Adolf Hitler e i degenerati della chiesa di Roma

 

Adolf Hitler e il suo rapporto perverso con i pericolosissimi uomini con le gonne.
Secondo alcuni autori, Adolf Hitler viene messo a scaldare la poltrona della dittatura nazista di Germania proprio dagli uomini con le sottane bianche, i papi Pio XI e il suo compare Pio XII, i quali restano sempre amicissimi del Fuhrer, per tutto il tempo che dura il suo daffare. Però ti ricordo la testimonianza di Paul Manning, che ha scritto la storia di Martin Bormann (“Martin Bormann, nazi in exile“), l’amministratore totale del terzo Reich, il quale è già portaborse e manager delle attività dei burattini nazisti, quando ancora quelli sono in strada al freddo a distribuire volantini e iniziano faticosamente a raccattare le prime offerte di carità per finanziare la causa comune ai loro compari d’osteria.

Anche qui, oltre all’influenza ideologica, che certo non è da sottovalutare, che altro vuoi che facciano gli uomini con le sottane per mettere il burattino al potere? Ti aspetti forse che quei taccagni lecca-decime del Vaticano possano finanziare con denaro o con oro vero le attività della nascente forza politica delle camice brune? I chierici si fanno impiccare piuttosto di sganciare un solo nichelino, perché sono addestrati, e sempre pronti, a prendere ma mai a dare, neppure se quel dare si ha sotto forma d’investimento, e, anche in quel caso, il soggetto di quel “dare” appare sempre cavare la biada da forzieri diversi da quelli di Roma. Martin Bormann tratta con con IG Farben (Bayer), con uno dei fratelli Dulles, ruffiano assoluto dei Rockefeller e fondatore di OSS e CIA, è da loro, dalla grande industria pesante e farmacologica dei veleni di Germania, che Bormann cava i milioni che servono per la grancassa che spinge la propaganda di un partito nascente che senza fondi è inesistente. Chi cavolo conosce Adolf Hitler e i suoi compari d’osteria in quel tempo? Dove potrebbe mai arrivare quel piccolo e timido caso clinico di necrofilia (Erich Fromm, “Anatomia della distruttività umana”) senza Martin Bormann e i suoi gentili finanziatori, tutti già multimilionari? E i preti nazisti, dove sta scritto che abbiano finanziato in qualche misura, altro che ideologica, le attività dei loro aguzzini in divisa nera? Quegli stabilimenti, che ancora oggi avvelenano il mondo con le medicine cancerogene, con la chemioterapia e le radiazioni ionizzanti, e con i vaccini assassini,
sono fabbricati dagli schiavi dei campi di concentramento, disseminati prima in tutta l’Europa comandata dai nazisti, poi nel resto del mondo e ancora oggi dominano la scemenza certificata dei pericolosissimi avvelenatori dei ministeri della salute del mondo industrializzato.

Sappiamo, per esempio, che imprese come Google, Facebook, Microsoft, In-Q-Tel ed altre, le società dello spionaggio industriale digitale del mondo moderno, che lavorano direttamente per gli interessi dei padroni delle banche centrali e che sono infarcite con centinaia di migliaia di dollari dei contribuenti del pianeta, ospitano apertamente o indirettamente gli economi e gli analisti della CIA nei loro consigli di amministrazione.

Ma quanti dei conglomerati industriali che finanziano il nazismo tedesco sono gestiti, direttamente o indirettamente, dagli uomini con le gonne? Quante di queste imprese multinazionali ospitano in seno ai loro consigli di amministrazione gli economi delle banche vaticane? Per rivedere i nomi dei singoli finanziatori bisognerebbe riprendere in mano i verbali delle lussuose cene organizzate in Germania da Martin Bormann, alle quali non ricordo siano presenti preti. Diciamo che forse li ospitano o forse no ma il fatto sta che, quelli che dicono che i pagliacci con le sottane bianche “Pio XI e Pio XII mandano al potere Adolf Hitler..” senza spiegarmi come fanno, mi pare che parlino proprio come i fessi che insegnano la storia nelle scuole elementari per normali, i quali attribuiscono la ragione di ogni cosa al fatto ideologico e si dimenticano sempre, sempre, sempre, sempre, che per mandare qualcuno “al potere” servono prima di ogni cosa i denari, le finanze, la pecunia, i sesterzi.

Possiamo dire che l’azione politica è prima di tutto un’azione finanziaria, nella sostanza.
La storia economica moderna e contemporanea ci ammaestra sulle due questioni fondamentali della storia passata e presente:

a) le guerre, le rivoluzioni, le insurrezioni, e persino le manifestazioni studentesche, sono eventi pianificati e organizzati.

b) Gli organizzatori delle guerre pianificate sono investitori, sempre capitalisti, anche quando finanziano il socialismo e il comunismo, che usano gli impianti ideologici e la propaganda solo per mandare i fessi allo sbaraglio, mentre loro si prendono la roba con la forza e con la frode.

Ma se capiamo questo, perché continuiamo a studiare la storia con i paraocchi delle ideologie?

“Nasce il movimento…Mao nelle campagne…le rivolte contadine…l’illuminismo, il fascismo, il nazismo, l’interventismo, il verismo, il realismo..il giacobinismo, l’oscurantismo…il comunismo…i Khmer rossi….i musulmani…i cattolici…”

Queste fandonie con le quali si riempiono gli inutili testi scolastici non c’entrano niente. Chiunque sia messo al potere lo si è messo al potere, o ci si è messo, per mezzo del denaro e questo perdiana vale anche per le dittature militari. Un generalissimo impazzito che vuole prendere il potere in una qualunque repubblica delle banane non va da nessuna parte senza finanziamenti. Ed ecco che la sua azione non sarà mai un’azione unilaterale ed autonoma, mai. Ci sarà sempre qualcuno dietro e dovrà sempre essere qualcuno con mezzi finanziari eccezionali. Ricordo infine, con Antony Sutton, che i finanziamenti all’industria pesante tedesca non originano solo in Germania e in Europa, possiamo anzi dire che nascono proprio dall’altra parte dell’Atlantico. Senza dare troppo scandalo sulle operazioni bancarie del ruffiano Prescott Bush, antenato dei due inutili presidenti statunitensi del nostro tempo, due delle imprese finanziarie americane più significative, che ingrassano sia Stalin che Hitler, è rappresentata da

GUARANTY TRUST COMPANY e BROWN BROTHERS, HARRIMAN.

La casa di JP Morgan controlla la Guarany Trust dal 1912 e i capitali iniziali per le operazioni viste di sopra provengono dalle famiglie: Whitney, Rockefeller, Harriman e Vanderbilt (unico nome che suona simile al tedesco). Questi investimenti non si fanno solo per le guerre pianificate che verranno e gli indebitamenti pubblici con le banche centrali che ne conseguiranno, bisogna tener conto che il finto comunismo e il finto nazional-socialismo sono solo impianti ideologici per i babbei con i quali si copre un altro movente fondamentale, la rapina del petrolio e del manganese sovietico.

Riprendiamo dunque il ragionamento degli analisti francesi, dicendo che i due papi nominati di sopra sono amici di Hitler, va bene, e che lo appoggiano, per quanto di loro competenza e cioè facendo la “propaganda fide” anche in favore del nazismo, il quale a sua volta perseguita gli oppositori della chiesa di Roma, oltre che gli ebrei, gli intellettuali, gli zingari, i testimoni di Geova, gli psico-labili, i ladri, le puttane e, in minima parte, anche i ruffiani di quelle puttane (i preti sono a caccia di oppositori in genere ma, quando non sanno più con che altra categoria ingrassare le loro liste nere, perché le categorie possibili le hanno esaurite, allora si accaniscono soprattutto sui miti della finta moralità e quindi vanno a caccia di donne da torturare e sterminare; i ruffiani, invece, sono un bersaglio poco interessante per loro, anzi, possono servire la causa, alla bisogna, come spie dei loro compagni e delle loro stesse puttane, proprio perché sono ruffiani e totalmente opportunisti).

Gli amanti del pensiero complicato restano sempre affascinati e sedotti dall’aspetto ideologico di ogni questione, dimenticano l’aspetto fondamentale di ogni problema, che è quello della finanza, e forse è proprio questo che si ritrovano ogni volta con i fucili imbracciati ad ammazzare degli sconosciuti, o a farsi ammazzare da degli sconosciuti, senza capire perché debbano farlo. Certo la questione ideologica può servire il pastore delle greggi, perché il pastore è quello che usa il trucco dell’impianto ideologico per portare le greggi al macello. Ed ecco che infatti Adolf Hitler si alimenta della ideologia dei gesuiti, proprio per ispirare la propria organizzazione segreta e militare. In questo senso, sì, certo, in questo senso si riflette la copia dell’organizzazione dei gesuiti e dei loro compari in sottana, persone crudelissime e vilissime, sempre pronte a sfogarsela sui più deboli, sui malati, sui bambini e in generale sugli indifesi, assetate di sangue ad ogni costo, che forniscono le basi intellettuali, sia ideologiche che tecniche, con l’esempio concreto della loro capacità organizzativa nell’infliggere dolore e morte, con la loro storica capacità di perdurare come banda criminale imbattuta per secoli, e forniscono i pani, o l’ispirazione necessaria, per la costruzione dei campi di sterminio, o di lavoro, la cui prima implementazione storica si ha per mano degli aguzzini dell’impero britannico, nell’interesse dei Rothschild e degli Oppenheimer, per fottere tutti i diamanti del Sudafrica, nel 1900, quando ad essere internati e sterminati sono i coloni olandesi e le loro famiglie. Ma è proprio Adolf Hitler ad essere citato sulla questione dei gesuiti, e non i suoi aguzzini o i suoi amministratori che fanno tutto per lui, con o senza di lui, e dicono che dica:

“Io ho imparato molto dall’ordine dei gesuiti. Fino ad ora, non c’è stato niente di più grandioso sulla Terra che l’organizzazione gerarchica della chiesa cattolica romana. Ho trasferito gran parte di questo modello organizzativo nel mio stesso partito..sto fondando pure io un ordine..tireremo su una generazione di giovani (fessi) che faranno tremare il mondo…”

e a chi dirà queste stupidaggini? E quanto peso avrebbero le sue farneticazioni, senza i finanziamenti di IG Farben, dei Rockefeller, dei Bush e degli altri economi e legali della cricca bancaria newyorkese ed internazionale? Walter Schellenberg, sembra il nome di una birra ma è quello del direttore del controspionaggio nazista, da bravo spione e ruffiano, riferisce di questa confidenza fattagli da Adolf Hitler

“l’organizzazione delle SS è opera di Himmler ed è stata realizzata in accordo con i principi dell’ordine dei gesuiti. I loro regolamenti e gli esercizi spirituali prescritti da (santo) Ignazio di Loyola sono il modello che ha ispirato Himmler nel tentativo (riuscito con successo) di realizzare le Reichsfuhrer SS…”

i gesuiti hanno i “generali” e l’equivalente hanno le gerarchie naziste. Un momento. Ma i generali non li hanno anche tutti gli altri eserciti, da decenni prima della malaugurata nascita dello stesso Himmler? Napoleone, non è generale anche lui prima di darsi alla politica? E il generale Custer? E Tiberio, e Marcellino e Annibale, non sono anche generali romani? Copiano tutti dai gesuiti? A parte le fregnacce sulle gerarchie militari, che esistono da prima degli stessi gesuiti, perché anche le guerre si hanno prima dell’istituzione dell’ordine dei gesuiti, mi pare che Himmler e Hitler non ripetano la parte dell’esperienza più importante dell’ordine dei gesuiti, quella di durare nel tempo. Cosa vuoi che mi freghi di sapere se è vero oppure no che qualche nazista ripete gli esercizi spirituali di Loyola quando apprendo che i fondi per comprare i cannoni nazisti vengono dai Rockefeller e da JP Morgan?

Vedi che si tratta sempre, per i finti storici e per gli studiosi di storia, di vendere questioni ideologiche, siano giuramenti di assoluta lealtà, principi ispiratori, passioni religiose, visioni di madonne, piani di attacco, schemi operativi, precetti o modelli organizzativi eccetera, ma nessuna fornitura di equipaggiamenti materialmente utili, come i carri armati, i cannoni dell’industria pesante americana e i gas nervini prodotti da IG Farben (Bayer). Il regno del terrore, forse, richiama l’idea dei secoli bui voluti dai sadici e pericolosi assassini del vaticano ma non è dimostrato che sia proprio così, tanto è vero questo che la guerra non è decisa da Hitler, che Hitler è un prodotto delle banche occidentali tanto quanto lo è Stalin e, se pure si viene a sapere che lo stesso Stalin è un pargolo allevato dai gesuiti, se pure lo stesso si viene a sapere di Lenin e Trotsky, dobbiamo sempre ricordare che quelli lavorano con i capitali dei banchieri di Londra e Nuova York e i vari colpi di stato che organizzano in giro servono gli interessi privati di famiglie che non appartengono, perlomeno non direttamente, all’ordine dei gesuiti e che si tengono la gestione dell’oro, dei diamanti, del petrolio e del denaro di tutto il pianeta Terra.

DEI GESUITI CHE DANNO LOCANDA AI NAZISTI IN FUGA
Paul Manning racconta che molti nazisti, tra i quali il suo stesso eroe, Martin Bormann, partono da Berlino per il Sudamerica, dopo l’invasione anglo-americana dell’Europa e la finta avanzata dei manichini russi a Berlino, e giungono a destinazione grazie all’aiuto e al supporto logistico dei gesuiti. Ecco finalmente una testimonianza di cooperazione concreta degli uomini in sottana con i nazisti. I “santi padri” infatti li ospitano nei loro conventi, tappa dopo tappa, li nutriscono e li imbarcano sotto falso nome sulle navi che da Lisbona vanno in Argentina o in altri posti comodi e caldi. Dunque i gesuiti fanno anche cose concrete, danno locanda ai nazisti in fuga. E con ciò? Operano da buoni cristiani, perché così potrebbero e dovrebbero fare con chiunque fosse perseguitato, per quale che sia il motivo della sua persecuzione. Non vi sta bene? Il fuggiasco trova riparo in convento, che c’è di tanto strano? Non accade in passato anche con gli scellerati che ammazzano le mogli e sono ricercati dai polizziotti? La polizia col cavolo che si permette di entrare in una chiesa, è fuori dalla sua giurisdizione, in quel tempo. Ma ai tempi dei nazisti in fuga, il problema giurisdizionale non si pone assolutamente. Domandati piuttosto come mai gli aeroporti militari di Berlino sono ancora funzionanti, dopo che Berlino è completamente distrutta e che le cittadine disarmate della Germania del nord sono completamente rase al suolo, come mai è possibile volare tranquilli da Berlino a Lisbona e poi ripartire in nave da crociera con passaporti falsi? Chi fornisce questo tipo di assistenza logistica? Non sono sempre i ruffiani delle agenzie di spionaggio, che lavorano alle dirette dipendenze dalle banche centrali? Pensa al caso dell’ebreo nazista Heinz Henry Kissinger, incaricato di portare negli Stati Uniti d’America i più bravi criminali nazisti, per metterli a dirigere enti di stato civili e militari, nella famosa operazione PAPERCLIP, non lavora egli per conto dello spionaggio statunitense? E lo spionaggio statunitense non è roba come OSS e CIA? E queste due imprese non sono realizzate dai fratelli Dulles, fra gli altri, ruffiani diretti della famiglia Rockefeller e dai suoi associati di Wall Street? I dirigenti della storia della CIA sono tutti avvocati di grandi imprese finanziarie di Wall Street. A me pare che, anche in questo caso, l’intervento dei padri gesuiti è poca cosa, in senso materiale, ed è di grande sostegno in senso ideologico, a meno che non si dimostri un legame operativo tra quei finanziatori occidentali e gli uomini con le gonne.

DELLO ZIO GESUITA DI KURT HEINRICH HIMMLER
Tutta la vecchia guardia degli irriducibili nazisti, Hitler, Himmler, e gli altri dirigenti della canaglia nazista sono ferventi cattolici, tutti. Come dire che per fare carriera ci vuole la tessera del partito, o bisogna essere iscritti alla massoneria. E allora? E allora facciamo un altro esempio. Il padre gesuita Himmler è lo zio di Kurt Heinrich Himmler, comandante in capo, mi pare di capire, della GESTAPO, della forza di polizia tedesca e delle SS. Il fatto che egli abbia uno zio gesuita vuoi che non abbia influito sulle sue inibizioni e sulla sua educazione? Certamente sì, anche se in molte famiglie zii e nipoti non si frequentano mai, ed ecco che rientriamo di nuovo nell’ambito dell’influenza ideologica, non per questo non perniciosa ma inoffensiva senza cannoni, aerei, missili e carri armati. Perciò non ho nessuna voglia di andarmi a perdere nei dettagli della vita di ciascun burattino, per sapere che lo zio di Himmler è a sua volta capo di un progetto militare anti comunista, e quindi apparentemente in linea con i piani diabolici della chiesa, perché so pure che anche il comunismo internazionale è una cospirazione finanziata dai banchieri occidentali, fin dal principio.

Lo zio di Himmler, come qualunque altra spia, può anche lavorare in buona fede contro i comunisti così come i suoi colleghi dall’altra parte possono fare lo stesso contro di lui, ma rimane comunque una commedia di burattini. Di più ti dico, siccome sono spie, siccome lavorano per i servizi cosiddetti “segreti”, le cose si sanno e non si sanno e quando arriva il momento di prendere lo zio di Himmler per interrogarlo, non si sa perché, egli non riesce a scappare come gli altri e viene arrestato a Norimberga. La provvidenza vuole che anche lui sia trovato morto nella cella, come tutti i finti impiccati che sono arsi la notte stessa, con lo stesso stile frettoloso con cui si crema il cadavere finto di Osama bin Laden, dopo che viene assassinato per la terza volta.

DEL “MEIN KAMPF”
Sono tutte messe in scena, prese per il culo attorno alle quali i finti storici e gli appassionati di storia si eccitano. Non fatico a credere che il “Mein Kampf” sia opera del padre gesuita Staempfle ma che mi cambia ora che lo so? Anche il manifesto del partito comunista non è scritto da Karl Marx e nemmeno parecchie delle opere attribuite a Shakespeare, se non tutte, e nemmeno sappiamo se esiste nella realtà. Conosco molti cinesi che vivono a Chsansha, dove tutti ricordano con grande affetto il millantatore genocida e spia inglese, Mao Zedong, e centinaia di cinesi che conosco negli anni mi dicono di avere il libretto rosso del presidente Mao. E però io non ho mai conosciuto un comunista che abbia mai letto Marx, un cinese che abbia mai letto il libretto di Mao, o un qualunque altro cialtrone che abbia veramente letto il Mein Kampf. Tutti citano e nessuno legge. Pensi che il comunismo sia organizzato grazie alle scemenze scritte da San Tommaso d’Aquino, scemenze che nessuno ha letto? O che il nazismo si abbia grazie all’ispirazione del Mein Kampf, che nessuno ha letto? E il comunismo come si ha, grazie ai manifesti farneticanti scritti dai consulenti della banche centrali di Nuova York, contro le quali il povero Marx, impiegato diretto dei Rothschild, si querela?

Ciò che determina gli eventi, fino a questa fase, mi pare che si possa dimostrare che siano i grandi capitali, con i quali si fabbricano anche gli impianti ideologici. Anche per quanto riguarda l’efficacia della propaganda, non è la bontà dell’ideologia, a fare la differenza, ma la capacità distributiva di quella ideologia. Ci vuole il capitale per propagandarla, quella ideologia, quale che sia, oppure un esercito di gesuiti, i quali però vanno bene per la propaganda dell’ideologia ma non per il supporto militare e logistico, perché per quello bisogna spendere e spendere tanto. Se non trovo un legame tra i preti e i grandi capitali, un legame operativo, contrattuale, formale, per me chiesa e banche centrali restano poteri complementari e nemmeno tanto concorrenti.

DEL LEGAME TRA POTERE REALE E PRELATI
Il piano del collettivismo oligarchico mondiale, o quello che tutti chiamano il piano del cosiddetto nuovo ordine mondiale, è il prodotto della visione di un ragazzo che si chiama Cecil Rhodes e che, come Adolf Hitler e molti altri visionari, cerca di organizzare un gruppo eversivo di genti molto dedicate e devote, ispirato all’ordine dei gesuiti. A differenza di Adolf Hitler, Cecil Rhodes spende di tasca sua e con suo patrimonio gli amministratori del suo testamento continuano il suo lavoro ancora fino ad oggi. Durante questo percorso di conquista del mondo, però, si aggregano a questi segretissimi e fedelissimi amministratori delle volontà e dei beni di Cecil Rhodes i soliti noti, i Rockefeller negli Stati Uniti d’America e i Rothschild dalla parte civilizzata dell’occidente europeo.

Quindi alla fine è sempre la stessa minestra e i preti ci si fanno rientrare per una serie di ragioni prevalentemente storiche e/o ideologiche. Le società segrete s’ispirano all’ordine dei gesuiti, perché storicamente i gesuiti sono gli spioni più efficaci, sono quelli che riescono ad infiltrare tutti, persino la massoneria e le banche, ed ecco, forse, un legame operativo. Se la società di Gesù può consolidare tanto potere, in passato, nonostante sia costituita da pederasti corrotti e pervertiti, immagina dove possono giungere gli spioni delle società segrete di Cecil Rhodes, gestite dalla grande “mente sana”, la loro, animata soprattutto dalla ricchezza dei diamanti d’Africa ma anche dal nobile ideale di estendere potere dell’impero britannico, che si crede tramontato ma non lo è, sul mondo produttivo per lo stesso bene dei bruti che in quel mondo lavorano e producono. Cecil Rhodes e i suoi ragazzi lavorano per il bene dell’umanità, a differenza dei gesuiti, perché il dominio britannico sul mondo è un bene, credono loro, per il mondo, e certo non è tanto depravato quanto quello degli uomini con le gonne. Chi vorrebbe non essere d’accordo? Così inventano le tavole rotonde, il nuovo ordine mondiale, il CFR, le Nazioni Unite, il Bilderberg e tutte quelle altre associazioni culturali e/o filantropiche transnazionali, apparentemente svincolate, che però in coordinazione fra loro e con le banche centrali determinano le decisioni dei burattini collocati ai governi delle nazioni. Per gestire queste associazioni non dovrebbero aver bisogno del conforto politico e spirituale degli uomini con le sottane. Oppure sì?

Quale rimane la leva con la quale si ottiene il collettivismo oligarchico? Per mezzo di gruppi di consulenti come quegli avvocati che lavorano nel CFR, per esempio, si può dire al tale burattino del governo statunitense di fare una certa cosa, per mezzo di altre associazioni, come per esempio il KGB, si può chiedere al tale burattino russo di farne un’altra, e così via. In ogni nazione, ad ogni occasione, i burattini saranno sempre guidati dai consulenti delle banche centrali, che rappresentano i loro padroni, detti anche investitori, ai quali ciascun burattino deve denari in nome e per conto del proprio governo (la moneta artificiale, prestata con la truffa dalla banca centrale al singolo governo) ma, in definitiva, se quelli esitano o non condividono l’oggetto della consulenza, perché ogni tanto capita, allora che si fa? Il controllo feudale sul sistema collettivista lo si pratica, ancora una volta, con la rete di banche centrali, coordinate dalla pericolosissima BIS. Ogni burattino di governo deve stare alle regole imposte dalla banca centrale, altrimenti perde la poltrona, o la vita. È la banca centrale che decide se il tale burattino rimane in carica oppure se è il caso di ordinare il rientro delle linee di credito e far chiudere le sue imprese, o se sia meglio organizzare una belle serie di contestazioni e proteste popolari, per rovesciare il suo governo, o se mandare la nazione in guerra in qualche paese lontano, per tenere tutti distratti ed incrementare il livello del debito; le alternative sono molte e tutte valide e in nessuna di quelle riesco a vedere l’obbligatorietà della cooperazione operativa degli uomini con le gonne.

Tuttavia, è possibile che Carroll Quigley, frequentatore autorizzato, entro certi limiti, delle società segrete, osservando il loro operare da vicino, si sia dimenticato dell’influenza psicologica e ideologica che gli storici ispiratori delle società segrete, i gesuiti, hanno al presente sui grandi organizzatori di quelle società. Se, per esempio, oltre a Mario Draghi e a suo padre, scopriamo che ogni singolo dirigente di banca centrale, e ogni singolo padrone del dirigente della banca centrale, è allevato fin da piccolo dai depravati padri gesuiti, allora dobbiamo rivedere tutto il lavoro di Carroll Quigley e correggerlo, perché in quel caso non potremo mai più credere che le scelte dei padroni delle banche centrali siano delle scelte autonome. Il potere suggestivo degli uomini con le gonne attecchisce con troppa voracità, come il fungo che origina il tumore.

Infine, La “diffusione” della droga sarebbe un’abitudine importata dagli Stati Uniti d’America? (Cavo la domanda da certe affermazioni di Antonio Pantano nella stessa videoconferenza, al punto 42:27) Beh, magari, almeno una cosa buona l’avrebbero fatta. Dopo che per l’applicazione delle politiche restrittive, e cioè per aumentare i prezzi, la droga è stata fatta diventare illegale, tra i maggiori finanziatori delle operazioni e dei traffici internazionali di droga abbiamo proprio i fratelli Dulles. E però, prima che fosse bandita per finta, prima del 1914-20, si viveva in un mondo migliore; Pantano non ricorda che la prestigiosissima industria farmaceutica Schiaparelli produceva le pastiglie d’eroina molto prima che Mussolini iniziasse a fare il ruffiano per conto della banca centrale inglese. E a fine ‘800, In Europa, si faceva grande uso anche di un’altra “sostanza meravigliosa”, la cocaina, sulla quale Sigmund Freud ha scritto un bellissimo saggio di 100 paginette, per spiegarne i tanti usi terapeutici alla quale la cocaina si presta. Oltre a ciò, visto che (Ubaldo e Pantano) volete fare per forza i nostalgici-moralisti, sappiate anche che la Coca-Cola, in origine, era una bevanda rinfrescante e rigenerante proprio grazie alle sue straordinarie proprietà stimolanti, che cavava dalla cocaina, perché era composta di estratto della foglia di coca e noce di Kola. Poi purtroppo la coca la si è voluta illegale e sappiamo che razza di porcheria è diventata la cocacola da quando non contiene più la coca. Non sottovalutate il trucco delle politiche restrittive, funziona con la droga, con la moneta, con le finte crisi petrolifere, e con i veleni delle chemioterapie, con le quali, con quelli sì, ti ammazzano legalmente contro il pagamento di migliaia di dollari a fialetta. 9 milioni di vittime muoiono ogni anno di cancro, mutilati sotto i ferri della macelleria oncologica di monopolio, avvelenati dalle chemio “terapie” e demoliti dalle radiazioni ionizzanti. Questa mi pare un’altra cospirazione per la tortura e lo sterminio di massa, proprio dello stile degli uomini con le gonne del Vaticano, dei gesuiti e dei loro ruffiani delle varie inquisizioni. Lo stile è quello, come pure l’oscurantismo ideologico che appartiene al mondo della medicina di monopolio, la stessa che vendeva le pillole di eroina sul banco del farmacista a fianco a quelle contro il mal di testa. Fate il moralismo contro la chemio, non contro la cocaina e l’eroina. I veleni delle chemio sono cavati in origine dalle scorte di gas nervino rimaste in giacenza di qualche esercito, subito dopo la tragedia della prima guerra mondiale. E però neppure quella guerra faceva tanti morti quanti ne fa oggi il cancro. C’è poi da correggere altre piccole inesattezze proferite dal professore con la montatura colorata: a) delle scelleratezze dei musulmani egli non può saper nulla, perché tutto ciò che si dice su di loro proviene dagli stessi prestigiatori delle agenzie di stampa che hanno fabbricato la frottola dell’undici settembre; b) la sanità italiana è una gran presa per il culo. Persino in Cina comunista si è assistiti meglio che in Italia; se uno si spinge solo fino in Alto Adige può già constatare la grande differenza rispetto ad un pronto soccorso romano o napoletano; c) se poi vogliamo cantare le gesta del millantatore Mussolini, andando a dire che lui avrebbe istituito la sanità pubblica, sappiate che anche quello è un trucco (non che sia un trucco di Mussolini ma neppure è un merito suo); infatti, se non si sprecasse denaro pubblico per mantenere l’industria della medicina di monopolio, a ciascuno di voi rimarrebbe in tasca il 70% del reddito che ogni mese si fotte l’effetto di trascinamento fiscale. Potreste andare a farvi curare in Svizzera, o in Finlandia, e vi costerebbe certamente di meno di ciò che vi costa oggi. L’industria delle armi e della guerra, come la sanità pubblica e come gli sprechi per i finti viaggi spaziali sono imbrogli che servono a distruggere la ricchezza pubblica per mantenere l’ordine gerarchico esistente, a discapito di tutte le classi che lavorano (leggete Orwell, il rapporto dell’Iron Mountain e rileggete Ezra Pound).

 

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Pubblicato da economia, finanza e fisco

Come si gestisce l'impresa che sopravviva nel nostro sistema economico-giuridico? Cos'è il sistema economico e come funziona? Come funziona l'impianto giuridico-economico in Italia, in Europa e nel resto del mondo? Cosa studiano e a cosa servono gli economisti? Cosa studiano e a che servono gli insegnanti di economia politica? Come si controllano il sistema economico, i processi di produzione e consumo, di tutte le categorie di aziende? Come continuare ad ignorare il problema monetario, e il problema dell'alienazione del monopolio della sovranità monetaria, nonostante il tema sia stato oramai ampiamente descritto, spiegato, e le spiegazioni distribuite?

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19 commenti

    1. Grazie. Ho sbagliato, certo che non è Carapelli, quelli fanno l’olio di oliva, se non mi ricordo male. Grazie ancora per avermi corretto, meno male che c’è qualche buon cervello che ancora sa cosa legge. Credo tu abbia piena ragione su “Schiapparelli” ma non sto trovando la mia fonte, per il mio disordine e anche perché dalla rete la roba appare e poi scompare. Ora cerco con calma i documenti, se non aggiungo altre correzioni ti confermo sia la correzione che il ringraziamento per la correzione. Ciao.

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  1. Grazie prof.

    La mia fonte è il libro “Vecchi trucchi” di John Kleeves (Ia ed. 1991); in tempi lontani, quando era anche abbastanza difficile documentarsi scrisse questo (pag 272):

    “Deportando Lucky Luciano in Italia gli
    americani avrebbero cercato di prendere tre piccioni con una fava:
    liberazione di Lucky Luciano come promesso, rafforzamento della Mafia
    italiana e conquista di un nuovo mercato per il Shanghai Cartel. In ogni
    caso, essendoci stata o meno quell’intenzione da parte del governo
    americano, il fatto è che Luciano in breve tempo mise in piedi
    un’importante rete di traffico di eroina in Europa, evento che in un caso o
    nell’altro al governo americano non poteva che far piacere. Ma le cose con
    Luciano andarono bene solo fino al 1949. Con la vittoria di Mao in Cina
    negli auspici del governo americano Luciano avrebbe dovuto sostituire la
    fonte di approvvigionamento del Shanghai Cartel (che in seguito a questa
    vittoria si era disseccata) con quella del Kuomintang birmano, cosa che il
    suo vice Lansky aveva già cominciato a fare per il mercato statunitense;
    Luciano invece trovò una fonte alternativa in loco, che egli conosceva e
    che aveva saltuariamente adoperato anche in precedenza: l’eroina prodotta
    dalla ditta farmaceutica italiana Schiapparelli, che questa ditta produceva
    legalmente e che lui riusciva a procurarsi – certo illegalmente – in quantità
    industriali. Questo al governo americano non stava bene, e così cominciò
    immediatamente a indignarsi col governo italiano premendo perché lo
    stesso facesse terminare quello scandalo; ci riuscì nel 1951, quando la
    Schiapparelli fu costretta a ridurre drasticamente la propria produzione di eroina.
    Un primo concorrente della stella nascente del Triangolo d’Oro era
    stato eliminato.”

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    1. Ecco, l’ho trovato finalmente, prof. Alfred McCoy, “The Politics of Heroin”, pubblicato nel 1972, quello che dici tu non l’ho letto. Comunque, era “Schiaparelli”, con una “p” sola, anche io lo scrivevo con due “p” e questo è un altro motivo per cui faticavo a trovarlo. Schiaparelli è una delle più rispettabili industrie farmaceutiche, al tempo in cui Lucky Luciano viene liberato dai ruffiani statunitensi. Io non ho capito bene questa cosa della “concorrenza di Schiaparelli con il Triangolo d’Oro” e del resto non mi pare di trovarla nemmeno nel lavoro di McCoy. Però la logica mi pare chiara.

      Luciano lavora per conto dei servizi segreti statunitensi, il tuo autore dice il governo statunitense, è lo stesso. Sono cavoli suoi come si organizza con la produzione in principio. Nei primi quattro anni Luciano rimedia 700 chili che si fa fare da Schiaparelli e quelli DEVONO dare fastidio perché sono prodotti legalmente, secondo me, e non tanto perché sono “concorrenti del Triangolo d’Oro”.

      I ruffiani del governo statunitense non sono tutti coordinati da una mente unificatrice e quindi quelli del “Federal Bureau of Narcotics che si querelano con il governo italiano per le quantità eccessive di eroina di Schiaparelli, che Luciano distoglie dalla distribuzione tradizionale eccetera, possono anche lavorare in buona fede. Il fatto sta che, per conseguenza, le politiche restrittive sono poi applicate anche in Italia, l’eroina diventa sempre più illegale e il suo prezzo continua a salire, in Italia e nel resto del mondo.

      I furbi sono i burattinai della finanza, fanno fare le leggi per le politiche restrittive e aumentano i prezzi del 400%, come fanno col petrolio, organizzando le guerre, o con la moneta, e con altri trucchi più sofisticati.

      Poi bisogna anche fare attenzione a quell’accenno della “vittoria di Mao in Cina….” Mao Zedong è un’altro pupo della finanza anglo-americana e anche lui, con i finti comunisti dello Yunnan, produce eroina per decenni, prima di andare al governo in Cina. Mao è collocato al governo in Cina da qualcuno che ha deciso negli Stati Uniti d’America. Non è che cacciati i rapinatori e taglia-gole del Kuomintang dalla Cina, finisce la produzione di droga, cambia solo di mano; oltre a ciò, quelli del Kuomintang vanno a far danni un po’ in tutta l’area, diciamo, vicina e, oltre ad installarsi in Indocina e in Tailandia, molti di loro si piazzano proprio a Hong Kong. A Shanghai non possono restare perché qualche anno prima hanno fatto stragi di operai disarmati in sciopero, ma a Hong Kong, almeno i primi che si trasferiscono, sì.

      Luciano e i suoi compari andranno certo più tardi a rifornirsi anche presso i ruffiani del Kuomintang, e i dirigenti della CIA installati in Indocina, ma dopo la questione della tirata di orecchie a Schiaparelli, cioè, dopo che anche in Italia iniziano le politiche restrittive imposte al resto del mondo, il proibizionismo, Lucky Luciano va “clandestino” e si costituisce una rete di laboratori alternativi dalla Sicilia a Marsiglia. La morfina la comprano dall’Anatolia via Libano, attraverso un tale Sami El Kohury.

      Nel 1949 a Palermo c’è pure una fabbrica di caramelle che produce per Luciano, gestita da Don Calogero (credo Vizzini, lo stesso che organizza lo sbarco degli americani, “alleati” suoi, in Sicilia) in persona. Quel laboratorio continua indisturbato fino al 1954, quando c’è un nuovo scandalo, questa volta avviato dal quotidiano “l’Avanti”.

      Sia come sia, l’eroina del dopoguerra si cava dalla morfina turca, che arriva via Libano alle coste siciliane, si produce in Sicilia e si esporta poi agli Stati Uniti d’America via Marsiglia. Mi pare quindi una battuta poco furba, quella di Pantano, quando dice che la droga arriva in Italia, diciamo il malcostume, l’abitudine di drogarsi, o come si vuole dire, importata dagli Stati Uniti d’America. Le decine di migliaia di drogati statunitensi, il cui numero aumenta proprio in quegli anni, possono ringraziare gli operatori italiani (Luciano, Trafficante e Vizzini), Lansky, che mi pare fosse ebreo, e i loro enti di stato, ma i drogati italiani non sono il risultato dell’invasione anglo-americana, come invece si potrebbe dire per i drogati cinesi.

      Per quanto riguarda la droga in Cina e in estremo oriente, io non distinguerei tra comunisti e Kuomintang. Erano tutti produttori di droga, da secoli, prima corrotti dai mercanti portoghesi e olandesi, poi costretti dalle cannoniere inglesi ed infine dai bombardieri americani.

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  2. Effettivamente la situazione è un poco confusa.

    Esisteva in borsa una ditta Schiapparelli di cui si mormorava producesse droga nei tempi andati, questa ditta nel 2014 cambiò denominazione in Kinexia, qui trovi il documento di registrazione in borsa, dove nelle note finali si legge:

    “5.1.3 Data di costituzione e durata dell’Emittente Kinexia è stata costituita in data 10 luglio 1906, in forma di Società Anonima, con denominazione Schiapparelli Società Anonima.”

    https://gruppowasteitalia.it/it/1038-documento-di-registrazione/file

    Dopo altre vicissitudini quali fusioni societarie, altri cambi di denominazione e sperpero di denaro degli azionisti, credo che sia finita in qualche tombino della Storia.

    In questo link si parla di una (storica) Società Anonima Schiapparelli, che credo sia collegata alla precedente visto che hanno lo stesso oggetto sociale, chimica-farmaceutica:

    http://www.museotorino.it/view/s/7ccfc170d9354a489ed636e0aacd962f

    tra l’altro si nota che ammettono con candore che nei bei tempi andati producevano (probabilmente solo a scopo ricreativo…) gas tossici, inneschi per le bombe e alcaloidi ( per un refuso di stampa evidentemente il tipografo si è dimenticato di aggiungere “psicoattivi”, ma è quasi un pleonasmo, quindi lo perdoniamo…).

    Ragione sociale: Società Anonima Stabilimenti Chimici Farmaceutici Riuniti Schiapparelli.

    Schiaparelli con una sola “p” io trovo solo una casa di moda, il famoso astronomo italiano (quello dei canali di Marte) e altri personaggi minori, ma ditta non trovo niente.

    Per quanto riguarda John Kleeves (al secolo Stefano Anelli di Rimini), c’è da dire che scrisse i suoi libri (li trovi tutti e quattro in internet) molto prima che esistesse internet, quando documentarsi era molto ma molto difficile, per cui qualche svarione interpretativo lo fece certamente, ma ebbe molte intuizioni che per quei tempi sembravano deliri puri, mentre la storia recente gli ha dato ampiamente ragione.
    La sua tesi di fondo era che “la cupola” mafiosa di cui parlavano i mafiosi eccellenti (uno su tutti Buscetta, il quale in un processo ebbe a dire:”non le conviene neanche a lei sapere chi è veramente la cupola, signor giudice”), era in realtà un preciso riferimento al senato degli stati uniti, che è proprio a forma di cupola, per indicare che il Governo Americano è da sempre il promotore unico della produzione di droghe, del trasporto e della scelta di quali organizzazioni malavitose far partecipare al lucroso business.

    Nel libro “Vecchi Trucchi” lo dimostra ampiamente (ripeto, il libro è del 1991 e raccoglie anni delle sue ricerche), lo trovi qui insieme agli altri libri:

    https://byebyeunclesam.wordpress.com/2011/03/29/vecchi-trucchi-di-j-kleeves-nuova-edizione/

    Sacrifici umani, scaricabile da http://it.scribd.com/doc/78246134/John-Kleeves-Sacrifici-Umani

    Divi di Stato, scaricabile da https://hotfile.com/dl/172357305/43c5f27/DiviSta.zip.html (con password: StefanoAnelli)

    Un Paese pericoloso, scaricabile da http://www.fileden.com/files/2010/1/3/2712390/Un%20paese%20pericoloso.pdf

    E’ un po’ di tempo che non bazzico su quel sito, se i link non sono più validi si può ovviare in altra maniera.

    Comunque per una sintesi del suo pensiero sul tema droga c’è questo l’articolo “ITALIA, UNA VOLPE NELLA TAGLIOLA” (erano tempi di Lega rampante per cui l’incipit va contestualizzato):

    https://byebyeunclesam.files.wordpress.com/2010/09/italia-volpe.pdf

    Articolo preso da questa pagina del sito ByeByeUncleSam, dove si trovano anche altri suoi scritti:

    https://byebyeunclesam.wordpress.com/2010/10/01/john-kleeves-selezione-ragionata-di-articoli-ed-interviste/

    Ci sarebbe ancora molto da dire, ma per adesso la finisco qui.

    Comunque grazie Prof. per il lavoro di informazione (che seguo da anni), che fai sul web.

    Mi mangio ancora oggi le mani per non aver salvato i tuoi lavori prima che ti chiudessero la pagina di Google+.

    Ad majora.

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    1. Grazie a te per il tuo interesse (almeno so che a qualcuno interessa questo materiale) e grazie anche per tutte le nuove informazioni, ora mi ci vorrà una motta di tempo per cercare di mettere in ordine il disordine delle carte che si accumulano e per leggere questo “ragazzo” di Rimini. Su Schiaparelli con una sola “p”, è chiaro che sul libro di McCoy ci deve essere un errore di stampa. “Società anonima” sai che è la stessa cosa che la “società per azioni”, in tutto il mondo dominato dalla lex mercatoria. I ruffiani italiani (nel 1942, in piena guerra) hanno cambiato i nomi di tante cose (Orwell) e hanno fatto anche un ottimo lavoro codicistico.

      I tuoi primi tre “link” li vedo, il quarto, quello del libro “sacrifici umani” mi porta su SCRIBS che mi chiede di registrarmi a pagamento e non lo faccio, perché SCRIBs si aggancia al TNYT e CNN e Forbes e mi stanno tutti sulle palle. Il quinto link non mi si apre. Il sesto, Italia Volpe, l’ho scaricato e anche l’ultimo. Quello che pare interessarmi di più è proprio “sacrifici umani” che non ho preso. Hai un’altra copia?

      Di canali Google/youtube, i ruffiani di youtube italia me ne hanno chiusi due (e hanno pure ragione, visto che sono proprietari di quei canali e di tutto quello che noi stronzi ci carichiamo sopra). Un terzo canale Google+ mio è collegato ad un terzo canale youtube mio che è però proprio stato bloccato ieri per la terza volta (questo non ancora chiuso, per ora solo bloccato). Ci sono diverse cose nuove e qualche ripetizione: https://plus.google.com/101983732850582009514

      Salud

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  3. ho scritto : …per indicare che il Governo Americano è da sempre il promotore unico della produzione di droghe…

    In realtà gli americani sono subentrati a spintoni al business che era degli inglesi, questo Kleeves lo spiega bene e io per la fretta non l’ho riportato correttamente.

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    1. Non è un problema tanto grave quello di stabilire se “americani” o “inglesi”, tanto dipendono dagli stessi padroni. La distinzione è solo formale; i centri della propaganda e dello spionaggio statunitense, che si occupano anche delle droghe illegali, diramano tutti, storicamente, da quelli del Regno Unito e quindi dalla Banca d’Inghilterra.

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  4. Sacrifici Umani è il libro più struggente sul tema delle imprese belliche dell’impero americano che io abbia mai letto; la lucida e disincantata analisi delle ragioni per le quali gli americani entrano in guerra e come poi la conducano, ti apre gli occhi su una vertità criminalmente occultata per troppo tempo.
    E’ una sorta di testamento spirituale, dove la correttezza del ricercatore storico incontra la sensibilità di una persona particolare.
    Il messaggio che più mi ha colpito per la forza profetica, e che rappresenta per me il baricentro esatto del libro è questo:-
    “A dispetto delle pretese tecnocratiche, la storia non è finita. Il futuro è là fuori che aspetta.”
    In quel futuro, nel quale il mondo vedrà il collasso dell’impero, il nostro autore non ci sarà perché la sua avventura terrena si concluse tragicamente il 17 Settembre 2010, con uno strano, ma molto strano, suicidio.

    Il libro in formato digitale pesa soltanto 664 Kb ; te lo posso mandare come allegato a questo indirizzo che indichi nel tuo blog: profrobertgalli (chiocciola) tutanota.com ?
    Saluti.

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  5. Si, anche il link a “Divi di Stato” non funziona, ho controllato adesso.
    Pesa 2.12 Mb, se mi confermi la mail cui sopra e mi dai l’ok, te lo invio.

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    1. Però quell’indicazione su Schiapparelli che mi hai dato tu, rivedendola, è a Settimo Torinese o nell’area Torinese. Avrei giurato che Luciano si servisse di fornitori con sede in Sicilia, almeno nella fase del primo dopoguerra, perché in quella terra non c’erano disordini né scioperi. Hanno in quel tempo una filiale in Sicilia oppure è un omonimo (oppure Luciano andava a Torino)?

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  6. Vado a memoria, per cui il grado di precisione è da controllare: Luciano faceva brevi viaggi di lavoro al nord, probabile a Milano dove c’era la sede legale di Schiapparelli; a Torino vi erano gli stabilimenti, che eseguivano gli ordini e le spedizioni.

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    1. Sì, infatti Schiapparelli era una delle più note, è logico che avesse stabilimenti in giro per l’Italia e non solo a Milano/Torino. E anche Luciano era sempre in giro per il mondo, non solo in Sicilia. Perciò….archiviamo la mia domanda.

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