenti in programmi di assistenza sociale o sanità pubblica; questi programmi, una volta avviati, normalmente diventano parte integrale dell’economia generale e non sono più completamente soggette all’arbitrario controllo centrale.

DELLA MINACCIA DELLA PACE

Il pericolo della pace inibisce la capacità di “fare soldi con i soldi” dei mercati finanziari; la speculazione finanziaria funzione grazie agli eventi destabilizzanti, perché, destabilizzando, creano l’ambiente che favorisce le scommesse, gli scostamenti, le fluttuazioni; loro guadagnano sulle fluttuazioni brusche, al rialzo o al ribasso, purché siano brusche; la pace rallenta, e forse stabilizza, i mercati finanziari, rendendo la vita monotona agli “allibratori” di Wall Street. Gli esempi forniti dal rapporto di Iron Mountain sono cavati dalle prime pagine dei giornali dell’epoca:

“Wall Street scossa ieri dalla notizia di una qualche proposta di pace da parte del Vietnam del nord. Le negoziazioni hanno poi ripreso compostezza dopo circa un’ora di vendite indiscriminate”

Le banche hanno slogan simili a questi per i loro correntisti:

“Se scoppia la pace, sei preparato ad affrontare l’evenienza?”

E gli enti di stato si comportano in conformità; per esempio, l’allora dipartimento della difesa statunitense rifiuta alla Germania occidentale il permesso di sostituire le importazioni di armamenti non desiderati con altri tipi di beni dagli Stati Uniti; gli acquisti della Germania non devono influenzare la sua economia (non militare) interna. Altri esempi sono le pressioni che lo stesso dipartimento della difesa riceve quando annuncia di voler chiudere taluni stabilimenti improduttivi o quando decide tagli di spese di apparati e sistemi obsoleti; gli viene chiesto di non chiudere e di continuare a spendere in attività improduttive e inutili. Infine, l’esempio più evidente è l’intensificazione delle attività militari in guerra, coordinate per incrementare e durare più a lungo, come accade nel Vietnam nel 1965. La guerra non serve a far vincere una nazione su un’altra; la guerra è fatta per durare, per far spendere da entrambe le parti, per distruggere la ricchezza in surplus sia da una parte che dall’altra. Questo è ciò che s’intende, semplicemente, quando si dice “volano di stabilizzazione sociale”; disperdere, distruggere, ricchezza prodotta e risorse produttive, serve ad evitare che gli eccessi dell’offerta aumentino la quantità di beni disponibili, abbassino i prezzi, e consentano migliori tenori di vita medi, tanto da ridurre la distanza che c’è fra la classe più elevata e il resto delle altre. L’adeguamento delle forze politiche alla conformità imposta dalle élite al potere del pianeta è il loro interesse primario e funziona allo stesso modo in tutte le nazioni.

DELL’UMANA PIETÀ
Ciò nonostante, il gruppo di studio non vuole concludere dicendo che in economia non sia possibile trovare un surrogato da impiegare al posto della guerra. Non è che non sia possibile, è che non frega a nessuno di provarci, perché si potrebbe pure congegnare un sistema produttivo alternativo, ma come combinare le tecniche per controllare, contemporaneamente, occupazione, produzione e consumo in modo altrettanto efficace? Quando vedi che la produzione supera il limite che hai deciso essere il punto massimo accettabile, con un conflitto improvviso, puoi decidere di distruggere in poco tempo tutta la produzione che non

vuoi far circolare. In questo modo mantieni i prezzi alti e la maggior parte della popolazione in condizione di semi povertà; in ogni caso, la tieni in condizioni di crescere molto meno di come crescerebbe in assenza di guerra. “Nelle società moderne la guerra è, ed è stata, lo stabilizzatore essenziale dell’economia”.

DELLA FUNZIONE POLITICA DELLA GUERRA
La guerra ha una funzione anche più critica quando si tratta di controllare la stabilità sociale. È una funzione sostanzialmente organizzativa, per come sono indotti a raccontarla gli analisti segregati nella Iron Mountain. L’esistenza di una società che s’identifica in una entità politica “nazionale”, per sua definizione, deve confrontarsi con le altre nazioni, deve cioè intrattenere con esse dei rapporti; questa è ciò che chiamiamo politica estera. Ma la politica estera di una nazione è priva di sostanza se quella nazione non ha i mezzi per mandare ad effetto le decisioni che adotta rispetto ai rapporti da tenere con le altre nazioni. Può farlo in modo credibile solo se la sua condotta di politica estera contenga in sé anche la minaccia, che si cava dalla sua preparazione alla guerra. E, siccome è storicamente assiomatico che l’esistenza di qualunque forma d’armamento assicura, prima o poi, il suo utilizzo, quando diciamo “pace”, diciamo “disarmo” e, quando diciamo “guerra”, diciamo “nazione”, diciamo “spirito nazionale”. Perché, in base a questa tesi, armarsi significa, prima o poi, fare la guerra e armarsi è anche la condizione per essere credibili nelle relazioni delle nazioni con le altre nazioni; ergo, se la nazione vuole essere credibile deve armarsi e, essendo armata è storicamente inevitabile che prima o poi scenda ad usare i suoi armamenti; il che vuol dire che guerra e armamenti sono sinonimi, come lo sono anche nazione- armamenti e nazione-guerra. L’eliminazione della guerra implica l’inevitabile eliminazione della sovranità nazionale e la tradizionale equazione: stato = nazione. Afferma e riafferma il gruppo di studio:

“Il sistema fondato sulla guerra è indispensabile per la stabilità della struttura politica interna di una nazione; senza di essa, nessun governo di una nazione ha mai potuto ottenere acquiescenza nella sua legittimità, o nel suo presunto diritto di governare la società di quella nazione.”

DELLA SOTTRAZIONE DEL DENARO DALLE CASSE DELLE NAZIONI
Il gruppo di lavoro insiste con le sue elucubrazioni, trovando anche buone ragioni sociologiche, ecologiche, culturali e scientifiche che, come essi sono indotti a riportare, rendono la guerra necessaria e desiderabile, ma non le vedremo qui, perché a me interessa solo introdurre la spiegazione delle ragioni della truffa, per intendere le quali, bisogna familiarizzare anzitutto con la pazzia di certi individui, quantomeno in termini generali. Se siamo riusciti fin qui a capire lo spirito che muove certi piani e certe menti indemoniate, possiamo spiegare i fatti moderni e contemporanei, usando la stessa chiave. Le guerre non nascono per la somma di eventi occasionali, sono tutte manipolate, come lo sono, spesso, gli altri metodi studiati per sottrarre, dolosamente, denaro pubblico dalle casse delle nazioni con la finalità principale d’impoverirle e, con quella secondaria, di far arricchire

ulteriormente i conglomerati dell’industria finanziaria della guerra, della chimica e della farmacologia.

DELLE SOLUZIONI DISPENDIOSE E INUTILI ALTERNATIVE ALLA GUERRA
La sesta sezione del saggio, che i selezionati studiosi del gruppo sono stati indotti a produrre nei sotterranei scavati sotto montagna, individua i SURROGATI della guerra, per mantenere il controllo sociale, rispondendo finalmente alla domanda principale. I surrogati della guerra, dicono, devono avere almeno due caratteristiche: devono essere DISPENDIOSI, nel senso comune del termine, e devono operare al di fuori del normale sistema della domanda e dell’offerta; i metodi di dispersione della ricchezza, saranno dispendiosi in misura proporzionale alle esigenze delle rispettive comunità. Un’economia avanzata e spendacciona come la nostra richiede la pianificata distruzione di almeno un 10% annuo del prodotto interno lordo, se si vuole mantenere la stabilità sociale (cioè, se si vuole mantenere stabili le gerarchie del sistema). Per colmare una possibile riduzione delle spese militari, e la mancanza di quella conversione industriale che si ha in tempo di guerra intensa, è ragionevole pianificare l’alternativo incremento della spesa di ciò che viene chiamata “assistenza sociale”. In questo ambito, la transazione sembra plausibile.

DELL’ASSISTENZA MEDICA E SOCIALE INUTILMENTE LIEVE
La drastica espansione della spesa in ricerca medica, laboratori, istituti di ricerca, la costruzione di cliniche e ospedali, la copertura generalizzata delle spese per assistenza medica, di tutti, garantita dal governo, coerentemente con l’attuale sviluppo della tecnologia medica, la costruzione di scuole moderne, librerie e altri istituti per l’istruzione pubblica, la realizzazione di complessi abitativi moderni e di livello superiore, tali da rendere accessibili alle masse delle popolazioni le migliori condizioni igieniche, la protezione dell’ecologia, l’eliminazione dei livelli di povertà e tutte le altre attività verso le quali convertire le risorse in tempo di PACE, a prima vista, certe volte vengono respinte, perché sono considerate troppo dispendiose. Il gruppo dell’Iron Mountain, al contrario, le respinge perché sono troppo a buon mercato. Oltre a ciò, come abbiamo visto di sopra, la spesa nel “sociale” con il lungo periodo diventa un elemento integrale dell’economia, diventa parte del sistema della domanda e dell’offerta, come l’industria automobilistica e le pensioni per anzianità, e quindi perde la sua funzione di “volano” stabilizzatore.

DEI FINTI VIAGGI SPAZIALI E DELLE METE IRRAGGIUNGIBILI
Un altro surrogato economico alle smodate spese dei tempi di guerra è dato dalle stravaganti spese per i finti viaggi nello spazio. I giganteschi programmi di ricerca spaziale hanno dimostrato la loro utilità su scala modesta nell’ambito dell’economia militare (sono considerazioni fatte negli anni ’60); ora è tempo per lo sviluppo di una sequenza di progetti spaziali a lungo raggio, tutti protesi verso obiettivi irraggiungibili. Secondo le osservazioni indotte in quei sotterranei dell’Iron Mountain, questo surrogato della guerra è già preferibile rispetto agli ipotizzati incrementi di spesa pubblica per la salute o per le politiche sociali e assistenziali. Infatti, è improbabile che si esaurisca, perché, anche se la scienza continua a riservarci sorprese, lo spazio dell’universo è ancora troppo grande. Se, per caso, qualcuno di questi progetti inaspettatamente avesse successo, non ci sarebbe più il problema di cercare altri surrogati. Per quanto riguarda la dipendenza dal sistema domanda-offerta, non ne risente, esattamente quanto non ne risente l’industria militare. Infine, l’industria spaziale si presta perfettamente al controllo arbitrario centrale, e può essere paragonato alle costruzioni delle piramidi nelle società antiche, così inutili e così maestose, imponenti, in grado d’annullare qualunque presunto moto individualista nell’animo dei servi e degli schiavi.

DEI FINTI NEMICI PERICOLOSISSIMI E DEI PERICOLI ALTERNATIVI
“In ogni caso, un sistema privo di guerra deve disporre di nemici alternativi”; servono minacce capaci dello stesso potere distruttivo che ha l’ipotesi della guerra termonucleare. Per esempio, l’inquinamento atmosferico, il surriscaldamento del pianeta, l’anidride carbonica (che produciamo tutti ogni giorno, noi, le piante e gli animali, respirando), le nuvole che imprigionano i raggi del sole (nuvole che esistono proprio per mantenere l’equilibrio idrico ed ecologico), gli extraterrestri, le epidemie degli zombie, sono tutti esempi delle immagini che assillano continuamente le popolazioni del mondo con la propaganda più martellante di cinema, giornali e industria dell’intrattenimento, da dopo la fine della seconda guerra mondiale. Eppure queste fantasie idiote sui nemici alternativi sono state prodotte dai ricercatori dell’Iron Mountain, nel 1963, dopo che sono stati forzati a riunioni sistematiche per più di due anni, nei sotterranei discreti del rifugio antiatomico. Per quanto tutto ciò appaia ridicolo e pazzesco, un nemico alternativo, almeno uno – raccomandano – deve essere trovato, e deve essere della stessa gravità apocalittica del pericolo atomico.

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5 – DEGLI INTERESSI ECONOMICI

DEGLI INTERESSI ECONOMICI DELL’ANGOSCIA E DEL GENOCIDIO
Per quanto possa sembrare assurdo, le prove dicono proprio questo: le pandemie di CANCRO e AIDS, l’aumentata diffusione del diabete, delle malattie del cuore, dell’avvelenamento che conduce all’obesità, delle influenze dei polli e dei maiali, delle “mucche pazze” e di tutti quegli eventi nefasti eccessivamente propagandati, sono prodotti di laboratorio, sono imposizioni sociopolitiche e non hanno un naturale corso evolutivo. L’obiettivo superiore di controllo sociale non impedisce ai singoli coinvolti nelle relative operazioni, di provvedere a sfruttare l’oppressione per ingrassare i propri profitti. Inondati da notizie false, per esempio, durante il periodo della cosiddetta influenza aviaria, nessuno bada al conflitto d’interesse della posizione di Donald Rumsfeld, che, oltre ad essere a capo del dipartimento della difesa statunitense, è presidente di una casa farmaceutica, la SEARLE, produttrice del NeutraSweet, il dolcificante tossico approvato in modo molto controverso dal FDA, assieme alla pillola abortiva; Rumsfeld è anche nel consiglio di amministrazione di Gilea Sciences, l’impresa che brevetta TAMIFLU, il vaccino delle epidemie che non esistono, l’unico vaccino raccomandato dal governo, di cui Rumsfeld è parte dirigente, e dall’istituto nazionale per la salute; la propaganda dell’influenza aviaria produce fluttuazioni impressionanti sulle quotazioni in borsa delle sue imprese. D’altra parte, mezzo milione di soldati sono colpiti dalla cosiddetta “sindrome del golfo”, e molti di loro non sono mai nemmeno partiti per andare in missione “al golfo”. A chi appartiene l”impresa che fornisce i vaccini che i militari statunitensi sono forzati a sperimentare sulla loro pelle, durante la prima invasione dell’Iraq, nel 1991? I vaccini contengono, fra i veleni, un agente biologico chiamato mycoplasma, brevettato anch’esso dai laboratori militari; quell’agente viene prima sperimentato con cavie umane in una prigione in Texas (come risulta da uno dei documenti di studio presentato dagli avvocati di alcune delle vittime viste di sopra); le sperimentazioni sono condotte con la supervisione di BCM (Baylor College of Medicine) e George H.W. Bush è nel suo consiglio di amministrazione. Gli studi sul mycoplasma, impiegato in vaccini sperimentali e in “hall study”, studi condotti su prigionieri che vengono esposti a loro insaputa all’agente infettante, per via aerea, durante le riunioni in parlatorio, continuano con le prove sui soldati americani mandati in Iraq nel 1991; possiamo anche ipotizzare che i vaccini per i soldati americani siano contaminati accidentalmente, il risultato non è molto diverso; due imprese coinvolte in entrambe le prove su cavie umane, prima i detenuti in Texas e poi i soldati della prima invasione, BCM e TANNOX BIOSYSTEMS, incredibilmente, sono entrambe possedute – in società – da James Baker III, lo stesso personaggio, incaricato di rifare il conto dei voti “a favore” degli elettori in Florida, che assicura la contestata elezione di George H. Bush alla Casa Bianca del 2000. Queste pratiche sull’utilizzo del mycoplasma, e la nota sospetta di certi ricercatori che, prima di dirigere enti pubblici a Washington, sono dipendenti di entrambe le società di Baker, sono testimoniati e documentati, davanti al congresso statunitense, dal dottor Garth I. Nicolson, presidente dell’ente per la ricerca sul cancro e professore presso l’università del Texas, a Huston, che verrà poi premiato, per aver tentato di fare qualcosa di utile alla sanità pubblica e alle creature umane che da essa dipendono, con l’inquisizione e il bando dagli ambienti accademici. Altri esempi documentati di certa delinquenza nella gestione della guerra biochimica sono innumerevoli. Nel 1971, un agente infettivo, fra i tanti elencati nei rapporti dell’istituto nazionale per la ricerca sul cancro, è chiamato KURU, ed è considerato pericolosissimo; esso origina negli esperimenti fatti da militari giapponesi sugli aborigeni della Nuova Guinea, ai tempi della seconda guerra mondiale; anche in questo caso, si accusano gli indigeni, i cannibali, di essere responsabili della diffusione della malattia; ma certo non sono i cannibali a portare il virus al centro nazionale per la ricerca sul cancro negli Stati Uniti d’America. Ci pensa piuttosto D. Carleton Gajdusek, condannato pedofilo e premiato con il Nobel nel 1976, che si attribuisce l’isolamento di un virus, importato dagli studi empirici degli scienziati giapponesi di prima della guerra, in contesti

simili a quelli dell’operazione PAPERCLIP. Il virus viene rinominato PRION ed è responsabile di tutti quei mali che noi in occidente riconduciamo alla popolare formula della “mucca pazza”; ecco che un virus isolato per la guerra da scienziati giapponesi viene provato in Nuova Guinea e poi si evolve in pandemia, ricomparendo con un altro nome, decenni più tardi, in America e in Europa.

LABORATORI PER LA GUERRA BIOCHIMICA
Dalla California a New York, da Chicago a San. Antonio, spesso in centri densamente popolati, i laboratori per la guerra biologica e chimica sono disseminati in tutta la nazione statunitense; non è chiaro quante filiali di questi laboratori operano in Europa ma sappiamo che NATO e OMS sono imprese cointeressate ai profitti delle campagne terroristiche, a quelli derivanti dall’imposizione dei vaccini e, all’obiettivo supremo del controllo sociale. Questi laboratori sono pieni zeppi di virus e batteri letali e sono finanziati sempre con il sudato denaro dei dissanguati contribuenti. La gestione ordinata e sicura di questi pericolosissimi agenti infettanti è difficile e il rischio di un incidente è dietro l’angolo. Periodicamente vengono lanciate le campagne terroristiche in rapporto ad un virus o ad un altro; le campagne propagandistiche sono affiancate spesso da reali contaminazioni, anche se perlopiù contenute; non possiamo sapere se ciò dipende da incidenti causati con dolo o lasciati occorrere per la naturale faciloneria degli impiegati degli enti di stato. E cosa si fa in quei casi, si dà retta alle raccomandazioni degli stessi enti che, probabilmente, sono responsabili di aver causato, deliberatamente o accidentalmente, la morte dei nostri vicini di casa o dei nostri familiari? Fra le raccomandazioni c’è quella di vaccinarsi ed è chiaramente una raccomandazione dissennata, demente, perché farsi vaccinare contro un’arma biologica, la quale non si sa ancora che esiste, e non è ancora dichiarata, non è prudente e rimane, quantomeno, inutile, come mettere i filtri alle finestre o girare con la maschera in metropolitana, abitudine ormai radicata ancora presso i cinesi del sud, rimasti terrorizzati dalla campagna della SARS, che si ha in perfetta concomitanza con la “fine” (o l’inizio) delle operazioni d’invasione del secondo Bush in Iraq.

WHO, ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ
Cosa fa l’organizzazione mondiale della sanità, di fronte a queste situazioni scandalose? Partecipa con il ruolo di garante fondamentale alla frode sistemica internazionale. Secondo i dati pubblicati dalla stessa OMS, il volume d’affari che gira intorno alle dieci maggiori industrie farmaceutiche è di circa 400 miliardi di dollari all’anno; con cifre simili, è comprensibile che le industrie esercitino pressioni ed influenze sugli enti che figurano come di pubblica utilità, che operano ufficialmente senza scopo di lucro. L’OMS è il paravento delle industrie farmaceutiche, le quali, a loro volta, lavorano culo e camicia con l’industria della guerra biochimica. Andiamo più sotto a vedere qualche elemento di prova.

ONU E OMS
Per comprendere quanto il sistema sia corrotto e pervertito, bisognerebbe anzitutto imparare alcuni fatti elementari di storia, oramai accessibili a tutti; come

molte organizzazioni internazionali “senza scopo di lucro”, l’OMS è il prodotto di un altro ente, anch’esso operante “senza scopo di lucro”, chiamato UN (istituito nel 1945); in Italia lo chiamano ONU, organizzazione delle nazioni unite, che, a sua volta, è la protesi di un altro ente, la lega delle nazioni, la cui costituzione si è formalizzata nel 1919, con il trattato di Versailles. L’atto costitutivo della lega delle nazioni è scritto da Arthur Balfour, già primo ministro inglese e capo di una serie di sette segrete che non abbiamo il tempo di studiare qui. La base della carta costituzionale delle Nazioni Unite è presa in gran parte da questo scritto redatto da Balfour e il suo intento ieratico è quello di riunire le nazioni del mondo sotto l’autorità di un’unica religione. Alla redazione del testo fondamentale dell’ONU pensano Alger Hiss, segretario generale dell’ONU nel 1945 e Joseph E. Johnson, che poi diventa segretario dei Bilderberger. I due redigono gran parte del testo costituzionale, ispirati dall’impianto di Balfour, ma ricalcando a modello la costituzione russa e il manifesto del partito comunista (vedi David Allen Rivera); “la costituzione delle nazioni unite è quasi identica alla costituzione dell’USSR” (vedi Des Griffin, the Fourth Reich of the Rich – 1978). L’avvicendamento dei vari segretari delle nazioni unite, talvolta nazisti, talvolta marxisti, talvolta estremisti di qualche altro ordinamento religioso e politico, interesseranno senza dubbio gli appassionati di esoterismo, perché ciascuno di loro ha lasciato, scolpite nel tempo, le proprie citazioni deliranti circa gli obiettivi finali dell’ONU, ispirati da pratiche occulte e riti satanici. Osservando solo l’aspetto medico, chimico-farmaceutico, di cui si prende la competenza l’OMS a livello mondiale, si nota che la dinastia Rockefeller comprende nel suo patrimonio imprese farmaceutiche, chimiche, petrolifere, università di medicina, centri di ricerca, fondazioni culturali, biblioteche, organi di stampa e rotocalchi di settore. Il palazzo in cui ha sede l’organizzazione delle nazioni unite è progettato e realizzato sotto la direzione totale di Wallance Harrison, primo architetto e consulente diretto delle corporazioni della famiglia Rockefeller; il terreno su cui è poggiata quella costruzione è comprato da John D. Rockefeller per più di 8 milioni e mezzo di dollari dell’epoca e donato alla città di New York, perché ne facesse un centro extraterritoriale vicino a Manhattan dove ospitare l’ONU. In tema di conflitti d’interesse, si potrebbe andare avanti a raccogliere prove e testimonianze per anni. In tempi più recenti, non sono stati fatti grandi sforzi per nascondere gli scandali legati alla campagna terroristica fatta attorno al virus influenzale A/H1N1, considerato pandemico, nonostante avesse fatto meno di un decimo delle vittime di una qualunque altra comune influenza, e, ancora una volta, i consulenti dell’OMS sono tutti impiegati e dirigenti delle stesse imprese che raccolgono gli straordinari frutti delle campagne terroristiche. L’influenza aviaria del 2009 ha generato fluttuazioni di denaro spaventose; secondo JP Morgan, solo con la vendita degli inutili vaccini A/H1N1, l’industria chimica alza almeno 10 miliardi di euro. Le nazioni ordinano i vaccini in rapporto al numero dei loro abitanti e il denaro dei contribuenti viene aspirato dai conglomerati farmaceutici, che sono poi gli stessi a fare da consulenti all’OMS e a produrre le decine di migliaia di virus speciali nei laboratori della guerra biochimica. Persino secondo i dati dell’OMS, le vittime del virus A/HIN1 sono 6 mila e una qualunque altra comune influenza, in un anno, ne causa 500 mila. Un altro testimone del fatto che gli “esperti” dell’OMS sono stipendiati dall’industria farmaceutica è Tom Jefferson, reperibile al Cochrane Center di Roma. In Olanda, la magistratura indaga Albert Ostenhaus, in rapporto alla sua promozione dei vaccini per conto dell’OMS e tramite i mass media, essendo contemporaneamente pagato da diversi produttori del vaccino TAMI-FLU. Il caso di Ostenhaus non è il solo e, senza far nomi, nell’ambiente si lamenta continuamente il conflitto d’interesse dei consulenti interni ed esterni dell’OMS che sono pagati e spesati da imprese come Roche, RW Johnson, SmithKline & Beecham Glaxo Wellcome. Un altro esempio di grande entusiasta del terrore panico per l’influenza è il prof. Neil Fergusson, che raccomanda il governo inglese di chiudere le scuole per la gravità della pandemia che sta per arrivare nel 2009. Fino al 2007, egli stesso è consulente speciale per Roche, che produce il TAMI-FLU, e per GSK Biolgicsis. Ancora nel Regno Unito, la professoressa Maria Zambon, che è anche parte del comitato direttivo del centro per la protezione nazionale della salute pubblica contro le infezioni, ammette di aver ricevuto stanziamenti e fondi da Sanofi, Novartis, CSL, Baxter e GSK. Durante la campagna terroristica, la Zambon pubblica novelle sulla stampa di regime secondo le quali un bambino su tre, in Inghilterra, pur senza presentare alcun sintomo, è infetto dal mortale virus dell’influenza dei polli. Nello stesso tempo, un altro dirigente dei lavori di consulenza presso l’OMS, il professore americano Arnold Monto ammette di aver fatto ricerche per conto di GlaxoSmithKline, Baxter, Novartis, Sanofi Pasteur e Roche.

E, la stessa impresa OMS (WHO), come fa a campare i suoi 8000 e passa scalda- sedie? Fondata nel 1948, l’OMS ha uno statuto secondo il quale essa dovrebbe sopravvivere con i contributi obbligatori dei suoi 194 membri. Ma, stando al bilancio dell’impresa OMS, nell’anno fiscale 2011-2012, i contributi ammontano a 4,9 miliardi di dollari; il 30% di questi 4,9 miliardi di dollari è costituito da “donazioni private”, ai quali si aggiungono i finanziamenti a fondo perduto da parte delle nazioni in cui il panico viene gonfiato ad arte dalla propaganda. I soggetti che contribuiscono i fondi evidentemente hanno un’influenza pesante sulle scemenze che gli addetti dell’OMS dispensano ai giornalisti ignoranti durante le conferenze stampa, e gli altri eventi organizzati per scatenare il terrore panico internazionale. Un esempio è la fondazione Bill & Melinda Gates (vedi DW) che, con i suoi 220 milioni di dollari, è il secondo “donatore” ufficiale dopo il governo degli Stati Uniti d’America, il quale preferisce donare solo denaro dei contribuenti per fare la propaganda negli interessi delle sue corporazioni chimiche, farmaceutiche, e dei suoi conglomerati della guerra biochimica. Negli ultimi 10 anni Gates investe 25 miliardi di dollari in giro per il mondo nel settore economico della “sanità pubblica”; la sua fondazione si concentra sulle medicine e sui virus brevettati, essendo per tradizione monopolista e sapendo bene, per esperienza diretta, come sia più facile arricchirsi con un brevetto e praticando la frode, piuttosto che lavorando seriamente per scrivere programmi in grado di funzionare in sicurezza. In ogni caso, il fatto che un personaggio disonesto di fama internazionale come Gates sia un azionista delle imprese chimiche che fabbricano i vaccini e, contestualmente, sia anche azionista dell’OMS, è già da sé bastante per far capire al mondo che il sistema è corrotto e pervertito in ogni parte e che non si può credere nemmeno ad una parola fra quelle messe in giro dagli organi ufficiali deputati alla comunicazione.

COS’È L’OMS E PER QUALE MOTIVO È ACCREDITATA
L’OMS è una organizzazione prestigiosa, sostenuta a livello internazionale, che sviluppa programmi di vaccinazione per le nazioni del terzo mondo; l’OMS, dal 1968 in poi, e ha il controllo assoluto sugli esperimenti “biologici per almeno un paio di decenni; oltre a ciò, esercita una potente influenza sul controllo qualità delle sostanze biologiche e chimiche messe in commercio, sin dall’inizio dei suoi lavori, dal 1948, perché stabilisce gli “standard internazionali”, i parametri, che impongono al mondo una certa “uniformità” nell’espressione di profilassi, terapie e diagnosi sulle malattie animali e umane. Il corpo di coordinamento dell’OMS è il “segretariato”, che ha sede a Ginevra, in cui operano parecchi impiegati a tempo pieno e altrettanti consulenti a tempo parziale, quando non sono impegnati a lavorare presso altri laboratori biologici in giro per il mondo. I laboratori più direttamente coinvolti nei lavori dell’OMS sono: l’international Laboratories for Biological Standards, presso lo Statens Seruminstitut di Copenhagen, il the National Institute for Medical Research, di Londra e il the Central Veterinary Laboratory, Weybridge, anch’esso nel Regno Unito. L’OMS, sostanzialmente, stabilisce i criteri par lo sviluppo, la produzione, la distribuzione e l’amministrazione di tutti i farmaci distribuiti sul pianeta; ciò comporta che l’OMS decide quali farmaci verranno considerati “legali” e quali devono diventare “illegali”. Oltre a provare i farmaci nuovi su cavie umane, l’OMS s’impegna a sconfiggere, senza successo, una serie di calamità umane che comprendono: poliomielite, vaiolo, febbre gialla, colera, antrace, tifo, tubercolosi, influenza, e persino il comune raffreddore. C’è da fare un mucchio di denaro con i vaccini ed è logico che l’industria farmaceutica abbia interesse a lavorare in stretto contatto con l’OMS; per esempio, Merck, Sharp & Dohme, una delle maggiori, fonda l’impresa di ricerca sul vaccino anti epatite B che diffonde il virus HIV nella popolazione gay statunitense (vedi il rapporto Strecker), come è circostanziato più sotto.

DEI FILANTROPI DEL GENOCIDIO
L’OMS partorisce di suo il programma di eradicazione del vaiolo e regala i vaccini alle nazioni che non possono permettersi di comprarlo; fra queste sventurate comunità, abbiamo: il Kenia, l’Etiopia, la Guinea, il Congo e il Ruanda; il Congo, che poi diventa Zaire, è la nazione centro africana maggiormente rifornita di veleni da parte dell’OMS. Per la campagna africana vengono stanziati 14 milioni di dollari nel 1970; chi paga? In maggior parte i contribuenti statunitensi. Essendo un’organizzazione sovranazionale, l’OMS favorisce lo scambio di materiale biologico e di altre informazioni per la guerra biochimica fra i laboratori NATO e quelli dell’est europeo, durante la cosiddetta “guerra fredda”. Le riunioni in cui le risorse “senza frontiere” degli scienziati della guerra biochimica si uniscono e fondono si hanno ad Atlanta, nel 1967, a Praga, nel 1968 e a Dakar, nello stesso anno; il tempo viene speso soprattutto in esercizi pratici di laboratorio e Robert Gallo, l’uomo che si attribuisce la scoperta del virus HIV, prodotto sotto la sua supervisione più di dieci anni prima rispetto all’annunciata scoperta, intrattiene personalmente, in diverse occasioni, gli ufficiali della NATO interessati alla guerra biochimica. Secondo il rapporto del 1970 del dipartimento della difesa statunitense, gli enti appaltatori più rilevanti che partecipano alla ricerca e alla produzione degli agenti necessari alla guerra biochimica sono compresi, per l’anno fiscale 1969, nell’elenco qui sotto, con indicato l’importo incassato dal dipartimento di stato per quell’anno:

Miami, University of Coral Gables Fla $645,000
Herner and Co., Bethesda. Md $518,000
Missouri, University of, Columbia, Mo $250,000
Chicago, University, of Chicago, Ill $216,000
Aerojet-General Corp,. Sacramento, Calif $210,000
Bionetics Research Laboratories, Inc., Falls Church, Va $180,000
West Virginia University. Morgantown, W. Va $177,000
Maryland. University of, College Park. Md $170,000
Dow Chemical Co., Midland, Mich $158,000
Hazelton Laboritories, Inc., Falls Church,
Reston. Va $145,000
New York University Medical Center, New York, NY $142,000
Midwest Research Institute. Kansas Clty, MO $134.000
Stanford University, Palo Alto, Califf $125,000
Stanford Research Institute, Menio Park, Califf $124,000
Pfizer and Co., Inc., New York, NY $120.000
Aldrich Chemical Co., Inc., Milwaukee, Wis $117,000
Computer Usahe Development Corp., Washington, D.C. $110,000
New England Nuclear Corp., Boston, Mass $104,000

FONTE: Department of Defense Appropriations For 1970: Hearings Before A Subcommittee of the Committee on Appropriations House of Representatives, Ninety-first Congress, First Session, H.B. 15090, Part 5, Research, Development, Test and Evaluation of Biological Weapons, Dept. of the Army. U.S. Government Printing Office, Washington, D.C., 1969, p689

La prova decisiva sull’utilizzo quantomeno improprio dell’OMS, delle fondazioni universitarie e degli enti pubblici di ricerca in generale, è data dagli esperimenti africani; questa da sola basterebbe a dimostrare la dissennatezza dell’intero sistema che gira attorno all’OMS. Le teorie secondo le quali il cancro, o certe forme di cancro, fosse innescato dall’azione di taluni agenti virali vanno provate con dei test specifici; fanno i test (1972) e pubblicano i risultati, comprendendo fra i dettagli anche le località in cui sono praticate le prove; dall’analisi di Robert Strecker, risulta che sono esattamente gli stessi luoghi in cui si concentra la proliferazione dell’AIDS. Nel 1972 è proprio un bollettino dell’OMS che commissiona la ricerca di un agente virale capace di distruggere le cellule T (e che provoca quindi una particolare forma di immunodeficienza). Riassumendo le prove addotte dal dottor Horowitz: nel 1969 il dipartimento della difesa degli Stati Uniti richiede e ottiene uno stanziamento di 10 milioni di dollari per la produzione di un virus distruttore delle cellule che garantiscono la difesa immunitaria. Il piano di fattibilità prevede il termine dei lavori di laboratorio entro il 1974-75 e la consegna del virus entro il termine1974-79. L’OMS inizia a inoculare i vaccini contaminati con

i virus che producono l’AIDS nelle popolazioni dell’Africa centrale durante la campagna contro il vaiolo nel 1977. Stando a Horowitz, a fine 1977 sono già vaccinati 100 milioni di africani. L’OMS provveede a fare gli esperimenti sugli omosessuali con il vaccino contro l’epatite B, anch’esso contaminato, attraverso il CDC (Center for Desease Control) e il New York Blood Center.

DEI PRINCIPALI SOSPETTI SULL’OMS E SUI SUOI AZIONISTI
L’OMS è una delle protesi dell’impresa Nazioni Unite. L’ONU siede su un terreno dotato di extraterritorialità, comprato e donato dal gruppo Rockefeller, abita un palazzo disegnato e costruito, anche questo, dal gruppo Rockefeller; tanto basta a dare l’idea che i’impulso ad incontrarsi, sotto un unico tetto, da parte dei vari capi di stato delle diverse nazioni, non è né spontaneo né autonomo. Le nazioni sono ospiti del gruppo invitante, che è un gruppo industriale e finanziario privato e, se pure il fatto non risulta più anomalo, certo non può essere considerato naturale. Gates è uno dei finanziatori principali dell’OMS e, come tale, diventa di fatto uno dei suoi maggiori “azionisti”. Gates ingrassa, fin dal principio del suo lavoro, con miliardi di dollari che derivano dalla miscela velenosa di brevetti e e tecniche surrettizie di distribuzione di prodotti digitali alterati e pervertiti. Il fatto sta che i virus biologici di oggi sono anch’essi brevettati, come brevettati sono i vaccini. L’OMS impone le vaccinazioni africane degli anni ’70, in conseguenza delle quali l’AIDS si è stabilito in forma endemica nelle regioni centro africane.

La fondazione Rockefeller
Le società filantropiche non pagano imposte sui redditi, possono finanziare e coordinare l’attività di altre imprese, fungendo da holding, attraverso contribuzioni di capitale che vengono formalizzate come “donazioni”. La fondazione Rockefeller è una holding che finanzia l’OMS ma anche molte altre imprese, come per esempio le università di medicina, le librerie mediche, gli ospedali, i centri di ricerca batteriologica, i laboratori produttori di medicine sintetiche brevettate e, ovviamente, i mass media più influenti. Negli anni ’20, la fondazione ha già il monopolio della scienza medica sulla salute, mette al bando tutto ciò che non è brevettabile, come le vitamine, e inizia una campagna per formare medici di base abituati a curare ogni sintomo con un farmaco brevettabile anziché con l’indagine e la pratica di sistemi naturali.

IG Farben
Nel 1925, oltreoceano, si costituisce la concorrenza formale alla fondazione Rockefeller. Guidata dalla multinazionale tedesca Bayer, BASF & Hoechst, il cartello IG Farben si forma, con più di 80 mila dipendenti diretti. Nel 1929 il monopolio tedesco e quello statunitense si dividono il mondo in due zone d’interesse. Nel periodo 1942-45, il gruppo IG Farben sperimenta i suoi prodotti sintetici di laboratorio, brevettati, sui detenuti dei campi di concentramento di Auschwitz, Dachau e d’altri. Sono proprio fondi che escono dai conti bancari di Bayer, Hoechst & BASF a spesare le operazioni, ingrassando i conti delle SS, e non denaro del governo nazista. Più tardi però, le forze armate anglo-americane, finiscono la seconda guerra mondiale e invadono l’Europa; nel 1945 le quote azionarie delle imprese tedesche, soccombenti, passano nelle mani delle imprese anglo-americane vincenti; cioè, le quote di I.G. Farben se le accaparrano Rockefeller trust (Stati Uniti) e Rothschild/JP Morgan (Regno Unito).

Nel 1944, Nelson Rockefeller è già un dirigente chiave nell’esecutivo del governo statunitense. Inizia come segretario di stato e diventa poi assistente speciale del presidente Truman (quello che testa le bombe atomiche sul Giappone a guerra finita, dopo la resa incondizionata dell’imperatore). Prendendo parte attiva e diretta nella gestione dei fatti che seguono la conclusione della seconda guerra mondiale, gli interessi Rockefeller influenzano in modo decisivo l’assetto del mondo e la distribuzione della sua ricchezza. A Norimberga, i preziosi scienziati nazisti del gruppo IG Farben non vengono impiccati; i più efficienti scienziati degli esperimenti sulle cavie umane saranno impegnati nei laboratori degli Stati Uniti d’America, e, gli amministratori più competenti, verranno rimessi a dirigere il consiglio di amministrazione della Bayer, la maggiore multinazionale farmaceutica tedesca, che ora appartiene al gruppo Rockefeller. La repubblica federale tedesca viene impiantata nel 1949 e, per fare un esempio noto, Fritz Ter Meer, salvato dalla forca ma condannato a 12 anni a Norimberga, è nel CDA della Bayer nel 1963. Seguendo il ragionamento del dottor Rath, i fratelli Rockefeller, una volta che hanno in mano il monopolio mondiale della chimica-farmaceutica, installano l’intelaiatura politica che consente loro di esercitarlo, assieme ad altri monopoli che si accaparrano; grazie alla loro influenza, si formano le cosiddette Nazioni Unite, che in Italia è detta ONU, invitate la prima volta a San Francisco, nel 1945. Due sussidiarie dell’ONU sono proprio l’OMS (cioè il WHO) e l’organizzazione mondiale per il commercio (cioè il WTO); la prima è il paravento del monopolio chimico- farmaceutico della famiglia Rockefeller e la seconda è il paravento del monopolio petrolifero della stessa famiglia. C’è poi un dato nella testimonianza del Dr. Matthias Rath che dà la misura del reale interesse per la salute pubblica del mondo dell’OMS: la repubblica federale tedesca, nell’interesse del gruppo Rockefeller, espressi dal paravento dell’OMS, lancia una campagna di quattro decenni per bandire le terapie naturali, quelle vitaminiche, e in generale quelle basate su supplementi nutrizionali disponibili in natura e quindi non brevettati.

DEL VALORE PATRIMONIALE DELLE MALATTIE
Purtroppo, è ovvio che il mercato capace di far rientrare gli investimenti multimilionari dell’industria farmaceutica dipende dalla continua esistenza delle malattie. Le medicine brevettate dall’industria farmaceutica non servono a curare, prevenire o eradicare le malattie. L’obiettivo della strategia mondiale è di monopolizzare la salute di miliardi di persone con pillole che coprono temporaneamente i sintomi e non si avvicinano alle radici della malattia. L’ignoranza e la fiducia di miliardi di persone (che si affidano ai vaccini e alle terapie basate su prodotti di laboratorio brevettati, talvolta tossici, perché sono tenute all’oscuro da altre più semplici pratiche salva-vita, e perché gli operatori del campo medico sono addestrati a rispondere con i farmaci sintetici in modo automatico) assicura il mantenimento del monopolio a chi lo ha e procura malattia

e morte in proporzioni da genocidio. Linus Pauling è il punto di riferimento preferito fra i medici delle pratiche naturali, di Matthias Rath, il quale ancora crede di poter salvare una piccola parte del mondo dalla prigione dell’ignoranza indotta dal custodi, dalle guardie carcerarie del monopolio della salute, della politica e dei mass media. A prescindere dalla validità delle posizioni scientifiche di Rath (che individua nella deficienza di alcuni micro-nutrienti fondamentali la principale causa delle malattie), Pauling, Horowitz, e molti altri alternativi alla medicina brevettabile – basta pensare alla tradizione della medicina cinese che, dopo 5000 anni, è stata quasi sradicata tra il 1966 e il 1976 dalla cosiddetta rivoluzione culturale promossa dal presidente Mao Zedong, pedina collocata al potere per decisione e volontà delle élite al potere che controllano la politica estera degli Stati Uniti – non si può contraddire il sillogismo iniziale. La medicina delle multinazionali farmaceutiche che conosciamo noi è un affare che ha bisogno di malattie, di disturbi gravi, come il cancro, i problemi cardiovascolari, l’alta pressione del sangue, il diabete, l’AIDS, perché dietro queste malattie ci sono industrie che alzano trilioni di dollari e che tengono irretite miliardi di persone. Perciò, anche volendo negare dolo o colpa grave, anche volendo credere che nessuno, mai, deliberatamente o per errore, compia atti idonei a impiantare, diffondere, o a non ostacolare, la diffusione delle malattie, alimentando così il sistema del monopolio farmaceutico, resta il fatto che ciò rientra perfettamente negli interessi primari di quel monopolio. Il persistere e proliferare della malattia, sia esso naturale o artificiale, alimenta e ingrassa quel monopolio.

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6 – HIV AIDS

DELLA TRAPPOLA DELL’AIDS

Le versioni ufficiali (quelle degli strapagati esperti sul grande affare rappresentato dall’AIDS) raccontano scemenze incredibili e ridicole che, nonostante siano ridicole e incredibili, essendo ripetute dalla gran cassa dei mass media, vengono più o meno assimilate a tutti i livelli della società, con il giusto grado di approssimazione e superficialità che caratterizza l’attività dei giornalisti e che viene trasmesso, proprio come si trasmette un virus, alle comunità scientifiche, culturali, scolastiche, mediche, e alla cosiddetta “opinione pubblica”. Ma le persone intelligenti e preparate non riescono a tacere la verità; per loro, la convenienza ad ammettere la menzogna crea un conflitto interiore che non riescono a superare con le promesse di carriera e di denaro che ricevono tutti gli altri; perciò, talvolta vengono ostracizzati. Tra essi abbiamo: il dottor Strecker, il dottor Peter Duesberg, il dottor Leonard Horovitz, il dottor Alan Cantwell e altri nomi del Royal Society Medicine di Londra.

Del memorandum Strecker
L’AIDS non è una malattia degli omosessuali, non è una malattia dei drogati, non è una malattia venerea, non origina dalle scimmie; oltre a ciò, non ci si protegge dall’AIDS con i preservativi e né, tantomeno, con i vaccini.

Il virus dell’AIDS è stato predetto, richiesto, prodotto, consegnato e minaccia l’esistenza dell’essere umano, perché funziona.

DEI VIRUS E DEI BATTERI
Per comprendere che il virus dell’AIDS proviene da un laboratorio in occidente e non dalla giungla africana, c’è da affrontare alcuni concetti basici che riguardano il virus stesso. Il virus dell’AIDS ha una sua morfologia specifica, è detto retrovirus di tipo D. Ma cos’è un virus? Il virus è il più piccolo organismo, capace di riproduzione, che si conosca in natura, il quale ha bisogno di essere ospitato in altre cellule, nelle quali si riproduce. Il virus non è capace di riprodursi per conto suo, al di fuori di un qualche tessuto vivente, deve abitare un altro organismo, il tessuto vivente di un altro organismo, altrimenti non si può riprodurre e muore. Altresì, batteri, funghi e altri microrganismi possono tranquillamente vivere e riprodursi al di fuori delle cellule di tessuto vivente.

DEI RETRO-VIRUS
Il termine RETRO sta a indicare che all’interno della cellula del virus dell’AIDS, come capita per altri cosiddetti retrovirus umani e animali, ci sono degli enzimi particolari; questi enzimi sono detti “reverse transcriptase” (RETRO è l’acronimo di questa definizione).

DEL DNA e DEL RNA
L’enzima del virus AIDS è responsabile per la duplicazione del gene del virus in forma RNA, che è diversa da quella umana; il materiale genetico umano è in forma di DNA; quando il virus dell’AIDS s’installa nel gene del tessuto umano, dopo l’infezione della cellula, l’enzima duplica il RNA del virus in forma DNA e lo insinua nel DNA umano. Se hai una cellula umana, e al suo interno hai il suo DNA umano, il virus duplica in forma DNA, copiando grazie agli enzimi del “reverse transcriptase”; ti ritrovi quindi il virus dell’AIDS che risiede nel DNA di quella cellula umana, che poi segnalerà per la riproduzione di altre cellule identiche a sé e che cioè contengono in sé il virus AIDS. L’RNA è l’informazione genetica di tutti i retrovirus, è però anche copiato in forma DNA attraverso il retrovirus, instillato nel gene umano, e capace, a questo punto, di riprodurre altri virus usando la cellula umana e il DNA umano.

DELLA CELLULA UMANA CHE RIPRODUCE IL VIRUS
Ciò che rende questo virus più pestifero è che esso non solo è in grado d’invadere e neutralizzare le cellule umane, ma inserisce il proprio materiale genetico all’interno della struttura genetica umana; la cellula umana diventa una fabbrica di altri virus, perché è poi la cellula umana che riproduce i virus usando materiale genetico umano.

I VIRUS NON RISPONDONO ALLE TERAPIE MEDICHE
Diversamente da come accade con i batteri, che sono organismi più grandi, i virus non rispondono alle terapie mediche; neppure il virus del comune raffreddore può essere curato dalla medicina tradizionale.

DEL MECCANISMO PERVERSO DEL VIRUS SULLE CELLULE-T
Il sistema immunitario ha due cellule fondamentali: una viene chiamata B e l’altra T. La cellula B ha diverse funzioni e si occupa anche di regolare e contrastare l’azione batterica, controllando la produzione d’anticorpi. La cellula T respinge le infezioni cosiddette “opportunistiche”, come la polmonite, la produzione di CANCRO, il Sarcoma di Kaposi, e altri microrganismi come quello della tubercolosi. Perciò, se elimini il sistema della cellula T, ti becchi un’infezione opportunistica, un cancro e molti altri malanni. Il virus dell’AIDS, selettivamente, distrugge le cellule T4 del corpo umano. Le cellule T4 sono una divisione del sistema dei linfociti T, sono quelli che aiutano a tenere lontani: CANCRO, FUNGHI, POLMONITE e altri mali.

DELLA FRODE DEI RETROVIRUS “UMANI” DI PROVENIENZA ANIMALE
Se osservi complessivamente questi nuovi, cosiddetti, “retrovirus umani”, vedi che sono sostanzialmente 3:

HTLV-I, responsabile per la leucemia della cellula T; (human T-cell lymphotropic virus)
HTLV-II, responsabile dello sviluppo di certe leucemie;
HTLV-III, il più noto finora, il virus dell’AIDS

Se metti questi virus in culture di tessuto vivente, i primi due proliferano e aumentano le cellule con i loro relativi malanni; il terzo invece perisce, assieme al tessuto che lo ospita, avendo fatto cessare tutte le sue funzioni dopo aver distrutto la cellula T4. Nel tessuto vivente dell’essere umano, cioè, non in tessuto tenuto in laboratorio, ma nella persona fisica ammalata di AIDS, succede la stessa cosa: la cellula T4 viene distrutta, il sistema immunitario dell’organismo è compromesso, l’organismo si ammala e cessano tutte le sue funzioni; muore; e c’è dell’altro; succede pure che, oltre al tumore Sarcoma di Kaposi e alla “pneumocystis carinii pneumonia”, si sviluppano altri mali e altri retrovirus, a fianco a quello dell’AIDS:

HTLV-I, responsabile per la leucemia della cellula T; HTLV-II, responsabile dello sviluppo di certe leucemie; HTLV-III, il più noto fin’ora, il virus dell’AIDS.
HTLV-IV, altro virus nuovo conosciuto come HIV-II; HTLV-V, causa di micosi e funghi;

HTLV-I ILL
E allora bisogna domandarsi: “da dove vengono tutti questi altri virus?” La

spiegazione agghiacciante alla quale giunge Strecker, confermata dalle indagini di Horowitz, è che provengono da altre culture di laboratorio. Se osservi gli animali, particolarmente le mucche e le pecore, scopri che le vacche ospitano un virus chiamato BLV (virus della leucemia bovina); questo virus ha la stessa morfologia e le stesse abilità riproduttive del virus HTLV-I. Ancora nella mucca è ospitato un altro virus, il BSV (bovine syncytial virus, virus respiratorio sinciziale), che ha la stessa forma, le stesse sembianze, la stessa morfologia e le stesse modalità riproduttive del virus HTLV-II. Seguitando, trovi nei bovini un terzo virus, il BVV (virus Visna del bovino), che ha la stessa morfologia del virus dell’AIDS, la stessa forma, la stessa grandezza e lo stesso peso molecolare.

DELL’AIDS
Questi tre virus assieme producono l’immunodeficienza negli scimpanzé sottoposti ai test e, se questo non è AIDS, che cos’è? Abbiamo visto che le cellule T4 sono poste a protezione dell’organismo dal CANCRO; il virus dell’AIDS distrugge, selettivamente, quella cellula che protegge l’organismo dalla formazione del cancro; la persona affetta da AIDS si ritrova ad avere distrutto il suo patrimonio di cellule T4 e, per conseguenza, è soggetto a certe specifiche formazioni di tumori, tra le quali il sarcoma di Kaposi, e un particolare tipo di polmonite, che è fatale; guardando il quadro complessivo, Strecker fa notare che ci sono altri retrovirus, comparsi a fianco al virus dell’AIDS, che infettano l’organismo umano e causano il cancro, il cancro del sangue, la leucemia; ma questi retrovirus che ammazzano le persone umane hanno tutti una incredibile copia nei virus di certi animali, e NON con quelli delle scimmie; sono piuttosto virus presenti nelle vacche e nelle pecore.

DEL GENE HIV NON SOMIGLIA A QUELLO DELLE SCIMMIE
Le implicazioni di questa similarità di virus che ammazzano le persone con quelli che ammazzano le vacche e le pecore è assai preoccupante. Come ci vanno i virus delle vacche e delle pecore nelle cellule umane? Il gene del virus AIDS non somiglia per nulla a quello delle scimmie.

INCROCIANDO RETROVIRUS ANIMALI SI HA AIDS
Se osservi la morfologia del gene, su tutte le pubblicazioni che girano, somiglia alla somma dei due BLV (bovino) e al Visna Virus della pecora. Questi due sono retrovirus, causano leucemia nel bovino ed encefalite e polmonite nelle pecore; allora, è possibile che incrociando questi due retrovirus, si ottiene l’AIDS? Domandando al solito esperto locale, la risposta sarà una menzogna, e vi dirà che non è possibile.

VIRUS DUPLICATI E I LORO PRODOTTI COMPLEMENTARI
Il fatto sta che se una cultura di tessuto umano viene contemporaneamente infettata da entrambi questi retrovirus, quello che si ha per conseguenza è che i virus riproducono entità separate, come avviene con le coppie che fanno bambini; non si limitano a duplicare sé stessi, essi danno luogo a nuovi ceppi virali, ciascuno dei quali contiene il 50% del patrimonio genetico di uno dei virus ed esattamente un altro 50% del patrimonio genetico del secondo virus. Danno anche luogo ad

altri microrganismi che però non possono riprodursi e sono detti “incompetenti”. Ogni cellula di ciascun corpo umano è il risultato della combinazione di 23 cromosomi del padre che vengono sommati con i 23 cromosomi della madre. E se si osserva la composizione della cellula del virus dell’AIDS, si nota che è composto solo del 50% di un virus BLV e, solo, di un altro 50% del Vesna Virus, si ha esattamente un nuovo organismo che è il risultato dell’incrocio dei primi due, precisamente come accade per tutte le altre cellule umane. Ogni persona è fisicamente composta con il 50% del patrimonio genetico del padre, e, esattamente, solamente, il 50% del patrimonio genetico della madre; le combinazioni genetiche sono infinite, ma il patrimonio rimane lo stesso: 23 cromosomi dal padre e 23 dalla madre. Il virus dell’AIDS non è lontanamente riferibile ai virus del bovino e della pecora; esso è un diretto discendente di essi; perché, quando si ha il 50% di patrimonio genetico di una qualunque entità, si è diretti discendenti di quella entità, proprio come ciascun idiota di questo pianeta può dire di essere diretto discendente di suo padre, avendo di lui ereditato il 50% del suo patrimonio genetico – non può essere più del 50% e neppure meno del 50% – e diretto discendente di sua madre, avendo ereditato da lei esattamente il 50% del suo patrimonio genetico. L’essere umano è tessuto umano che cammina, perciò il paragone calza.

IL VIRUS DELL’AIDS È PREVISTO
Cosa vuole dire Strecker quando afferma che il virus dell’AIDS è stato previsto? Rivedendo la letteratura medica indietro nel tempo fino al 1966, si ha McFARLAND BURNETT che scrive:

“Le implicazioni umane di ciò che accade nel sofisticato e complesso universo di tessuti e culture di cellule, batteri e virus, che possono essere alimentati alle spese dell’uno o dell’altro, sono come minimo dubbie e francamente terrificanti”….

…”Questa serie di articoli è concepita, io credo, per persuadere i lettori a riflettere bene su certi dogmi correnti in medicina, senza necessariamente offrire approcci alternativi.”

“Stiamo giocando con la natura dell’evoluzione umana e, quando lo facciamo, potremmo avere dei problemi.”

J. CLEMENSON, nel 1973, durante un convegno sulla genesi della leucemia, afferma:

“Stiamo mettendo su condizioni per la possibile pandemia di un virus oncogeno, variante dalla grandezza dell’influenza del 1918″….”è possibile visualizzare la mutazione di un virus in una variante ad alta contagiosità per l’uomo che risulti in una pandemia di malattie neoplastiche prima ancora di aver sviluppato un vaccino.”

Non è questa la stessa situazione dell’AIDS? Lei chiude dicendo “noi, che stiamo

andando a morire, salutiamo” – non sappiamo cosa volesse dire con questa citazione, ma ciascuno può trarre le proprie conclusioni.

Come si adatta il virus all’essere umano? La novelle ufficiale narra del virus che cambia specie, emigra dagli scimpanzé in Africa ad altre specie di esseri viventi, gli umani; basta una sola scimmia che morde qualcuno alle chiappe e si ha il passaggio del virus da quella scimmia agli umani di tutta l’Africa. E però il virus non cresce nei tessuti delle scimmie africane, non causa malattie alle scimmie africane, e i geni di quel virus, l’AIDS, non somigliano affatto ai virus delle scimmie, perché sono identici a quello BLV del bovino e a quello della pecora. E allora come si ha questo scambio? Nel 1971 un interessante esperimento viene raccontato da Stuart A. A Aronson, che, ha fatto proliferare RNA di virus di topi nel tessuto umano; si ripete lo stesso fenomeno che vediamo con il virus dell’AIDS; il RNA si adatta, imita il tessuto dell’ospite, e riproduce cellule usando tessuto umano. Nel 1972 un altro esperimento viene testimoniato da Leon Dmchowski e Koshi Maruyama, in un articolo che titola: “trasmissione di RNA tumorali incrociando specie diverse”. Ora, per adattare il retrovirus al tessuto umano, bisogna coltivarlo nel tessuto umano; prima di pensare alla scimmia che morde le chiappe dell’africano che gira tranquillo a passeggio nella giungla, bisogna ricordare questo particolare fondamentale; si ha prima bisogno dell’adattamento del virus, incrociando gli RNA di diverse specie e coltivandolo nel tessuto umano.

È UN VIRUS ORDINATO
Secondo Strecker il virus è anche richiesto. Chi mai potrebbe richiedere, sollecitare, un virus, e chi mai potrebbe voler domandare proprio questo? l’OMS, ovviamente, che è il WHO, ossia l’Organizzazione Mondiale per la Sanità, con bollettino del 1972, che richiede specificatamente questo:

“Bisognerebbe fare un tentativo per accertare se i virus possono infatti produrre effetti selezionati sulla funzione immunitaria. Inibendo gli anticorpi dal 7S al 19S, o compromettendo le cellule T, contrapposte alla funzione delle cellule B. Questa possibilità dovrebbe essere studiata per ottenere che una risposta immunitaria al virus possa, essa stessa, essere compromessa, se i virus attivi danneggiano più o meno selettivamente le cellule che rispondono agli antigeni virali”.

Che significa questo? Questi squadernati dicono: ‘cerchiamo di produrre una cellula, cioè, facciamo un virus, che inibisce selettivamente il sistema delle cellule T nell’essere umano; qual’è quel virus? Quel virus è l’AIDS. Per coincidenza pura, abbiamo una pandemia di AIDS che è stata prevista, richiesta, che si trasferisce dall’Africa agli Stati Uniti, e poi al resto del mondo.

COME NASCONDERE UN EVENTO SENZA CELARLO, E, VICEVERSA, COME DARE LA DIGNITÀ DEL FATTO ALLA FAVOLA
In un articolo in prima pagina del London Times, del 1987, che titola “Smallpox vacine triggered Aids virus” (la vaccinazione contro il vaiolo innesca il virus

dell’AIDS), si pone una domanda intelligente: c’è una relazione fra i vaccini comandati dall’OMS (WHO) all’Africa e l’epidemia di AIDS? Qualcuno è ingaggiato dall’OMS per verificare se, i vaccini comandati dall’OMS stessa per gli africani riferiti al programma per eradicare il vaiolo, possano essere un fattore contribuente alla diffusione dell’AIDS in Africa. Quel qualcuno indaga, fa il rapporto, lo manda all’OMS, e quel rapporto poi scompare; due anni dopo, forse vedendo che l’OMS non ha fatto nulla con il suo rapporto, quel qualcuno passa l’informazione al London Times. Ma negli Stati Uniti questo fatto non viene mai discusso, come del resto neppure in Europa. Per nascondere un fatto, non è necessario cercare d’insabbiarlo in qualche abisso profondo; basta solo che non ne parlino TV, rotocalchi e giornali; quando i mass media tradizionali non parlano di un fatto o di un evento, quel fatto e quell’evento è come se non esistessero; chi possiede capitali senza limite e senza costo, può possedere anche i maggiori mezzi d’informazione, dai quali s’irradiano le frottole che tutti gli altri ripetono pedissequamente; è quindi un meccanismo semplicissimo e funziona anche all’inverso; se si vuole far credere che un evento mai accaduto sia accaduto e che un fatto inesistente esista, basta farlo dire ai giornalisti di quelle agenzie dalle quali dirama tutta la conoscenza del mondo.

COME HANNO DIFFUSO L’EPIDEMIA DEL VIRUS
Come hanno fatto a inoculare questi virus nel sangue delle popolazioni africane? O lo hanno fatto intenzionalmente, oppure per errore.

SE FATTO DELIBERATAMENTE
Non è assurdo considerare la prima ipotesi, perché negli anni ’30 e ’40, negli Stati Uniti d’America, uno studio particolare tenuto dal PHS (public health service), che è l’ente dedicato alla “sanità pubblica” recluta uomini negri infetti da sifilide e li mette sotto osservazione per diversi anni; i malati vengono tenuti lontani dalla penicillina; poi questi infettano le mogli, le quali danno vita a figli sifilitici. Questo esperimento, questo studio sulla sifilide trasmessa da generazioni di famiglie negre, è documentato da James Jones nel libro: titolato “bad blood”. Per chi vuole vedere qualche precedente sull’inflizione volontaria di malattie ai cittadini americani inconsapevoli, si può dare un’occhiata al suo lavoro. Tra il 1959 e il 1970 si hanno più di 300 esperimenti biologici condotti su cavie umane statunitensi, sempre a loro insaputa; sono documentati in un altro volume, questo titolato: “A Higher Form of Killing”, di Harris e Paxman. In ogni caso, dire che i burattini ai governi degli stati, comandati dai padroni delle multinazionali petrolifere, militari e farmaceutiche, non siano capaci di fare esperimenti su cavie umane, e di farlo intenzionalmente, significa non voler vedere la realtà.

SE FATTO PER ERRORE
Tuttavia, potrebbe anche trattarsi di un’inoculazione accidentale, di un avvelenamento di massa, di un genocidio, involontario, commesso per errore; la vacca è produttrice di quel vaccino che si usa per prevenire il VAIOLO (smallpox); secondo i pirati del OMS quel vaccino viene prodotto in 46 nazioni; lo cavano direttamente dai bovini; rasano le pance delle mucche, ci fanno delle incisioni, il

SIERO sgocciola sotto e viene raccolto; la povera bestia è sospesa, incastrata in una sorta di telaio dal quale non può muoversi; dopo una settimana il vaccaro viene a ritirare il contenitore d’acciaio del siero e quello poi viene utilizzato per i vaccini; è evidente che i tre virus visti di sopra (BLV – Virus della leucemia bovina, BSV – bovine syncytial virus, virus respiratorio sinciziale e BVV – Bovine Visna Virus), o anche solo uno o due di loro, in quel contesto, sono, potenzialmente, ottimi agenti contaminanti accidentali per il vaccino. nel 1981, C. Mins, scrivendo su Microbiology Reviews, sostiene che il Bovine Visna Virus, nello stesso periodo in cui si dice sia scoperto il virus dell’AIDS, sia presente in determinate situazioni di contaminazione di sieri usati in giro per il mondo.

RETROVIRUS
Chi vuole imparare di più sui RETROVIRUS è bene che rivolga le sue domande a dei veterinari; i medici di base, i pediatri che praticano i vaccini in serie sui poveri bambini indifesi, gli operatori e gli scienziati della medicina che si pratica sulla specie umana, hanno pochi contatti con i retrovirus; i veterinari, altresì, dovrebbero avere un’esperienza assai più vasta su questi microrganismi.

ORIGINI E DIFFUSIONE DEL VIRUS
Il rapporto tra il virus e gli esperimenti dei vaccini (anti-epatite B sulla popolazione gay negli Stati Uniti a fine anni ’70, e i vaccini anti-vaiolo in Africa centrale) c’è ed è circostanziato da Cantwell e Horowitz, di cui si parla di sotto.

MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI
Sesso, droga e Rock ‘N Roll; si sente ripetere la solita solfa moralista, per decenni, un po’ in tutti gli ambienti sia medici che culturali; sesso e droga, sesso e droga; ancora oggi si leggono articoli pseudo scientifici, su riviste di settore medico, che mettono in rapporto la malattia con le abitudini e le promiscuità sessuali dei malati. Strecker spiega meglio l’AIDS come un male che nasce nel sangue e non come una malattia venerea trasmissibile sessualmente. Allora, per dire se il virus dell’AIDS rientra fra le malattie trasmissibili sessualmente, bisogna definire prima cosa vuol dire l’espressione generica: “trasmissibili sessualmente”. Se si vuole dire qualunque virus trasmissibile mentre si scopa, certo, potrebbe essere, ma allora rientrano fra questi anche altri virus, come quello del raffreddore, il virus della polio e tanti altri microrganismi che non sono considerati trasmissibili sessualmente, perché, teoricamente, durante un amplesso, c’è una moltitudine di fluidi vitali che potrebbero essere scambiati. Il rapporto sessuale richiede che ci sia un contatto e con il contatto si può trasmettere qualunque cosa, teoricamente. Se si vuole fare una classificazione distintiva, si vede più specificamente che le malattie trasmissibili sessualmente, sono trasmissibili soprattutto sessualmente e non, per esempio, con una trasfusione di sangue. Il tricomonas, l’herpes, lo scolo, la clamidia, i funghi, e tutte le altre malattie prodotte da batteri, non si trasmettono con una trasfusione di sangue; la sifilide sì, e questa fa eccezione, perché la sifilide origina il male nel sangue. Diciamo allora che le malattie trasmissibili sessualmente anno delle caratteristiche tipiche:

a) crescono nel tratto venereo;
b) sono presenti in alta concentrazione;
c) non sopravvivono fuori dal corpo per lunghi periodi di tempo; d) sono trasmessi preminentemente per via sessuale.

Quali di queste caratteristiche è condiviso anche dall’AIDS?

a) L’AIDS cresce forse nel tratto venero, specificatamente (come la gonorrea, la clamidia, il tricomonas, l’herpes e la sifilide)?
No.
b) Il Virus dell’AIDS non è presente in alte concentrazioni nel seme dell’uomo; ci sono solo delle colture nel seme; altrimenti viene identificato per sedimentazione nella saliva.

Perciò, no.
c) Il virus dell’AIDS sopravvive per qualche minuto fuori dal corpo umano? Sì, ci sono esperimenti di colture che resistono anche per qualche settimana; quindi non soddisfa nemmeno questo criterio.
No.
d) È l’AIDS trasmissibile preminentemente per via sessuale? No. È una malattia che origina nel sangue e viene trasmessa con le trasfusioni, i vaccini e la riproduzione. Per questo motivo, credere di scampare l’AIDS usando il preservativo è assai ingenuo per chi si fa trasfusioni, vaccini o ha genitori portatori del virus HIV.
Anche qui, la risposta è no.

EVITARE I VACCINI O USARE I PRESERVATIVI?
Il fatto che i criteri principali delle malattie trasmissibili sessualmente non siano soddisfatti, non è dire che sia impossibile prendersi un virus mentre si scopa. Ci si può prendere anche il raffreddore, strofinandosi addosso ad una persona che ha il raffreddore; eppure il raffreddore non rientra fra le malattie trasmissibili sessualmente. Infatti il raffreddore non ha niente a che vedere con l’atto sessuale, né con le infezioni del tratto venereo. Non è l’atto sessuale che trasmette il raffreddore, è la vicinanza fisica con la persona malata. Un lavoro scientifico deve definire i tratti caratteristici specifici di una malattia e della sua trasmissibilità e può considerare solo i più ricorrenti; per essere chiari: ci si salva più efficacemente la vita evitando i vaccini piuttosto che usando i preservativi. I pregiudizi sulla promiscuità sessuale servono a perpetrare il mito della malattia che origina da abitudini malsane, immorali, come la si vuole associare con il sesso gay e con la droga, o che sia dovuta a condizioni di vita incivili, per i’insinuazione della degenerata ipotesi che sia trasmessa dalla scimmia all’uomo. Tutte le fantasie più morbose, e le stravaganti scempiaggini che raccontano i giornalisti, servono, in ogni occasione, a distogliere l’attenzione dal problema centrale, che è il più tragico e importante di tutti.

LE CURE PER COMBATTERE L’AIDS
L’infezione AIDS porta al genocidio. I casi di malattia si moltiplicano con la

riproduzione; tutti i portatori del virus HIV, anche se non si ammalano subito di AIDS, sono destinati a morire prima del tempo che sarebbe loro concesso in assenza del virus. In ogni caso quel virus micidiale produce altri effetti nel lungo periodo, tra i quali la demenza o certe altre forme di tumore. Le cure mediche sono inutili, e, anzi, in molti casi accelerano il processo d’indebolimento del patrimonio immunitario del malato; il che comporta che il malato muore più in fretta; però attorno all’AIDS si è ingigantita una formidabile industria che succhia denaro dei contribuenti di tutto il mondo, navigando il terrore generato dal virus e dalla suggestione prodotta dai mezzi di comunicazione di massa. Terapie che funzionano, se esistono, non sono farmacologiche e non se ne sa nulla per il meccanismo perverso del sistema che gira intorno alle frottole fraudolente dispensate con gioia esuberante dai giornalisti di stampa e TV.

LA TESTIMONIANZA DEL DOTTOR HOROWITZ SU MERCK E FORT DETRICK

FORT DETRICK
Fort Detrick è il maggior centro di produzione e sperimentazione per la guerra biologica e chimica. Nel 1968, la sua struttura occupa 300 scienziati, dei quali 140 microbiologi (40 di loro hanno il PhD), 150 specialisti in diverse altre discipline, che spaziano dalla matematica statistica alle patologie delle piante. Oltre agli scienziati, vi operano un migliaio di altri assistenti. Gli impianti di Fort Detrick occupano 1230 acri di terra di proprietà del governo federale statunitense, sui quali sono poggiati 450 edifici. I lavoratori di Fort Detrick torturano annualmente: 900 mila topi, 50 mila porci Guinea, 2500 conigli e 4000 scimmie; hanno poi anche cavalli, mucche e pecore. Il costo per gestire, secondo le spese dichiarate nel 1969, solo il centro di ricerca, dell’istituto per la produzione d’armi biologiche e chimiche di Fort Detrick, è di 21,9 milioni di dollari sottratti ai dissanguati contribuenti del mondo. Il dottor Leonard Horovitz, dopo una serie estenuante di insistenze presso vari uffici e le biblioteche del centro di produzione di armi biochimiche, parlando con un responsabile per le pubbliche relazioni della struttura militare segreta presente a Fort Detrick, tale Mr. Norman M. Covert, che, parlandogli al telefono, ricorda le proteste tenute fuori dal forte e protratte per un anno e passa, riesce a farsi mandare, gratuitamente, un libro di presentazione dei precedenti 50 anni di storia che riguarda Fort Detrick, redatto da lui stesso e titolato “Cutting Edge”.

MERCK

Risulta proprio dall’antologia di Fort Detrick, scritta da Covert, che gli obiettivi scientifici sui quali il forte si fonda sono due, entrambi formulati dal presidente- burattino Roosevelt e dal suo “dipartimento della guerra”:

a) sviluppare meccanismi difensivi contro possibili attacchi biologici;
b) sviluppare armi biochimiche con le quali gli Stati Untiti d’America possano “rispondere a tono” se attaccati da qualche nemico inventato che sgancia sul territorio della nazione armi biologiche o chimiche.

Scrive lo stesso Covert che George W. Merck è un esponente chiave del comitato di suggeritori, consiglieri, adulatori, consulenti, del presidente Franklin D. Roosevelt. Il dottor Strecker collega con precisione chirurgica gli eventi delle vaccinazioni contro l’epatite B delle comunità GAY statunitensi e la conseguente contaminazione dal virus AIDS di tutti gli omosessuali vaccinati, sia a New York, che a San Francisco e Los Angeles.

Questi vaccini molto sospetti contro l’epatite B sono, quasi certamente tutti, prodotti proprio da MERCK. Leonard Horowitz trova conferma di ciò riprendendo il New England Journal of Medicine report, dal quale si cava che:

“la vaccinazione degli omosessuali contro l’epatite B è promossa, studiata e sostenuta, da una concessione (e donazione) del dipartimento virus e microbiologia cellulare dei laboratori di ricerca Merck, Sharp e Dohme, West Point PA. (Department of Virus and Cell Biology of Merck, Sharp and Dohme Research Laboratories, West Point, PA)”. Altri finanziamenti provengono dal “National Heart, Lung, and Blood Institute, of the U.S. Public Health Services’s National Institutes of Health” che, a giudicare dalla ragione sociale, suona come ente dedicato alla sanità pubblica e sembra anch’esso ammassare i suoi fondi aspirando il denaro dei contribuenti. E c’è un’altra coincidenza: il “Cell Thumor Biology Department at the NCI di Robert Gallo, il cialtrone al quale si attribuisce la “scoperta” del virus dell’AIDS nel 1984, porta una somiglianza stretta con lo stesso “Department of Virus and Cell Biology che appartiene a Merck.

Sulla pagina che tratta del vaccino di Merck si legge:

“il vaccino è preparato nei laboratori di Department of Virus and Cell Biology Research, Merck Institute for Therapeutic Research, West Point, PA….Il vaccino, ottenuto dal plasma del portatore HBsAg (epatite B superficie anti-germi)…è stato trattato….Un gran numero di sperimentazioni sono state condotte dal produttore sul plasma iniziale, il concentrato antigene e il vaccino, per assicurare la sterilità microbiologica e l’assenza di virus esterni. Il vaccino è stato anche testato per virus vivi dell’epatite A (HAV) su uistitì (bertucce del sud e centro America) e HBV (virus dell’epatite B) sugli scimpanzé. Anche il placebo è preparato nei laboratori Merck e consiste in solo allume in diluente di vaccino.”

In sostanza, i vaccini sperimentali e i placebo sono prodotti nei laboratori Merck. Li sperimentano, come dicono, entrambi, per virus estranei. Ma non c’è bisogno di testare il placebo; e allora, perché l’hanno fatto?

Montagnier usa gli agenti di Gallo per testare i virus dello stesso tipo che causa l’AIDS, due anni prima della dichiarata scoperta di Gallo. Nel 1983, un articolo su Nature afferma che l’istituto francese Pasteur – accreditato per aver isolato, con Luc Montagnier, il primo virus dell’AIDS, il LAV, identico a quello HTLV-III “scoperto” da Robert Gallo – è sospettato di aver importato, clandestinamente, vaccini contro l’epatite B, infetti, dagli Stati Uniti d’America. L’articolo insinua che l’istituto abbia contrabbandato plasma umano americano infetto (subito sospettato

di essere infetto da virus di AIDS), per fabbricare vaccini contro l’epatite B. Uno scandalo. Il ministero per la sanità francese risulta essere informato delle magagne dell’IPP (Institut Pasteur Production) e ammette, in qualche dichiarazione ufficiale, di aver autorizzato l’importazione nel marzo del 1982, due anni prima della “scoperta” del cosiddetto HIV di Robert Gallo. Nello stesso periodo, giungono vaccini dagli Stati Uniti d’America (per mano del Dr. Robert Gallo e del NCI research lab.) per provare il virus divoratore di cellule T che produce la leucemia, (HTLV), un sospetto agente AIDS, e, dopo qualche prova, sia negativa che positiva, viene messo in commercio. Questo significa che Montagnier e i francesi usano gli anticorpi forniti da Gallo per testare i virus tipo AIDS, due anni prima che si annuncino le scoperte dei virus HTLV-III, o LA V, o il virus dell’AIDS.

LE RICERCHE DI ALAN CANTWELL

AIDS/HIV LA TRUFFA DEL VIRUS RAZZISTA E ANTI GAY
“Queer Blood” (sangue di frocio) è il titolo del terzo libro scritto sulla frode mondiale del cancro dei negri e dei froci, cioè il cancro prodotto dal virus AIDS/HIV, scritto nel 1993 da Alan Cantwell JR. Il dottor Cantwell, se pure dispone di dati non aggiornati sulle morti degli omosessuali, e degli altri perseguitati nei campi di concentramento nazisti, e potrebbe quindi risparmiarsi il paragone, accenna bene a un fatto storico interessante: gli scienziati nazisti specializzati in esperimenti di eugenetica sulle cavie umane, come molti altri criminali, vedi il caso dell’ebreo- tedesco Henry Kissinger, sono tutti importati negli Stati Uniti d’America e in Unione Sovietica, dove esercitano tutto il loro genio a favore del genocidio e dell’industria della guerra; il processo di Norimberga è un’altra delle tante prese per il culo storiche contemporanee, e gli ultimi tre secoli andrebbero completamente riscritti.

HILTON & KNOWELS, LA PROVA STORICA DELLA MONTATURA
Il famigerato dottor Robert Gallo, nell’aprile del 1984, annuncia ufficialmente la sua scoperta del virus dell’AIDS al mondo “scientifico”. La sua campagna di propaganda è gestita dalla Hilton and Knowels, la stessa impresa che froda il congresso statunitense, e il resto del mondo per gli anni che seguono e che ancora mietono vittime, persuadendo gli assassini di mestiere, i vertici militari USA e NATO, ad invadere l’Iraq nel 1991. Tutti i ricercatori dotati di altoparlanti (cioè solo quelli pubblicizzati dai falsari di stampa e TV) si affrettano subito a dispensare la ridicola frottola che ci siamo bevuti per trent’anni: “il nuovo virus origina nell’Africa Nera, è lì da decenni, forse da secoli, e forse, perché no, persino da millenni, è ospite del tessuto cellulare di una scimmia pestifera (green monkey), e, per uno strano gioco della natura, è saltato di specie infettando milioni di africani.” Come arriva il virus dell’AIDS in America? Gli “esperti” accreditati presso i giornalisti non hanno dubbi: “Gli haitiani che lavorano in Africa portano con sé il virus ad Haiti – quando tornano a casa per le vacanze – gli omosessuali di Manhattan vanno in vacanza a Port-au-Prince, inculano qualche haitiano e si fanno inculare da qualche haitiano, quindi si infettano, e importano il virus a New York City, quando rientrano dalle vacanze”…. direttamente nel culo dell’ex sindaco,

quello stesso sindaco che mena le danze fra i giornalisti in strada, annunciando i morti delle prime due torri demolite e il crollo della terza torre, mostrando di conoscere bene il piano, prima ancora che sia demolita anche quella. Ma chi crede a queste scemenze dei vacanzieri omosessuali newyorchesi che scelgono Haiti come quelli italiani scelgono Phuket? Eppure, grazie ai delinquenti dell’OMS e alla complice superficialità dei giornalisti di TV e stampa del cosiddetto”main stream”, tutti ignoranti e sbrigativi, che raccontano le cose distrattamente, rapidamente, confusamente e farcendo i contorni con altre idiozie, ci siamo bevuti la ridicola favola di Robert Gallo, dell’impresa pubblicitaria dei suoi padroni. La fandonia che l’AIDS origini in Africa viene subito accettata da tutto il mondo medico ufficiale. I virologi più in vista sono quelli ai quali TV e stampa danno credito; essi mantengono la versione ufficiale di Robert Gallo, la frottola della green monckey, gli scienziati intelligenti che mettono in dubbio la frode vengono lasciati nell’ombra (vedi il caso di Peter Duesberg) e, anche se questo racconto non è mai stato dimostrato, non è possibile contrastarlo, per l’azione imponente della propaganda di TV, rotocalchi e giornali dei canali preferenziali. Gli omosessuali di New York, gli Haitiani e gli africani devono morire senza poter contestare la falsità della ridicola storia ufficiale. Virologi e scienziati pagati dagli stessi padroni usano termini che il malato non può contrastare e dai quali non si può difendere, essendo anche il malato contaminato dalle balle dei giornalisti e dei medici pavidi o ignoranti.

AIDS E HIV, IL CANCRO E LA CONVENIENZA DI CAMBIARE NOME AL VIRUS
In principio, Gallo chiama il “suo” virus “human T-cell leukemia/lymphoma virus” (il virus che elimina le cellule T e che provoca leucemia e linfoma). Poi però, i virologi si sono dati subito da fare per convincere il pubblico ignorante del fatto che “questa nuova malattia dei froci” non ha niente a che vedere con il cancro. Leucemia e linfoma sono forme di CANCRO. L’AIDS, secondo loro, è certamente contagioso, mentre il CANCRO, secondo loro, non lo è. E allora rinominano il virus, e lo chiamano “human T-cell lymphotrophic virus – 3” (HTLV-3), dove si dice linfotrofico e non linfoma, specificando cioè nulla, come sempre fanno i giornalisti e anche i giornalisti specializzati, i più vili e bugiardi di tutti. Il virus provoca tumori, origina, innesca, forme di CANCRO, e questo dettaglio fondamentale viene oscurato con la terminologia generica. Dopo altri anni di “studio” dei vari comitati di perditempo e microbiologi, il virus HTLV-3 viene riclassificato e cambia nome una terza volta; il virus della scimmia non appartiene più al regno animale, ora lo si vuole far apparire come un virus “più umano”, anche perché la storia ridicola della scimmia tiene fino a quando i giornalisti se ne occupano, e allora lo chiamano HIV (human immunodeficiency virus). Ora non si fa più nessun riferimento al cancro, di linfoma o di leucemia, né si fa più accenna al fatto che il virus ha origini animali, per evitare di dover osservare che sono origini bovine e ovine più che scimmiesche e quindi per scansare l’ipotesi che in Africa non abbiano origine ma, bensì, destino. Quindi, HIV e AIDS sono due acronimi per dire la stessa cosa, per dare nome ad un virus, modificato e ospitato in tessuti umani di laboratorio, che abbatte il sistema immunitario ed elimina, selettivamente, la cellula T, quella che risparmia all’organismo umano certi tumori come il linfoma e la leucemia. Molti uomini malati dei circoli omosessuali di New York, Los Angeles e San Francisco

sviluppano tumori della pelle (purple cancerous skin tumors) identici al tumore detto sarcoma di Kaposi dei malati dell’Africa Centrale; i virologi e i microbiologi interpretano questo fatto come la prova ulteriore della provenienza africana di questa nuova malattia gay. La frottola del virus della scimmia viene scolpita nel tempo; tuttavia, alcuni scienziati più avveduti non si bevono mai la pretesa esistenza naturale di un virus razzista e anti-gay. “Più che una malattia” – dice l’assistente diretto di Robert Gallo prima di abbandonare la conferenza con Horowitz e di dimettersi – “l’AIDS è un’imposizione sociopolitica”.

COME FANNO AD AMMALARSI, SELETTIVAMENTE, I GAY AMERICANI E GLI AFRICANI?
Racconta Strecker che gli omosessuali sono stati infettati durante gli esperimenti dei vaccini contro l’epatite B negli anni 1970 e 1980, organizzati, indirettamente, dall’OMS. L’AIDS in Africa è stato impiantato mediante il programma di vaccinazione per l’eradicazione del vaiolo organizzato, questa volta direttamente, dell’OMS (WHO), anche questo negli anni 1970. Le affermazioni di Strecker sono compatibili sia con gli studi di Horowitz che con quelli di Cantwell.

HIV-AIDS, L’ESPERIMENTO SULLE CAVIE UMANE OMOSESSUALI
A parte le montagne di cadaveri – corpi altrimenti giovani e sani – che si hanno fra la popolazione gay di New York subito dopo le vaccinazioni di Szmuness contro l’epatite B, che altre prove possiamo addurre sul legame fra i vaccini contro l’epatite B e il virus dell’AIDS? Le cartelle cliniche di ciascuna vittima sono documenti riservati; è difficile raccoglierle assieme e dimostrare che tutte le vittime hanno partecipato all’esperimento, perché, senza la collaborazione del governo, senza un mandato dell’autorità giudiziaria, quei documenti rimangono riservati e (quando non si vuole non si vuole) non vengono diffusi ai pettegoli e vilissimi giornalisti. Allora Cantwell va a raccogliere tutta la letteratura medica, alla ricerca di qualche omosessuale coinvolto nell’esperimento che si sia ammalato subito poi di AIDS. Le prove sono immagazzinate nel Blood Center di New York; si tratta del sangue prelevato agli omosessuali. Per una persona sana di mente è difficile, e pare anche privo di senso logico, credere che ci sia un progetto per sopprimere certe minoranze, quando, proprio gli stessi finanziatori di questo progetto, nutrono la propaganda per l’emancipazione di queste stesse minoranze. Eppure i piani contraddittori esistono e, anzi, caratterizzano tutta la storia moderna e contemporanea.

IL VIRUS DELL’EPATITE B
Secondo l’indagine di Cantwell, sono i medici dei campi di concentramento nazisti, i primi a dimostrare che l’epatite è infettiva, facendo esperimenti su cavie umane, costrette ad assumere sostanze gastriche prodotte da altri ospiti ormai completamente gialli per la malattia del fegato. I medici nazisti, passano il male da un paziente all’altro, somministrando ai sani i tessuti infetti, e capiscono che l’epatite è determinata da un agente esterno, probabilmente un virus.

VACCINI CONTRO LA FEBBRE GIALLA

Durante la seconda guerra mondiale, i soldati americani sono sottoposti alla vaccinazione obbligatoria e migliaia di loro, accidentalmente, s’ammalano di epatite in conseguenza di quei vaccini. L’epidemia d’epatite viene indagata fino alla scoperta di vaccini contro la febbre gialla che risultano contaminati. In parte, i vaccini sono prodotti da siero di sangue umano contaminato con gli agenti infettanti dell’epatite. Grazie alla vaccinazione contro la febbre gialla, i soldati s’infettano con il siero contaminato dal virus dell’epatite.

EPATITE B e POPOLAZIONE GAY
Poi si scopre che è possibile trasmettere l’epatite B anche per mezzo di pratiche sessuali e che metà della popolazione gay SAREBBE infettata dal virus dell’epatite B. (Questa scoperta non è documentata nel lavoro di Canwell e pare più una nozione propagandistica che un fatto testimoniato da letteratura scientifica; anzitutto il sesso anale non comporta contatto ematico, se non sporadicamente; in secondo luogo, dire che l’epatite B, come l’AIDS, rientra fra le malattie veneree, o fra le malattie trasmissibili sessualmente, significa, anche in questo caso, esprimersi in termini impropri; infine, come hanno fatto a calcolare la “metà” della popolazione gay? Che ne sanno loro, in quel tempo, chi è gay e chi non lo è? Somiglia piuttosto ad una delle tante campagne propagandistiche della mega- industria farmaceutica; non dimentichiamo che, proprio quella nota agenzia pubblicitaria che copre le nefandezze di Robert Gallo, è la stessa che copre i crimini di un altro genocida, George H. W. Bush nel 1991). Gli esperti della propaganda epidemiologica determinano subito che la vita promiscua degli omosessuali è un potenziale pericolo per loro e anche per il resto del grande pubblico.

LA PROPAGANDA DELLA PROMISCUITÀ
Negli anni 1970, la propaganda del Tavistock promuove la promiscuità a tutti i livelli e il sesso a casaccio diventa espressione di libertà, esattamente come il divorzio, l’aborto e l’abbattimento di tutti i canoni sociali rigidi, basati sulla famiglia e sulla tutela dell’ordine costituzionale, per lo meno in senso ideologico. E allora diventa una moda nel mondo medico, parlare di quanto sia speciale la malattia che infetta i loro pazienti omosessuali. La parola d’ordine diventa: “sesso anale”, e l’epatite viene fatta diventare come una delle tante altre malattie veneree che si prendono i gay, come la gonorrea, la sifilide, l’herpes, i parassiti intestinali, e i warts. Suona bene e viene ripetuta da destra a sinistra, come un vero tormentone pubblicitario; la propaganda funziona così, ci s’immagina di seguire una moda o di credere in un luogo comune, come se mode e luoghi comuni fossero sorti spontaneamente; in realtà sono tutti impianti ideologici prefabbricati, per motivi vari e specifici. Anche nella letteratura medica appaiono, per conseguenza, espressioni come “la sindrome intestinale gay”. Un nuovo approccio ideologico, viene montato e lanciato, tale per cui gli omosessuali, in senso medico, devono essere trattati in modo diverso rispetto agli altri pazienti più “normali”. I leader delle comunità gay – molto probabilmente cooptati (come accade ai leader di tutte le organizzazioni e di tutti i movimenti non governativi) fanno pressione, anch’essi veicolati dai mezzi di stampa; questa è la prova di ciò che si dice di sopra, perché il governo offra

migliore assistenza medica, molto più costosa, agli omosessuali; è la solita tecnica hegeliana: si crea un problema, si determina, attraverso quel problema, la domanda di ciò che si è già pronti ad offrire, e, davanti al sorgere della domanda, ecco che si offre la soluzione; ma la soluzione è già pronta da prima, bisogna solo fabbricare un pretesto perché essa sia domandata. Il meccanismo è identico quando si vuole mandare la gente in guerra, quando si vogliono aumentare le spese militari, o quando si vuole obbligare i genitori a vaccinare i propri figli, vittime impotenti, per aumentare i propri capitali di tante volte, solo grazie alla speculazione finanziaria (e per soddisfare le esigenze maltusiane dei piani di riduzione della popolazione, voluti da alcune delle élite al potere ed elaborati dall’ebreo tedesco Heinz Henry Kissinger).

IL VOLONTARIATO DELLE CAVIE OMOSESSUALI
Una volta prodotto questo stato d’animo, questa generale attitudine, che considera il gay un paziente particolare e che vuole per esso un trattamento più attento da parte della medicina pubblica, ecco che si promuove il volontariato delle cavie umane; gli omosessuali sensibili alla salute e all’igiene, quelli con il senso civico più sviluppato, sollecitati dalla propaganda di tutto il cosiddetto “main-stream”, si offrono volontari in massa per gli esperimenti su cavie umane del nuovo vaccino contro l’epatite B; questo nobile gesto di masse di froci volontari offre la speranza, lievitata dalla propaganda battente, finanziata dalla grande industria farmaceutica e dagli assassini che ne sono proprietari, di eradicare l’epatite B, finalmente e per sempre, dalle così già tormentate comunità omosessuali. In sostanza, quei volontari firmano tutti la propria condanna a morte e si ammaleranno tutti di AIDS. L’AIDS diventa la nuova malattia dei froci e la propaganda attribuisce tutto alla promiscuità del loro sistema di vita. Il lavoro di base per l’esperimento inizia nel 1973, quando il progetto per la salute dei maschi omosessuali (The Gay Men’s Health Project) di Manhattan, fornisce campioni di sangue per i test sull’epatite B alla “banca del sangue” di New York (The New York City Blood Center). Secondo le loro analisi, un omosessuale su due è positivo al test per l’epatite B. Per contrasto, sempre secondo le loro analisi, solo il 5% della popolazione eterosessuale offre campioni di sangue positivi al test.

MERCK E IL VACCINO CONTAMINATO CONTRO L’EPATITE B
Il vaccino è prodotto dal Merck Institute for Therapeutic Research a West Point, Pennsylvania. Il primo test sperimentale di vaccino contro l’epatite B viene inoculato nello scimpanzé che, stando a quegli “scienziati”, è l’unico animale suscettibile di prendersi il virus dell’epatite B. Il secondo test viene fatto su un piccolo gruppo di bambini ritardati. Per la terza prova, la seconda condotta su cavie umane, che deve essere fatta su un campione molto più ampio, vengono considerati diversi gruppi d’individui a rischio: omosessuali maschi, tossicodipendenti, adulti con deficienze mentali, cinesi-americani, indigeni dell’Alaska, pazienti e personale medico del centro dialisi. Gli scienziati selezionano i gay, li vogliono maschi, giovani, possibilmente robusti, per il loro esperimento. Il capo-progetto dell’esperimento sui gay del centro del sangue di

New York è il polacco Wolf Szmuness, fisiologo addestrato in Unione Sovietica; Aaron Kellner, un suo collega del centro, fornisce qualche dettaglio sporadico sui suoi precedenti, dopo la sua morte.

SZMUNESS
La sua breve biografia suona come le favole messe in circolo su Bill Gates, su Zuckerman e sui due fratellini miliardari che avrebbero fondato youtube. Szmuness è ebreo e nasce in Polonia nel 1919; è ancora studente di medicina all’epoca dell’invasione nazista, nell’estate del 1939. Quando arrivano gli invasori anglo-americani, la Polonia viene divisa in due, tra Germania e Russia, e Szmuness viene spedito in Siberia come prigioniero politico. Purtroppo, in Siberia non ci rimane. La sua famiglia scompare nella Polonia occidentale per opera dei nazisti e di quel periodo che egli passa in Siberia si sa pochissimo; egli è sempre molto riluttante a parlarne. Ne parla June Goodfield in “Quest for the Killers”, dicendo che il Szumness viene ripetutamente interrogato, pestato, dagli sbirri del KGB e che però lui si rifiuta di cooperare in attività di spionaggio. Nel 1946 viene liberato, finisce gli studi di medicina a Tomsk, nella Russia centrale, si sposa con una tettona russa, si specializza in epidemiologia; più tardi, sua moglie contrae l’epatite e quasi ci rimane; la novella vuole che Szmuness, da quel momento in poi, decids di dedicare la vita agli studi delle malattie del fegato (non importa se, nel frattempo, passa attraverso un altro genocidio).

SZMUNESS AMICO DEL PRETE WOJTYLA
Nel 1959 viene autorizzato a tornare in Polonia, con la moglie e la figlia, dove lavora come epidemiologo al dipartimento della salute. Stando al racconto di Kellner, ma la cosa non sorprende affatto, Szmuness è molto amico di un certo prete, con il quale divide la stanza quando va in ferie, con cui scambia una fitta corrispondenza, e che poi diventerà papa, proprio quel papa polacco, famoso perché polacco e per il suo odio formale nei confronti dei gay e dei comunisti, chiamato Giovanni Paolo II.

SZMUNESS ARRIVA A MANHATTAN
Su come Szmuness giunga in America ci sono altre storie ipotetiche; dato che sono ciarle di sentito dire, e anche contrastanti, meglio che le sorvoliamo; dato poi che non si contano i criminali di guerra nazisti che lavorano nei laboratori statunitensi, perché quelli comunisti, o ex comunisti, o polacchi o russi dovrebbero fare differenza? Assassini sono e assassini rimangono, a prescindere dal loro effettivo grado di consapevolezza o dal loro giusto desiderio di rivalsa verso qualcuno preso a caso, e, guarda proprio il caso, sempre fra vittime inconsapevoli e innocenti di tutto. Il fatto sta che il genocida Szmuness arriva a Manhattan, più o meno nel 1969 e, con l’aiuto di un tale Walsh McDermott, professore di medicina presso le strutture di sanità pubbliche al New York Hospital, Szmuness ha abbastanza fortuna da assicurarsi un posto ben pagato come tecnico di laboratorio al New York City Blood Center. Pochi anni dopo ha il suo laboratorio, e un reparto separato di epidemiologia presso il centro; in tempo da record viene nominato professore alla Columbia School of Public Health. A metà degli anni

1970, è un’autorità sull’epatite e sulle trasfusioni mediche. Viene persino invitato a Mosca nel 1975, per fare una presentazione; come “disertore” si dice terrorizzato di rientrare fra i suoi aguzzini del KGB; tuttavia, vera o falsa che sia quest’altra storia delle sue torture, egli ritorna come trionfatore in Russia; secondo i suoi colleghi, ciò si ha perché è protetto dal dipartimento di Stato americano; secondo me, perché non aveva proprio nulla da temere, altrimenti – protetto o no – cosa gli interessava di tornare in Russia? Chi glielo faceva fare? Milioni di dollari, milioni, in concessioni e finanziamenti, gli piovono sul capo, dopo aver inscenato qualche conferenza in giro per il mondo, a lui che è un morto di fame, un profugo, arrivato a Manhattan con soli 15 dollari nella saccoccia, senza sapere l’inglese, senza conoscere nessuno, con una moglie e una figlia a carico. La propaganda dà al suo lavoro sull’epatite un successo fenomenale, riempendo lui di milioni e la sua reputazione di enorme credito gratuito (come si fa quando si dà il premio Nobel a Kissinger, a Obama, o allo stesso Pavlov); ora, il fantoccio-immagine è pronto per iniziare a somministrare i veleni, è preparato per la missione più importante della sua vita, il vaccino sperimentale dell’epatite B, inoculato nei finocchi maschi sani, possibilmente dotati e molto promiscui, che si rendono cavie umane volontarie per effetto della propaganda dei padroni dello stesso Szmuness.

MODALITÀ OPERATIVE DEL GENOCIDIO
Prima di tutto, Szmuness incontra e familiarizza con la comunità gay e, secondo lo schema falsamente propositivo della propaganda, assume anche dei fisiologi attivisti omosessuali nel suo staff medico; si farà portare a fare i bagni con i gay, a frequentare i loro bar, le loro discoteche, e i luoghi, compresi i letti, in cui egli può scegliere gli omosessuali più attivi, sani, dotati, e, soprattutto, i più promiscui, cioè quelli che si davano da fare più degli altri a cambiare partner, a inculare e a farsi inculare senza sosta, da ed a più amanti differenti. Deve scegliere i suoi maiali da laboratorio e vuole farlo con la massima perizia scientifica. Conquista quindi la fiducia degli attivisti, dei leader, che sono sempre comunque cooptati dalle élite al potere, i quali si fanno vedere e fotografare in giro con lui, il salvatore dei froci, l’eroe assassino che li libererà per sempre dall’epatite B.

DIECIMILA DONATORI DI SANGUE OMOSESSUALE
Negli anni 1970, iniziano a fare pubblicità porta a porta nel vicinato gay della sezione Greenwich Village di Manhattan, in cerca di volontariato omosessuale; più di diecimila uomini firmano e donano il sangue per le campionature dell’esperimento di Szmuness; l’epidemiologo è molto selettivo, soprattutto nella scelta delle cavie finali, egli insiste che essi siano altamente promiscui; infatti, più sono promiscui e meglio è, più spesso cambiano partner e/o fanno ammucchiate, meglio è; perché va a dire in giro di dover provare un vaccino contro un virus che è trasmissibile sessualmente; niente monogami, quindi, o uomini con pochi amanti, nel suo esperimento; lui vuole solo omosessuali iperattivi, che non sono nemmeno pochi. Gli uomini devono lasciare il loro indirizzo e telefono e iniziano a versare sangue per un periodo di tempo indeterminato, ma lungo, un po’ come fanno i contribuenti italiani con l’erario.

GLI ENTI E LE STRUTTURE INCARICATE DEL GENOCIDIO
I CDC (Centers for Disease Control), i centri per il controllo dei malanni, il NIH (National Institutes of Health), istituto superiore di sanità, e l’istituto nazionale delle allergie e delle malattie infettive, sono tutti coinvolti nei costosissimi studi dello sperimentatore polacco, come pure i loro padroni, Merck, Sharp & Dohme Inc., e Abbott Laboratories. Dopo i primi duecento volontari, visto che non danno problemi nel breve periodo del primo mese, e non ne danno neppure gli scimpanzé, Szmuness è finalmente pronto per decimare la popolazione gay di New York City con la vaccinazione ufficiale degli altri volontari.

1978 PRIME PROVE SU CAVIE OMOSESSUALI
Il primo gruppo di cavie omosessuali per provare il vaccino su vasta scala, viene trattato nel novembre del 1978, al New York CIty Blood Center. L’esperimento continua fino a ottobre 1979. Più di mille uomini da Manhattan vengono vaccinati. Nel gennaio del 1979, pochi mesi dopo lo scellerato esperimento di Wolf Szmuness, lesioni della pelle di color porpora iniziano a comparire sui corpi di giovani e sani uomini bianchi in tutta l’area interessata dall’esperimento; i medici non capiscono di cosa si tratti e, nei successivi trenta mesi, i fisiologi di Manhattan incontrano dozzine di altri casi di questa nuova malattia caratterizzata da immunodeficienza, sarcoma di Kaposi e da una immediata e fatale degenerazione polmonare, conosciuta come polmonite Pneumocystis carinii. Tutte le vittime sono omosessuali maschi, promiscui, giovani, sani, quasi tutti bianchi, e tutti muoiono in modo orrendo. Nel giro di pochi anni, l’AIDS diventa la causa principale di morte per i giovani maschi di New York City.

PIOGGIA DI MILIONI SU SZMUNESS
Wolf Szmuness è elettrizzato dallo straordinario, enorme, successo del suo esperimento sull’epatite B; a marzo del 1980 il CDC supervisiona altri esperimenti analoghi sui gay di San Francisco, Los Angeles, Denver, St. Louis e Chicago; ciò mi pare che già dimostri che non si tratta di un errore (perché, se fosse stato un errore, viste le conseguenze, non avrebbero continuato le prove in altre città). Verso la fine del 1980 si ha il primo caso di AIDS sulla costa occidentale, è un giovane uomo bianco, sano, omosessuale, promiscuo, di San Francisco. Sei mesi dopo, nel giugno del 1981, l’epidemia dell’AIDS diventa ufficiale e gli epidemiologi non si spiegano in nessuna maniera il motivo per cui giovani uomini perfettamente sani, bianchi, omosessuali iniziano a morire misteriosamente, in Manhattan, San Francisco e Los Angeles, da un preciso momento in poi, quando prima ciò non accade in nessuna maniera. Nel frattempo, già dal principio degli anni “80, Szmuness viene premiato con milioni di dollari, milioni di dollari! Le sue ricerche e il suo straordinario successo con le vaccinazioni contro l’epatite B vengono accolti come portatrici di eccezionali implicazioni a livello mondiale. Egli collabora con le più potenti istituzioni mediche della nazione: il NUT, il National Cancer Institute (NCI), l’FDA, l’OMS (WHO), il Cornell, Yale, la Harvard Schools of Public Health e il Russian Academy of Medical Science. Altre connessioni internazionali comprendono l’International Agency for Research on Cancer di Lione, Francia, e stretti legami con associazioni filo africane di sussidio del terzo

mondo; anche i servizi per conto delle forze armate senegalesi assicurano nuovo campione di sangue umano per gli imminenti esperimenti africani di Szmuness.

L’IMPROVVISA SCOMPARSA DI SZMUNESS
Nel giugno del 1982, Wolf Szmuness, improvvisamente, muore di cancro ai polmoni. Non si trovano necrologi dopo la sua improvvisa scomparsa, su nessuna rivista medica eccetto le pubblicazioni di Aaron Kellner.

LA PROPAGANDA SUI RISCHI DI EPATITE B IN AFRICA
Il suo lavoro però procede anche meglio senza di lui al Blood Center e continua ad influenzare i continenti del mondo; Alfred Prince ora coordina i programmi del centro con l’OMS, IARC in Francia, e con la Organization of African Unity. Il centro ora stabilisce che tutti i bambini africani negri “sono ad alto rischio di epatite B”. (E quest’ennesima continuazione dell’esperimento è un altra prova che la contaminazione dei vaccini non è accidentale; perché, se lo fosse, prima o poi li dovrebbero modificare; e invece pare che diano proprio il risultato voluto, tanto è vero che insistono a proporli anche ad altre comunità, da New York alla California e dalla California all’Africa).

LA DIABOLICA INVERSIONE DEI FATTORI

“Quei bambini necessitano di vaccinazioni; bisogna rafforzare il loro patrimonio immunitario”. Il rapporto del 1983 di Kangwane, pubblicato dopo la morte di Szmuness, descrive il nuovo esperimento con i vaccini per l’epatite B praticato sui bambini negri del Sudafrica. La morte di Szmuness si ha senza fanfare, nessuno sa più nulla di lui, dei suoi esperimenti sulle cavie umane omosessuali e nessuno collega le drammatiche conseguenze di quegli esperimenti con i vaccini dell’epatite B. Egli scompare come “uomo notizia” e, con la sua scomparsa, scompare anche la novella delle prove sperimentali anti-epatite B di New York e San Francisco. Ma ic’è un legame molto stretto fra AIDS e CANCRO, fra gli esperimenti animali e l’ingegneria genetica dei virus, tra la tecnologia della guerra biochimica e la grande industria farmaceutica, fra gli esperimenti sui gay e l’AIDS, fra i programmi di vaccinazione e la contaminazione delle scorte di sangue in una nazione. I vertici degli apparati specializzati in tutte le questioni viste qui sopra s’incontrano e si riuniscono assieme a Washington, l’11 maggio del 1984, con le multinazionali farmaceutiche, per onorare Wolf Szmuness e il suo lavoro, tre settimane dopo che il dottor Robert Gallo annuncia la sua scoperta del virus dell’AIDS, avendoci lavorato per anni, e avendo illustrato i principi delle ricerche anche i suoi colleghi della NATO.

LE PROVE
A parte le montagne di cadaveri – corpi altrimenti giovani e sani – che si hanno fra la popolazione gay di New York, subito dopo le vaccinazioni di Szmuness, che altre prove possiamo addurre sul legame fra i vaccini contro l’epatite B e il virus dell’AIDS? Le cartelle cliniche di ciascuna vittima sono documenti riservati; è difficile raccoglierle e dimostrare che tutte le vittime hanno partecipato

all’esperimento, perché, senza la collaborazione del governo, senza un mandato dell’autorità giudiziaria, quei documenti rimangono riservati e (quando non si vuole non si vuole) non vengono diffusi ai pettegoli e vilissimi giornalisti. Allora Cantwell va a recuperare tutta la letteratura medica, alla ricerca di qualche omosessuale coinvolto nell’esperimento che si sia ammalato subito poi di AIDS. Le prove sono immagazzinate nel Blood Center di New York; si tratta del sangue prelevato agli omosessuali.

LA PROVA CHE IL VIRUS NON ESISTE NEGLI USA PRIMA DEL 1978
Ad un certo momento, nel 1985, un test HIV per verificare la presenza nel sangue di anticorpi prodotti contro i virus dell’AIDS diventa disponibile commercialmente e questo consente di stabilire chi sia infetto dal virus e chi no. Gli epidemiologi, quelli ignari degli esperimenti di Szmuness e dei lavori di Robert Gallo, che cercano di scoprire le origini del virus, vanno a fare il test proprio sui campioni di sangue custoditi nel Blood Center di New York, proprio sul sangue donato dagli omosessuali per gli studi di Szmuness, prima delle vaccinazioni. E, quando il sangue vecchio, prelevato da vari gruppi prima del 1978, viene testato, non si trova un solo campione positivo al test HIV. QUESTA è la prova decisiva del fatto che il virus non è presente negli Stati Uniti prima del 1978. Attraverso la verifica retrospettiva di campioni di sangue di 1083 uomini, classificati per l’esperimento di Szmuness, e di più di 10 mila omosessuali analizzati dallo stesso Szmuness, si dimostra definitivamente che il virus dell’AIDS è introdotto nella comunità gay intorno al 1978, lo stesso anno in cui inizia l’esperimento dei vaccini anti-epatite B.

LE STESSE IMPRESE CHE PRODUCONO I VACCINI E LA GUERRA BIOCHIMICA I vaccini sono prodotti dal National Institutes of Health (NIH) e da Merck drug company. Merck non è estranea agli studi per la guerra bio-chimica; George Merck, che dirige la compagnia durante la seconda guerra mondiale, dirige anche l’America’s germ weapon research program. Come parte del progetto di guerra al CANCRO – o guerra fatta con il CANCRO – nel 1970, il presidente-burattino Richard Nixon trasferisce parte delle unità militari dedite alla guerra biochimica proprio a Fort Detrick, nel Maryland, assegnando il nobile lavoro al National Cancer Institute, sotto la direzione del National Institutes of Health. E così abbiamo stabilito il legame fra guerra biochimicha, Merck e il NIH, che è poi l’istituto superiore per la sanità negli Stati Uniti d’America e contribuisce ai taluni specifici genocidi del pianeta.

SZMUNESS CONSERVA I CAMPIONI DI SANGUE DONATO DAI GAY Normalmente i campioni di sangue vengono eliminati, dopo un esperimento di questa portata; ma Szmuness insiste per tenerli e fa stoccare nel Centro decine di migliaia di campioni di sangue donati da maschi omosessuali prima dell’esperimento; egli vuole tenere il materiale umano in caso ci sia occasione per studiare qualche altro malanno futuro. Il fatto sta che nel 1983 molti specialisti di malattie infettive denunciano la probabilità che l’AIDS sia collegato con la vaccinazione dell’epatite B, perché scoprono (e questa è la TERZA PROVA) che il 93% dei loro pazienti affetti di AIDS risultano anche positivi ai marcatori per

l’epatite B. Dato che i vaccini sono fabbricati sulla base di sangue di pazienti omosessuali – che essi pensano essere affetti da AIDS prima di essere vaccinati – gli specialisti delle malattie infettive temono che quei vaccini contro l’epatite B possano essere contaminati da virus di AIDS (ecco un’altro esempio di come s’invertano diabolicamente i fattori, si trasformano cause in conseguenze e viceversa). I portavoce del CDC negano i rischi e riassicurano che i vaccini sono innocui. Nonostante le rassicurazioni insistenti di CDC e autorità collegate, il produttore del vaccino anti epatite B nella sua versione commerciale, Abbott Laboratories, avvisano nelle loro brochure che taluni considerano il vaccino responsabile della trasmissione dell’AiDS e del sarcoma di Kaposi; ammettono inoltre di non sapere se i virus che causano questi mali sono trasmessi attraverso il sangue o i prodotti derivati dal sangue. La voce che il vaccino proviene da sangue di donatori omosessuali, in qualche modo, dopo un po’ si diffonde e per conseguenza molte persone in seguito si tengono distanti dal vaccino, perché è associato ai campioni di sangue dei gay, anche se oggi deriva da altre lavorazioni, e non perché contiene virus ottenuti con gli incroci di laboratorio supervisionati dagli scellerati specialisti della guerra biochimica.

LA PROVA DI STEVENS
Nel 1986 il gruppo di Cladd Stevens fa un secondo studio su 212 uomini vaccinati durante il famoso esperimento dell’epatite B; il 6,6% risultano positivi su campioni di sangue prelevati durante il periodo novembre 1978 ottobre 1978. Al 1981 sono positivi il 20% e alla fine del periodo preso in esame, al 1984, più del 40% sono positivi. La maggior parte degli uomini sieropositivi con HIV sono immuno- deficienti.

LE FROTTOLE RACCONTATE DAI MEDIA SULL’AIDS
Dalla scoperta del primo caso, nel 1979, i mass media shoccano il pubblico con un numero infinito di storie sensazionali sull’AIDS. E però mai una volta danno credito all’idea inconcepibile che l’AIDS è un manufatto dell’industria della guerra biochimica. Una delle più oltraggiose e stupide storielle anti-gay che la propaganda usa – per inquinare gli impianti ideologici, spostando sistematicamente l’attenzione dai delitti e dai criminali veri – è la frottola del “paziente zero”.

LA FAVOLA DEL “PAZIENTE ZERO”
Una delle tecniche della propaganda è quella di inventare personaggi che appaiono come vittime scontente, contestatrici, di qualche parte del sistema, e, indirizzando il loro malcontento verso qualche falso bersaglio, mantengono mal diretta l’attenzione del grande pubblico rispetto ai fatti pertinenti; il grande pubblico è sempre più ignorante. Nell’ottobre del 1987 viene pubblicizzato, fino a farlo diventare un best-seller, come accade con tutti i best-seller, un libro scritto da un frocio, che si chiama Randy Shilts; il lavoro è estremamente dettagliato circa la storia dell’epidemia. In linea con la solita commedia hegeliana della simulazione del dissenso, egli accusa l’amministrazione Reagan di trascurare l’epidemia e si querela per il vergognoso rifiuto del governo di finanziare la ricerca sull’AIDS e l’educazione, l’istruzione sulla sua natura e sulla sua storia. Shilts è da ricordare

per la frottola del “paziente zero”, che somiglia molto alle altre storielle sui pazienti di Ebola, alle ridicole invenzioni sulla trasmissione del virus del maiale, dei polli, delle aquile e dei somari, su quello dell’AIDS, ovviamente, e su quelle altre storie fantastiche che ricorrono ogni volta si voglia fare pressione psicologica sulle classi legislative in modo da ottenere rapide distrazioni di fondi dalle casse degli Stati, rimpinguate con la produzione dei dissanguati contribuenti del pianeta. La favola del “paziente zero” viene pubblicizzata con grande fanfara dei mass media, soprattutto grazie ai suoi morbosi contenuti pornografici; anche questo, in sostanza, è il solito racconto puerile di un tizio che si becca l’AIDS quando è in vacanza a Parigi e lo importa in nord America, al rientro dai suoi viaggi “scoperecci”. Un solo frocio, secondo la favola, gioca il ruolo chiave nella diffusione dell’AIDS, per aver disseminato il virus da un angolo all’altro degli Stati Uniti d’America, un po’ come Bill Gates che riesce a infestare, da solo, partendo dal garage del suo padre adottivo, tutto il pianeta con la tecnologia ammorbata di Microsoft. Shilts non menziona il fatto che i rapporti medici rilevano la presenza del virus a New York City già due anni prima che Dugas (il frocio che si vuole sia l’importatore “criminale” del virus da Parigi) venga diagnosticato. I test sui campioni di sangue prelevati per l’esperimento Szmuness rivelano che il virus è presente nei prelievi effettuati dal 1978-79 e la diagnosi a Dugas viene fatta nel 1980. Oltre a ciò, l’origine della contaminazione di Dugas non è mai accertata. Non importa, i giornalisti dei media tradizionali, vilissimi, riempiono le giornate dei babbei ripetendo e ripetendo la fandonia del “paziente-zero” e tutti, mondo medico e non, ci beviamo la nozione fasulla secondo la quale l’AIDS rientra fra le malattie trasmissibili sessualmente; la sua diffusione dipenderebbe dal fatto che la gente scopa troppo e non dai vaccini o dalle trasfusioni di sangue infetto.

A CHE SERVONO LE FAVOLE?
La propaganda delle balle dei giornalisti soddisfa molte esigenze politiche, scientifiche, sociali, morali e persino letterarie. Serve a spostare l’attenzione dalle cause reali del problema, a distrarre trilioni di dollari di denaro pubblico da trasferire alle multinazionali farmaceutiche, a finanziare la ricerca clinica opportunista, a montare campagne moraliste per far decadere l’impianto dei valori su cui si basa la famiglia e la società, a far vincere premi letterari ai giornalisti che scrivono i libri e fare intascare altri denari immeritati ai loro amorali editori. Dugas, morto, viene accusato di essere un mostro, di aver portato il cancro dei froci negli Stati Uniti, e di aver messo in pericolo tutta la nazione, lui, da solo, avrebbe inculato mezzo mondo senza preservativo, importando e diffondendo l’epidemia che contrae facendosi inculare a sua volta, quando è in vacanza a Parigi; e queste stronzate vengono ripetute senza sosta da tutti i canali d’informazione più importanti. Allora, chi sono i veri scellerati, i veri mostri? Con che senso di responsabilità e di onestà intellettuale, milioni fra medici, infermieri, paramedici, dietologi, dietisti, ricercatori di biologia molecolare, appassionati di riviste mediche e quant’altro, prendono per buone le frottole dei media tradizionali?

LA SCIMMIA “GREEN MONKEY”
A fianco al mito del “paziente-zero”, i mass media tradizionali mettono in circolo

un’altra potentissima frottola per distrarre la credulità popolare e soddisfare tutte quelle esigenze citate di sopra: la favola della scimmia “green monkey”. La gente adulta sa che le storie raccontate nelle favole non esistono nella realtà; però, essendo abituati a sentirsi mentire sin dall’infanzia, con le favole, si mantiene la tradizione mentendo a propria volta ai nuovi fanciulli, e si continua a voler credere alle menzogne, anche sapendo che non sono vere e anche quando sono ridicole e grottesche.

GUERRA BIOCHIMICA?
Abbiamo sentito tutti parlare di guerra biochimica, biologica e batteriologica; sappiamo che esiste. Sappiamo pure che quel tipo di guerra si fabbrica in laboratorio e quindi abbiamo la prova che, accanto alla degenerata follia criminale delle élite al potere, alla viltà e alla ignoranza assoluta dei loro complici giornalisti, esiste un’altra categoria di pericolosissimi dementi: i microbiologi che lavorano per conto della grande industria farmaceutica e militare.

FORT DETRICK E I SUOI SCIENZIATI SCELLERATI
Già dal 1950, un comitato dell’American Society of Microbiologists coopera con i laboratori di ricerca per la guerra biochimica a Fort Detrick, che si trova a Frederick, nel Maryland, Stati Uniti. Non a caso, il dipartimento della difesa è l’agenzia federale statunitense che per prima, e più delle altre, si occupa della ricerca sull’AIDS, con la sua vasta rete di ospedali, e i fondi – denaro formalmente appartenente ai dissanguati contribuenti – allocati dal congresso. Come le altre forme di CANCRO, l’AIDS è un grande affare per le corporazioni multinazionali e i legislatori sono sempre tirati da una parte e dall’altra per decidere quali trattamenti medici e quali studi sono da destinare all’AIDS. Con gli enormi interessi economici coinvolti nell’industria multimiliardaria dell’AIDS, è probabile che i burattini della classe politica vorranno continuare a reprimere la scienza nella ricerca della cura per l’AIDS.

L’ARSENALE AMERICANO PER LA GUERRA BIOCHIMICA
Gli Stati Uniti d’America hanno il più vasto arsenale di armi chimiche e biologiche del mondo. Più di 200 esperimenti vengono condotti su cittadini ignari dalle agenzie militari e di spionaggio statunitensi; alcuni di questi esperimenti, dei quali nessuno parla, seppure non sono più segreti, sono circostanziati nel lavoro di Robert Harris e Jeremy Paxman: “A Higher Form of Killing”, del 1982. E poi abbiamo l’esempio dell’undici settembre famoso; per chiunque voglia domandarsi se il governo statunitense – e vale benissimo anche per i governi delle altre Nazioni – sia capace e volenteroso di ammazzare i propri cittadini inermi, la risposta è anche troppo ovvia.

LA GUERRA BIOCHIMICA E LA RICERCA SUL CANCRO
Quando, nel 1971, Nixon trasferisce la maggior parte della ricerca per la guerra biologica militare all’istituto nazionale per la ricerca sul CANCRO, gli esperimenti continuano sotto questa copertura. Le tecnologie genetiche dei virologi del CANCRO consistono allora nel trasferire i virus degli animali da una specie ad

un’altra. Durante questi processi di trasferimento, vengono prodotte nuove forme di CANCRO, immunodeficienza ed infezioni opportuniste nelle cavie animali.

L’AFFARE DELLE SCIMMIE
Dopo aver scritto diverse relazioni per conto della NATO e di altri aggregati militari, Robert Gallo pubblica anche un libro, nel 1991, per il pubblico, titolato: “Virus Hunting: AIDS, Cancer and the Human Retrovirus”. La nozione (cretina) secondo la quale il virus dell’AIDS proviene dalla scimmia africana “green monkey”, lo ammette lui stesso, Gallo non se la inventa da solo; a pagina 227 del suo libro, in qualche nota a piè di pagina, egli accredita la frottola ad una scrittrice viandante, Ann Guidici Fettner, la quale lo visita proprio per raccontargli che il centro esatto dal quale origina questa epidemia si trova lungo un fiume vicino al lago Vittoria; la femmina dichiara di essere convinta che il virus proviene dalla green monkey e basa la sua convinzione sulla propria esperienza di viaggiatrice e osservatrice dei luoghi che ha visitato in Africa Centrale. Rileggendo gli scritti di questa Fettner, la quale scrive anche un libro, nell’aprile del 1984, intitolato “la verità sull’AIDS” poco prima della “scoperta” di Gallo del virus; però, ALAN CANTWELL, studiando il libro, non trova da nessuna parte questo riferimento alle scimmie africane; al contrario, lei e il suo collaboratore microbiologo William Check concludono scrivendo che il male dell’AIDS inizia come una malattia americana.

LA FANDONIA DELLE SCIMMIE PER NASCONDERE IL VERO DELITTO. Spostare l’attenzione sulle scimmie africane serve almeno due scopi: evitare il collegamento dell’esperimento contro l’epatite B con l’epidemia del virus negli Stati Uniti ed evitare il secondo accostamento, quello fra il virus HIV e il suo laboratorio d’origine, dove vengono incrociati virus che generano il CANCRO in animali, trattati e adattati alle cellule umane. Max Essex, veterinario di Harvard, e Donald Francis, si uniscono al coro che accusano le scimmie africane; ma il caso vuole che Francis sia proprio uno degli operatori che inocula gli africani con il vaccino contro il vaiolo e i froci americani con l’esperimento contro l’epatite B. I vigliacchi giornalisti dei media privilegiati tradizionali subito coronano i tre falsari, Gallo, Essex e Francis, come i luminari più eruditi nell’ambito delle ricerche sull’AIDS. La comunità scientifica può anche non essere tutta compatta d’accordo, ma, se non lo dicono TV e giornali, un qualunque fatto o stato di cose è come se non esistesse; il processo, come si dice di sopra, funziona in modo analogo anche all’inverso: si può far esistere un qualunque fatto inesistente e un qualunque stato di cose insussistente, basta solo che lo dicano i suggestivi telegiornali e che lo ripetano continuamente tutti gli altri canali di comunicazione mediatica.

RICHARD HATCH

Nel 1971, una parte del lavoro di ricerca e produzione per la guerra biochimica viene trasferito dall’unità per la guerra biologica di Fort Detrick al centro per la guerra biochimica NCI (National Cancer Institute); le ricerche e la produzione di agenti virali per il genocidio continua ad opera di militari ma si chiama con un altro nome: si chiama ora “ricerca sul CANCRO”; i laboratori di studio trasformati per questo scopo prendono il nome di Frederick Cancer Research Center. Richard

Hatch scrive che Robert Gallo è il capo-progetto del programma d’inoculazione di massa, iniziato nel 1972 e durato fino al 1976, che impiega più di 2000 scimmie, alle quali viene inoculato di tutto, dai tessuti cancerosi umani a virus rarissimi, a sangue di pecora e altro, alla ricerca disperata di qualche forma di CANCRO trasmissibile. Molte di queste scimmie muoiono per immuno-depressione, dopo essere state infettate con il retrovirus immuno-soppressivo Mason-Pfizer, una classe di virus che comprende anche il virus dell’immunodeficienza AIDS.

L’INGEGNERIA GENETICA E I VIRUS DEL CANCRO
I virus di laboratorio vengono forzati a migrare da una specie animale ad un’altra e, a metà degli anni settanta, l’ingegneria genetica ha già i suoi nuovi virus del CANCRO. Tra il 1977 e il 1978, il programma di ricerca del virus del CANCRO produce 60 mila litri di vaccino contenente virus immuno-soppressivi che provocano il cancro. La produzione militare di questi virus è assistita e resa possibile dal NIH e dal NCI. Dato che, formalmente, e cioè per finta, Nixon ordina la chiusura delle ricerche per la guerra biochimica nel 1969, CIA e altri enti di stato continuano il lavoro dando allo studio un nome diverso; il programma per la ricerca dei virus che generano il CANCRO continua; la ricerca delle cure per il CANCRO è una frode per coprire la ricerca e gli esperimenti di guerra biologica per la produzione del CANCRO. In un esperimento del 1974, Cantwell dà riscontro alla testimonianza e alle analisi circostanziate del dottor STRECKER; gli scimpanzé neonati vengono sottratti alle cure materne e ingozzati con latte di mucche infetto di virus cancerogeno; alcune scimmiette crepano presto a causa di due malattie mai precedentemente osservate negli scimpanzé: Pneumocystis carinii pneumonia (che più tardi verrà chiamata “la polmonite degli omosessuali”) e la leucemia, un tumore del sangue.

LA VERTENZA PASTEUR PER LA SUA QUOTA DI UTILI DALL’AFFARE AIDS Abbiamo visto che Montagnier, dell’Istituto Pasteur, si proclama lo scopritore del virus che uccide le persone con l’immunodeficienza, prima di R. Gallo e che Gallo, assieme ai suoi padroni e agli organi di stampa, negano si tratti dello stesso virus. Nel 1985 l’istituto Pasteur inizia un procedimento legale civile contro il governo federale statunitense per i diritti sulla “scoperta” dell’HIV; anche l’istituto Pasteur vuole infatti la sua quota di dividendi che derivano dalla grande industria dell’AIDS. Nel 1987, il presidente-burattino Ronald Reagan convince i pupi al governo di controparte francese sul fatto che non conviene a nessuno scoperchiare, proprio in tribunale, il vaso sulla questione di chi scopre per primo il virus – non lo scopre certo Gallo, lo scopre Montagnier, Gallo non può scoprire una cosa che sa già, il virus proviene dai suoi laboratori, perché è lì che è ottenuto, incrociando due retrovirus animali, come spiega Strecker – una negoziazione stragiudiziale conviene di più; sui diritti d’autore della finta scoperta del virus dell’AIDS si conviene che entrambi, sia il coordinatore della produzione del virus, Robert Galllo, che il suo casuale scopritore Montagnier, iniziano a incassare 100 mila dollari all’anno, purché la smettano di bisticciare come i bambini dell’asilo. I diritti derivano dall’aver brevettato il test del sangue per identificare risposte di anticorpi al virus HIV.

LA VERSIONE UFFICIALE DELLA SCIMMIA DI GALLO
La favola del virus della scimmia di Gallo rimane ancora la versione ufficiale. Però, ogni tanto, qualche studio più scrupoloso supera le barriere di fumo della stampa tradizionale; per esempio, il 2 giugno 1988, un articolo sul Los Angeles Times illustra le ricerche di microbiologi giapponesi che, nel tentativo di decodificare la struttura genetica del virus delle scimmie e confrontarlo con quello AIDS umano, rilevano che la sequenza genetica dei due virus differisce per più del 50% e concludono che non c’è relazione genetica fra i virus delle green monkey e quello dell’AIDS. Ciò nonostante, il re incontrastato dell’AIDS rimane, grazie al lavoro di depistaggio di TV e carta stampata, Robert Gallo. Tuttavia, nel mondo scientifico non tutti sono allocchi come i giornalisti e i loro lettori o ascoltatori. Ricerche indipendenti presso lo stesso NCI concludono che Robert Gallo falsifica i documenti e tutte le pubblicazioni scientifiche. Il dottor Prem Sarin, il vice presidente dei laboratori NCI in cui Gallo lavora, viene accusato formalmente di aver percepito pagamenti illegali da un’impresa farmaceutica e ufficiali del NIH accusano Gallo di condotta amorale e incriminano il suo presidente successivo, Mikulas Popovic chiedendone l’allontanamento perpetuo dagli ambienti della ricerca medica.

LE ORIGINI DEL HIV
L’11 maggio 1987, sulla prima pagina del The London Times, appare il titolo: “il vaccino contro il vaiolo innesca il virus dell’AIDS”; l’articolo è scritto dall’editore scientifico Pearce Wright e la storia indica, come responsabili della pandemia AIDS, il programma per la eradicazione del VAIOLO, promossa e sponsorizzata dal WHO, (OMS), responsabile di aver impiantato l’AIDS in Africa. Dal 1966 al 1977, circa milioni di abitanti del centro Africa vengono vaccinati dall’OMS; gli scienziati ipocriti ora speculano attorno alla possibilità che il vaccino contro il vaiolo possa aver risvegliato un qualche sconosciuto virus dormente che poi, a sua volta, determina l’infezione AIDS nel continente africano. Anche 14 mila haitiani che lavorano in centro Africa vengono vaccinati e importano la malattia ad Haiti. Durante gli anni 1966-1977, l’OMS somministra 2,4 miliardi di dosi di quel vaccino anti VAIOLO in tutto il mondo. Le colture di cellule su tessuto animale sono spesso usate per fabbricare vaccini virulenti; la possibilità di contaminazione di quei vaccini da parte di agenti virali animali – conosciuti o non conosciuti – è un pericolo costante nella produzione farmaceutica di vaccini.

DELLA PRESUNTA STERILITÀ DEI VACCINI
Si tende a credere che i vaccini siano STERILI, privi di germi, come le altre medicine confezionate; gli strumenti medici e chirurgici possono essere sterilizzati, ma i vaccini no, perché la sterilizzazione distruggerebbe le necessarie proteine immunizzanti che il vaccino contiene. I vaccini contengono agenti infettivi (virus o batteri) che possono essere attenuati, forse, resi inattivi, ma non eliminati; la virulenza di quegli agenti può essere attenuata, in parte, ma, proprio per la loro natura e definizione, i vaccini non possono essere sterili, perché, per sterilizzarli bisognerebbe portare il loro contenuto a certe temperature, e per determinati

periodi di tempo, che sono tali da eliminare tutti i microrganismi che essi contengono. Nonostante le meticolose precauzioni usate nei laboratori in cui si fabbricano questi agenti letali, sappiamo che certi virus animali possono sopravvivere al processo produttivo dei vaccini. Per esempio, negli anni ’50, milioni di persone vengono inoculate con un vaccino antipolio contaminato da un virus cancerogeno – questo sì – proveniente da qualche scimmia, chiamato SV 40. L’origine del virus si trova nelle cellule renali della “green monkey” che sono usate nella produzione del vaccino antipolio. Virus animali che generano il CANCRO sono contenuti anche nel siero fetale di vitello, quello usato in laboratorio per nutrire culture cellulari, tessuti umani e animali; gli stessi virus possono ritrovarsi anche nel prodotto finito.

HIV-BVV Bovine Visna Virus
J. Grote pubblica una nota sul Journal of the Royal Society of Medicine di Londra, nell’ottobre del 1988, che s’intitola proprio “Il virus BVV e le origini del HIV”. I due virus appaiono simili per morfologia; in ogni caso Grote afferma di aver trovato tracce dell’agente BVV in vaccini certificati per uso clinico; egli raccomanda d’investigare bene quel BVV e di verificare che ciascun vaccino non contenga l’HIV, prima di usarlo. Il processo di produzione di quel vaccino può considerarsi “pulito” ma non sterile. Legata al tavolo operatorio, la povera bestia è tagliuzzata, sacrificata, e poi appesa orizzontalmente al soffitto sette giorni per rendere il vaccino; dopo questa procedura i vitelli sono dissanguati. Non è possibile prevenire completamente la contaminazione con i virus bovini. I protocolli precisi per la produzione dei vaccini anti VAIOLO è stabilita dall’OMS e dal FDA. Quello stesso virus usato per i vaccini anti VAIOLO (vaccinia-cowpox) viene anche usato per altri processi d’ingegneria genetica; manipolando la sua struttura genetica, gli scienziati possono alterare altri agenti che producono malattie diverse, come l’influenza e l’epatite. Il 19 marzo 1992, i media vengono attratti da un altro articolo provocatorio che appare sul “Rolling Stone magazine” e che s’intitola: “Le origini dell’AIDS: una nuova, sorprendente, teoria cerca di rispondere al quesito ‘si è trattato di un atto di dio o di un atto umano’?” Il giornalista Tom Curtis asserisce che l’epidemia africana può essere dovuta ai vaccini ANTIPOLIO contaminati con l’agente SV 40, un virus delle scimmie. Dal 1954 al 1963, 30 milioni di africani sono inoculati con il VACCINO ANTIPOLIO. Il vaccino originale non è più disponibile nel 1992 e i virologi contestano alla teoria di Curtis il fatto che essa non può essere riscontrata. Quando Curtis informa Robert Gallo di questa sua teoria, Gallo ammette che la possibilità teorica di una contaminazione dei vaccini esiste. Né Gallo né Curtis fanno la minima menzione della vaccinazione contro il VAIOLO condotta dall’OMS in Africa centrale, dal 1966 al 1977, e sbandierata al mondo dal “The London Times” a maggio del 1987. Invece stampa e TV dirottano l’attenzione, come sempre, su falsi bersagli e diffondono le costruzioni ideologiche di Curtis, non dimostrabili, circa il rapporto presunto fra i vaccini ANTIPOLIO e l’AIDS. La novella del SV 40 è storia vecchia per gli attivisti contrari ai vaccini, che per anni affermano il pericolo dei vaccini contaminati, e non aiuta a capire dove sta la verità. Però la storia di Curtis ha una sua utilità funzionale, perché avvisa il grande pubblico dei rischi e della pericolosità del CANCRO indotto da virus di

animali contenuti nei vaccini che circolano in commercio.

AIDS-HIV: L’ELIMINAZIONE DEGLI AFRICANI
Gli africani comprendono bene cosa sia il genocidio. Per secoli sono deportati in condizioni disumane e considerati al livello delle bestie anche dalla cultura cristiana. Le raccomandazioni bibliche circa l’amore, la fratellanza e la solidarietà umana nel caso loro non trovano applicazione. Le principali cause di morte per giovani uomini negri dei giorni nostri sono l’omicidio violento e l’AIDS. Louis Farrakhan, leader spirituale di Nation of Islam, accusa certi medici ebrei di aver inoculato l’AIDS nei bambini africani con il pretesto dei vaccini. Il genocidio programmato, secondo lui, è gestito da alcune famiglie ricche, ebree, coinvolte in questo delitto tanto quanto lo sono del traffico di schivai di base olandese. Non c’è connessione, secondo Strecker, fra l’AIDS gay americani e l’AIDS diffuso in Africa centrale. Gli africani sono infettati durante le vaccinazioni ANTI VAIOLO programmate e gestite dall’OMS; “l’Africa è condannata”. Secondo le stime dell’OMS del 2000, il 25% della popolazione africana in età lavorativa sarà eliminata nel giro di 20 anni e l’aspettativa di vita media scenderà da 60 anni a 47. Robert Strecker afferma, anche nel suo memorandum, che il piano diabolico per l’Africa viene predetto con chiarezza in un memorandum pubblicato dal Bollettino dell’OMS del 1972. Il rapporto indica che le infezioni prodotte da certi retrovirus potrebbero risultare in “LESIONI SELETTIVE” del sistema immunitario, in particolare, nei globuli bianchi, di certe cellule note come “cellule T”. Queste inibizioni del sistema immunitario possono dar luogo al CANCRO; l’OMS raccomanda una “valutazione sistematica” di questi retrovirus immuno-soppressivi. Ancora nel 1972, un documento pubblicato nel “Federation Proceedings” propone ulteriori studi sui batteri e sui virus “anti-geni” che, selettivamente, eliminano le cellule T nel sangue. Il comitato scientifico prevede esperimenti su bambini umani condotti durante vaccinazioni preventive. Con l’espressione “vaccinazione preventiva”, s’intende che ai bambini verrà inoculato qualche agente infettivo sperimentale, batterico e/o virale, contestualmente alla vaccinazione di routine. I sovrintendenti dell’OMS sottolineano la necessità di “scelte appropriate” per un altrettanto “appropriato controllo della popolazione”. Pochi anni dopo queste raccomandazioni formali dell’OMS, un nuovo, misterioso, male immuno-depressivo inizia a far morire milioni di negri africani. L’AIDS africana appare al mondo nello stesso periodo in cui si rilevano i casi di AIDS di Manhattan e di Haiti. Non ci sono tracce di casi africani apparsi prima della fine degli anni ’70; e questo è confermato anche dagli epidemiologi Thomas Quinn e Jonathan Mann. Gli esperimenti condotti dal gruppo di scienziati diretti da J.W. Carswell testano il sangue di africani anziani ospiti di case geriatriche in Kampala, la città dell’Uganda considerata il più grande epicentro africano dell’AIDS; il sangue degli anziani viene confrontato con quello di 716 elementi più giovani e il risultato è che il 15% dei giovani sono positivi al test HIV, ma nessuno degli anziani risulta positivo. Questi studi del 1986 dimostrano che Robert Gallo e il suo portaborse Essex sparano cazzate. “Il virus non origina in Uganda; al contrario, i risultati indicano che è giunto nello Stato solo

in tempi molto recenti”. Un altro studio del 1989 non trova tracce di anticorpi HIV nella popolazione seminomade San, che vive presso il deserto Kalahari in Botswana, e che sono considerati la razza più antica esistente in Africa. I risultati sono tutti negativi, sia sui vivi che sui resti di loro morti centinaia d’anni prima. Richard e Rosalind Chirimuuta, nel loro libro circostanziato e documentato dal titolo “Aids, Africa e razzismo”, sono molto critici nei confronti di Robert Gallo e delle balle sull’origine del virus in Africa e sull’ansia di andare a caccia di scimmie nella giungla.

INCROCI DI LABORATORIO
Il virus dell’AIDS è prodotto in laboratorio, incrociando precisi microrganismi che provocano selettivamente specifiche crisi del sistema immunitario e particolari forme di CANCRO negli animali, come illustra chiaramente il dottor Robert Strecker. Ora si può credere che i virus, prodotti in laboratorio, finiscano poi nei vaccini per errore; oppure, che essi siano somministrati assieme ai vaccini per deliberata politica di qualche scellerato abbastanza influente da gestire OMS e guerra biochimica, qualcuno che si eleva a giudice e decide chi resta e chi muore, in questo sforzo maltusiano di abbattere la crescita della popolazione del pianeta, o qualche squadernato che vuole fare esperimenti su vasta scala su cavie umane. Tutti questi casi incredibili hanno una moltitudine impressionante di precedenti storici. Per esempio, negli Stati Uniti, nel 1932, un esperimento medico viene condotto dal servizio sanitario pubblico nazionale su 400 mezzadri negri analfabeti in Tuskegee, Alabama. Tutti ammalati di sifilide, tutti rassicurati e tenuti sotto osservazione, lontani dalla penicillina, per vedere gli effetti della malattia sulle mogli e sui discendenti; l’esperimento dura 40 anni, sotto la sorveglianza del servizio sanitario pubblico nazionale statunitense; gli studi sulla sifilide cessano nel 1972. I dettagli dell’esperimento sono raccontati nel libro “Bad Blood” di James H. Jones e in “Bad Blood,” New York Native, February 16, 1987, di Martin P. Levine; e questi sono solo esempi per chi rifiutasse di credere che i governi in carica sono capaci di gestire certe campagne disumane, anche contro i loro stessi concittadini ed elettori. L’esperimento di Tuskegee, come sottolinea Levine, è coordinato dal CDC, la stessa agenzia di governo che poi supervisione gli eventi dell’epidemia AIDS.

——————————————————————————————————— 7 – CONCLUSIONI?

VACCINAZIONE E IMMUNIZZAZIONE
La confusione fra immunizzare e vaccinare è voluta dalla propaganda. Vaccinazione e immunizzazione sono cose diverse. La vaccinazione comporta reazioni da iper-sensibilizzazione, intolleranze, allergie, attacchi d’asma e, quando

i vaccini contengono agenti contaminanti come il mycoplasma, o altri tipi di virus della famiglia herpes, che sono spesso inoculati, può essere innescato il processo che conduce al CANCRO. L’immunizzazione, altresì, è causata dall’esposizione naturale a proteine “aliene” che sfidano il sistema immunitario. Per avere poi conferma della pericolosità dei veleni e dei metalli pesanti contenuti nei vaccini, basta leggere le informazioni del foglietto illustrativo; è un lavoro noioso, ma può salvarti la vita, come insegna l’esperienza drammatica del veronese Giorgio Tremante, che fa studi approfonditi sulla materia dopo che le tragiche vaccinazioni, obbligate, nei fatti, dal sistema scolastico, hanno avvelenato i suoi figli.

CONCLUSIONI SUL COMPLOTTO DEL CONTROLLO SOCIALE?
La pandemia di EBOLA è una montatura; gonfiare un fenomeno tragico e drammatico, fino a fargli assumere la dimensione di una minaccia per l’umanità intera, rientra in un piano più generale di controllo sociale. Il piano prevede sempre l’utilizzo massiccio della propaganda per spaventare il grande pubblico; in preda al panico, le masse cedono altro denaro e altra sovranità; terrorizzare serve a far credere alle persone che l’autorità è necessaria e che i poteri coercitivi sono inevitabili; nello stesso tempo, però, serve a sottrarre denaro dei contribuenti per destinarlo nessuno sa dove; la cosa importante è sottrarlo, per evitare che le ricchezze prodotte siano in eccesso rispetto ad una domanda pilotata, per impedire che i prezzi calino e che i beni siano disponibili per tutti, aumentando il tenore medio di vita. Oltre a ciò, ma è un fatto solo secondario, il terrore panico, diffuso con cadenza sistematica dagli “allibratori” di Wall Street, genera fluttuazioni di borsa, a livello internazionale, che sono assai destabilizzanti e che fanno sparire trilioni di dollari dal circuito finanziario per farli confluire nei conti dei grandi conglomerati dell’industria farmaceutica, chimica e militare.

VACCINI OBBLIGATORI E PAURA DELLA MORTE
Queste ultime righe di sopra riepilogano tutto il ragionamento; ma cosa concludono? Se certe nozioni giungessero ad un numero adeguato di persone, forse si potrebbe anche concludere la necessità di un qualche cambiamento sul piano collettivo. Altresì, ripercorrendo l’indagine individualmente, uno può anche dire che, se è vero, da una parte, che il grande sconforto, derivante dall’apprendimento di certi fatti, rende più amara la vita, allora, la conoscenza di quei fatti, dovrebbe anche aiutare ad allontanare la paura della morte. Se e quando ciò accade, il fatto può essere visto come il “lato positivo” di tutta l’immane tragedia che affligge le classi sociali medie, medio-basse e basse, dei lavoratori contribuenti e degli imprenditori contribuenti, perché anche loro sono trattati come schiavi. Allontanare la paura della morte, tuttavia, non significa affatto darle il benvenuto. Paradossalmente, significa proprio l’opposto, perché se si vince la paura della morte, si vive più a lungo e anche più intensamente. Vincendo la paura, ci si può rifiutare di obbedire al luogo comune del vaccino che scaccia il malanno, perché il vaccino il malanno lo contiene in sé o, quantomeno, esso non esclude di contenerlo in sé. Non è possibile sterilizzarlo, lo abbiamo visto di sopra, e però, per avere conferma che il suo veleno non sia pestifero, non basta l’opinione del pediatra, o del medico di base, perché loro non hanno esperienza di

retro-virologia, che appartiene più ai veterinari, e sono bombardati dallo stesso condizionamento suggestivo che condiziona la vita di tutti gli altri. Dobbiamo avere il coraggio di chiedere una risposta precisa al personaggio vestito di bianco con la siringa in mano; vogliamo sapere se egli sa, esattamente, di cosa si compone quella sostanza che sta per iniettarci. Non lo sa, esattamente, e se è sincero lo ammetterà; perciò, bisogna perlomeno andarsi a leggere cosa dicono le indicazioni e le controindicazioni del tediosissimo e complicatissimo “foglietto” illustrativo. I rischi mortali, spesso, non sono completamente celati e, se uno legge tutto con pazienza, può anche salvarsi la vita; se invece non ha voglia di leggerselo, nel dubbio, sarà meglio che eviti di farsi vaccinare con la stessa indolente determinazione con la quale evita la lettura. Inoltre, quando in un “foglietto” illustrativo che accompagna uno di quei veleni trovo scritto che “il rischio di morte, entro certi limiti statistici, c’è”, tanto basta per condannare tutti i funzionari pubblici, e/o con responsabilità politiche, che promuovono quel veleno. Infine, mai, in nessun caso, le inoculazioni di quelle sostanze possono essere rese obbligatorie, o si possa far credere che lo siano, da parte delle scuole, delle organizzazioni sanitarie o da qualunque altro ente di stato, neppure in caso di pandemia, la quale è quasi certamente organizzata artificialmente, proprio con lo scopo, fra gli altri, di costringere le popolazioni alla vaccinazione. Nessun organo dello stato può permettersi, in nessuna circostanza, di obbligare la popolazione del territorio, o uno o più gruppi di quella popolazione, a vaccinarsi, perché ciò va contro i diritti fondamentali e le libertà individuali che, per la flebile memoria dei burattini messi ai governi degli Stati, sono sanciti anche nelle costituzioni.

DELLE PANDEMIE MONTATE PER IL CONTROLLO SOCIALE
Le fandonie per il controllo sociale
È la stupidità una condizione ineluttabile?

DELLE TECNICHE PER FABBRICARE LA SUGGESTIONE E L’ANGOSCIA
la ripetizione
la ripetizione indotta
la libera associazione
la propaganda hollywoodiana
il sistema d’apprendim